wouter weylandt

piudgiu

Apprendista Velocista
22 Luglio 2010
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Nereto
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Focus Cayo Team Replica
con la testa di chi va a fare il proprio lavoro ogni mattina, anche quando di voglia proprio non ce ne è.
per quanto possa essere tragica la morte di un uomo e toccarci nell'intimo(a maggior ragione se compagno di squadra o collega ciclista) la vita va avanti...e l'indomani tutti dobbiamo tornare al nostro lavoro.
Certo che dette adesso queste mie parole risultano di un cinismo raccapricciante, ma purtroppo è la verità.
Mi si è chiuso lo stomaco e sono ancora sconvolto da quello che ho visto, ma domani chi fa l'operaio andrà in fabbrica.
Chi fa l'artigiano tornerà in bottega.
L'avvocato tornerà in tribunale.
E i ciclisti, per quanto possa essere terribile da sopportare, domani torneranno a pedalare.
è una triste realtà, ma è la pura verità...
 

zeppelin

Pedivella
15 Ottobre 2006
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Specy Roubaix S-Works SL4 Red Fulcrum RZero
con la testa di chi va a fare il proprio lavoro ogni mattina, anche quando di voglia proprio non ce ne è.
per quanto possa essere tragica la morte di un uomo e toccarci nell'intimo(a maggior ragione se compagno di squadra o collega ciclista) la vita va avanti...e l'indomani tutti dobbiamo tornare al nostro lavoro.
Certo che dette adesso queste mie parole risultano di un cinismo raccapricciante, ma purtroppo è la verità.
Mi si è chiuso lo stomaco e sono ancora sconvolto da quello che ho visto, ma domani chi fa l'operaio andrà in fabbrica.
Chi fa l'artigiano tornerà in bottega.
L'avvocato tornerà in tribunale.
E i ciclisti, per quanto possa essere terribile da sopportare, domani torneranno a pedalare.

Due anni fa abbiamo perso tragicamente una giovane collega....lavoro in una multinazionale, e le logiche aziendali, e non solo, dicono che la vita continua, e il lavoro pure....la gente bisogna tenerla viva nei nostri cuori e nelle nostre menti, anche se il giorno dopo quella sedia o quel sellino) sono occupati da qualcun altro....WW pedalera' per sempre nel cuore degli appassionati e dei suoi amici
 
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piudgiu

Apprendista Velocista
22 Luglio 2010
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Riposi in pace almeno è morto facendo qualcosa in cui credeva fermamente e che praticava con ardore , passione e molto sacrificio.... !!!
Condoglianze è una bruttissima pagina per il ciclismo... !!!:cry:cry
 

nuvolino

Gregario
14 Giugno 2009
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sirtori (LC)
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kuota kryon 2015
quando succedono queste cose non si può dire niente...solo dispiacere e tanta tristezza....ha la mia età, aveva tutta la vita....
ci ha lasciato facendo quello che amava...spero che possa conquistare altri traguardi da lassù....
ci mancherai wouter
 

4x16

Ammiraglia
21 Marzo 2010
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Rovigo
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Rewel Chorus 11; Vetta Centaur 10; Giant Athena 9; Bianchi Vento 602 Veloce 8; Benotto 900sp 300ex 7
L' eterno riposo dona a lui, o signore, risplenda a lui la luce perpetua, riposi in pace.

certo che non si può, non si può morire così, ciao Weylandt i nostri cuori e le nostre anime ti accompagneranno nell'ultima salita.
 

zeppelin

Pedivella
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Sembra piu' una fatalita', o meglio un epilogo fatale di un episodio normalissimo (oggi ci sono state diverse scivolate) in una gara di bici professionistica...chi fa questo mestiere conosce pro e contro, e non parliamo di operai sfruttati o cinesi in un sottoscala....era un ragazzo forte, generoso, che aveva fatto di questa passione un lavoro, ed e' stato sfortunato all'inverosimile....in fondo questi ragazzi sono quello che molti noi vorrebbero (o avrebbero voluto) essere, pagati per andare in bicicletta e ammirati per questo (invece noi spendiamo per farlo e ci tiriamo addosso gli improperi dei familiari...)..non e' una morte bianca, e' un dramma umano e sportivo, e basta.
 

supernello76

Gregario
21 Settembre 2009
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E poi non capisco chi dice "succede..." o "capita..." mica stiamo stiamo parlando di ciclismo pioneristico del 1900! La gente si dovrebbe indignare. Questo è professionismo e questa è una morte bianca non un videogame.

Il concetto è che rimane uno sport rischioso, quindi può succedere che accadano incidenti gravi come quello di oggi.
Cosa si potrebbe fare???eliminare le discese???eliminare le volate???
zavorrare le bici???casco integrale????
Il pericolo purtroppo fa parte di questo sport, non si può annullare.
Per esempio è mancato circa due mesi fa un biker in una gara di down hill in Italia, eppura aveva casco integrale e protezioni.
Perchè è morto???perchè faceva uno sport pericoloso, punto.
C'è poco altro da aggiungere, solo chiederei alle persone di evitare polemiche per il rischio, per i soccorsi etc.. chi corre e chi fa il soccorritore sa benissimo che ciò che è successo oggi poteva succede e può succedere a tutti gli agonisti, è un rischio a cui non ci si può sottrarre.
Scusate lo sfogo ma davvero, oltre le lacrime sento un vuoto immenso...
 
