La risoluzione ONU è stata ampliamente violata e l'intervento si sta rivelando per quel si sapeva essere: un'azione militare intrapresa sostanzialmente per volontà di 2 paesi (francia e gran bretagna) con lo scopo di favorire l'ascesa al potere di tribù ribelli che nulla hanno di democratico e di occidentale, ma che potrebbero garantire rapporti commerciali e ricchi contratti petroliferi a chi le aiuta ad imporsi.
Il tutto con notevole svantaggio per quei paesi che sino a 1 mese fa erano i principali partner economici della Libia, prima tra tutti l'Italia che però in un modo o nell'altro non ha potuto/voluto sottrarsi ad unirsi in qualche maniera all'azione militare.
Di fronte ad una tanto palese guerra per petrolio ed interessi non possono mancare le pesanti critiche che ormai arrivano da mezzo mondo e anche da chi pochi giorni fa ha appogiato o non ha contrastato duramente l'intervento voluto principalmente dai francesi.
Sarkozy appare incerto e forse la Francia non era e non è pronta ad un ruolo più grande di lei.
Gli usa forse han capito che sta roba rischia di essere un pasticcio e per ora mantengono una posizione leggermente defilata lasciando buona parte degli onori della cronaca alla Francia, non sono certo gli usa dei primi anni del nuovo millennio.
In ogni caso l'Italia, alcune aziende italiane, quasi certamente subiranno danni dalla situazione libica.
L'unico vincitore è per ora il caos, sussiste la possibilità che Gheddafi resti al potere in una porzione della Libia e senza la certezza della caduta del colonnello l'Italia pare ancora indecisa ad abbandonare Gheddafi al suo destino.
L'Europa si conferma divisa, litigiosa, indecisa; gli usa confermano il loro declino geopolitico, ma paesi come cina, india, russia e brasile, contrari all'intervento, non paiono ancora in grado di esercitare la propria influenza in maniera efficace, perlomeno a 2 passi dall'europa e su questa questione.
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I movimenti pacifisti in europa paiono debolissimi.
La mia idea è che dopo le 2 guerre mondiali intere generazioni di cittadini europei abbiano avuto un rifiuto per la guerra determinato dagli orrori dei 2 conflitti vissuti in prima persona o dai genitori.
Questo orrore e rifiuto per la guerra che potrebbe aver alimentato per decenni la nascita di movimenti e attivisti pacifisti, sta forse scemando man mano che scompaiono le persone che hanno vissuto perlomeno una delle 2 guerre.
Tra qualche anno potremmo esser nuovamente mentalmente pronti a nuove estese guerre di conquista. D'altra parte in Europa si susseguono guerre da 2000 anni e più, sarebbe ingenuo pensare che improvvisamente tutto sia finito; l'uomo è sempre lo stesso.
Purtroppo per noi europei, il nostro ruolo nel mondo si fa di anno in anno più marginale, ma il declino europeo è in realtà cominciato parecchi decenni fa, 2 guerre mondiali nate in europa e che paiono lontanissime scrivono nella storia il declino europeo a favore di altre potenze.
L'ultima crisi economica che ha colpito più l'europa che i paesi in via di sviluppo, più l'europa che gli usa, pare accelerare gli eventi.
Visto il fallimento dell'unione europea che, causa le infinite divergenze, non ha saputo ridare all'europa il ruolo che era lecito auspicare; l'azione francese, così volenterosa, così avventurosa, pare una ribellione al triste, inevitabile, declinante destino geopolitico europeo. Rischia invece di accentuare e rendere insanabili le divisioni trai paesi europei.
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Gheddafi non è certo un santo, ma la sua Libia, era trai più ricchi se non il più ricco paese africano. La Libia era un paese nettamente più evoluto e ricco rispetto a moltissime altre realtà africane. Anche dal punto di vista politico, la dittatura di Gheddafi non era certo paragonabile ad altre spietate e sanguinarie dittature.
Io credo che senza l'intervento occidentale Gheddafi avrebbe ripreso il potere e ridato alla Libia una certa stabilità economica, politica, sociale.
Non è per nulla scontato che il nostro intervento porti ad un sistema migliore, anche perchè non è certo questo l'obiettivo dell'intervento, anzi, i paesi importatori di petrolio hanno forte interesse a che i paesi esportatori restino arcaici, privi di un'economia propria e sottosviluppati.
Non ci si dovrebbe stupire se anche grazie a questi interventi si creasse una nuova Somalia.