Bici nuova con pedivelle da 175 invece che 172,5.... andarci piano?

guald

Pignone
28 Aprile 2009
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Faenza (RA)
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Bici
Wilier Izoard 2009 - Campagnolo Centaur Carbon 2010 - Ruote Fulcrum R3
Salve a tutti... ho gia' sfogliato il forum in lungo e in largo sull'argomento che sto per affrontare, e ho trovato opinioni le piu' disparate. Siccome pero' penso che si possa trattare anche di un problema di allenamento, posto la mia domanda anche qui.

Premetto che vado in BDC da settembre scorso, ho percorso circa 3500 km con una bici ottima ma non proprio della mia misura, che avevo dovuto adattare alla mia schiena poco flessibile girando la pipa. Ho 42 anni e fino ad anno scorso ero un sedentario totale, pesavo 84 kg per 1.79 di altezza.
Da quando ho iniziato ad andare in bici da corsa il mio fisico si e' trasformato, sono diventato super-asciutto e ora peso circa 69,5 kg con pochissime oscillazioni.
Per mia passione pur non avendo un fisico da scalatore e pur facendo una gran fatica prediligo la salita, ma inizialmente avevo delle frequenze cardiache esageratamente alte (160 ai 25 all'ora a 70 rpm, e quasi subito in soglia - dai 188 ai 194 - appena la strada iniziava a salire).
Questo inverno, facendo allenamento, ho cercato di guadagnare agilita' usando rapporti morbidissimi (avevo una compact con pignoni 12-27), cosa che e' servita molto perche' la frequenza cardiaca si e' abbassata tantissimo e ho iniziato a fare le salite con molto meno affanno. In generale ho fatto moltissimi progressi anche se comunque in salite medio-dure (8-10%) la mia velocita' di punta non supera i 10-12 km/h con frequenza di pedalata di 60 rpm e frequenza cardiaca alla soglia (190-194) - adesso pero' sto in soglia senza aver l'impressione di morire e la tengo tranquillamente, anzi addirittura riesco anche a chiacchierare abbastanza tranquillamente fino ai 180-183 battiti al minuto.

Recentemente visto che la passione e' cresciuta sempre piu', ho deciso di cambiare bici. Ho fatto una visita dal biomeccanico e abbiamo trovato le misure, in particolare dopo un po' di titubanze e' stata scelta una pedivella di 172,5 (ho il cavallo di 84.5 per 179 cm di altezza e il biomeccanico era un po' indeciso se consigliarmi la 172,5 o la 175). La vecchia bici ha una pedivella che non si capisce bene se e' una 172,5 o una 170, e proprio per questo, per stare dalla parte del sicuro, mi e' stata consigliata la 172,5. Dopodiche', ho ordinato la bici nuova, in carbonio con guarnitura compact Campagnolo.
Dopo un'attesa interminabile (oltre due mesi), lunedi' scorso mi chiama il venditore per dirmi che la casa produttrice, che sta assemblando la mia bici, non ha a disposizione la guarnitura Campagnolo Centaur Carbon con pedivella da 172,5: se voglio mi montano una Campagnolo marcata, credo, "fulcrum" o qualcosa di simile, oppure mi montano una Centaur originale con pedivella da 175. Il venditore mi chiede che cosa voglio fare.
Io non ne so molto, mi ricordo che il biomeccanico aveva detto che per il mio femore poteva andare bene sia il 172,5 che il 175, pero' per stare dalla parte del sicuro chiedo lumi al venditore. Il venditore mi dice che con una pedivella leggermente piu' lunga perdo un po' in agilita' e guadagno un po' in rendimento di potenza, e che comunque per una differenza cosi' minima molto probabilmente non mi accorgo di niente. Poiche' voglio avere tutta la bici montata Campagnolo Centaur Carbon, opto per la guarnitura originale con pedivella da 175.

