- 25 Novembre 2007
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- Bici
- S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Su Repubblica di oggi è stato pubblicato un interessante articolo sulle cause vere dell'affaticamento muscolare.
Da poco tempo è stata ormai screditata scientificamente l'ipotesi che indicava l'acido lattico come principale causa dell'affaticamento.
Sembra invece che alcune recenti ricerche americane basate sugli eventi molecolari che interessano il muscolo cardiaco hanno mostrato che, in condizioni di maggior richiesta di flussi sanguigni, come normalmente accade sotto sforzo prolungato, il sistema nervoso irrora il cuore con una serie di ormoni tra i quali l'epinefrine e la norepinefrina, che determinano maggiori contrazioni cardiache.
Tali ormoni rilasciano il calcio delle cellule del muscolo cardiaco. Quindi si instaura un circolo vizioso nel quale ad eventuali maggiori richieste gli ormoni non riescono più a determinare un maggior numero di contrazioni per via del calcio rilasciato, il sistema nervoso è indotto a rilasciare maggiori quantità di ormoni, che a quel punto determinano il danneggiamento delle cellule muscolari per via della minore efficienza della contrazione causata dal rilascio del calcio.
Altre ricerche, condotte anche su ciclisti, hanno dimostrato che lo stesso meccanismo interessa anche tutti i distretti muscolari interessati dallo sforzo, per cui l'affaticamento sopraggiugerebbe non a causa dell'acido lattico ma bensì a causa del rilascio di calcio da parte delle fibre muscolari, che quindi hanno minore efficienza di contrazione.
Probabilmente tali eventi hanno diversi effetti in relazione alla capacità di ognuno di noi, è però innegabile a questo punto che svolgere allenamenti di intensità molto alta e sulla o oltre la soglia anaerobica in realtà sono controproducenti perchè non fanno altro che determinare il danneggiamento del muscolo, da quì il famoso mal di gambe che assale dopo esercitazioni particolarmente intense e prolungate, non è altro che il risultato della rottura delle fibre muscolari, ed il recupero non è altro che la maggior capacita personale di ricostituire in tempi brevi le fibre muscolari danneggiate.
Quindi è innegabile come allenarsi con la potenza significhi in realtà applicare uno stimolo allenante compatibile con le capacità di ognuno di noi, senza il rischio di danneggiare la muscolatura.Ciao
Da poco tempo è stata ormai screditata scientificamente l'ipotesi che indicava l'acido lattico come principale causa dell'affaticamento.
Sembra invece che alcune recenti ricerche americane basate sugli eventi molecolari che interessano il muscolo cardiaco hanno mostrato che, in condizioni di maggior richiesta di flussi sanguigni, come normalmente accade sotto sforzo prolungato, il sistema nervoso irrora il cuore con una serie di ormoni tra i quali l'epinefrine e la norepinefrina, che determinano maggiori contrazioni cardiache.
Tali ormoni rilasciano il calcio delle cellule del muscolo cardiaco. Quindi si instaura un circolo vizioso nel quale ad eventuali maggiori richieste gli ormoni non riescono più a determinare un maggior numero di contrazioni per via del calcio rilasciato, il sistema nervoso è indotto a rilasciare maggiori quantità di ormoni, che a quel punto determinano il danneggiamento delle cellule muscolari per via della minore efficienza della contrazione causata dal rilascio del calcio.
Altre ricerche, condotte anche su ciclisti, hanno dimostrato che lo stesso meccanismo interessa anche tutti i distretti muscolari interessati dallo sforzo, per cui l'affaticamento sopraggiugerebbe non a causa dell'acido lattico ma bensì a causa del rilascio di calcio da parte delle fibre muscolari, che quindi hanno minore efficienza di contrazione.
Probabilmente tali eventi hanno diversi effetti in relazione alla capacità di ognuno di noi, è però innegabile a questo punto che svolgere allenamenti di intensità molto alta e sulla o oltre la soglia anaerobica in realtà sono controproducenti perchè non fanno altro che determinare il danneggiamento del muscolo, da quì il famoso mal di gambe che assale dopo esercitazioni particolarmente intense e prolungate, non è altro che il risultato della rottura delle fibre muscolari, ed il recupero non è altro che la maggior capacita personale di ricostituire in tempi brevi le fibre muscolari danneggiate.
Quindi è innegabile come allenarsi con la potenza significhi in realtà applicare uno stimolo allenante compatibile con le capacità di ognuno di noi, senza il rischio di danneggiare la muscolatura.Ciao