E' l'altra faccia del ciclismo, di quelli che guardano con passione il Giro o il Tour ma che amano fare la loro "gara" senza ansie, per il piacere di stare sulla sella dentro un fiume di biciclette, incantati dal paesaggio che li inghiotte. E sono tantissimi, sempre di più. Questi due mondi paralleli si incroceranno domenica a Cesenatico, nella prima - e la più antica - delle Gran Fondo che in poco più di un mese porteranno su alcuni percorsi italiani famosi in tutto il mondo oltre quarantamila persone. Una specie di passaggio del testimone tra la carovana del Giro, che sul lungomare di Cesenatico è arrivata giovedì 19, e la partenza della mitica Nove Colli, all'alba del 22. Con la figura di Pantani a unirle: drammatico eroe del ciclismo moderno e promettente ragazzino alle prime scalate proprio dei colli alle spalle della cittadina romagnola.
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Innanzitutto qualche numero di questa 41 edizione : oltre dodicimila partecipanti (ma in tanti sono rimasti fuori), 1300 dei quali in arrivo da 34 Paesi di tutto il mondo. Percorreranno i due circuiti da 130 o 210 chilometri che si snodano tra le colline (e le salite) di Bertinoro, Pieve di Rivoschio, Barbotto, S. Leo. Solo per ricordarne alcuni. Un bagno di natura e di storia. E anche di fatica, con allegria. Ognuno in gara con se stesso, anche se un posto d'onore se lo sono già meritati - ancor prima del via - i tre irriducibili di 81 anni che saranno regolarmente al via: e uno arriva da New York. Ad organizzare tutto questo, quattro decenni dopo, la stessa società Fausto Coppi che ebbe l'idea nell'inverno del 1970: appassionati amanti della bici e basta, ognuno col proprio lavoro. Gli venne in mente nelle serate d'inverno - in quella che è ancora la sede del gruppo: il bar sul Corso - dai racconti di qualcuno che era andato in Svizzera a fare un giro organizzato dei passi alpini. "E noi facciamo un brevetto appenninico", si dissero. E ci provarono.
"Facemmo tutto sul serio - racconta Arrigo Vanzolini, inarrestabile decano della manifestazione - con tanto di regolamento. Il 20 giugno 1971 ci ritrovammo in diciassette per fare i duecento chilometri. La prima Nove Colli era partita". Poi la voce inizia a correre: il numero aumenta e arrivano appassionati da tutta Italia. Poi i primi stranieri. Nel '90 gli iscritti superano i diecimila: un record. E gli organizzatori devono accettare il "numero chiuso" per non creare situazioni di pericolo sulle strade strette delle colline romagnole. "Alla fine degli anni 80 ci rendemmo conto che l'idea di una gara-non gara, una gara senza stress, stava sfondando - ricorda Vanzolini -. Lo stesso percorso è pensato in modo che il punto di massima distanza da Cesenatico è di 50 km: tutti dovevano poter tornare in ogni momento, e in discesa. Ora c'è la grande macchina dell'assistenza, ma allora chi poteva immaginare...".
E intanto l'idea nata nel bar sul lungomare è diventata quasi un simbolo per gli appassionati. Le Gran fondo si sono moltiplicate - più o meno manageriali nell'organizzazione - in ogni parte d'Italia. Fino a decidere di far nascere da quest'anno un movimento tra le più grandi e famose. E' la "Five Stars League", con la Nove Colli di Cesenatico, la Maratona dles Dolomites (Corvara), la Felice Gimondi (Bergamo), la
Sportful Dolomiti Race (Feltre) e Lapinarello cycling marathon (Treviso). Regole comuni e un impegno: niente agonismo esasperato e l'invito a scoprire il piacere di andare in bici immersi nella natura. Qui, sui colli di Cesenatico, non è un obiettivo difficile.