Oggi finalmente vado a ritirare la tanto agognata nuova bici. Appena salgo in sella noto una differenza sensibilissima nella pedalata: piu' "lunga", il piede scende di piu' e il ginocchio sale di piu', e la sensazione non e' molto piacevole. Immagino che dipenda dalla pedivella piu' lunga. E comunque la bici e' bellissima, la porto a casa, la inforco e vado subito a provarla in un piccolo circuito per juniores che ho dietro casa (1 km e 200 m con leggeri saliscendi). Faccio una 15a di km, tirando una media di 80-85 rpm, ossia la cadenza che da un po' di tempo cerco di tenere sempre come base quando vado in pianura, e stando sui 30 km/h con punte dei 36-37. Noto pero' che faccio una discreta fatica e la frequenza sale abbastanza (155-165)
A parte vari problemi di assetto che dovranno essere messi a punto (in particolare arretramento sella e altezza forcella - non l'abbiamo ancora segata proprio perche' non mi sento sicuro), noto che mi pare di sviluppare velocita' maggiori in pianura, e penso che dipenda dalla pedivella. Noto pero' anche che il movimento del piede e' piu' accentuato, che "sento" un certo fastidio al ginocchio e che le cosce salgono di piu', creandomi anche qualche problemino all'addome (ho un po' di problemi di colite cronica).

Finisco il mio primo test perplesso: non mi aspettavo di sentire cosi' tanta differenza per il passaggio alla pedivella da 175..... Sono anche un po' seccato perche' in realta' io avevo ordinato la 172,5, e sono stato messo alle strette dal fornitore che non aveva il pezzo.....
Vado a casa, e dopo un po' sento le gambe indolenzitissime, per quei pochi km che ho fatto. Passa la serata, e continuo a sentire indolenziti i polpacci, le caviglie, i piedi.... tutti fastidi mai avuti in 9 mesi di BDC! E' come se improvvisamente abbia iniziato ad usare dei muscoli che non avevo mai usato: e si' che di allenamento ne ho fatto in questi mesi..... La cosa mi irrita, mi dico: cavoli ho sbagliato la lunghezza della pedivella! Adesso come faccio? Mi tocca di richiedere il cambio di guarnitura? Magari la casa non me la cambia e mi tocca di metterci dei soldi di mio....

A questo punto, mi chiedo se e' solo una questione di allenamento, se magari ci devo andare cauto visto che fino ad oggi ho cercato l'agilita', e magari nella foga ho "tirato" troppo (tra l'altro ho tenuto il 14-15 quando in genere a 85-90 rpm tengo il 17-19), o se invece ho proprio "cannato" la pedivella.
175 cm per un cavallo di 84 cm dovrebbe andare bene, da quel che leggo, anche se forse un po' al limite, ma comunque mi dovrebbe garantire un po' di resa in piu' in salita, il che per me non e' male visto che amo proprio la salita.
Secondo voi come mi devo comportare? Fare qualche allenamento di prova senza strafare? Provare ad andare con cadenze di pedalata un pelo piu' ridotte per fare la gamba alla nuova pedivella? Secondo voi mi abituero' agevolmente o invece e' il caso di non insistere fin da subito visti i fastidi che ho provato oggi, e chiedere al venditore di montarmi una guarnitura con pedivella da 172,5 come originariamente richiesto????

Sono molto perplesso: dopo la visita biomeccanica mi aspettavo di sedermi sulla bici e trovarmici dentro come in un guanto, e invece... un sacco di problemi!

Ringrazio di cuore tutti quelli che mi vorranno dare un consiglio.

Grazie, ciao
 

maxcoslo

Pignone
28 Maggio 2007
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Trieste
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BMC racemaster SLX01
scusami ma l'hai detto anche tu che devi mettere ancora a punto l'assetto.

immagino che il biomeccanico ti abbia lasciato una scheda con le misure della bici e se l'altezza sella è stata fatta con pedivelle da 172,5 adesso dovrai abbassarla di 2,5 in modo che sia uguale quando il pedale è al punto morto inferiore.

perciò ti consiglio di mettere a punto l'assetto e poi vedere se i problemi continuano
 

Febox

Apprendista Passista
24 Febbraio 2008
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Lavalledellelacrime....
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Canyon/Cube
Con lunghezza pedivella diversa, cambia anche l'altezza sella e il suo avanzamento. Come ha detto chi mi ha preceduto, devi modificare l'assetto originale.

