Milano val bene una farsa
Immagino che la maggior parte di noi ( del Forum ) avrà assistito alla tappa odierna, la cosiddetta Milano Show.
Una passerella per le vie cittadine con volata finale ( almeno nelle intenzioni degli organizzatori ) che si è invece ben presto trasformata in una farsa, indegna e ripugnante. E dove i corridori si sono addirittura fermati, chiedendo un microfono per spiegare al pubblico le ragioni del proprio dissenso, dovute a loro dire - agli scarsi requisiti di sicurezza del circuito cittadino.
Anche perché, si è poi saputo, Di Luca e compagni tengono famiglia e se ne vogliono tornare a casa sani e salvi, non vogliono rischiare. Giusto, la vita è sacra, per carità Ma se andiamo a vedere da chi viene questa intempestiva ed inopportuna richiesta di sicurezza, ci accorgiamo di aver di fronte della gente ( evito, per questioni puramente metriche, la parola uomini ) che se non fosse obbligata dai regolamenti se ne andrebbe tranquillamente in giro senza casco, che sgomita ai 60 allora e che, sempre se il regolamento glielo permettesse, pedalerebbe su bici dal peso di 5 ( o forse anche meno ) chili
E che affronta tappe o corse in linea ben più pericolose del circuito meneghino ; e allora, come mai questimprovviso fremito di paura, questo sussulto di premurosa autocommiserazione ?
In realtà, la madre di tutte le intervistatrici, linappuntabile Alessandra De Stefano ( nel senso romagnolo del termine averla vicina è come attaccarsi una zecca ai m .. ) indicava in Armstrong il regista di tale indegno spettacolo, peraltro basandosi su prove solidissime ( lamericano sarebbe stato visto avvicinarsi per ben due volte alla macchina degli organizzatori !! ), trama poi lasciata cadere dallAzienda, per motivi che sarebbe lungo oltre che inutile e sterilmente dietologico analizzare in questa sede.
Mah
Sicuramente nei prossimi giorni la Gazzetta metterà a posto le cose, come di solito accade in questo triste paese, ma resta però immutata, nei fatti e nella mente di molti spettatori, limmagine di vergogna e di imbarazzante ipocrisia di quello che vien chiamato il gruppo, dove una squadra giovane ha paura di tirare per non aver tutti contro ( la ISD ) o dove uno come Cunego preferisce non parlare per non esser frainteso ( mi vengono in mente certi film dautore ambientati in Sicilia ) .
Bella gente, non cè che dire
<< Il pubblico ha capito >>, diceva un Di Luca in profondo disagio alla fine della tappa Beh, permettetemi di dire, si parva licet, che se la gente avesse veramente capito quel che stava succedendo, invece di rimanere lì assiepata dietro le transenne, avrebbe fatto meglio ad andarsene in silenzio, come i tifosi della squadra di casa che abbandonano mestamente lo stadio quando la loro squadra perde
La miglior risposta a chi, nella propria arrogante inadeguatezza, si dice convinta che << la gente viene qui per vederci passare >>
E che forse, ahinoi, in fondo ha pure ragione .
Scusate lo sfogo .
Il vostro Abu Yasin
Immagino che la maggior parte di noi ( del Forum ) avrà assistito alla tappa odierna, la cosiddetta Milano Show.
Una passerella per le vie cittadine con volata finale ( almeno nelle intenzioni degli organizzatori ) che si è invece ben presto trasformata in una farsa, indegna e ripugnante. E dove i corridori si sono addirittura fermati, chiedendo un microfono per spiegare al pubblico le ragioni del proprio dissenso, dovute a loro dire - agli scarsi requisiti di sicurezza del circuito cittadino.
Anche perché, si è poi saputo, Di Luca e compagni tengono famiglia e se ne vogliono tornare a casa sani e salvi, non vogliono rischiare. Giusto, la vita è sacra, per carità Ma se andiamo a vedere da chi viene questa intempestiva ed inopportuna richiesta di sicurezza, ci accorgiamo di aver di fronte della gente ( evito, per questioni puramente metriche, la parola uomini ) che se non fosse obbligata dai regolamenti se ne andrebbe tranquillamente in giro senza casco, che sgomita ai 60 allora e che, sempre se il regolamento glielo permettesse, pedalerebbe su bici dal peso di 5 ( o forse anche meno ) chili
E che affronta tappe o corse in linea ben più pericolose del circuito meneghino ; e allora, come mai questimprovviso fremito di paura, questo sussulto di premurosa autocommiserazione ?
In realtà, la madre di tutte le intervistatrici, linappuntabile Alessandra De Stefano ( nel senso romagnolo del termine averla vicina è come attaccarsi una zecca ai m .. ) indicava in Armstrong il regista di tale indegno spettacolo, peraltro basandosi su prove solidissime ( lamericano sarebbe stato visto avvicinarsi per ben due volte alla macchina degli organizzatori !! ), trama poi lasciata cadere dallAzienda, per motivi che sarebbe lungo oltre che inutile e sterilmente dietologico analizzare in questa sede.
Mah
Sicuramente nei prossimi giorni la Gazzetta metterà a posto le cose, come di solito accade in questo triste paese, ma resta però immutata, nei fatti e nella mente di molti spettatori, limmagine di vergogna e di imbarazzante ipocrisia di quello che vien chiamato il gruppo, dove una squadra giovane ha paura di tirare per non aver tutti contro ( la ISD ) o dove uno come Cunego preferisce non parlare per non esser frainteso ( mi vengono in mente certi film dautore ambientati in Sicilia ) .
Bella gente, non cè che dire
<< Il pubblico ha capito >>, diceva un Di Luca in profondo disagio alla fine della tappa Beh, permettetemi di dire, si parva licet, che se la gente avesse veramente capito quel che stava succedendo, invece di rimanere lì assiepata dietro le transenne, avrebbe fatto meglio ad andarsene in silenzio, come i tifosi della squadra di casa che abbandonano mestamente lo stadio quando la loro squadra perde
La miglior risposta a chi, nella propria arrogante inadeguatezza, si dice convinta che << la gente viene qui per vederci passare >>
E che forse, ahinoi, in fondo ha pure ragione .
Scusate lo sfogo .
Il vostro Abu Yasin


