Allenamento con la potenza e fatica muscolare

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
2.639
237
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Bici
S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Su Repubblica di oggi è stato pubblicato un interessante articolo sulle cause vere dell'affaticamento muscolare.
Da poco tempo è stata ormai screditata scientificamente l'ipotesi che indicava l'acido lattico come principale causa dell'affaticamento.
Sembra invece che alcune recenti ricerche americane basate sugli eventi molecolari che interessano il muscolo cardiaco hanno mostrato che, in condizioni di maggior richiesta di flussi sanguigni, come normalmente accade sotto sforzo prolungato, il sistema nervoso irrora il cuore con una serie di ormoni tra i quali l'epinefrine e la norepinefrina, che determinano maggiori contrazioni cardiache.
Tali ormoni rilasciano il calcio delle cellule del muscolo cardiaco. Quindi si instaura un circolo vizioso nel quale ad eventuali maggiori richieste gli ormoni non riescono più a determinare un maggior numero di contrazioni per via del calcio rilasciato, il sistema nervoso è indotto a rilasciare maggiori quantità di ormoni, che a quel punto determinano il danneggiamento delle cellule muscolari per via della minore efficienza della contrazione causata dal rilascio del calcio.
Altre ricerche, condotte anche su ciclisti, hanno dimostrato che lo stesso meccanismo interessa anche tutti i distretti muscolari interessati dallo sforzo, per cui l'affaticamento sopraggiugerebbe non a causa dell'acido lattico ma bensì a causa del rilascio di calcio da parte delle fibre muscolari, che quindi hanno minore efficienza di contrazione.
Probabilmente tali eventi hanno diversi effetti in relazione alla capacità di ognuno di noi, è però innegabile a questo punto che svolgere allenamenti di intensità molto alta e sulla o oltre la soglia anaerobica in realtà sono controproducenti perchè non fanno altro che determinare il danneggiamento del muscolo, da quì il famoso mal di gambe che assale dopo esercitazioni particolarmente intense e prolungate, non è altro che il risultato della rottura delle fibre muscolari, ed il recupero non è altro che la maggior capacita personale di ricostituire in tempi brevi le fibre muscolari danneggiate.
Quindi è innegabile come allenarsi con la potenza significhi in realtà applicare uno stimolo allenante compatibile con le capacità di ognuno di noi, senza il rischio di danneggiare la muscolatura.Ciao
 

Arcor

Apprendista Passista
15 Dicembre 2006
1.016
1
Roma
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Perchè dici che allenarsi con la potenza non danneggia la muscolatura ?

Anche allenandosi con la potenza sono previsti range che ti farebbero andare la FC ad alti livelli con conseguente danneggiamento della muscolatura.
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
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Perchè dici che allenarsi con la potenza non danneggia la muscolatura ?

Anche allenandosi con la potenza sono previsti range che ti farebbero andare la FC ad alti livelli con conseguente danneggiamento della muscolatura.

Questo non è vero, o è vero solamente quando impieghi una potenza superiore alla soglia di potenza anaerobica, se rimani sotto quella potenza o addirittura sulla potenza aerobica, in realtà puoi riprodurre lo sforzo fisico ad intervalli e praticamente a determinate condizioni anche all'infinito, senza causare danni muscolari, e di conseguenza senza mal di gambe.
In poche parole allenarsi sulla soglia anaerobica serve solamente se impieghi una potenza di soglia anaerobica per un tempo inferiore rispetto a quello nel quale si innescherebbero i fenomeni descritti sopra, ma senza misuratore di potenza è impossibile determinare questo tempo.Ciao
 

Lookup

Pedivella
30 Maggio 2005
400
4
57
Brianza & Langhe
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Scott CR1 personal edition, ChinaVelò home and hand made
S
Tali ormoni rilasciano calcio nei condotti delle cellule del muscolo cardiaco. Quindi si instaura un circolo vizioso nel quale ad eventuali maggiori richieste gli ormoni non riescono più a determinare un maggior numero di contrazioni per via del calcio rilasciato, il sistema nervoso è indotto a rilasciare maggiori quantità di ormoni, che a quel punto intossicano le cellule muscolari di calcio causandone anche il danneggiamento.
Altre ricerche, condotte anche su ciclisti, hanno dimostrato che lo stesso meccanismo interessa anche tutti i distretti muscolari interessati dallo sforzo, per cui l'affaticamento sopraggiugerebbe non a causa dell'acido lattico ma bensì a causa dell'eccesso di calcio.
Probabilmente tali eventi hanno diversi effetti in relazione alla capacità di ognuno di noi, è però innegabile a questo punto che svolgere allenamenti di intensità molto alta e sulla o oltre la soglia anaerobica in realtà sono controproducenti perchè non fanno altro che determinare il danneggiamento del muscolo, da quì il famoso mal di gambe che assale dopo esercitazioni particolarmente intense e prolungate, non è altro che il risultato della rottura delle fibre muscolari, ed il recupero non è altro che la maggior capacita personale di ricostituire in tempi brevi le fibre muscolari danneggiate.

