Dopo una battaglia mozzafiato nell’atmosfera suggestiva di Montmartre, Mathieu Van der Poel ha vinto la 21ª e ultima tappa. L’olandese è stato accompagnato in fuga da Tadej Pogacar, che si è aggiudicato la sua quinta vittoria al Tour de France.
Finale spettacolare del Tour de France del record di Pogačar, sul percorso col circuito di Montmartre gli uomini di classifica non si sono limitati a stare a ruota, con anche il conforto della classifica congelata al km 41, ma si sono impegnati in una bagarre che ha infiammato il pubblico parigino. Ovviamente tra questi non poteva mancare Tadej Pogačar, il quale in compagnia di Mathieu van de der Poel ha dato fuoco alle polveri sul pavé di rue Lepic con un attacco che ha messo in riga tutto il gruppo. ai -10km. I due hanno continuato sino al rettilineo finale degli Champs-Elysées, fino al momento in cui Pogačar ai 300mt ha mollato recuperato dal gruppo dei velocisti lanciati, ma non ha mollato invece Mathieu van der Poel, che ha tirato dritto senza mai guardarsi indietro e tagliando il traguardo per primo per una bicicletta davanti al compagno di squadra Jasper Philipsen 2° e Mads Pedersen 3°. Seconda tappa in questo Tour per MvdP, ma ottenuta con un’azione memorabile.
Quinto Tour per Tadej Pogačar, dominato da cima a fondo, che lo fa entrare nel ristrettissimo club dei vincitori di 5 Tour de France: Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain. Ma a livello di vittorie e record totali l’unico a tenergli testa è solo Merckx. Una vittoria ed un record che ne cementa solo ulteriormente lo statuto di corridore più forte di sempre assieme a Merckx.



C'è una mentalità da forum, per cui la spettacolarità della gara è data dal fatto che non vinca Pogacar e non da come si vince, aizzata da personaggi che sui social e sui podcast campano di click ripetendo che il ciclismo non è divertente perchè vince sempre uno, e che Pogacar lo sta ammazzando, e che le corse si dovrebbero sviluppare tatticamente non per vincere ma per far perdere lui.
Purtroppo ormai pochissimi ragionano più con la propria testa, e il pubblico va dietro a questi soloni, finendo per non godersi più niente.
Se Pogacar o Van der Poel dessero retta a questi consigli avremmo gare completamente sconclusionate, avete presente la puntata dei Simpson in cui fanno disegnare a Homer l'auto dei suoi sogni e ne esce un mostro invendibile? Ecco, le corse pensate da questi qui sarebbero brutte in quel modo.
E invece secondo me questo è un ciclismo bellissimo dove non ci sono più le meteore che spuntano dal nulla e spariscono subito dopo, dove i campioni veri sono sempre lì davanti a darsi battaglia senza risparmiarsi mai, e lo spettacolo è sempre garantito. Ed è ora che nasca una narrazione che valorizzi questo, invece di accodarsi al piagnisteo dei soliti.
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