Scientificità allenamento

Maurizio®

Apprendista Scalatore
14 Maggio 2008
2.068
31
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Mi chiedo spesso una cosa: ma quali dati analitici mi possono definire lo stato di forma o in ultima analisi il picco di forma? Devo monitorare valori di battito cardiaco? Di potenza?Non credo si tratti solo di sensazioni dell'atleta...
In pratica quando un preparatore pianifica o progetta un percorso di preparazione di un atleta quali valori deve prendere come riferimento?Penso che poi sia grazie alla sua esperienza e bravura che un praparatore grazie ad esercizi mirati (ciclo di fondo, forza, potenza ecc) riesca a far sviluppare la forma fino al massimo ottenibile dal singolo atleta...ma ripeto: monitorando cosa?

Altra cosa non troppo distante da quanto chiesto sopra: nel forum leggo di chi il giorno prima (o i giorni prima) di una gara fa certe cose tipo doppie sedute di rulli, chi un giro tranquillo di un paio d'ore o meno, chi riposa e altro...ma in linea TEORICA cosa bisognerebbe fare?Far riposare il cuore?Farlo "entrare in temperatura" portandolo vicino alla soglia o oltre?O cosa?Ma soprattutto: perchè?
Se possibile vorrei che mi si rispondesse non a sensazioni del singolo ma in base a teorie "scientifiche" basate su dati e motivazioni misurabili...
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
Risposta alla prima parte: potenza alla soglia, sensazioni dell'atleta, fc a riposo, ogni annotazione utile che possa essere feedback, analisi dati di ogni allenamento con cognizione di causa su ciò che è stato proposto all'atleta.

Per la seconda parte, troppi si focalizzano sul singolo valore battito, la FC è SOLO una risposta al carico non è un parametro oggettivo della performance, è un buon strumento di allenamento (economico, accessibile a tutti) ma va gestito in maniera corretta.
Uscita/e o scarico (suona meglio l'inglese "tapering") pre gara, ognuno ha le proprie esigenze anche soggettive, in genere chi fa molto carico e/o km anche in una settimana di scarico necessita di uscite proporzionali nei gg pre gara e viceversa chi ha a disposizione minor tempo. In teoria serve: arrivare riposati (nè troppo, nè troppo poco), senza problemi a livello muscolare, idratati e alimentati.
 

BennaNRC

Gregario
31 Gennaio 2009
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Io mi sono allenato sempre a sensazione, ovvero, fo quello che ho voglia di fare, e quando sono in bici se mi sento bene spingo (soprattutto cerco di dare tanto in salita) e se sento che le gambe non girano vado tranquillo del mio passo e il giorno dopo riprovo.... devo dire che su di me funziona eccome!
 

Maurizio®

Apprendista Scalatore
14 Maggio 2008
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Risposta alla prima parte: potenza alla soglia, sensazioni dell'atleta, fc a riposo, ogni annotazione utile che possa essere feedback, analisi dati di ogni allenamento con cognizione di causa su ciò che è stato proposto all'atleta.

Per la seconda parte, troppi si focalizzano sul singolo valore battito, la FC è SOLO una risposta al carico non è un parametro oggettivo della performance, è un buon strumento di allenamento (economico, accessibile a tutti) ma va gestito in maniera corretta.
Uscita/e o scarico (suona meglio l'inglese "tapering") pre gara, ognuno ha le proprie esigenze anche soggettive, in genere chi fa molto carico e/o km anche in una settimana di scarico necessita di uscite proporzionali nei gg pre gara e viceversa chi ha a disposizione minor tempo. In teoria serve: arrivare riposati (nè troppo, nè troppo poco), senza problemi a livello muscolare, idratati e alimentati.

Ma quindi dato come punto cardine della preparazione la data x si deve percorrere a ritroso il tempo per iniziare la preparazione ed arrivare alla data x con i massimi valori di potenza alla soglia ed i minori battiti cardiaci a riposo?
E'possibile sapere quale sarà la massima potenza che dovrò aspettarmi alla data x per quindi poter verificare la bontà della preparazione?
 

Maurizio®

Apprendista Scalatore
14 Maggio 2008
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Io mi sono allenato sempre a sensazione, ovvero, fo quello che ho voglia di fare, e quando sono in bici se mi sento bene spingo (soprattutto cerco di dare tanto in salita) e se sento che le gambe non girano vado tranquillo del mio passo e il giorno dopo riprovo.... devo dire che su di me funziona eccome!