Visto che sei uno che sei addentro al discorso : questo calcio da dove arriva ? se sottraggo calcio non rischio l'osteoporosi ?
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
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Visto che sei uno che sei addentro al discorso : questo calcio da dove arriva ? se sottraggo calcio non rischio l'osteoporosi ?

L'articolo che ho letto su Repubblica di oggi è un riassunto di tutto quanto, e non chiarisce tutte le problematiche collegate, bisognerebbe leggere gli studi degli scienziati americani.
Però la tua osservazione non mi sembra pertinente perchè in realtà il fenomeno del rilascio del calcio è determinato da condizioni fisiologiche particolari e quindi non costituisce la normalità.
In ogni caso è risaputo che un'attività intensa comporta un certo consumo di minerali tra i quali il calcio, ma evitare il fenomeno sarebbe molto semplice, a condizione di avere un misuratore di potenza. L'autore dell'articolo già ipotizza la scoperta di una pillola antifatica che impedirebbe il rilascio di calcio, e di conseguenza un nuovo tipo di doping se la pratica fosse applicabile con successo negli sportivi, anche se di fatto il calcio costituirebbe un limitatore organico, e di conseguenza il rischio sarebbe di eseguire esercizi fisici molto oltre le prorie capacità organiche per assenza del limite fatica, con le immaginabili conseguenze. Ciao
 

perepeppe

Gregario
17 Ottobre 2006
505
1
helsinki
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Bici
Nishiki
Mi dispiace ma non sono d' accordo.
Anche da inesperto dell' allenamento mi sono fatto una mia idea. Spero che dalla critica ne esca fuori uno stimolo interessante a continuare la discussione.

Da poco tempo è stata ormai screditata scientificamente l'ipotesi che indicava l'acido lattico come principale causa dell'affaticamento.
.....
Tali ormoni rilasciano calcio nei condotti delle cellule del muscolo cardiaco. Quindi si instaura un circolo vizioso nel quale ad eventuali maggiori richieste gli ormoni non riescono più a determinare un maggior numero di contrazioni per via del calcio rilasciato, il sistema nervoso è indotto a rilasciare maggiori quantità di ormoni, che a quel punto intossicano le cellule muscolari di calcio causandone anche il danneggiamento.

Quello che mi viene in mente é che se per lungo tempo questi fenomeni sono stati confusi é perché probabilmente hanno comportamenti comuni.
Se prima si diceva che stando un' ora alla frequenza di soglia aerobica ci si stancava perché c' era l' accumulo di acido lattico adesso si dirá che c'é accumulo di calcio.
Anzi con questo direi che monitorando il cuore si ottiene un ottimo indicatore dell' accumulo di calcio.

Probabilmente tali eventi hanno diversi effetti in relazione alla capacità di ognuno di noi, è però innegabile a questo punto che svolgere allenamenti di intensità molto alta e sulla o oltre la soglia anaerobica in realtà sono controproducenti perchè non fanno altro che determinare il danneggiamento del muscolo, da quì il famoso mal di gambe che assale dopo esercitazioni particolarmente intense e prolungate, non è altro che il risultato della rottura delle fibre muscolari, ed il recupero non è altro che la maggior capacita personale di ricostituire in tempi brevi le fibre muscolari danneggiate.

Anche accettando il fatto che con l' allenamento ad alta intensitá di danneggia momentaneamente il muscolo, con il recupero si rimette tutto a posto. Anzi puó innescare la supercompenzazione.
E forse da questo deriva tutta una serie di frasi fatte.
"Il recupero é parte integrante dell' allenamento" ecc.
Poi credo che anche il recupero va allenato, magari una persona abituata a stancarsi recupera meglio di una persona che si stanca e che non era abituata.