Per curiosità, che altezza sella e misure di telaio hai ottenuto dal biomeccanico?
 

james_ser

Novellino
25 Febbraio 2009
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per il problema cui accennavi riguardo il fatto che le cosce tocchino l'addome con le pedivelle da 175 questo sarà più accentuato in quanto la sella la dovrai abbassare e nel PMS la pedivella, e quindi la coscia, saranno più in alto. Cambia le pedivelle che è meglio

Una volta a Danilo Di Luca montarono per sbaglio le pedivelle da 172,5 al posto di quelle da 170 e nessuno se ne accorse, nemmeno Di Luca. Alla fine della gara questo si lamentò dicendo che quella non era giornata e che non gli "giravano" le gambe, non andava in agilità. Beh come vedi le pedivelle si scostano di pochi millimetri ma fanno una gran differenza ;-)
 

guald

Pignone
28 Aprile 2009
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Con lunghezza pedivella diversa, cambia anche l'altezza sella e il suo avanzamento. Come ha detto chi mi ha preceduto, devi modificare l'assetto originale.

Aggiorno le info. Stamattina, prima di andare a fare un giro di prova, ho voluto fare vari test. Ho abbassato la sella, che era stata impostata troppo alta dal negoziante, e ho regolato meglio il manubrio, ruotando leggermente le impugnature alte. Ho anche fatto un po' di test con filo a piombo e rulli per verificare l'arretramento della sella, ma confesso che con mia moglie (che mi dava una mano) ci siamo incasinati e alla fine abbiamo impostato la sella abbastanza ad occhio, visto che non riuscivamo a trovare un setup soddisfacente.

La cosa che mi ha lasciato sbigottito e' stato che, non capendo come mai ho sentito tutta questa differenza per soli 2.5 mm, ho voluto fare una misura precisa con il compasso sulla vecchia bici, e ho scoperto che, contrariamente a quanto indicato dal biomeccanico, questa sembra avere una pedivella da 170!!!! Quindi la differenza tra bici nuova e bici vecchia e' di ben 5 mm, e non 2,5.... Per forza che sento tutta questa differenza e questo male alle gambe! Mi sono allenato per mesi con una bici con pedivelle molto corte!

Per curiosità, che altezza sella e misure di telaio hai ottenuto dal biomeccanico?
Le misure del telaio esatte adesso non le ho qui, comunque e' una L, con lunghezza C/C di 55,5 e altezza sella di 79 (impostata pero' per le pedivelle da 172,5). In realta' adesso ho cambiato la posizione della sella che non corrisponde piu' a quanto indicato dal biomeccanico, sia come altezza (l'ho abbassata) sia come arretramento (impostato a occhio).
Ho fatto un altro giro, una 40ina di km con un po' di salita. Sono andato abbastanza decentemente, in salita forse ho fatto meno fatica del solito ma adesso sento di nuovo le gambe e le articolazioni del piede molto indolenzite, nonche' la zona del perineo alquanto bollente. E questo e' un giro che faccio sempre senza nessun problema di gambe.

Mah!
 

guald

Pignone
28 Aprile 2009
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per il problema cui accennavi riguardo il fatto che le cosce tocchino l'addome con le pedivelle da 175 questo sarà più accentuato in quanto la sella la dovrai abbassare e nel PMS la pedivella, e quindi la coscia, saranno più in alto.
Si ho provato, pero' in realta' il problema non e' cosi' grave, anche perche' ho il manubrio piuttosto alto e l'ho ulteriormente alzato, proprio per evitare di schiacciarmi troppo. In ogni caso stavo molto piu' comodo sulla bici vecchia, benche' questa fosse in alluminio e non in carbonio.