Sono felice per te...ma ciò non mi è utile a capire quanto richiesto...:angrymod:
 

vaminga

Apprendista Passista
19 Febbraio 2010
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Canyon Ultimate CF slx 8.0- Cannondale caad 7
Io mi sono allenato sempre a sensazione, ovvero, fo quello che ho voglia di fare, e quando sono in bici se mi sento bene spingo (soprattutto cerco di dare tanto in salita) e se sento che le gambe non girano vado tranquillo del mio passo e il giorno dopo riprovo.... devo dire che su di me funziona eccome!

Io credo che funzionerebbe con tutti o quasi!
La mia opinione, frutto di semplici analisi razionali e osservazioni dei risultati miei (scarsotti!) e dei miei amici in tanti anni di allenamenti e corse, è che allenandosi come dici tu si raggiunge almeno il 95% della propria potenzialità (che non è poco) con l'impagabile vantaggio di rendere molto più semplice e anche piacevole l'allenamento.
 

potentecarlo

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cosasca (vb)
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Personalmente taaaanti anni fa ho seguito un programma specifico(era basato però sui battiti cardiaci) e devo dire che effetivamente a me pareva funzionare.Di sicuro ,almeno per me,non è facile seguire una preparazione "scientifica" e così ora vado molto a sensazione usando il cardio solo nel periodo invernale e devo dire che anche così va abbastanza bene.ovvio il tutto messo nel poco che valgo io sia come capacità che come risultati , però la soddisfazione c'è nel riuscire a seguire un programma e vedere che effettivamente funziona .Come test del buon andamento del programma io avevo una salita da percorrere saltuariamente a dati battiti.e come ho detto funzionava.
 
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vaminga

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Maurizio®;2213134 ha scritto:
Mi chiedo spesso una cosa: ma quali dati analitici mi possono definire lo stato di forma o in ultima analisi il picco di forma? Devo monitorare valori di battito cardiaco? Di potenza?Non credo si tratti solo di sensazioni dell'atleta...
In pratica quando un preparatore pianifica o progetta un percorso di preparazione di un atleta quali valori deve prendere come riferimento?Penso che poi sia grazie alla sua esperienza e bravura che un praparatore grazie ad esercizi mirati (ciclo di fondo, forza, potenza ecc) riesca a far sviluppare la forma fino al massimo ottenibile dal singolo atleta...ma ripeto: monitorando cosa?

Altra cosa non troppo distante da quanto chiesto sopra: nel forum leggo di chi il giorno prima (o i giorni prima) di una gara fa certe cose tipo doppie sedute di rulli, chi un giro tranquillo di un paio d'ore o meno, chi riposa e altro...ma in linea TEORICA cosa bisognerebbe fare?Far riposare il cuore?Farlo "entrare in temperatura" portandolo vicino alla soglia o oltre?O cosa?Ma soprattutto: perchè?
Se possibile vorrei che mi si rispondesse non a sensazioni del singolo ma in base a teorie "scientifiche" basate su dati e motivazioni misurabili...

Sulla prima parte ha fornito utili indicazioni Roberto Massa (come sempre!).
Io aggiungerei che per un amatore che voglia testare in modo semplice il livello di preparazione raggiunto un indicatore sgnificativo è costituito da propri test di riferimento. Es. tratti in salita di adeguata lunghezza/pendenza percorsi cercando di ottenere il miglior tempo (ma ammetto che questo sia molto faticoso e impegnativo) o più semplicemente valutare il tempo impiegato salendo ad una F.C. predeterminata (io uso l'80% della F.C.max (è più approssimativo ma molto più agevole).
Sono solo indicatori importanti, anche se approssimativi, ma certo molto più attendibili delle proprie "sensazioni".

Per quanto riguarda il secondo aspetto relativo alla scientificità dell'allenamento credo che tu faccia l'errore di assimilare (implicitamente) il "livello di scientificità" delle discipline fisiologiche e biomeccaniche a quello per es. delle discipline come la fisica (ma ovviamente potrebbe essere solo una mia impressione). E' evidente che nel primo caso il livello di incompleta comprensione dei fenomeni e il gran numero delle variabili in gioco rende oltremodo complicato (per un tecnico preparato e onesto) fornire risposte chiare, semplici e valide per tutti.
 

vaminga

Apprendista Passista
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Personalmente taaaanti anni fa ho seguito un programma specifico(era basato però sui battiti cardiaci) e devo dire che effetivamente a me pareva funzionare.Di sicuro ,almeno per me,non è facile seguire una preparazione "scientifica" e così ora vado molto a sensazione usando il cardio solo nel periodo invernale e devo dire che anche così va abbastanza bene.ovvio il tutto messo nel poco che valgo io sia come capacità che come risultati , però la soddisfazione c'è nel riuscire a seguire un programma e vedere che effettivamente funziona .Come test del buon andamento del programma io avevo una salita da percorrere saltuariamente a dati battiti.e come ho detto funzionava.

