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Z2 : watt o FC ??
Testo
<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 7801376" data-attributes="member: 5183"><p>In generale sì. Ma dipende da moltissimi aspetti che operano in parallelo e in serie e che interagiscono in modo complesso ("complesso" nel senso di: necessità di approccio globale perché non si possono risolvere in modo analitico tutti i componenti e tutte le interazioni).</p><p>Peraltro la stessa cosa, anche apparentemente banale, può portare a effetti decisamente diversi. Credo, questo, di averlo già condiviso: <a href="https://physoc.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1113/JP277619" target="_blank">https://physoc.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1113/JP277619</a></p><p>Lo stimolo applicato è piuttosto diverso nei due sottogruppi, proprio perché si attivano in misura diversa i percorsi adattativi coinvolti (il grafico è basato sui risultati dell'articolo):</p><p>[ATTACH=full]512142[/ATTACH]</p><p>Oltre a questo, da vedere poi come quegli effetti (tipo i rapporti fra molecole presenti) si traducono effettivamente nel segnale di adattamento (anche qui interagiscono in modo complesso, e ci possono essere "colli di bottiglia" che limitano una risposta).</p><p></p><p>In termini generali, sì. Non è detto che sia sempre il modo migliore per farlo (in base a tipologia dell'atleta, rapidità della cinetica del consumo di ossigeno, periodo/progressione, ecc.).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 7801376, member: 5183"] In generale sì. Ma dipende da moltissimi aspetti che operano in parallelo e in serie e che interagiscono in modo complesso ("complesso" nel senso di: necessità di approccio globale perché non si possono risolvere in modo analitico tutti i componenti e tutte le interazioni). Peraltro la stessa cosa, anche apparentemente banale, può portare a effetti decisamente diversi. Credo, questo, di averlo già condiviso: [URL]https://physoc.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1113/JP277619[/URL] Lo stimolo applicato è piuttosto diverso nei due sottogruppi, proprio perché si attivano in misura diversa i percorsi adattativi coinvolti (il grafico è basato sui risultati dell'articolo): [ATTACH type="full" width="545px" alt="1769853369283.png"]512142[/ATTACH] Oltre a questo, da vedere poi come quegli effetti (tipo i rapporti fra molecole presenti) si traducono effettivamente nel segnale di adattamento (anche qui interagiscono in modo complesso, e ci possono essere "colli di bottiglia" che limitano una risposta). In termini generali, sì. Non è detto che sia sempre il modo migliore per farlo (in base a tipologia dell'atleta, rapidità della cinetica del consumo di ossigeno, periodo/progressione, ecc.). [/QUOTE]
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