Sto come una chiavica, ho una debolezza addosso che metà basta
Al raduno sarò al top-o![]()
Meglio che vado a cenare, ci sentiamo dopo![]()
bene bene grazie e te![]()
allora ti faccio i miei Auguri di guarigionemah...diciamo che sto combattendo con un problema ai tendini d'achille, ma forse ne sto venendo a capo...speriamo bene...


Grande Lupo ti voglio vedere sul San Baronto con noi PaperiniL'ora di pranzo mi ha visto pedalare con la mia francesina. Terza uscita dallo stop per la tendinite tibiale.
Avevo bisogno di verità. Avevo bisogno di sentirmi vicino a voi. La scelta era obbligata. Panoramica. Il sole era alto. Cielo terso. Tutto era pronto.
Le gambe giravano veloci e alla stessa cadenza. Nella mente mi ritornavano tutto quello che mi era accaduto nel mese precedente: la rabbia, la solitudine, il bisogno di pedalare per sentirsi felici, le parole che mi sono arrivate al cuore, quelle che mi hanno fatto male. Ora la verità. La rampa prima della Panoramica, mi aspettava. La prendo senza timore. La variazione di pendenza lenta ma inesorabile, sollecita i muscoli e i tendini. Rimango in ascolto, mentre il ritmo cardiaco comincia a salire. Nessun affanno. Ma i muscoli hanno bisogno di ossigeno e sangue. Potrei spingere di più, ma decido di non farlo, la salita è lunga. Decido di mantenere la stessa cadenza lungo i quasi 6 km di salita, a variazione di pendenza continua.
Incontro qualche amico ciclista che scende. Mi salutano e mi incitano. Un gesto per ringraziarli. Eccola la panoramica, con il suo sole, il suo mare, il suo cielo, che qui hanno un colore diverso. La roccia, gli alberi. Sono ancora lì e il loro ricordo l'ho portato con me per un mese. Le gambe non mollano la cadenza. Il vento mi accarezza i capelli. I tornanti si susseguono. Nessun dolore. Sembra quasi impossibile, ma è realta. Allora nella mente mi ritornano le parole più importanti. I km si consumano. Gli ultimi 200 metri li faccio a tutta, non ho bisogno di alzarmi sui pedali, la nuova posizione e l'energia delle gambe, mi fanno pedalare con potenza, da seduto. Mai successo. Arrivo in cima. Un nodo alla gola. Ce l'ho fatta. Penso a voi e ad altre persone che mi sono state vicine in questo brutto periodo. Vorrei abbracciarvi tutti. Finalmente sono libero. Giro la francesina. Gli impegni di lavoro nel pomeriggio mi richiamano a Terracina. Avrei voluto tirare dritto. Verso il santuario. Ma il tempo a disposizione è avaro. Ad un tratto davanti a me si para un immagine inaspettata; tanti ciclisti con la stessa divisa, le stesse bici, in fila ordinata, a due a due, con l'ammiraglia che li scortava: era la squadra completa della Ceramica Flaminia. Forse un augurio per me dopo tanta difficoltà.
Ora mi attende la discesa. Mani in presa bassa e la francesina ricorda ancora le traiettorie silenti. Giungo in piazzetta. Voglio salutare la panoramica che ora vedo da lontano. Ritorno a Terracina senza problemi di tensioni muscolari.
Stretching sui pedali. Nessun dolore. Non mi sembra vero.
Il Lupo c'è. Il Lupo è ritornato con una cicatrice in più. Ma è il destino di chi nella vita è destinato a combattere.
Ecco amici miei, il diario estemporaneo, scritto di getto, a testimonianza del mio passato dolore. Grazie per essermi stati vicini. Ora devo ancora essere sincero e dirvi che ho ancora paura di svegliarmi con quel maledetto dolore. Ma il pieno di endorfina mi da la forza di sperare.
Apro allora la bottiglia di vino che mio fratello Mario mi ha regalato, brindo alla sua e alla nostra salute.
Un pensiero ora va a Luca: non mollare.
Vi voglio bene.![]()


Grande Lupo ti voglio vedere sul San Baronto con noi Paperini![]()