Concordo.o-o
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
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S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Maurizio®;2213134 ha scritto:
Mi chiedo spesso una cosa: ma quali dati analitici mi possono definire lo stato di forma o in ultima analisi il picco di forma? Devo monitorare valori di battito cardiaco? Di potenza?Non credo si tratti solo di sensazioni dell'atleta...
In pratica quando un preparatore pianifica o progetta un percorso di preparazione di un atleta quali valori deve prendere come riferimento?Penso che poi sia grazie alla sua esperienza e bravura che un praparatore grazie ad esercizi mirati (ciclo di fondo, forza, potenza ecc) riesca a far sviluppare la forma fino al massimo ottenibile dal singolo atleta...ma ripeto: monitorando cosa?

Altra cosa non troppo distante da quanto chiesto sopra: nel forum leggo di chi il giorno prima (o i giorni prima) di una gara fa certe cose tipo doppie sedute di rulli, chi un giro tranquillo di un paio d'ore o meno, chi riposa e altro...ma in linea TEORICA cosa bisognerebbe fare?Far riposare il cuore?Farlo "entrare in temperatura" portandolo vicino alla soglia o oltre?O cosa?Ma soprattutto: perchè?
Se possibile vorrei che mi si rispondesse non a sensazioni del singolo ma in base a teorie "scientifiche" basate su dati e motivazioni misurabili...

L'unico modo per realizzare il monitoraggio scientifico dell'allenamento è usare il misuratore di potenza, ed analizzare i relativi dati.
Conoscendo esattamente i carichi di lavoro svolti, o da svolgere è assolutamente possibile programmare un picco di forma per una gara o un periodo prestabiliti, naturalmente bisogna anche saper utilizzare un software di analisi, il migliore è a mio parere trainingpeaks WKO+.
Viene da se che, se sei in condizione di stabilire il carico di lavoro, sei anche in condizione di stabilire cosa devi fare i giorni o il giorno precedente la gara che interessa.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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Maurizio®;2213977 ha scritto:
Ma quindi dato come punto cardine della preparazione la data x si deve percorrere a ritroso il tempo per iniziare la preparazione ed arrivare alla data x con i massimi valori di potenza alla soglia ed i minori battiti cardiaci a riposo?
E'possibile sapere quale sarà la massima potenza che dovrò aspettarmi alla data x per quindi poter verificare la bontà della preparazione?

Essenzialmente sì, la pianificazione annuale/stagionale si basa selezionando attentamente 3-4 appuntamenti e valutando quindi come gestirsi in base a questi (es. necessità di più picchi di forma in periodi diversificati, necessità di un periodo unico di picco ma a lungo termine, ecc...).
E' possibile stimare la potenza massima "obiettivo" e, di non seconda importanza, il rapporto W/Kg a patto di seguire uno stesso protocollo di test rispetto ai riferimenti precedenti oppure anche test "da campo" con opportune riduzioni di variabili (orario, condizioni meteo, temperatura ecc..quanto più possibili similari rispetto ai riferimenti antecedenti).
L'importanza della ripetizione dei test consiste nel rielaborare e ricalcolare le zone allenanti in funzione di FC per tutti gli atleti sprovvisti di misuratori di potenza (la maggioranza) e quindi dare dei riferimenti che diventano più lineari tanto più ci si avvicina al potenziale (es si ha un riallineamento tra risposta al carico ovvero FC e wattagi che mantengo in Z2-lento e/o in altre zone).
Obiettivo essenziale dell'allenamento è ridurre la spesa energetica/risposta al carico (FC) a parità di lavoro richiesto (Potenza x tempo).
Altro aspetto importante è la consapevolezza e capacità dell'atleta di sapere cosa sta facendo. Compito di un preparatore è fornire anche indicazioni di questo tipo e rendere "più consapevole" l'atleta di ciò che ha percepito (in maniera a volta anche errata).
 
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