Quindi è innegabile come allenarsi con la potenza significhi in realtà applicare uno stimolo allenante compatibile con le capacità di ognuno di noi, senza il rischio di danneggiare la muscolatura.Ciao

Perché? Vuoi dire che allenandosi con la potenza non si fanno allenamenti ad alta intensitá? O che con la allenandosi con la potenza non si arriva alla soglia?
 

marcuzzo

Apprendista Velocista
4 Maggio 2007
1.729
28
Ferrara
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pero mi sembra tutto un po approssimativo:quale tipo di fatica?
Se faccio 1km da fermo e un tipo di fatica se provo a fare lo squat con il 90% del max e una altro tipo nel primo caso avro sicuramente delle concentrazioni di LA altissime nel secondo caso avro un innalzamento veramente irrisorio e riusciro a fare al max 3/4 ripetizioni ma interviene in tutti i due casi qualcosa che porta all esaurimento,se poi rimango sotto l'ipotetica soglia di una certa misura avro l' LA sotto 4mm ma raggiungero comunque un affaticamento tale da farmi sospendere il lavoro o rallentarlo in maniera drastica.
E poi perche l'aumento dell ematocrito porterebbe ad una diminuzione dell LA a parita di sforzo?
E aggiungo che ci sono allenamenti che portano molto piu al dolore ritardato muscolare rispetto al ciclismo ,quegli sport ed esercitazioni tipo pliometria e lavori eccentrici coi pesi nei quali si danneggiano si le fibre muscolari ma non credo proprio che sia per l'effetto dell acido lattico(se ne forma pochissimo) ma credo piu per un azione meccanica diretta sulle fibre,il risultato e comunque che chi si allena ha sempre muscoli piu forti di prima se no avremmo tutti delle fibrosi muscolari e sarebbe molto piu critico il dosaggio giusto degli allenamenti
 

ciclotrainer

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Mi dispiace ma non sono d' accordo.
Anche da inesperto dell' allenamento mi sono fatto una mia idea. Spero che dalla critica ne esca fuori uno stimolo interessante a continuare la discussione.



Quello che mi viene in mente é che se per lungo tempo questi fenomeni sono stati confusi é perché probabilmente hanno comportamenti comuni.
Se prima si diceva che stando un' ora alla frequenza di soglia aerobica ci si stancava perché c' era l' accumulo di acido lattico adesso si dirá che c'é accumulo di calcio.
Anzi con questo direi che monitorando il cuore si ottiene un ottimo indicatore dell' accumulo di calcio.



Anche accettando il fatto che con l' allenamento ad alta intensitá di danneggia momentaneamente il muscolo, con il recupero si rimette tutto a posto. Anzi puó innescare la supercompenzazione.
E forse da questo deriva tutta una serie di frasi fatte.
"Il recupero é parte integrante dell' allenamento" ecc.
Poi credo che anche il recupero va allenato, magari una persona abituata a stancarsi recupera meglio di una persona che si stanca e che non era abituata.



Perché? Vuoi dire che allenandosi con la potenza non si fanno allenamenti ad alta intensitá? O che con la allenandosi con la potenza non si arriva alla soglia?

Scusa, ma mi sono accorto che nella fretta di descrivere il meccanismo dell'affaticamento ho lasciato intendere, erando comunque anche l'interpretazione di quanto letto, che l'affaticamento fosse determinato dall'accumulo di calcio.
Per rilascio di calcio deve intendersi la perdita di calcio da parte delle fibre muscolari, e quindi la perdita della capacità di contrazione ed alla lunga la rottura della fibra.
Per come scritto prima non si accordava nemmeno con quanto avevo scritto successivamente nella discussione.
E' ovvio che lo stimolo allenante corretto deve portare alla supercompensazione, ma non è detto che questo deve passare attraverso una sistematica distruzione e ricostruzione.
Del rasto questo è il motivo per il quale negli sport di potenza è consigliata una dieta più proteica. Il ciclismo è uno sport di tipo aerobico, per cui tutto deve passare per il potenziamento del sistema aerobico, che evidentemente non prevede un livello di fatica tale da non poter proseguire l'esercizio.
I livelli di potenza anaerobici vanno sicuramente allenati, ma di fatto possono essere allenati in perfetta aerobiosi, cioè utilizzando maggiore potenza per periodi di tempo molto limitati, mentre gli esercizi alla soglia di potenza aerobica saranno molto più prolungati, nell'uno e nell'altro caso si evitano comunque i fenomeni di "affaticamento muscolare" descritti.Ciao
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
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Bici
S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
pero mi sembra tutto un po approssimativo:quale tipo di fatica?
Se faccio 1km da fermo e un tipo di fatica se provo a fare lo squat con il 90% del max e una altro tipo nel primo caso avro sicuramente delle concentrazioni di LA altissime nel secondo caso avro un innalzamento veramente irrisorio e riusciro a fare al max 3/4 ripetizioni ma interviene in tutti i due casi qualcosa che porta all esaurimento,se poi rimango sotto l'ipotetica soglia di una certa misura avro l' LA sotto 4mm ma raggiungero comunque un affaticamento tale da farmi sospendere il lavoro o rallentarlo in maniera drastica.
E poi perche l'aumento dell ematocrito porterebbe ad una diminuzione dell LA a parita di sforzo?
E aggiungo che ci sono allenamenti che portano molto piu al dolore ritardato muscolare rispetto al ciclismo ,quegli sport ed esercitazioni tipo pliometria e lavori eccentrici coi pesi nei quali si danneggiano si le fibre muscolari ma non credo proprio che sia per l'effetto dell acido lattico(se ne forma pochissimo) ma credo piu per un azione meccanica diretta sulle fibre,il risultato e comunque che chi si allena ha sempre muscoli piu forti di prima se no avremmo tutti delle fibrosi muscolari e sarebbe molto piu critico il dosaggio giusto degli allenamenti