L'ora di pranzo mi ha visto pedalare con la mia francesina. Terza uscita dallo stop per la tendinite tibiale.
Avevo bisogno di verità. Avevo bisogno di sentirmi vicino a voi. La scelta era obbligata. Panoramica. Il sole era alto. Cielo terso. Tutto era pronto.
Le gambe giravano veloci e alla stessa cadenza. Nella mente mi ritornavano tutto quello che mi era accaduto nel mese precedente: la rabbia, la solitudine, il bisogno di pedalare per sentirsi felici, le parole che mi sono arrivate al cuore, quelle che mi hanno fatto male. Ora la verità. La rampa prima della Panoramica, mi aspettava. La prendo senza timore. La variazione di pendenza lenta ma inesorabile, sollecita i muscoli e i tendini. Rimango in ascolto, mentre il ritmo cardiaco comincia a salire. Nessun affanno. Ma i muscoli hanno bisogno di ossigeno e sangue. Potrei spingere di più, ma decido di non farlo, la salita è lunga. Decido di mantenere la stessa cadenza lungo i quasi 6 km di salita, a variazione di pendenza continua.
Incontro qualche amico ciclista che scende. Mi salutano e mi incitano. Un gesto per ringraziarli. Eccola la panoramica, con il suo sole, il suo mare, il suo cielo, che qui hanno un colore diverso. La roccia, gli alberi. Sono ancora lì e il loro ricordo l'ho portato con me per un mese. Le gambe non mollano la cadenza. Il vento mi accarezza i capelli. I tornanti si susseguono. Nessun dolore. Sembra quasi impossibile, ma è realta. Allora nella mente mi ritornano le parole più importanti. I km si consumano. Gli ultimi 200 metri li faccio a tutta, non ho bisogno di alzarmi sui pedali, la nuova posizione e l'energia delle gambe, mi fanno pedalare con potenza, da seduto. Mai successo. Arrivo in cima. Un nodo alla gola. Ce l'ho fatta. Penso a voi e ad altre persone che mi sono state vicine in questo brutto periodo. Vorrei abbracciarvi tutti. Finalmente sono libero. Giro la francesina. Gli impegni di lavoro nel pomeriggio mi richiamano a Terracina. Avrei voluto tirare dritto. Verso il santuario. Ma il tempo a disposizione è avaro. Ad un tratto davanti a me si para un immagine inaspettata; tanti ciclisti con la stessa divisa, le stesse bici, in fila ordinata, a due a due, con l'ammiraglia che li scortava: era la squadra completa della Ceramica Flaminia. Forse un augurio per me dopo tanta difficoltà.
Ora mi attende la discesa. Mani in presa bassa e la francesina ricorda ancora le traiettorie silenti. Giungo in piazzetta. Voglio salutare la panoramica che ora vedo da lontano. Ritorno a Terracina senza problemi di tensioni muscolari.
Stretching sui pedali. Nessun dolore. Non mi sembra vero.
Il Lupo c'è. Il Lupo è ritornato con una cicatrice in più. Ma è il destino di chi nella vita è destinato a combattere.
Ecco amici miei, il diario estemporaneo, scritto di getto, a testimonianza del mio passato dolore. Grazie per essermi stati vicini. Ora devo ancora essere sincero e dirvi che ho ancora paura di svegliarmi con quel maledetto dolore. Ma il pieno di endorfina mi da la forza di sperare.
Apro allora la bottiglia di vino che mio fratello Mario mi ha regalato, brindo alla sua e alla nostra salute.
Un pensiero ora va a Luca: non mollare.
Vi voglio bene.![]()


...anch'io ti voglio bene!!!!
Claudio, nella tua descrizione non devo affidare all' immaginazione la tua soddisfazione...mi sembra di vederla lì, davanti ad i miei occhi....sei stato paziente ed in gamba a non mollare....bravoUn saluto a Prince75
Un saluto a Luca con un abbraccio: non mollare.