Cambia le pedivelle che è meglio

:( Eh e' stata la prima cosa che ho pensato....Spero che il negoziante mi assecondi, la mia intenzione infatti sarebbe di montare quelle originariamente scelte. Solo che la ditta non le aveva a magazzino e mi ha posto questa specie di "aut-aut": o montare le originali Campagnolo da 175 o montare le "fulcrum" da 172,5. Altrimenti avrei dovuto aspettare ancora, un tempo non meglio precisato... Considerato che avevo gia' aspettato 70 giorni dall'ordine e che pensavo che il differenziale con la vecchia bici fosse solo di 2,5 cm, ho accettato, anche se perplesso. A rigore la consegna del materiale non e' conforme all'ordine, quindi penso di aver diritto alla sostituzione del pezzo con quello originariamente previsto... Di spendere soldi extra vorrei proprio evitare, gia' la bici costa un bel po'!
Oggi il negozio e' chiuso, provero' a chiamare lunedi' e a sentire se c'e' modo di farsi dare la guarnitura originariamente richiesta, da 172,5. Anche se per 9 mesi ho pedalato con una 170 penso che con un cavallo di 85 la piu' adatta sia la 172,5, mentre ho verificato in questi due giorni che con la 175 se n'e' andata gran parte dell'agilita' che avevo guadagnato in un inverno di allenamento, perlomeno in pianura.... Magari e' questione di abitudine e poi i miei tendini, le mie caviglie e la mia rotula si abitueranno senza problemi: resta il fatto che in due uscite, una da 20 km in pianura e una da 40 in misto pianura/collina, tenendo gli 80 rpm, ho notato di dover far frullare molto di piu' la gamba, nel senso che ho sentito moltissimo la maggiore ampiezza della rotazione per mantenere gli stessi rmp, e quindi a un certo punto ho iniziato, per non sforzare, ad andare a 65 rpm.... Anche nel fuori sella noto un apprezzabile peggioramento, devo accentuare molto di piu' l'ondeggiamento. E' pero' vero che la salita l'ho fatta in maniera piu' facile con un dente in meno e con una frequenza cardiaca piu' bassa, e anzi in salita paradossalmente riuscivo ad essere ancora piu' agile, ossia a tenere fino a 68-70 rpm (pero' con il 26 o il 29 che ho in cassetta).


Mah! Vattelapesca! Che casino... e che rabbia!
Io vado in bici per fitness, benessere e svago, non ho pretese di performance, e non voglio certo "farmi male". Ho preso una nuova bici in carbonio per stare piu' comodo e poter fare giri piu' lunghi senza fastidi.... Aver male alle gambe dopo un giretto di 40 km e' esattamente l'opposto di quello che voglio, ma magari e' questione di abitudine.... Certo se mi avessero consegnato la bici che avevo originariamente ordinato ora i problemi sarebbero sicuramente inferiori.

Una volta a Danilo Di Luca montarono per sbaglio le pedivelle da 172,5 al posto di quelle da 170 e nessuno se ne accorse, nemmeno Di Luca. Alla fine della gara questo si lamentò dicendo che quella non era giornata e che non gli "giravano" le gambe, non andava in agilità. Beh come vedi le pedivelle si scostano di pochi millimetri ma fanno una gran differenza ;-)
Eh me ne sono accorto, tantopiu' che per me alla fine la differenza e' stata di 5 mm. Mi chiedo pero', visti i miei parametri antropometrici, se invece non sia il caso di cercare di farci l'abitudine alla nuova impostazione, magari ho anche dei vantaggi.....

Grazie mille comunque a tutti per avermi risposto, se avete altre dritte ben volentieri le ascolto!

ciao
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
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S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Mah! Vattelapesca! Che casino... e che rabbia!
Io vado in bici per fitness, benessere e svago, non ho pretese di performance, e non voglio certo "farmi male". Ho preso una nuova bici in carbonio per stare piu' comodo e poter fare giri piu' lunghi senza fastidi.... Aver male alle gambe dopo un giretto di 40 km e' esattamente l'opposto di quello che voglio, ma magari e' questione di abitudine.... Certo se mi avessero consegnato la bici che avevo originariamente ordinato ora i problemi sarebbero sicuramente inferiori.