Quanto scritto non l'ho detto io, riporto solo il contenuto di un articolo di Repubblica di oggi che puoi eventualmente leggere.
Quello che hanno evidenziato gli esperimenti citati è che ad un certo livello di fatica, evidentemente nel corso di uno sforzo, la maggior richiesta di flussi sangugni determina l'intervento di ormoni che alla lunga sono la causa del rilascio di calcio dalla fibra muscolare. Si sa che se sei in ipocalcemia, oltre ad avere una minore resistenza si va incontro al fenomeno di crampi in tutta la muscolatura. Quindi è il rilascio eccessivo di calcio che determina la fatica muscolare, ed è logico rispetto a quanto detto prima.
Nel 2001 ho tolto la tiroide e per un bel periodo ho avuto un abbassamento di calcio che è prodotto dalle paratiroidi, evidentemente danneggiate dall'operazione, sono rimasto almeno 3 settimane a rischio crampo totale, e la notte mi svegliavo puntualmente per crampi ai piedi ed ai polpacci senza avere nemmeno fatto un minuto di attività sportiva.
Il miglioramento passa per il potenziamento della soglia di potenza aerobica, cioè della potenza sostenibile per un periodo X di tempo, cioè miglioramento della resistenza attraverso il miglioramento della forza che si ottiene allenandosi con la potenza.Ciao
 

marcuzzo

Apprendista Velocista
4 Maggio 2007
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Quanto scritto non l'ho detto io, riporto solo il contenuto di un articolo di Repubblica di oggi che puoi eventualmente leggere.
Quello che hanno evidenziato gli esperimenti citati è che ad un certo livello di fatica, evidentemente nel corso di uno sforzo, la maggior richiesta di flussi sangugni determina l'intervento di ormoni che alla lunga sono la causa del rilascio di calcio dalla fibra muscolare. Si sa che se sei in ipocalcemia, oltre ad avere una minore resistenza si va incontro al fenomeno di crampi in tutta la muscolatura. Quindi è il rilascio eccessivo di calcio che determina la fatica muscolare, ed è logico rispetto a quanto detto prima.
Nel 2001 ho tolto la tiroide e per un bel periodo ho avuto un abbassamento di calcio che è prodotto dalle paratiroidi, evidentemente danneggiate dall'operazione, sono rimasto almeno 3 settimane a rischio crampo totale, e la notte mi svegliavo puntualmente per crampi ai piedi ed ai polpacci senza avere nemmeno fatto un minuto di attività sportiva.
Il miglioramento passa per il potenziamento della soglia di potenza aerobica, cioè della potenza sostenibile per un periodo X di tempo, cioè miglioramento della resistenza attraverso il miglioramento della forza che si ottiene allenandosi con la potenza.Ciao
Lo so che hai solo riportato quello che hai letto ho solo detto quello che pensavo sull articolo
 

