Maggiore è la durata della gara, maggiore importanza assumono le abilità di base (durata, forza, velocità).
In quest'ottica, penso che il fattore fisico limitante da cui sia impossibile prescindere sia la resistenza muscolare, ovvero la capacità di sostenere una certa forza per un periodo di tempo prolungato. Il tutto, evidentemente, ad una intensità che possa essere mantenuta per tempi molto lunghi, quindi sfruttamento predominante delle fibre muscolari aerobiche (tipo I) con affaticamento a lunga durata, puntando ad ottimizzare efficienza metabolica (metabolismo aerobico) e meccanica (coordinazione ed attivazione muscolare).
Questo non significa che esercizi più brevi ed intensi non siano utili, anzi... ovviamente quantità, distribuzione e progressione degli esercizi dipendono non soltanto dalle specifiche richieste, ma anche dai punti di forza e dalle carenze del singolo.
Poi, da quel che ho potuto ricavare frequentando un po' il mondo dell'ultradistanza (pur non avendo ancora partecipato in prima persona) e parlando con chi già si è cimentato in prove di questo tipo, penso che ancora più importante sia l'attitudine (abitudine?) mentale alla gestione della fatica e dei momenti di difficoltà fisica che certamente si incontrano in durate così lunghe. In questo tecniche e mezzi (musica, supporto ottimale del team al seguito ove previsto) per "distrarre" chi pedala dal malessere percepito possono risultare molto importanti.