come allenare la sostenibilità della forza a lungo tempo? oppure il problema non sussiste?
Il problema sussiste eccome!
La differenza tra un atleta di alto livello (facciamo un esempio, un ragazzo che arriva nei primi 15-20 in una GF tra quelle citate) e chi inevitabilmente gli arriva dietro è data da più fattori:
-efficienza, la capacità di sostenere l'intensità necessaria in ogni fase di gara, nello specifico non "bruciare" i propri matches (per fare riferimento al libro) nella prime fasi di gara ma poter gestire questi cambi di ritmo dove necessariamente serve nell'arco della gara
-alta sostenibilità del carico, cioè avere sì un elevato rapporto W/Kg (è da notare come in queste tipologie di gare le donne colgano in media risultati migliori rispetto a gare/percorsi più veloci) ma anche avere una minor flessione tra sostenibilità di intensità dai 20' (distanza media, nelle MF/GF "medie" per molte salite) ai 60-70' e oltre richiesti su certe salite
-alta ripetibilità di queste intensità con minor flessione possibile su salite multiple e quindi notevole capacità di recupero in discesa/pianura, economia tecnico-tattica (vedi ancora "matches").
Un lavoro intervallato in intensità di Vo2max (105-120%FTP) serve per innalzare i picchi di sostenibilità, la nostra efficacia ed efficienza; parallelamente come ANCHE lavori ad intensità anaerobiche sono utili in gare più veloci e "piatte" con molti rilanci di ritmo e accelerazioni.
In questa tipologia di gare però va allenata anche la sostenibilità temporale di tale carico con intensità di poco inferiori a FTP (da 90/95 a 100%), sempre lavorando su "estensività" delle durate raggiunte (=aumento tempo in salita) e ripetibilità (=più salite, con obiettivo di livellamento e non flessione dell'intensità sostenuta al progredite del tempo totale in salita).