Vittoria dedicata a tutti quelli che dopo la Sanremo e il Fiandre dicevano che non avrebbe dovuto tirare un metro. La differenza la fa sempre la mentalità e ovviamente questi due sono campioni non solo per le gambe (che ovviamente ci sono) ma soprattutto per la mentalità.
C'è una mentalità da forum, per cui la spettacolarità della gara è data dal fatto che non vinca Pogacar e non da come si vince, aizzata da personaggi che sui social e sui podcast campano di click ripetendo che il ciclismo non è divertente perchè vince sempre uno, e che Pogacar lo sta ammazzando, e che le corse si dovrebbero sviluppare tatticamente non per vincere ma per far perdere lui.
Purtroppo ormai pochissimi ragionano più con la propria testa, e il pubblico va dietro a questi soloni, finendo per non godersi più niente.
Se Pogacar o Van der Poel dessero retta a questi consigli avremmo gare completamente sconclusionate, avete presente la puntata dei Simpson in cui fanno disegnare a Homer l'auto dei suoi sogni e ne esce un mostro invendibile? Ecco, le corse pensate da questi qui sarebbero brutte in quel modo.
E invece secondo me questo è un ciclismo bellissimo dove non ci sono più le meteore che spuntano dal nulla e spariscono subito dopo, dove i campioni veri sono sempre lì davanti a darsi battaglia senza risparmiarsi mai, e lo spettacolo è sempre garantito. Ed è ora che nasca una narrazione che valorizzi questo, invece di accodarsi al piagnisteo dei soliti.