4

450stralis450

Guest
il Giro continuera', come e' giusto forse che sia...spero che tutti i protagonisti lo rendano dignitoso e rispettabile in questo momento, evitando scorrettezze, polemiche, trucchi e quant'altro....cosi' si rendera' onore ad uno sportivo e si dara' un senso ad una cosa che in questo momento non ne ha.
THE SHOW MUST GO ON, sopratutto in onore di Weylandt.
 

Plata

Apprendista Cronoman
9 Giugno 2008
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Staffoli (PI)
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Bici
Carro scopa
Si fa parecchia fatica a rimandare indietro quelle lacrime che sembrano non poter aspettare un secondo di più. Questione di orgoglio inutile, oppure di forza, oppure di uno dei tanti misteri che avvolgono il comportamento dell’uomo. Un mistero come quel continuo illudersi, quell’ossessivo far tacere la malinconica voce che dal profondo sale e nel profondo ti getta.


L’animo è fatto di consapevolezze e speranze, in un continuo equilibrio per non cadere nelle maglie dell’illusione o della disperazione.
Il ciclismo è invece fatto di un traguardo, di una strada e di uomini. Uomini consapevoli dei propri rischi e credenti alla fede delle loro speranze. Laggiù lontano, e poi vicino, il traguardo è la meta unica, il singolo pensiero al quale questi uomini per qualche ora devono credere.


E il traguardo arriva sempre, prima o poi. O quasi. Ecco che un’illusione poetica penetra fra le corde sottili del mio volere, ma invana. La cruda realtà spinge ad ammettere che il traguardo non sempre arriva per tutti. Così beffardamente cruda, la realtà, da chiudere per sempre gli occhi da chi per un attimo, una misera frazione di secondo, ha perso di vista la strada del traguardo per guardare velocemente quella appena percorsa.


Sono solo metri quelli messi alle spalle dopo ogni pedalate. Le emozioni arrivano dopo, in quegli uomini. Noi invece, che dalla tv chiediamo istantanee emozioni senza prezzo, ci siamo accorti subito che il nostro cuore per un attimo si è fermato. Mentre quello di un altro uomo si fermava per sempre. Senza poter volgere di nuovo lo sguardo verso l’orizzonte, oggi verso il mare, per sempre verso il traguardo.


Bastarda verità, non basta per capire. Non basterà mai per spiegare le ragioni di un cielo, se questo esiste. Né potrà mai essere sufficiente la certezza di aver fatto il possibile. Perché per questi traguardi da raggiungere, non è necessario morire, ma solo sperare e sudare. Così come deve essere ammessa la possibilità di guardare un secondo indietro, senza pensare ai voleri del destino.


Ma esisterà davvero il destino? Nascono dubbi strazianti pensando che un anno fa, in un'altra terra, quello stesso momento quel dannato traguardo fu lui a tagliarlo per primo. Ancora a due passi dal mare. Dove il vento accarezza le fronde o schiaffeggia i rami più forti. Dove tutto è fatto di indefinite figure prendere forma nell’orizzonte. Dove il tramonto arriverà anche stasera, su quella strada dove un traguardo assassino non ci sarà già più. Perché l’animo di un uomo, consapevole di se, ha lasciato le sue speranze nel verde braccio della morte di una valle che sa di mare.


Puoi ancora voltarti in avanti Wou, continua a pedalare. Mentre io liberamente voglio ancora illudermi che quel traguardo che non c’è tu lo possa ancora tagliare. Prima che il sole anneghi nel mare.
 

kekino

Apprendista Passista
17 Maggio 2007
958
716
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R'lyeh (Venezia)
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CAADX Tiagra 2018
E poi non capisco chi dice "succede..." o "capita..." mica stiamo stiamo parlando di ciclismo pioneristico del 1900! La gente si dovrebbe indignare. Questo è professionismo e questa è una morte bianca non un videogame.
A me dispiace quello che è successo quindi non fraintendere..
ma stiamo parlando di correr giù per una discesa a 90kmh in un body attillato e con l'unica protezione del caschetto.. penso ci sia poco da indignarsi ... se fai un incidente in macchina a quella velocità non si sa come ne esci.. il giorno in cui sarà sicuro farlo in bici vorrà dire che saranno obbligatorie le rotelle, o che i grandi giri si correranno al simulatore...

che sia SEMPRE da migliorare le tecniche di sicurezza e tutto quanto ok,
che sia SEMPRE da analizzare l'accaduto per migliorarsi anche, ma in questo caso specifico a meno di non imbottire integralmente di gommapiuma tutto il percorso non c'era molto da fare... non è mica caduto da un burrone dove si poteva dire "e le reti di protezione?"

Quindi no, mi dispiace ma non mi indigno... mi rattristo, questo si.
 
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alkhan

Novellino
26 Settembre 2010
36
3
alk.vipsnet.net
Bici
Atala
ORE 18,10 Anche Felice Gimondi era davanti alla tivù: "Ho vissuto questi drammi, quando succedono queste cose la corsa non conta più niente. L'unico pensiero è fare la valigia e andare via - ha detto a Sky Sport24 -, ma un evento come il Giro non si può annullare".

[fonte: Gazzetta.it]

Io, comunque, ancora fatico a crederci...