Premetto che non è un mio protocollo ma una visione diversa di applicazione di mezzi di allenamento condivisa da altri colleghi soprattutto alla luce di ciò che hanno dimostrato alcuni studi o semplici prove già precedentemente menzionate.
Torniamo al grafico postato parecchie pagine fa, in cui avevo chiesto in base al modello prestativo da migliorare di riferimento, quale delle seguenti modalità sarebbe ottimale per sostituire/affiancare lavori più classici (nello specifico SFR), il tutto con pro e contro di ciascuna applicazione.
Grafico dei quadranti, molto semplicemente, su alle X (orizzontale) la velocità delle pedivelle= cadenza
Su asse Y (verticale) la forza applicata.
Potenza= Forza * Velocità
La linea rossa continua rappresenta il rapporto F*V teorico della mia soglia funzionala di potenza alla soglia, cioè una potenza sostenibile per 45-60'.
Da sinistra a destra ci sono 3 esecuzioni di 3 differenti ripetute della durata ciascuna di 5'.
Analizzerò sinteticamente una ad una:
In BLU: classiche SFR al medio (Z3) a 40-45 rpm
PRO: è un esercizio che non richiede una grande intensità aerobica, viene anzi molto "facile", percepisco un gran lavoro muscolare, simile ad un carico con macchine in palestra che coinvolgano la stessa muscolatura.
Può essere utile per atleti con accertati problemi nell'espressione di forza, ma inizialmente tenderei (personalmente) a fare svolgere una tipologia di questo carico in pianura, ove necessario.
CONTRO: a fronte di un innalzamento del valore di Forza applicata media, ho 1) mi attesto ad un valore sempre inferiore a quello che in genere la prestazione richiede (sono sotto la linea rossa) 2) secondariamente si nota un aumento della dispersione di tale carico (punti molto sparpagliati nel grafico) 3) l'applicazione di Forza è in media di solo il 20-25% superiore a quella richiesta dagli altri lavori a confronto, nessuno di questi particolarmente incentrato sulla forza 4) un lavoro più incentrato sulla forza come scatti da fermo o progressioni da seduto partendo da bassa cadenza avrebbero un impatto nettamente superiore sia sul reclutamento di unità motorie che sullo stimolo della forza (grafici Coggan).
5) è potenzialmente un esercizio più deleterio perchè sottopongo articolazioni del ginocchio non ad un carico maggiore ma soprattutto ad una pressione più prolungata nel tempo per ogni pedalata.
In VERDE: SFR ad una cadenza superiore (55-60 rpm) ma intensità di carico superiore, cioè al 90% di FTP
PRO: si entra in un range di lavoro a cadenze più canoniche (a seconda della disciplina/specialità), l'amatore granfondista si ritrova spesso a dover affrontare salite molto ripide che richiedono cadenze più basse della media e quindi anche a pedalare a 60-65 rpm.
E' un lavoro al 90% della soglia e quindi sicuramente più stimolante a livello aerobico di Z3 pur non essendo così intenso. Questa zona si definisce "sweet spot", zona dolce in inglese, proprio perchè è ripetibile e non lascia particolari problemi di recupero nelle 24-48 ore.
Ci si attesta a valori "nell'intorno" della linea rossa.
Si può prolungare nel tempo anche su salite mediamente lunghe di 20-30' (a seconda sempre del livello dell'atleta).
Si svolge ad un'intensità "base" per lavori in salita.
Alcuni fisiologi sono dell'opinione che per migliorare la potenza di soglia e/o particolari espressioni di potenza di media-lunga durata (15-45') sia necessario un lavoro di carico allenante sia sopra che sotto FTP, non necessariamente solo oltre.
CONTRO: è un'intensità sicuramente maggiore rispetto alle SFR classiche= richiedono un periodo di adattamento
In ROSSO: lavoro in Z5 (vo2max) a cadenza libera sostenibile indicativamente per 3-8' a ripetizione
PRO: intensità stimolante per realizzare miglioramenti "di picco"
CONTRO: lavori incentrati su cadenze specifiche richiedono fortissima motivazione nell'atleta e questo, combinato all'intensità di carico, deve essere controllato e modulato in maniera precisa.
Non si lavora specificatamente sulla forza o sulla combinazione di forza e resistenza ma prettamente su capacità condizionali submassimali.
La ripetizione di questo carico in un microciclo presuppone che l'atleta sia in condizioni ottimali per poter trarre vantaggio da questo carico di lavoro.
PS:
tutti gli strumenti che misurano coppie torcenti/potenza indicano sempre un valore medio della forza applicata nel tempo.
In futuro applicazioni a più larga scala di analisi vettoriali con misurazione più prossima al punto di applicazione (suola/pedali) potrebbe fornire altri interessanti punti di vista. Esempio