ma solitamente io mi accorgo che dopo certi tipi di corse spingo rapporti più lunghi...Devo capire che sono l'unico che ha provato queste sensazioni.....
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ma solitamente io mi accorgo che dopo certi tipi di corse spingo rapporti più lunghi...Devo capire che sono l'unico che ha provato queste sensazioni.....
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... e magari cercare anche, ogni tanto, di prestare un pò di attenzione al gesto della corsa. Non è stressante, anzi... è divertente.
Sentire l'appoggio e la rullata verso la spinta, cercare ogni tanto la falcata un pò più lunga, qualche altra volta provare ad alzare il ginocchio e poi a sfiorare le chiappe col tallone. E così via.
Troppo spesso ci si prefigge come unico obiettivo l'incremento della durata e lo si ottiene facendo degradare l'efficacia e l'armonia del gesto: che è la prima condizione per correre senza troppi dolori.
ziojo, mi potresti spiegare qual'è il gesto giusto per la corsa?

A mio avviso, la cosa più importante è evitare la corsa "seduta". Con questo termine si intende un gesto che si baricentra tutto sull'appoggio del tallone e non cura/esalta la spinta dell'avampiede per staccare la gamba e il corpo da terra e portarlo in avanti. I tipici segni del gesto di corsa "seduta" sono il passo corto, il ginocchio che non si alza (perchè non c'è spinta), il bacino che resta arretrato (perchè non c'è stata spinta), il tallone della gamba in recupero che fatica ad alzarsi. Il tronco si appesantisce sul sedere e si corre piano e male.
E' una corsa pesante per le ginocchia perchè il corpo "sprofonda" pesantemente sulla gamba in appoggio che non gode del supporto di una rapida rullata verso l'avampiede in spinta. Questa corsa, portata a lungo, espone a infiammazioni tendinee del ginocchio (soprattutto tendine rotuleo e bandelletta ileo-tibiale) se il quadricipite non è forte a dovere e a problemi di schiena se non si è perfettamente in asse.
Caro March,
purtroppo no perchè non esiste una risposta in assoluto e comunque io non sono un biomeccanico.
Però, per tapascioni come noi, ci sono alcuni principi... regolette... dritte che dovremmo cercare di osservare con costanza perchè nel tempo di fanno correre di più e meglio.
A mio avviso, la cosa più importante è evitare la corsa "seduta". Con questo termine si intende un gesto che si baricentra tutto sull'appoggio del tallone e non cura/esalta la spinta dell'avampiede per staccare la gamba e il corpo da terra e portarlo in avanti. I tipici segni del gesto di corsa "seduta" sono il passo corto, il ginocchio che non si alza (perchè non c'è spinta), il bacino che resta arretrato (perchè non c'è stata spinta), il tallone della gamba in recupero che fatica ad alzarsi. Il tronco si appesantisce sul sedere e si corre piano e male.
E' una corsa pesante per le ginocchia perchè il corpo "sprofonda" pesantemente sulla gamba in appoggio che non gode del supporto di una rapida rullata verso l'avampiede in spinta. Questa corsa, portata a lungo, espone a infiammazioni tendinee del ginocchio (soprattutto tendine rotuleo e bandelletta ileo-tibiale) se il quadricipite non è forte a dovere e a problemi di schiena se non si è perfettamente in asse.
Al contrario, la corsa "in spinta" è una corsa visivamente leggera: il perno di questa leggerezza è la rullata del piede sul terreno. Tanto più siamo capaci di far rullare rapidamente il piede dal tallone all'avampiede in spinta... tanto minore è il tempo (e il gravame) del peso del corpo sulle gambe. I segni tipici di una corsa in spinta sono: falcata più lunga, frequenza "giusta", ginocchio che tende ad alzarsi, bacino avanzato, tallone che tende ad alzarsi nella fase di recupero.
Ovviamente la spinta è una fase muscolarmente e organicamente tosta, che non è immediata e quindi va "cercata" e allenata con esericizi di tecnica oppure (come dicevo nel post precedente) cercando almeno di "sentirla" e cercarla durante la corsa. Il muscolo impegnato è nel polpaccio ma è tutto il piede che deve diventare reattivo e sensibile.
Un piccolo (e discutibile) accorgimento per mantenere una buona azione di corsa è... non correre mai a fondo lento. La corsa lenta, per definizione, abbrutisce il gesto. Sempre cercare la spinta che, essendo dispendiosa, ti porta fatalmente nell'area della potenza aerobica e del fondo medio. Sei stanco? Non correre. Vuoi proprio correre? Vai facile ma ogni tanto piazza degli allunghi di 30" dove cambi ritmo, cerchi la spinta, allunghi la falcata e arrotondi il passo.
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ma solitamente io mi accorgo che dopo certi tipi di corse spingo rapporti più lunghi...

