Categoria: Storie

[Libro] Il ribelle -5-

    Le proposte     Quel pomeriggio stesso ero sdraiato sul letto nella mia stanza d’albergo. Gambe contro il muro, guardando foglie di tè che galleggiano su e giù in un barattolo di vetro da due litri di acqua messa a bollire, in attesa che il tè sia pronto. Rasoio in mano, passai in rassegna le mie gambe per recidere ogni singolo pelo che trovavo. Se la cronometro non aveva attirato l’attenzione della Kuybyshev, allora all’indomani avrei dovuto vincere la gara su strada. C’era una salitella a meno di due chilometri dall’arrivo: se mi fossi piazzato bene nell’avvicinamento...

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Il primo “santone”: Choppy Warburton

Come già scritto a proposito dei pionieri dei primi grandi giri, prendere delle sostanze “eccitanti”, o che non facessero sentire freddo e fatica, era non tanto un modo per avere vantaggi poco onesti, ma un modo per restare vivi, in tappe lunghe mediamente più di 300km, corse anche di notte, vestiti in maglie e calzoni di lana, senza rapporti ed in totale autonomia. Parlare di “doping” in quel contesto probabilmente è una forzatura, ma il ciclismo non era nemmeno all’epoca solo grandi giri, anzi, l’attività più frenetica si aveva in pista. Già nel 1881 si era corsa la prima...

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[Libro] Il ribelle -4-

La scalata alla piramide   La strada per la cima della piramide ciclistica si è rivelata più impervia di quanto pensassi. All’inizio, niente sembrava troppo complicato: vinci o finisci sul podio ai campionati nazionali russi per essere selezionato nella Kuybyshev, fallo e sei a un passo dalla cima, la nazionale.  La Kuybyshev era la più grande, la più potente squadra di ciclismo dell’URSS. Finanziata e legata all’esercito sovietico, i suoi dirigenti governavano la scena ciclistica sovietica. Potevano scegliere qualsiasi talento da qualsiasi parte del Paese, non importava se provenivi dalla Russia o dall’Estonia: ti facevano firmare un contratto di...

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La corsa più dura: Milano-Sanremo 1910

Dire che una corsa sia più dura di un’altra è ovviamente impossibile, per vari motivi, quindi sicuramente la scelta di questo titolo è totalmente arbitraria, ma ci sono buoni motivi per considerare la Milano-Sanremo del 1910 come una delle corse più dure mai disputate, non fosse altro per il numero di corridori arrivati al traguardo: 4 (su 63 partiti). Veniamo alla cronaca. Un numeroso pubblico stazionò tutta la notte dinanzi al ristorante Stabilini* di Porta Genova, luogo fissato per il ritrovo di partenza dei concorrenti di questa quarta corsa ciclistica Milano-Sanremo. Il cielo è coperto e l’aria freddissima non...

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[Libro] Il ribelle -3-

  Mi sono arreso e mi sono unito al branco nel momento in cui sono entrato in un locale caldaia in un edificio di mattoni dopo la prima tappa a Maykop. Accanto all’entrata c’era una montagna di carbone alta tre metri. Il locale caldaia era pieno di ragazzi nudi. Erano in attesa del loro turno sotto le due docce posizionate da qualche parte sopra la loro testa. Uno strato di sabbia bagnata e sporcizia ricopriva il pavimento di cemento. Maglie, pantaloncini, calzini, berretti, tutti coperti di fango, erano adagiati sul pavimento in cumuli separati.  Voltai il capo e guardai...

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Honoré Barthélémy, il bulldog

La prima guerra mondiale segna uno spartiacque netto nella storia del ciclismo, e fa terminare l’epoca dei pionieri. E non solo metaforicamente, perché non pochi dei pionieri rimasero vittime della guerra. Trai i più noti: François Faber (1 Tour -due volte 2°-, 1 Paris-Roubaix, 1 Lombardia ed una Paris-Tour le vittorie principali) arruolato nella legione straniera francese (era lussemburghese) e ucciso da un colpo in testa mentre saltava con un compagno ferito sulle spalle dentro la propria trincea; Octave Lapize (1 Tour, 3 Paris-Roubaix) pilota d’aereo, abbattuto sopra Verdun nel 1917; Lucien Petit-Breton (il primo a vincere 2 Tour,...

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[Libro] Il ribelle -2-

Costruire campioni era lo scopo del sistema. Erano regole non scritte: nessun codice, nessun manuale di istruzioni e nessun percorso chiaro da seguire. Si ascoltava quelli che ci erano passati prima di te come Piotr Trumheller e se ti piaceva quello che avevi visto ti buttavi nella mischia.  Quello che avevo visto mi piaceva. L’uomo che ora era al volante era il migliore esempio di come si dovesse agire secondo il sistema e adesso si godeva una bella vita. Quando correva non era un campione. Buona fama, un corridore su cui si poteva contare, ma non materiale con cui...

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Maglie mitiche: Alcyon

Se oggi la squadra più vincente (e per questo criticata) è il Team Sky (a breve Team Ineos), nel passato ci sono state numerose squadre ad avere dominato il panorama ciclistico, se non di più. La prima di queste squadre, cronologicamente, è senza dubbio la francese Alcyon. In francese l’alcyon è il martin pescatore, che era il simbolo dell’omonima azienda, produttrice di biciclette dal 1902 e poi di motociclette dal 1904. Questa squadra, attiva dal 1904 al 1962 ha vinto 14 Tour de France, 13 Paris-Roubaix, 11 Bordeaux-Paris, 6 Milano-Sanremo, 4 Giri delle Fiandre, 6 Liège-Bastogne-Liège, e con i...

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Josef Fischer, il primo “scalatore”

Quando John Degenkolb, allora in maglia Giant, vinse la Paris-Roubaix nel 2015 non si mancò di rimarcare che era il secondo tedesco a vincere l’inferno del nord in 119 anni. Infatti per trovare un altro tedesco vincente sul pavé della Roubaix bisognava tornare niente di meno che alla prima edizione, nel 1896, con la vittoria di Josef Fischer. Nato nel 1865 Fischer fu un corridore fortissimo sulle lunghe distanze. Alla vittoria alla prima Roubaix, dove rifilò 25′ al secondo, il danese Charles Meyer, e 28′ al futuro vincitore del primo Tour de France, Maurice Garin, all’epoca ancora italiano. Il...

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