spina

Novellino
9 Ottobre 2004
96
0
43
bra
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Su Repubblica di oggi è stato pubblicato un interessante articolo sulle cause vere dell'affaticamento muscolare.
Da poco tempo è stata ormai screditata scientificamente l'ipotesi che indicava l'acido lattico come principale causa dell'affaticamento.
Sembra invece che alcune recenti ricerche americane basate sugli eventi molecolari che interessano il muscolo cardiaco hanno mostrato che, in condizioni di maggior richiesta di flussi sanguigni, come normalmente accade sotto sforzo prolungato, il sistema nervoso irrora il cuore con una serie di ormoni tra i quali l'epinefrine e la norepinefrina, che determinano maggiori contrazioni cardiache.
Tali ormoni rilasciano il calcio delle cellule del muscolo cardiaco. Quindi si instaura un circolo vizioso nel quale ad eventuali maggiori richieste gli ormoni non riescono più a determinare un maggior numero di contrazioni per via del calcio rilasciato, il sistema nervoso è indotto a rilasciare maggiori quantità di ormoni, che a quel punto determinano il danneggiamento delle cellule muscolari per via della minore efficienza della contrazione causata dal rilascio del calcio.
Altre ricerche, condotte anche su ciclisti, hanno dimostrato che lo stesso meccanismo interessa anche tutti i distretti muscolari interessati dallo sforzo, per cui l'affaticamento sopraggiugerebbe non a causa dell'acido lattico ma bensì a causa del rilascio di calcio da parte delle fibre muscolari, che quindi hanno minore efficienza di contrazione.
Probabilmente tali eventi hanno diversi effetti in relazione alla capacità di ognuno di noi, è però innegabile a questo punto che svolgere allenamenti di intensità molto alta e sulla o oltre la soglia anaerobica in realtà sono controproducenti perchè non fanno altro che determinare il danneggiamento del muscolo, da quì il famoso mal di gambe che assale dopo esercitazioni particolarmente intense e prolungate, non è altro che il risultato della rottura delle fibre muscolari, ed il recupero non è altro che la maggior capacita personale di ricostituire in tempi brevi le fibre muscolari danneggiate.
Quindi è innegabile come allenarsi con la potenza significhi in realtà applicare uno stimolo allenante compatibile con le capacità di ognuno di noi, senza il rischio di danneggiare la muscolatura.Ciao

epinefrina e norepinefrina...ovvero adrenalina e noradrenalina.
l'adrenalina, alivello cardiaco attiva i recettori alfa1 con conseguente aumento della forza di contrazione..non sono questi ormoni che "liberano calcio" direttamente, ma è molto più complessa la cosa..

il calcio è uno dei "tanti" responsabili della contrazione muscolare..viene rilasciato dal reticolo sarcoplasmatico quando viene ricevuto un "impulso elettrico", questo si lega ad un'altra proteina, la troponina e questo induce alla contrazione muscolare da parte dei ponti actino-miosinici..questa diciamo è una versione semplificata per 10000000000 di cosa avviene nella contrazione muscolare.

un'altro discorso è da fare per quanto riguarda oira il meccanismo aerobico e anaerobico che è stato tirato in causa..

ma lo farò in un altro momento..
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
5.283
5
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SIENA
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Su Repubblica di oggi è stato pubblicato un interessante articolo sulle cause vere dell'affaticamento muscolare.
Da poco tempo è stata ormai screditata scientificamente l'ipotesi che indicava l'acido lattico come principale causa dell'affaticamento.
Sembra invece che alcune recenti ricerche americane basate sugli eventi molecolari che interessano il muscolo cardiaco hanno mostrato che, in condizioni di maggior richiesta di flussi sanguigni, come normalmente accade sotto sforzo prolungato, il sistema nervoso irrora il cuore con una serie di ormoni tra i quali l'epinefrine e la norepinefrina, che determinano maggiori contrazioni cardiache.
Tali ormoni rilasciano il calcio delle cellule del muscolo cardiaco. Quindi si instaura un circolo vizioso nel quale ad eventuali maggiori richieste gli ormoni non riescono più a determinare un maggior numero di contrazioni per via del calcio rilasciato, il sistema nervoso è indotto a rilasciare maggiori quantità di ormoni, che a quel punto determinano il danneggiamento delle cellule muscolari per via della minore efficienza della contrazione causata dal rilascio del calcio.
Altre ricerche, condotte anche su ciclisti, hanno dimostrato che lo stesso meccanismo interessa anche tutti i distretti muscolari interessati dallo sforzo, per cui l'affaticamento sopraggiugerebbe non a causa dell'acido lattico ma bensì a causa del rilascio di calcio da parte delle fibre muscolari, che quindi hanno minore efficienza di contrazione.
Probabilmente tali eventi hanno diversi effetti in relazione alla capacità di ognuno di noi, è però innegabile a questo punto che svolgere allenamenti di intensità molto alta e sulla o oltre la soglia anaerobica in realtà sono controproducenti perchè non fanno altro che determinare il danneggiamento del muscolo, da quì il famoso mal di gambe che assale dopo esercitazioni particolarmente intense e prolungate, non è altro che il risultato della rottura delle fibre muscolari, ed il recupero non è altro che la maggior capacita personale di ricostituire in tempi brevi le fibre muscolari danneggiate.
Quindi è innegabile come allenarsi con la potenza significhi in realtà applicare uno stimolo allenante compatibile con le capacità di ognuno di noi, senza il rischio di danneggiare la muscolatura.Ciao