Massì, prova ancora un paio di volte! Poi vedi, se è una cosa seria ci penserai...
niente da fare stamattina avevo ancora dolore al ginocchio
Mi attirerò gli strali di tutti, ma io in questi casi mi "calo" una dose di antiinfiammatori... Infallibilmente i doloretti passano!

oltre a psicologa anche autolesionista brava![]()

non la corsa normale su strada, ma corse in salita e discesa su sentieri.
è come se per non sentire l'acido lattico della corsa devo impegare muscoli dedicati alla potenza e non all'agilità..poi per 2 gg faccio fatica a fare le scale, ma vabbè..non so se è una mia sensazione o se c'è una spiegazione fisiologica...
Caro March,
purtroppo no perchè non esiste una risposta in assoluto e comunque io non sono un biomeccanico.
Però, per tapascioni come noi, ci sono alcuni principi... regolette... dritte che dovremmo cercare di osservare con costanza perchè nel tempo di fanno correre di più e meglio.
A mio avviso, la cosa più importante è evitare la corsa "seduta". Con questo termine si intende un gesto che si baricentra tutto sull'appoggio del tallone e non cura/esalta la spinta dell'avampiede per staccare la gamba e il corpo da terra e portarlo in avanti. I tipici segni del gesto di corsa "seduta" sono il passo corto, il ginocchio che non si alza (perchè non c'è spinta), il bacino che resta arretrato (perchè non c'è stata spinta), il tallone della gamba in recupero che fatica ad alzarsi. Il tronco si appesantisce sul sedere e si corre piano e male.
E' una corsa pesante per le ginocchia perchè il corpo "sprofonda" pesantemente sulla gamba in appoggio che non gode del supporto di una rapida rullata verso l'avampiede in spinta. Questa corsa, portata a lungo, espone a infiammazioni tendinee del ginocchio (soprattutto tendine rotuleo e bandelletta ileo-tibiale) se il quadricipite non è forte a dovere e a problemi di schiena se non si è perfettamente in asse.
Al contrario, la corsa "in spinta" è una corsa visivamente leggera: il perno di questa leggerezza è la rullata del piede sul terreno. Tanto più siamo capaci di far rullare rapidamente il piede dal tallone all'avampiede in spinta... tanto minore è il tempo (e il gravame) del peso del corpo sulle gambe. I segni tipici di una corsa in spinta sono: falcata più lunga, frequenza "giusta", ginocchio che tende ad alzarsi, bacino avanzato, tallone che tende ad alzarsi nella fase di recupero.
Ovviamente la spinta è una fase muscolarmente e organicamente tosta, che non è immediata e quindi va "cercata" e allenata con esericizi di tecnica oppure (come dicevo nel post precedente) cercando almeno di "sentirla" e cercarla durante la corsa. Il muscolo impegnato è nel polpaccio ma è tutto il piede che deve diventare reattivo e sensibile.
Un piccolo (e discutibile) accorgimento per mantenere una buona azione di corsa è... non correre mai a fondo lento. La corsa lenta, per definizione, abbrutisce il gesto. Sempre cercare la spinta che, essendo dispendiosa, ti porta fatalmente nell'area della potenza aerobica e del fondo medio. Sei stanco? Non correre. Vuoi proprio correre? Vai facile ma ogni tanto piazza degli allunghi di 30" dove cambi ritmo, cerchi la spinta, allunghi la falcata e arrotondi il passo.
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la corsa in montagna è abbastanza complementare alla bici,xò se non 6 allenato e se non hai una buona elasticità e tecnica di corsa non c'è niente di meglio x infortunarsi che la discesa.a livello muscolare è massacrante se poi ci arrivi cotto dalla salita è il massimo...
..x correre bene e forte devi saper sfruttare l'azione dei piedi(sono quelli che mettono in moto gli altri muscoli) e spesso i ciclisti da questo punto di vista hanno qualche lacuna:poca ammortizzazione e spinta=infortuni muscolari.

Massì, prova ancora un paio di volte! Poi vedi, se è una cosa seria ci penserai...