ciao

Molto probabilmente ti sei fatto infogare dalla bici nuova e sei andato un pò oltre le tue capacità reali.
Al di là di questo ti dò un consiglio per l'altezza sella, dopo aver stabilito l'arretramento ottimale con il classico sistema pratico, cioè seduto per bene sulla sella, posizionata al centro del rail, guarda sul manubrio e vedi se questo copre il mozzo della ruota anteriore, se la copre bene quello è l'arretramento di base, se vedi il mozzo avanti sei corto di pipa, al contrario se lo vedi dietro il manubrio, a questo punto stabilisci un compromesso tra lunghezza pipa e arretramento sella, ma tieni presente che è preferibile avanzare legg la sella con le pedivelle da 175mm, e quindi tenere lunga la pipa.
Quindi aggiusta l'altezza sella, siediti bene e posizione una pedivella sul punto morto inferiore, la pedivella deve essere la naturale prosecuzione del piantone, poggia il tallone (con le scarpe da bici) sul pedale, quando avrai la gamba distesa naturalmente ma senza forzarla quella è l'altezza sella ottimale per te, lascia perdere al momento i biomeccanici, semmai vai per una verifica dopo 2-3 mesi di adattamento alla nuova bici, per mia esperienza personale ti posso solo dire che gli angoli di lavoro ottimali si realizzano su più posizioni, quindi non esiste di fatto una posizione più corretta di un'altra dal punto di vista biomeccanico, semmai esisterà una tra le tante possibili soluzioni che ti farà rendere più di un'altra, ma quì per fare tale valutazione dovresti avere un misuratore di potenza per testare le soluzioni, la cosa è possibile visto che io ho proceduto proprio come ti ho descritto, ho ben 5 bdc al momento, con angoli dai 73° ai 78°, ma su tutte dal punto di vista biomeccanico sono perfetto, pur avendo diverse posizioni. Per il momento essendomi allenato per le crono ho studiato bene la posizione da pianura, ma il prossimo inverno testerò la posizione da salita, anche perchè lo vedo su strada, oltre il 4-5% di pendenza faccio fatica a spingere bene, ma al momento ho ritenuto di non fare il classico compromesso per trovare una posizione che vada mediamente bene su tutti i terreni.
 

vitto84

Gregario
28 Marzo 2008
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economica
Per mia passione pur non avendo un fisico da scalatore e pur facendo una gran fatica prediligo la salita, ma inizialmente avevo delle frequenze cardiache esageratamente alte (160 ai 25 all'ora a 70 rpm, e quasi subito in soglia - dai 188 ai 194 - appena la strada iniziava a salire).
Questo inverno, facendo allenamento, ho cercato di guadagnare agilita' usando rapporti morbidissimi (avevo una compact con pignoni 12-27), cosa che e' servita molto perche' la frequenza cardiaca si e' abbassata tantissimo e ho iniziato a fare le salite con molto meno affanno. In generale ho fatto moltissimi progressi anche se comunque in salite medio-dure (8-10%) la mia velocita' di punta non supera i 10-12 km/h con frequenza di pedalata di 60 rpm e frequenza cardiaca alla soglia (190-194) - adesso pero' sto in soglia senza aver l'impressione di morire e la tengo tranquillamente, anzi addirittura riesco anche a chiacchierare abbastanza tranquillamente fino ai 180-183 battiti al minuto.

:mrgreen::mrgreen: ...ma io che sport faccio a questo punto???....
 

ultimo

Scalatore
12 Settembre 2008
6.587
21
67
Pescara-Abruzzo
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Bici
Specialized Tarmac SL adesso incidentata
Scusami ma come fa uno che dovrebbe fare il biomeccanico a non riuscire a misurare la lunghezza della vecchia pedivella? ;nonzo% :angrymod:
A questo punto mi sorgono dei dubbi su tutto il resto ;nonzo%

Comunque io ho 87,6 di cavallo e per diversi anni ho pedalato con le pedivelle 172,5, solo da 3 anni sono passato alle 175 ed ho avuto bisogno di 2/3 mesi per condizionare i muscoli e le articolazioni alla nuova pedalata, vedi un pò tu per il tuo caso, anche se per uno che non ha tanti Km alle spalle ed è come te al limite fra 172,5 e 175 io starei più sulla pedivella 172,5 sopratutto se fai il passaggio dalla 170.
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
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Comunque io ho 87,6 di cavallo e per diversi anni ho pedalato con le pedivelle 172,5, solo da 3 anni sono passato alle 175 ed ho avuto bisogno di 2/3 mesi per condizionare i muscoli e le articolazioni alla nuova pedalata, vedi un pò tu per il tuo caso, anche se per uno che non ha tanti Km alle spalle ed è come te al limite fra 172,5 e 175 io starei più sulla pedivella 172,5 sopratutto se fai il passaggio dalla 170.