L'ora di pranzo mi ha visto pedalare con la mia francesina. Terza uscita dallo stop per la tendinite tibiale.
Avevo bisogno di verità. Avevo bisogno di sentirmi vicino a voi. La scelta era obbligata. Panoramica. Il sole era alto. Cielo terso. Tutto era pronto.
Le gambe giravano veloci e alla stessa cadenza. Nella mente mi ritornavano tutto quello che mi era accaduto nel mese precedente: la rabbia, la solitudine, il bisogno di pedalare per sentirsi felici, le parole che mi sono arrivate al cuore, quelle che mi hanno fatto male. Ora la verità. La rampa prima della Panoramica, mi aspettava. La prendo senza timore. La variazione di pendenza lenta ma inesorabile, sollecita i muscoli e i tendini. Rimango in ascolto, mentre il ritmo cardiaco comincia a salire. Nessun affanno. Ma i muscoli hanno bisogno di ossigeno e sangue. Potrei spingere di più, ma decido di non farlo, la salita è lunga. Decido di mantenere la stessa cadenza lungo i quasi 6 km di salita, a variazione di pendenza continua.
Incontro qualche amico ciclista che scende. Mi salutano e mi incitano. Un gesto per ringraziarli. Eccola la panoramica, con il suo sole, il suo mare, il suo cielo, che qui hanno un colore diverso. La roccia, gli alberi. Sono ancora lì e il loro ricordo l'ho portato con me per un mese. Le gambe non mollano la cadenza. Il vento mi accarezza i capelli. I tornanti si susseguono. Nessun dolore. Sembra quasi impossibile, ma è realta. Allora nella mente mi ritornano le parole più importanti. I km si consumano. Gli ultimi 200 metri li faccio a tutta, non ho bisogno di alzarmi sui pedali, la nuova posizione e l'energia delle gambe, mi fanno pedalare con potenza, da seduto. Mai successo. Arrivo in cima. Un nodo alla gola. Ce l'ho fatta. Penso a voi e ad altre persone che mi sono state vicine in questo brutto periodo. Vorrei abbracciarvi tutti. Finalmente sono libero. Giro la francesina. Gli impegni di lavoro nel pomeriggio mi richiamano a Terracina. Avrei voluto tirare dritto. Verso il santuario. Ma il tempo a disposizione è avaro. Ad un tratto davanti a me si para un immagine inaspettata; tanti ciclisti con la stessa divisa, le stesse bici, in fila ordinata, a due a due, con l'ammiraglia che li scortava: era la squadra completa della Ceramica Flaminia. Forse un augurio per me dopo tanta difficoltà.
Ora mi attende la discesa. Mani in presa bassa e la francesina ricorda ancora le traiettorie silenti. Giungo in piazzetta. Voglio salutare la panoramica che ora vedo da lontano. Ritorno a Terracina senza problemi di tensioni muscolari.
Stretching sui pedali. Nessun dolore. Non mi sembra vero.
Il Lupo c'è. Il Lupo è ritornato con una cicatrice in più. Ma è il destino di chi nella vita è destinato a combattere.
Ecco amici miei, il diario estemporaneo, scritto di getto, a testimonianza del mio passato dolore. Grazie per essermi stati vicini. Ora devo ancora essere sincero e dirvi che ho ancora paura di svegliarmi con quel maledetto dolore. Ma il pieno di endorfina mi da la forza di sperare.
Apro allora la bottiglia di vino che mio fratello Mario mi ha regalato, brindo alla sua e alla nostra salute.
Un pensiero ora va a Luca: non mollare.
Vi voglio bene.![]()
Si ci leggiamo dopoBuonasera a tutto lo staff del salotto e allo staff dell'Inail.
Oggi dopo la mia sfuriata mattutina riguardo le pulizie ho potuto dedicarmi veramente poco al salotto, o leggo o scrivo, non riesco a fare entrambi.
Leggo con piacere che Barbara è passata a salutare che Fabio si è ripreso, speriamo adesso che Anna ci porti qualche buona notizia, ieri sera mi ha fatto preoccupare.
Stasera ho da fare devo provare i nuovi pedali e verificare che la posizione dei tacchetti sia apposto, visto che ho preso scarpe e pedali nuovi, ho fatto una mezza folliapedali speedplay e scarpe schimano (quelle che prima vanno infornate) bellissima la sensazione con la scarpa calda, stiamo a vedere se la termo-formatura è così utile o meno in bicicletta, la scarpa si adatta al piede quindi non hai problemi di pianta larga o stretta, poi si può ripetere.
I pedali offrono una buonissima regolazione sono facilissimi da regolare basta un semplice cacciavite a stella, si abbassano con l'adattatore più di 6 mm verso il perno e nonostante il pedale sia più piccolo quando è agganciato il sistema pedale tacchetto occupa molta superficie d'appoggio.
Vediamo come vanno.....
ovviamente si prova sui rulli...
Se mi libero presto ci si legge dopo altrimenti buona serata a tutti e buona notte![]()
ma nn Ti scordare di metterci anche la besciamella nella teglia insieme alle scarpe quando le inforni!!!Se vuoi Tornare passaci lontano da quel Divano!!!Buonasera a tutti![]()
non so chi sia collegatoed ho circa 15 pagine da leggere :rosik: per sapere cosa avete combinato in mia assenza
Adesso ci provo e poi vado a cena, così ne scriverete altre 15:rosik:
A dopo...sempre che riesca ad evitare il divano senza prima passare dal salotto![]()
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Ciao LANCILLOTTO!!Buona sera a tutti

Buona sera a LeiBuonasera a tutti![]()

...Un saluto a Prince75
Un saluto a Luca con un abbraccio: non mollare.
ascolta...nn li potresti fare + corti qst messaggi:rosik:..a noi Arringhe o acciughe nn servono
abbiamo già mangiato!!!
Claudio, nella tua descrizione non devo affidare all' immaginazione la tua soddisfazione...mi sembra di vederla lì, davanti ad i miei occhi....sei stato paziente ed in gamba a non mollare....bravo![]()