Premesso che la Repubblica è bugiarda anche quando parla delle previsioni del tempo :mrgreen:, ricordo di aver letto, diverso tempo fa, un articolo in cui già allora si parlava del fatto che il cosiddetto “ mal di gambe “ non fosse causato dalla presenza di acido lattico ma da microtraumi a livello muscolare.
Mi sono sempre guardato bene dal citarlo in quanto, prevedendo sbeffeggiamenti in serie, non sarei stato all’altezza di controbattere con convincenti argomentazioni in quanto non esperto di fisiologia umana.

Per il resto, invece, non sono particolarmente d’accordo, non credo affatto che il misuratore di potenza sia l’unico supporto tecnico in grado di permettere una pratica veramente allenante, propedeutica al raggiungimento dello stato di forma. Immagino sia senz’altro un coadiuvante più che valido, ma non credo che senza il misuratore di potenza non si possano raggiungere i propri obiettivi.
Poi, chissà, tra 10 anni, quando saranno diventati alla portata di chiunque, non ci sarà più nessuno che si allena senza.
 

Airone del Chianti

Uisp Italian Champion
9 Dicembre 2004
20.051
2.326
Barberino Val d'Elsa (FI)
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Bici
Scott Addict R2
Premesso che la Repubblica è bugiarda anche quando parla delle previsioni del tempo :mrgreen:, ricordo di aver letto, diverso tempo fa, un articolo in cui già allora si parlava del fatto che il cosiddetto “ mal di gambe “ non fosse causato dalla presenza di acido lattico ma da microtraumi a livello muscolare.
Mi sono sempre guardato bene dal citarlo in quanto, prevedendo sbeffeggiamenti in serie, non sarei stato all’altezza di controbattere con convincenti argomentazioni in quanto non esperto di fisiologia umana.
Anch'io ritengo sia vero, o meglio che nell'affaticaamento muscolare coesistano l'accumulo di acido lattico e i microtraumi muscolari che peraltro sono correlati entrambi con l'intensità di uno sforzo e inversamente proporzionali allo stato di forma.
I microtraumi muscolari spiegano l'indolenzimento che si ha il giorno dopo una seduta di lavoro intenso sui pesi in palestra, dove l'accumulo di acido lattico è trascurabile: in tal caso i muscoli stessi tendono a ricostruirsi mettendo assieme aminoacidi e proteine.
Quando invece si ha mal di gambe dopo una granfondo corsa "a tutta" questo è imputabile anche al catabolismo che interviene per assicurare energia all'organismo una volta esaurite le scorte di glicogeno muscolare ed epatico. Ovviamente quanto più si è in forma, quanto più - a parità di sforzo - si utilizzerà il metabolismo aerobico bruciando grassi e risparmiando gli altri combustibili, con forti benefici nei tempi di recupero.
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
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Anch'io ritengo sia vero, o meglio che nell'affaticaamento muscolare coesistano l'accumulo di acido lattico e i microtraumi muscolari che peraltro sono correlati entrambi con l'intensità di uno sforzo e inversamente proporzionali allo stato di forma.
I microtraumi muscolari spiegano l'indolenzimento che si ha il giorno dopo una seduta di lavoro intenso sui pesi in palestra, dove l'accumulo di acido lattico è trascurabile: in tal caso i muscoli stessi tendono a ricostruirsi mettendo assieme aminoacidi e proteine.
Quoto
L'accumulo di acido lattico infatti può spiegare l'idolenzimento locale, o forse il bruciore, subito dopo un esercizio intenso e prolungato, ma lo stesso acido lattico dovrebbe essere metabolizzato nel giro di 1 o 2 ore dopo l'allenamento, mentre il mal di gambe è frutto dei microtraumi muscolari, a mio parere da evitare assolutamente in un contesto di allenamento per il potenziamento del sistema aerobico.Ciao
 

marcuzzo

Apprendista Velocista
4 Maggio 2007
1.729
28
Ferrara
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ma a voi viene mai il dolore ritardato ad andare in bici a me no,forse mi sara capitato 2 volte in forma lievissima dopo uscite molto lunghe comprendeti sallite(io sono pesante),posso fare qualsiasi tipo di lavoro in ciclo ,scatti sfr scatti in salita ,ma il risultato e lo stesso,se invece faccio hacksquat con 60/70 kg (per dire un esercizio per le gambe),che comunque non alleno piu in palestra mi viene un dolore che perdura anche 4 gg dopo,lo stesso mi e capitato a fare una seduta di ellettrostimolazione,tutto questo durante un periodo in cui ero bene allenato in bici
 