Secondo me è un problema psicologico, se si ha una buona posizione non c'è molta differenza tra le misure, stiamo parlando al massimo di 5mm.
Cmq io pedalo senza problemi da 172,5 a 180mm (con la bici da crono), le mie frequenze medie di pedalata in piano sono intorno alle 100rpm, e qualcosa in più, anche con le 180mm, ed in salita sono su 75-80rpm.
 

guald

Pignone
28 Aprile 2009
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Scusami ma come fa uno che dovrebbe fare il biomeccanico a non riuscire a misurare la lunghezza della vecchia pedivella? ;nonzo% :angrymod:

Che ti devo dire? In effetti ci sono rimasto un po' cosi'. Devo anche dire che la pedivella vecchia l'ho voluta controllare oggi per scrupolo e l'ho misurata appunto con il compasso senza strumenti di precisione, ma direi di non essermi sbagliato. C'e' da dire che con il pedale montato e il tipo di movimento centrale della vecchia pedivella non e' proprio facilissimo prendere misure fatte bene. Comunque non nego che questa cosa mi scocci abbastanza... piu' o meno quanto il fatto che la ditta (che finora non ho nominato) abbia lasciato a me l'onere di decidere sulla lunghezza della pedivella visto che il materiale ordinato non era disponibile....
A questo punto mi sorgono dei dubbi su tutto il resto ;nonzo%

Comunque io ho 87,6 di cavallo e per diversi anni ho pedalato con le pedivelle 172,5, solo da 3 anni sono passato alle 175 ed ho avuto bisogno di 2/3 mesi per condizionare i muscoli e le articolazioni alla nuova pedalata, vedi un pò tu per il tuo caso, anche se per uno che non ha tanti Km alle spalle ed è come te al limite fra 172,5 e 175 io starei più sulla pedivella 172,5 sopratutto se fai il passaggio dalla 170.

Gia'. L'unica rottura e' che adesso devo sentire dal venditore, il quale probabilmente mi fara' delle storie e, se decide di sostituirmi la guarnitura, mi fara' avere la bici a posto a settembre. Gia' e' tanto che aspetto, cosi' dovro' aspettare ancora chissa' quanto e nel frattempo l'estate passa...

Mi stavo chiedendo se effettivamente non potrei trovare dei giovamenti dalla leva piu' lunga, una volta eventualmente fatta l'abitudine. Sono un principiante e mi piace fare salite, l'obbiettivo era di aumentare la durezza delle stesse e la lunghezza dei percorsi, e magari fra un po' di tempo fare qualche salita alpina. Ho fatto montare il 13-29 proprio per avere la massima agilita' in salita...

Potrei continuare a fare qualche prova - oggi ho fatto una regolazione piu' di fino sull'altezza sella, che era stata sbagliata dal sivende, il quale non aveva preso in considerazione la maggior pedivella, e ho notato che l'indolenzimento e' stato inferiore - ma non vorrei che poi continuando a provare il sivende mi dica che la guarnitura non me la cambia piu' perche' l'ho usata.....
Che scatole!
 

guald

Pignone
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Secondo me è un problema psicologico, se si ha una buona posizione non c'è molta differenza tra le misure, stiamo parlando al massimo di 5mm.
Cmq io pedalo senza problemi da 172,5 a 180mm (con la bici da crono), le mie frequenze medie di pedalata in piano sono intorno alle 100rpm, e qualcosa in più, anche con le 180mm, ed in salita sono su 75-80rpm.
Capisco il tuo discorso ma mi chiedo se posso applicarlo a me.

Quanti anni hai? Che tipo di pratica hai? Cicloturista, amatore, agonista?
Io sono un banalissimo cicloturista, mi diverto molto con la bici da corsa ma non ho velleita' agonistiche di alcun tipo ne' punto a fare gran fondo. Per me il bello e' sfidare me stesso e vedere se riesco ad arrivare in cima a quel particolare monte, aumentando via via i traguardi da raggiungere....
E' gia' stato un gran traguardo calare di 15-16 kg e diventare uno sportivo dopo anni di sedentarieta' totale.

Che ne pensi?
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
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Capisco il tuo discorso ma mi chiedo se posso applicarlo a me.

Quanti anni hai? Che tipo di pratica hai? Cicloturista, amatore, agonista?
Io sono un banalissimo cicloturista, mi diverto molto con la bici da corsa ma non ho velleita' agonistiche di alcun tipo ne' punto a fare gran fondo. Per me il bello e' sfidare me stesso e vedere se riesco ad arrivare in cima a quel particolare monte, aumentando via via i traguardi da raggiungere....
E' gia' stato un gran traguardo calare di 15-16 kg e diventare uno sportivo dopo anni di sedentarieta' totale.

