Spero che questo thread diventi un posto di riferimento dove gente che adopera ste benedette pedivelle puo scrivere il loro adattamento nel passare del tempo.
@ciclotrainer: quando ti sei iscritto qui hai accettato questo regolamento
http://www.bdc-forum.it/faq.php?faq=vb_faq#faq_regolamento
leggiti il punto 7
se non sei daccordo con il regolamento, te ne puoi anche andare.


; è da un po che seguo il forum ma non ho mai postato, e spero di farlo nel 3d giusto.Concordo, all'aumentare della resistenza sui pedali si riduce la velocità di rotazione del movimento centrale e pertanto è più facile ripetere il gesto. Probabilmente questa è la fase in cui riesco a "sentire" meglio la pedalata lungo tutta la circonferenza.1. in salita non fa grossissima differenza fra l'utilizzo delle pedivelle normali e l'utilizzo di powercranks in termini di potenza espressa in rapporto al battito cardiaco e in termini di sensazioni. dimostrazione è che in questa situazione anche i neofiti riescono a tenere una pedalata abbastanza coordinata.
Sicuramente l'impegno cardiaco è più elevato rispetto all'uso delle pedivelle tradizionali, in particolare ad elevati regimi di rpm; non so se è dovuto a (parziale) adattamento a seguito di utilizzo estensivo, ma ultimamente la frequenza cardiaca media è un po' più bassa rispetto ai primi 2 mesi di utilizzo, anche se la differenza non è ancora così sensibile (cioè le pulsazioni restano abbastanza alte).2. in pianura/discesa o comunque in presenza di situazioni dove si riescono a sviluppare alti rpm in presenza di un carico di lavoro relativamente basso, il divario di potenza espressa (a parità di battito) in sfavore delle powercranks si amplia tantissimo.
ho notato delle potenze alla frequenza cardiaca di soglia anche di 50-60 watt in meno in pianura, a rpm di circa 100-110 rpm.
questo aspetto affatica sicuramente molto di più l'apparato cardiocircolatorio. meno quello muscolare.
Ne sono convinto, infatti anche quando concludo l'uscita abbastanza "distrutto", dopo soli 15 minuti la muscolatura sembra non risentire troppo degli effetti dell'allenamento appena concluso. Da circa un mese a questa parte la stanchezza è un po' aumentata, forse perchè ho introdotto esercitazioni più pesanti (cui non mi sono ancora completamente adattato) o forse perchè ora riesco a viaggiare a regimi di rpm praticamente simili a quelli delle pedivelle tradizionali (almeno fino alle 4-5 ore, e anche a questo forse non sono completamente abituato).3. quando ci si allena con le powercranks con questo ultimo tipo di impegno (pianura, alti rpm) in modo da arrivare allo sfinimento della muscolatura, in realtà si è ancora pronti a riprendere in mano tranquillamente la bici normale e non si nota un grosso sforzo a mantenere andature anche elevate per lunghi periodi. sembra molto d'aiuto il fatto di aver appena concluso un allenamento che a livello mentale ha "condizionato" la nostra pedalata.
il metodo è produttivo, in quanto sembra permettermi anche con le pedivelle normali una pedalata più regolare e anche wattaggi più alti nel momento in cui mi sforzo di riprodurre le stesse sensazioni provate nell'allenamento precedente.
4. dopo il chiaro periodo di adattamento iniziale, i muscoli sollecitati dalla pedalata imposta dalle powercranks recuperano molto in fretta, anche se sono stati sollecitati dall'allenamento normale.
è possibile quindi effettuare degli allenamenti intensi di powercranks per arrivare fino allo sfinimento, prendere la bici normale e fare la propria uscita tranquillamente, e successivamente effettuare un altro tratto con le powercranks post uscita.
L'anno scorso avevo lavorato abbastanza sulla tecnica di pedalata dedicando buone porzioni delle uscite di recupero al pedalare con una gamba alla volta.5. un ottimo aiuto per ottenere la coordinazione è quello di cominciare la prima fase del proprio allenamento su pc facendo qualche pedalata con una gamba sola, poi qualche pedalata con l'altra, e poi mettendo insieme i due movimenti ad rpm più alti. questo aiuta secondo me anche quando la tecnica di pedalata si è acquisita.
mi sembra rendere il mio movimento più fluido e automatico.
ripeto l'operazione qualche volta, poi comincio a pedalare normalmente.
all_i_need_is_bike ha scritto:Concordo, all'aumentare della resistenza sui pedali si riduce la velocità di rotazione del movimento centrale e pertanto è più facile ripetere il gesto. Probabilmente questa è la fase in cui riesco a "sentire" meglio la pedalata lungo tutta la circonferenza.
faccio presente altre onteressanti cose che ho notato:
1. in salita non fa grossissima differenza fra l'utilizzo delle pedivelle normali e l'utilizzo di powercranks in termini di potenza espressa in rapporto al battito cardiaco e in termini di sensazioni. dimostrazione è che in questa situazione anche i neofiti riescono a tenere una pedalata abbastanza coordinata.
2. in pianura/discesa o comunque in presenza di situazioni dove si riescono a sviluppare alti rpm in presenza di un carico di lavoro relativamente basso, il divario di potenza espressa (a parità di battito) in sfavore delle powercranks si amplia tantissimo.
ho notato delle potenze alla frequenza cardiaca di soglia anche di 50-60 watt in meno in pianura, a rpm di circa 100-110 rpm.
questo aspetto affatica sicuramente molto di più l'apparato cardiocircolatorio. meno quello muscolare.
3. quando ci si allena con le powercranks con questo ultimo tipo di impegno (pianura, alti rpm) in modo da arrivare allo sfinimento della muscolatura, in realtà si è ancora pronti a riprendere in mano tranquillamente la bici normale e non si nota un grosso sforzo a mantenere andature anche elevate per lunghi periodi. sembra molto d'aiuto il fatto di aver appena concluso un allenamento che a livello mentale ha "condizionato" la nostra pedalata.
il metodo è produttivo, in quanto sembra permettermi anche con le pedivelle normali una pedalata più regolare e anche wattaggi più alti nel momento in cui mi sforzo di riprodurre le stesse sensazioni provate nell'allenamento precedente.
5. un ottimo aiuto per ottenere la coordinazione è quello di cominciare la prima fase del proprio allenamento su pc facendo qualche pedalata con una gamba sola, poi qualche pedalata con l'altra, e poi mettendo insieme i due movimenti ad rpm più alti. questo aiuta secondo me anche quando la tecnica di pedalata si è acquisita.
mi sembra rendere il mio movimento più fluido e automatico.
ripeto l'operazione qualche volta, poi comincio a pedalare normalmente.
io credo che un misuratore di potenza sia un ottimo sistema per una programmazione mirata degli allenamenti, ma che non ti rivoluzioni la pedalata tanto quanto l'utilizzo delle powercranks. anche perchè senza l'utilizzo di particolari programmi di allenamento, solo con tanta buona volontà e sopportazione i risultati saranno in breve tempo evidentissimi.
Sono andato a vedere sul sito www.powercranks.it , ma caspita...che prezzi! 
E credo che come usato non si trovi un granchè