le variabili che possono modificare la frequenza cardiaca sono numerose. L'argomento è molto complesso, annoierebbe buona parte dei frequentatori di questo forum...
In sintesi: il cuore non è un metronomo, anzi, se batte molto regolarmente non è un buon segno. Quest'affermazione (non c'entra con le extrasistoli, che sono ben altra cosa) si riferisce al fatto che in un cuore sano l'intervallo R-R (cioè i millisecondi tra un battito e l'altro) è dovuto, istante per istante, alla bilancia simpato-vagale, cioè al nervo vago e a quello simpatico che svolgono azioni opposte: il vago fa rallentare, il simpatico accelerare.
A conferma di ciò, un giovane ha tipicamente una frequenza talmente variabile che cambia col respiro, in maniera fasica (si chiama aritmia sinusale respiratoria), mentre all'altro estremo ci può essere l'anziano o il diabetico, nel quale la neuropatia ha azzerato questo meccanismo, esponendolo a rischi cardiovascolari notevoli.
Nell'atleta poi, il tutto è ancora più complicato dal notevole tono vagale (ecco perchè la bradicardia a riposo).
Non bisogna inoltre dimenticare l'enorme influenza che gli ormoni possono avere (il cortisolo, l'adrenalina, etc).
In conclusione: la f.c. è influenzata da molteplici variabili; fermo restando che, a parità di tutte queste condizioni, la fc aumenta all'aumentare dello sforzo (fino ad un plateau, ovviamente.... ma qui entriamo nell'ancor più complessa fisiologia dell'esercizio fisico....)