spina

Novellino
9 Ottobre 2004
96
0
43
bra
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e fin qua ci siamo...cioè che l'acido lattico viene smaltito nel giro di alcune ore completamente, ma il "mal di gambe" che si avverte durante l'esercizio può essere spiegato dal fatto che quando l'intensità del nostro lavorosupera quella che risponde al Vo2 max (massimo consumo di ossigeno) c'è un accumulo continuo di acido lattico nel sangue. l'esaurimento muscolare, cioè intendo l'incapacità totale di "muovere ulteriormente il muscolo", avviene quando il lattato ematico raggiunge livelli in millimoli/litro di 10-20 mmol/l (dipende da soggetto a soggetto questo, in particolarmodo dealla concentrazione delle cosidette "fibre bianche" a ossidazione anaerobica, dal grado di allenamento ecc..
quindi quando la richiesta di energia da parte del muscolo supera quella corrispondente a Vo2max, l'ATP (adenostrifosfato,sostanza chiave nel processo metabolico energetico) non viene più risintetizzata dai processi ossidativi ma dai processi di produzione anaerobici di lattato.in sostanza avviene un accumulo di "piruvato" trasformato di conseguenza in modo anaerobico in "acido lattico"..questo consente di sostenere intensità di lavoro maggiori rispetto a Vo2max, ma solo per brevi periodi..perchè? semplificando è come se all'aumentare di acidità intamuscolare dovuta all'acido latt. ci fosse un meccanismo di autodifesa contro una eccessiva "acidificazione" dei liquidi organici..quindi, in sostanza i dolori muscolari avvertiti il giorno dopo, sono causati dal danneggiamento delle "miofibrille" del muscolo scheletrico...sottolineo "muscolo scheletrico" nel quale la adrenalina e noradrenalina non arrivano, perchè "vanno" nel muscolo cardiaco", il quale eccitato pompa più ossigeno pèer i processi sopra descritti..

forse è stato un po' spiegato in modo grezzo, ma era necessario per fare un po' di luce anche a chi ne capisce poco di processi metabolici energetici..comunque non si limita a solo questo processo il tutto ...ovviamente...era solo per spiegare il compito del CALCIO nella contrazione muscolare. per chiarimenti chiedete.
 

spina

Novellino
9 Ottobre 2004
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ma a voi viene mai il dolore ritardato ad andare in bici a me no,forse mi sara capitato 2 volte in forma lievissima dopo uscite molto lunghe comprendeti sallite(io sono pesante),posso fare qualsiasi tipo di lavoro in ciclo ,scatti sfr scatti in salita ,ma il risultato e lo stesso,se invece faccio hacksquat con 60/70 kg (per dire un esercizio per le gambe),che comunque non alleno piu in palestra mi viene un dolore che perdura anche 4 gg dopo,lo stesso mi e capitato a fare una seduta di ellettrostimolazione,tutto questo durante un periodo in cui ero bene allenato in bici

per "dolore ritardato" intedi i famosi DOMS (dolenzimento ritardato ad insorgenza ritardata)? se si è perchè sono stati eseguiti esercizi, come hai detto tu (hacksquat),o esercizi a contrazione eccentrica..questo è indipendente dal tuo livello di allenamento, fitness o preparazione atletica..e ci sono stati (riporto anche io terminmi più comprensibili) danni alle MIOFIBRILLE o microtraumi muscolari..
 

