Non ne posso piu della pioggia e dell'autunno!!!!
Mi sa che ti tocca sopportarlo, in fondo è appena iniziatoNon ne posso piu della pioggia e dell'autunno!!!!
Mi sa che ti tocca sopportarlo, in fondo è appena iniziato
Conosco molto bene quest'esecuzione. Rubinstein (è la sua grande qualità) esegue con una calma quasi sconcertante.
Da qui si vede la "furbizia" (in senso strabuono, ovviamente) del pianista. Tutti i crescendi sono sapientemente gestiti con la mano sinistra, anziché - come fa qualche scapestrato - picchiando con il 5° dito della destra, trovando un suono secco. Inoltre gioca sull'elemento novità quando "tira fuori" le voci interne, ad esempio i re bemolle del pollice sinistro a metà circa. I salti dei bassi sono "ergonomici" ("mazzuolo" regolarmente anche i miei allievi, che alzano il braccio ad arco quando potrebbero semplicemente spostarlo) e anche questo è un gran risparmio di energia. La cosa più sorprendente tecnicamente sono gli arpeggi finali, paurosamente perfetti per assetto e suono. Peccato che il video è (seppur pochissimissimo) asincrono. In ogni caso, capolavoro.
Una delle esecuzioni più "singolari" è questa http://www.youtube.com/watch?v=pmQ3jDGb_fo (Alfred Cortot, ovviamente non c'è il video); corre "a mille" rispetto a Rubinstein dal punto di vista della scelta del tempo, inoltre fermatone sulle voci interne, "scampanato" per tirar fuori il tema in alcuni punti (soprattutto dopo i salti) e alcuni raddoppi del basso non scritti ma divertentissimi. Era fuori come un balcone, ma il suo metodo è la bibbia della tecnica.

Fiko, mi piace .. ma sto pezzo lo sai suonare ... a freddo?
Eh, magari avere quelle maniP.s. ... Ora per me non sei più Rogeraccio, bensì A. Rubinstein, te la sei cercata!!! ...
Davvero? Pazzesco quanto è piccolo il mondo, magari ci siamo incrociati 100 volte in bici e non lo sappiamoabiti pure a 500 mt. da casa mia (salutami il Silvano Ianes)... buahahhaha!!!!

Abito giù al Corallo, dove ci sono i 2 distributori.
Mi hanno detto (Mich 74) che sei di Povo, vero?
Caro diario, mio nonno usava dire: "quando la fatica supera il gusto bisogna fermarsi e riflettere". E' la mia situazione, i dolori e dolorini adesso superano il gusto di pedalare, mi viene voglia di dare un calcio a bici, muletto, rulli....
Ma perchè io devo soffrire così, caro diario?



Perchè tutte le volte che ascolto lo studio op. 25 n. 1 di Chopin mi compaiono le lacrime?
Abito giù al Corallo, dove ci sono i 2 distributori.
Mi hanno detto (Mich 74) che sei di Povo, vero?