Pogačar da record sull’Alpe d’Huez

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Tadej Pogačar festeggia la sua quinta vittoria di tappa al Tour de France di quest’anno dopo una prestazione da record sull’Alpe d’Huez. Lo sloveno ha stabilito un nuovo record di 35’27” sulla leggendaria salita, battendo il primato stabilito da Marco Pantani nel 1997. Pogačar ha ora collezionato 26 vittorie di tappa in carriera, a sole nove dal record assoluto di Mark Cavendish.


Due volte secondo nelle ultime due tappe dietro Remco Evenepoel c’era chi lo dava per malato e chi in calo. Chiaramente oggi Pogačar ha fatto intendere che non era l’uno né l’altro, con un attacco secco e a lungo raggio a 12 chilometri dal traguardo ha recuperato tutti i corridori in fuga sparpagliati lungo i 21 tornanti della mitica salita francese per poi andare a riprendere i tre corridori in testa, Richard Carapaz, Lenny Martinez e Sepp Kuss, ai -3km dal traguardo. Staccato sul passo Kuss ,Carapaz, indomito leone, ha cercato un ultimo attacco, ma lo sloveno gli è rientrato tirandosi dietro un tenace Lenny Martinez. All’ingresso dell’ultimo kilometro Pogačar ha piazzato un’accelerazione brutale a oltre 35kmh, che seppur sulla lieve pendenza finale dell’Alpe ha creato immediatamente un distacco di decine di metri coi due inseguitori. Martinez ha poi avuto ragione di Carapaz allo sprint conquistando il 2° posto che gli vale anche il 5° in classifica generale ai danni di Juan Ayuso (Lidl), attardato di 6’26”, ed esausto, al traguardo.

Anche Carapaz guadagna tempo in classifica generale, salendo ora all’8° posto, ai danni di Tom Pidcock (Pinarello) e Jordan Jegat (Total). L’ecuadoriano ha strappato però per 1 punto la maglia a pois a Pogačar.

Commenti

  1. TheLordofBike:

    Vi svelo un segreto…se fate 30km di salita a 20kmh e poi subito 30km di discesa a 60kmh alla fine la media oraria dei 60km non sarà di 40kmh
    La puoi mettere giù un po' più semplice?
  2. TheLordofBike:

    a me la cosa che quadra meno è il fatto che lo sloveno fino ad ottobre 2023 era si un corridore eccezionale ma “umano” e ampiamente “alla portata”, che si giocava le gare sudando e arrivando all’arrivo esausto.
    In 5 mesi si è trasformato in un’alieno.

    e no, non venitemi a dire che prima non si allenava e/o non si preparava. Parliamo di gente pagata milioni con staff tecnico di prim’ordine e tranquilli che al Tour è alle monumento non portano atleti che non siano “al top” e che non abbiano fatto ciò che serve per esserlo.

    2021 5400 punti UCI (87punti/gg)
    2022 5200 punti UCI (94punti/gg)
    2023 7700 punti UCI (114punti/gg)

    Inverno con trasformazione in super sayan

    2024 11700 punti UCI (202punti/gg)
    2025 11700 punti UCI (235punti/gg)

    Ma davvero, di cosa stiamo parlando?? Siate intellettualmente onesti per favore.

    A fine 2023 ha faticato a staccare Bagioli al Lombardia e nel finale di stagione non è riuscito a vincere gare secondarie come Giro dell’Emilia, Tre Valli, Giro della Toscana e Coppa Sabatini.

    5 mesi dopo a marzo 2024 ha vinto le strade bianche con la sigaretta in bocca facendo 80km da solo e battendo il cinque al pubblico lungo il percorso.

    Quindi tutto bello, ma non c’è niente di “normale” e di cui essere felici in tutto questo.

    La differenza tra Tadej ottobre 2023 e Tadej febbraio 2024 è la stessa che c’era tra me under23 e Contador che vinse il tour nel 2008.

    Che poi, se fosse stata genetica e dote innata non si spiega come mai con i suoi coetanei nelle categorie giovanili Tadej risultasse indubbiamente promettente ma ampiamente “nella media” (Finn per assurdo sta ottenendo risultati che Tadej alla sua età si sognava nelle notti bagnate…Tralasciando Remco che, appena salito in bici dava già minuti ai diretti avversari).

    Quanto visto venerdì e sabato no non è stato un bel spettacolo, no per chi ama questo sport e sa quanto “difficile” sia e debba essere.
    vedere gente che vince il tour è distrugge tempi record arrivando “fresco” non è spettacolare e no non da giustizia alla storia “epica” di imprese e sofferenze/fatiche di questo sport
    A me la cosa che più stupisce è Bernal che dice che va più forte di quando ha vinto il Tour e arriva a Parigi con 2 ore di distacco.
    Mi fa pensare che ci siano una generazione intera di atleti geneticamente modificati.
    Però boh...a mio avviso,fino a prova contraria,bisogna non pensare e godersi lo spettacolo,altrimenti spengo la TV e smetto di andare alle 7 del mattino sull'Alpe d'Huez per aspettare i corridori fino a sera.
  3. Comunque per capirci........io credo più a Pogacar che Vingegaard.
    Il problema vero che Pogacar si è fuori scala, ma ad aver aumentato notevolmente le prestazioni siano in tanti in gruppo, poi c'è chi l'ha fatto in maniera molto eccessiva chi meno.
    Ritengo il vero fenomeno di base del ciclismo Remco, che per una cosa o l'altra non ha ancora avuto quel salto di qualità ( anche se in questo Tour è andato come mai nella sua carriera) adesso bisognerà solo vedere se continuerà a crescere oppure resterà cosi o andrà un pò meno.
    Altri veri talenti sono Seixas e per me anche Finn e pure Del Toro ( anche se forse un pò meno di questi 2 )
    Tutto dipende da cosa si fa oltre al vero motore....... una cosa è certa, solo con madre natura non vai a 7w/kg, non ci andavi ieri e non ci puoi andare oggi......perchè le migliorie di biciclette o alimentazione non ti fanno aumentare di 40 o 50w il tuo motore, perchè sarebbe come per un centrometrista scarso da 10,50 secondi passare a 9,50 e fare il record del mondo circa.
    Inutile ci prendiamo in giro, con questi numeri a gente come Froome,Contador e Nibali davano dai 5 a 8 minuti a scalata e non credo che questi 3 fossero dei brocchi, avessero biciclette di Binda e Guerra oppure mangiassero come squali in albergo e panini con la porchetta fino all'ultima salita.
    Poi che questo ciclismo sia bello e divertente si.......ma super credibile si fa molta molta fatica.
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