marcuzzo

Apprendista Velocista
4 Maggio 2007
1.729
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e fin qua ci siamo...cioè che l'acido lattico viene smaltito nel giro di alcune ore completamente, ma il "mal di gambe" che si avverte durante l'esercizio può essere spiegato dal fatto che quando l'intensità del nostro lavorosupera quella che risponde al Vo2 max (massimo consumo di ossigeno) c'è un accumulo continuo di acido lattico nel sangue. l'esaurimento muscolare, cioè intendo l'incapacità totale di "muovere ulteriormente il muscolo", avviene quando il lattato ematico raggiunge livelli in millimoli/litro di 10-20 mmol/l (dipende da soggetto a soggetto questo, in particolarmodo dealla concentrazione delle cosidette "fibre bianche" a ossidazione anaerobica, dal grado di allenamento ecc..
quindi quando la richiesta di energia da parte del muscolo supera quella corrispondente a Vo2max, l'ATP (adenostrifosfato,sostanza chiave nel processo metabolico energetico) non viene più risintetizzata dai processi ossidativi ma dai processi di produzione anaerobici di lattato.in sostanza avviene un accumulo di "piruvato" trasformato di conseguenza in modo anaerobico in "acido lattico"..questo consente di sostenere intensità di lavoro maggiori rispetto a Vo2max, ma solo per brevi periodi..perchè? semplificando è come se all'aumentare di acidità intamuscolare dovuta all'acido latt. ci fosse un meccanismo di autodifesa contro una eccessiva "acidificazione" dei liquidi organici..quindi, in sostanza i dolori muscolari avvertiti il giorno dopo, sono causati dal danneggiamento delle "miofibrille" del muscolo scheletrico...sottolineo "muscolo scheletrico" nel quale la adrenalina e noradrenalina non arrivano, perchè "vanno" nel muscolo cardiaco", il quale eccitato pompa più ossigeno pèer i processi sopra descritti..

forse è stato un po' spiegato in modo grezzo, ma era necessario per fare un po' di luce anche a chi ne capisce poco di processi metabolici energetici..comunque non si limita a solo questo processo il tutto ...ovviamente...era solo per spiegare il compito del CALCIO nella contrazione muscolare. per chiarimenti chiedete.
Ma ci sono studi scentifici nei quali viene dimostrato il danno alle mio fibrille dalla troppa acidita?e se si rigurda solo le miofibrille o anche gli altri componenti cellulari?
 

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e fin qua ci siamo...cioè che l'acido lattico viene smaltito nel giro di alcune ore completamente, ma il "mal di gambe" che si avverte durante l'esercizio può essere spiegato dal fatto che quando l'intensità del nostro lavorosupera quella che risponde al Vo2 max (massimo consumo di ossigeno) c'è un accumulo continuo di acido lattico nel sangue. l'esaurimento muscolare, cioè intendo l'incapacità totale di "muovere ulteriormente il muscolo", avviene quando il lattato ematico raggiunge livelli in millimoli/litro di 10-20 mmol/l (dipende da soggetto a soggetto questo, in particolarmodo dealla concentrazione delle cosidette "fibre bianche" a ossidazione anaerobica, dal grado di allenamento ecc..
quindi quando la richiesta di energia da parte del muscolo supera quella corrispondente a Vo2max, l'ATP (adenostrifosfato,sostanza chiave nel processo metabolico energetico) non viene più risintetizzata dai processi ossidativi ma dai processi di produzione anaerobici di lattato.in sostanza avviene un accumulo di "piruvato" trasformato di conseguenza in modo anaerobico in "acido lattico"..questo consente di sostenere intensità di lavoro maggiori rispetto a Vo2max, ma solo per brevi periodi..perchè? semplificando è come se all'aumentare di acidità intamuscolare dovuta all'acido latt. ci fosse un meccanismo di autodifesa contro una eccessiva "acidificazione" dei liquidi organici..quindi, in sostanza i dolori muscolari avvertiti il giorno dopo, sono causati dal danneggiamento delle "miofibrille" del muscolo scheletrico...sottolineo "muscolo scheletrico" nel quale la adrenalina e noradrenalina non arrivano, perchè "vanno" nel muscolo cardiaco", il quale eccitato pompa più ossigeno pèer i processi sopra descritti...

Invece sembra che dagli studi americani, partiti dal cuore, lo stesso meccanismo di rilascio del calcio interessi anche gli altri muscoli in contrazione, e che la depletazione di calcio determini alla lunga l'impossibilità della contrazione e quindi la rottura della fibra.
Esperimenti su animali da laboratorio avrebbero dimostrato che inibendo l'azione degli ormoni la capacità di sforzo fisico era maggiore di almeno il 20%. L'articolo originale è pubblicato anche on-line sul new york times, ma bisogna registrarsi per poterlo leggere nella sezione health.

forse è stato un po' spiegato in modo grezzo, ma era necessario per fare un po' di luce anche a chi ne capisce poco di processi metabolici energetici..comunque non si limita a solo questo processo il tutto ...ovviamente...era solo per spiegare il compito del CALCIO nella contrazione muscolare. per chiarimenti chiedete.

Per diretta esperienza (probabili problemi alle paratiroidi a causa di tiroidectomia) ho visto che nei periodi in cui faccio integrazione di calcio, oltre al calcitriolo, mi sembra di essere più resistente, sarà un'impressione ma di fatto se non prendo nemmeno il calcitriolo mi vengono crampi notturni.Ciao