Che ne pensi?

Sono over 50, amatore, mi piace correre a cronometro, ma mi diverte anche fare qualche mediofondo, ma le affronto senza stressarmi più di tanto, soprattutto cerco di evitare cadute nelle prime fasi, poi in genere trovo il gruppo che fa al caso mio e mi faccio portare.
Credo che sia corretto porsi degli obiettivi, e cercare di raggiungerli, questo è il senso dello sport a mio parere, ma anche nella vita di tutti i giorni dovrebbero esserci degli obiettivi da raggiungere, poi come in tutte le cose c'è chi tira a campare e chi fa le cose per bene, o cerca di farle.
Quindi il problema non è il tipo di approccio, diversamente da cicloturista non ti saresti dovuto porre particolari problemi, ad ogni livello la pratica sportiva va affrontata in un certo modo, in relazione agli obiettivi da raggiungere, chi non ha obiettivi particolari giustamente va in bici per puro svago, e non so se tale attività possa essere definita sportiva nel vero senso del termine, conosco cicloturisti che vanno forse anche più forte di un normale amatore.
 

guald

Pignone
28 Aprile 2009
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Credo che sia corretto porsi degli obiettivi, e cercare di raggiungerli, questo è il senso dello sport a mio parere, ma anche nella vita di tutti i giorni dovrebbero esserci degli obiettivi da raggiungere, poi come in tutte le cose c'è chi tira a campare e chi fa le cose per bene, o cerca di farle.
Concordo al 101%. Infatti io cerco comunque di fare le cose per bene ed e' proprio per questo che mi pongo questi problemi e dubbi. Se tirassi a campare direi: vabbe' dai, 170, 175... giro i piedi un po' piu' lentamente, le gambe ci faranno l'abitudine e buonanotte, tanto chi se ne frega. Invece, visto che ho preso una bella, ma soprattutto BUONA, bici, vorrei che tutto fosse al meglio per farmi apprezzare sempre piu' questo magnifico sport.
Del resto per me e' stata una escalation: prima ho preso una trekking bike senza velleita' se non fare qualche giro per argini pianeggianti, poi ho iniziato a fare giri in appennino, luoghi magnifici in mezzo ad abetaie... poi ho visto che il mio fisico reagiva molto bene e migliorava con progressi impensati, per cui sono passato alla BDC, ho preso il cardiofrequenzimetro, poi il sensore di cadenza... insomma, mi sono appassionato tantissimo e anche se non ho nessuna velleita' agonistica e nessuno stimolo di confronto con gli altri (per lo meno fino ad adesso), ho molto interesse al mio miglioramento.

Quindi il problema non è il tipo di approccio, diversamente da cicloturista non ti saresti dovuto porre particolari problemi, ad ogni livello la pratica sportiva va affrontata in un certo modo, in relazione agli obiettivi da raggiungere, chi non ha obiettivi particolari giustamente va in bici per puro svago, e non so se tale attività possa essere definita sportiva nel vero senso del termine, conosco cicloturisti che vanno forse anche più forte di un normale amatore.
Giusto, ho capito cosa intendi. In questo senso allora io non mi devo definire un banale cicloturista ma piu' un amatore. Ho sempre un obbiettivo da perseguire quando esco in bici: arrivare in cima ad una salita, fare un giro piu' lungo, fare due salite dure l'una dietro l'altra.... Il mio obbiettivo attuale e' arrivare a fare giri da 150 km con dentro delle belle salite senza morire, mettendoci il tempo che ci devo mettere ma comunque cercando di migliorare la prestazione sportiva. L'obbiettivo a medio termine e' fare giri sulle Alpi e magari conquistare qualche passo famoso, tipo fare la Sella Ronda. L'obbiettivo a lungo termine e' fare in bici passi famosi tipo il Galibier, l'Izoard (non a caso ho preso una certa bici...)... Sempre pero' per mio piacere e come sfida con me stesso, le grandfondo o mediofondo non fanno per me, troppo agonismo, troppo carnaio.