Beh, ma sul fatto che aumentando la pendenza aumenti la VAM non penso ci sia alcun dubbio... Basta pensare che per vincere la forza gravitazionale servono tot. Watt x tot. metri di dislivello (indipendentemente dalla pendenza). Più è ripida e minore è la distanza che è da percorrere, quindi a parità di tempo di scalata è minore la velocità necessaria e quindi minori Watt per vincere la resistenza aerodinamica. Quindi per fare la stessa VAM servono meno Watt a crescere della pendenza o viceversa a parità di Watt al crescere della pendanza aumenta la VAM
Il concetto della VAM che aumenta all'aumentare della pendenza è generalmente corretto, ma non affatto scontato.
Bisogna porre delle condizioni :
1) Potenza costante a tutte le pendenze considerate (e comunque che non diminuisce).
2) Esistenza di un rapporto "adeguato" per tutte le pendenze considerate --> Condizione necessaria per consentire il rispetto della condizione 1.
3) Pendenza effettivamente percorribile con una bici (voglio vedervi su una salita al 200%, 63.4 gradi).
Ponendo queste condizioni e' dimostrabile (La Fisica e la Matematica non sono opinioni) che la VAM
aumenta con l'aumentare della pendenza, ma
il tasso di aumento diminuisce con l'aumentare della pendenza (diminuisce la derivata prima per intenderci).
Sono molto scettico sull'affidabilità della tabella che è stata riportata (che gira da anni, ma le cui origini sono oscure e affatto dimostrate) in quanto se il
tasso di incremento della VAM aumentasse con l'aumento della pendenza si avrebbe che :
1) Per una pendenza percentuale infinita (un muro) la VAM diventa infinita (è divergente). Ciò è fisicamente impossibile in quanto su un ipotetico muro tutta la potenza erogata va per aumentare la quota ed è molto semplice calcolare la VAM limite.
2) Essendo costanti gli attriti, la Potenza espressa dall'atleta dovrebbe per forza aumentare con l'aumentare della pendenza e ciò va in contrasto con le ipotesi, oltre al fatto che divergerebbe anch'essa verso l'infinito.
3) E' evidente che esiste una pendenza "Reale" oltre la quale non si è più in grado di far avanzare la bicicletta perchè non esiste un rapporto "ragionevole" da tirare (oltre al fatto che si ribalta la bicicletta).
Ma veniamo al dunque.
La velocità e la VAM in relazione a pendenza, attriti e peso dell'atleta, sono valutabili invertendo la Formula di Ambrosini :
pW = [P*(p+Ka) + (KS*v*v)]*v*g
g = 9,80665 [m/s^2]
Dove :
pW = [W] Potenza media applicata alla ruota
P = [Kg] Peso ciclista + Bici
p = [%] Pendenza
Ka = Coefficiente di attrito (0,01 = asfalto perfetto)
KS = Coefficiente aerodinamico (0,021 = medio)
v = [m/s] Velocità
Su come si arriva al calcolo della "v" dati gli altri parametri ne ho parlato qua :
http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=64894
Ho quindi creato delle tabelle e dei grafici che vanno a evidenziare :
1) La VAM in relazione alla pendenza (considerando sia un attrito dell'aria KS medio, sia un attrito KS quasi nullo --> Condizione limite che simula l'altissima quota).
2) La VAM limite teorica su un muro verticale.
3) Gli RPM considerando il rapporto più corto disponibile sulla bicicletta.
Le tabelle sono calcolate per un atleta che pesa 83 Kg e sviluppa 250 Watt (il sottoscritto, potenza stimata) e un atleta che esprime la stessa potenza, ma che pesa 63 Kg.
Tutte le altre condizioni al contorno restano le stesse per entrambi gli atleti.
Ponendo a 65 RPM il limite sotto il quale il
mio rendimento (e la mia potenza) scende risulta evidente che con la mia BdC che ha un rapporto minimo di 30/28 questo limite viene raggiunto intorno al 9,5%/10% di pendenza.
Con un atleta 20 Kg più leggero lo stesso limite di RPM è spostato a oltre il 13% di pendenza.
Ovvio che 65 RPM è quello che sento essere il mio limite oltre il quale spingo male, altri atleti possono anche riuscire a spingere bene 40 RPM, ma alla fine un limite inferiore di RPM (e quindi superiore di pendenza) dove la VAM inizia a calare lo abbiamo comunque tutti (cambia solo il numero non la sostanza).
Allego comunque il foglio Excel in modo che ognuno possa mettere i propri numeri.
Massimo