Categoria: Storie

Maglie mitiche: Atala

La squadra Atala  fu presente in gruppo in tre distinti periodi: 1908-1925; 1945-1962; 1982-1989. Ognuno di questi periodi fu però marcato dalla presenza dell’Atala con corridori che hanno segnato la storia. La storia dell’Atala squadra va di pari passo con la storia dell’Atala azienda di biciclette, una storia italiana che probabilmente è nei ricordi di molti, sotto varie forme. Personalmente per me Atala è stata semplicemente la prima bicicletta (ma anche la seconda), oltre ad essere presente nei ricordi con altri prodotti che hanno segnato una generazione, come i ciclomotori Califfo, Califfone e mini Califfo.   La storia dell’Atala inizia...

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[Libro] Il ribelle -11- Fratelli

Fratelli Anton era su un treno per pendolari diretto a Mosca quando siamo atterrati all’aeroporto Sheremetyevo provenienti da Parigi.   I palazzi clonati scorrevano fuori dal finestrino nella direzione opposta del treno.  Voltò il capo lontano dagli edifici in movimento e osservò la carrozza affollata.   La maggior parte delle persone leggeva: l‘Intelligentsiya, libri e riviste letterarie. Il Gapota, il Plebes, quotidiani e riviste illustrate.  Cosa diavolo potresti leggere su queste pagine artefatte dagli spin doctors della macchina della propaganda? Annebbia la mente anche solo guardare i titoli. “Nuova Era nella storia dell’umanità”. “Grande eroismo di un grande popolo”. “Potenti ali...

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Due campioni introversi: Giovanni Valetti e Paul Deman

Cosa rende tale un campione? Le vittorie, la classe, l’atteggiamento. Quando si uniscono vittorie e atteggiamento spavaldo e “simpatico” si ha spesso il “campione popolare”. Una cosa che spesso non viene tollerata sono i piazzamenti: uno può con grande regolarità piazzarsi sui podi delle corse più prestigiose, ma questo è quasi considerata una colpa, come se per il pubblico quel “quasi” ricordasse qualcosa di se che non piace, che non si vuol vedere. È cosi che gli eterni piazzati spesso non sono molto amati (eccezione, Poulidor) e gli si rimprovera anche qualcosa. Poi c’è una quarta categoria: i campioni...

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[Libro] Il ribelle -10- I mondiali in Francia

  I mondiali in Francia  Il quartetto vincitore del Mondiale Juniores del 1984 a Caen, da sinistra: Nikolai Razouvaev, Piotr Zjukivsky, Igor Soumnikov, Sergei Kapoustin      Fui selezionato per i campionati del mondo juniores e volammo in Francia. I Giochi olimpici di Los Angeles boicottati dall’Unione Sovietica e dal blocco orientale erano finiti alcuni giorni prima.  Quel campionato fu il primo evento dopo le Olimpiadi in cui atleti sovietici e americani si incontravano.  I vertici del Paese, ci disse il dirigente in capo della nazionale, non vogliono che gli americani vincano.  Neanche una gara.    Gli organizzatori ci avevano...

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Philippe Gaumont: vittima e carnefice

Philippe Gaumont, soprannominato “la Gomme”, è stato un corridore degli anni bui del ciclismo; professionista dal 1994 al 2004. Anni piagati dal doping, quello più brutale, in cui “il salto tecnologico” delle sostanze e dei metodi fu cosi grande e repentino che l’antidoping ci mise un decennio solo per trovare un test affidabile per trovare l’EPO, la pietra filosofale del doping. Di quegli anni si è detto di tutto e di più, molti protagonisti sono ora dirigenti sportivi, “direttori delle performances”, imprenditori del mondo del ciclismo. Altri sono finiti male, chi decaduto, chi deceduto. Gaumont ha un triste primato,...

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[Libro] Il ribelle -9- Il quartetto a cronometro

  Il quartetto a cronometro   Entro la fine della stagione, ero stabilmente in squadra ed ero in camera con un ragazzo che amava gli AC/DC tanto quanto me.  Il capo della Titan, Yuri Elizarov, era un uomo alto e robusto, con un viso caratteristico, molto grande e le sopracciglia a cespuglio. Non avresti voluto contraddirlo. Mi sono scottato più di una volta cercando di fregarlo mentre cresceva la nostra, tumultuosa, relazione. Era da stupidi prenderlo in giro e mettere alla prova la sua pazienza perché ne aveva poca. In ritardo per un allenamento o la colazione e ti...

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Edouard Nieuport e l’aerodinamismo

L’aerodinamica è un aspetto del ciclismo tra i meno popolari, da sempre. Un aspetto importante, ma spesso poco compreso, per niente “visibile” e pertanto persino sbeffeggiato. È una storia che parte da lontano, come sempre dal ciclismo dagli albori. Probabilmente alcune osservazioni nascono per caso, come per le ruote. Alla fine del ‘900 si provava di tutto sulle bici. La Disc Wheel Company Ltd. di Londra, nel 1896 proponeva (non solo per le bici) delle ruote composte di due cilindri di acciaio molto sottile che venivano pretensionati e ed installati sul cerchio. Le prime ruote lenticolari. Fu subito evidente...

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[Libro] Il ribelle -8- Samarcanda e il valore dei tubolari

  Samarcanda e il valore dei tubolari    Vinsi la prima tappa a cronometro a Samarcanda e proseguimmo con una vittoria nella cronometro a squadre. Il giorno dopo misi la ciliegina sulla torta con un altro primo posto in una tappa in linea.  Se uno tappa era sufficiente per qualificarsi, cosa sarebbe successo con tre di fila? Il direttore tecnico della nazionale raggiunse la nostra ammiraglia dopo la terza tappa per stringermi la mano e darmi il benvenuto in nazionale. Ero dentro.  Qualificarsi significava andare a gareggiare nell’Europa occidentale e, se avessi avuto il coraggio di fare il salto,...

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Robert Asse. L’ultimo amatore

Robert Asse, nato il 17 agosto 1894 a Vannes, in Bretagna, fu definito nel necrologio che gli dedicò L’Auto il 1° maggio 1932, “l’ultimo amatore”. Mai definizione fu meno veritiera, in quanto di amatori come Asse il futuro ne avrebbe riservati parecchi. Figlio di “eccellente famiglia di notai, banchieri ed ingegneri” Asse era un appassionato di ciclismo. La passione per il ciclismo all’epoca non era più cosa da Dandy come alla fine dell’800, ma era competizione per le classi subalterne. Robert Asse però ne era malato, e pur non avendo “i numeri” per poter competere con i veri professionisti...

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