Metodologia dell'allenamento, come siamo messi in Italia?

sunboy

Maglia Gialla
15 Ottobre 2007
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Magari sbaglio ;nonzo% , ma mi sembra che il mondo anglosassone (amstrong prima, austragliani poi) privilegiano un metodo, i latini un'altro. non credo ci sia molto in giro... sarebbe interessante sapere Contador come si allena. anche se tra me e Contador...aivoglichecenevuole :mrgreen:
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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non è necessariamente così e non accumunerei ciò che ha fatto Armstrong con le metodologie studiate e applicate dalla scuole Britannica e Australiana (inizialmente su pista). Scuole e metodologie applicate su (più) singoli fanno la differenza, comunque su come si allena Contador c'è un articolo su Cycling PRO di qualche mese fa (minor importanza a quantità, molta qualità, prevalenza di lavori in salita...)
 

Il fondista

Apprendista Cronoman
4 Dicembre 2007
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Magari sbaglio ;nonzo% , ma mi sembra che il mondo anglosassone (amstrong prima, austragliani poi) privilegiano un metodo, i latini un'altro. non credo ci sia molto in giro... sarebbe interessante sapere Contador come si allena. anche se tra me e Contador...aivoglichecenevuole :mrgreen:

Qualche mese fà su una rivista italiana c'era un intervista Tiralongo e spiegò a grandi linee il metodo-Contador: allenamenti non troppo lunghi, andatura sempre "brillante" e sopratutto ( se non sbaglio ) dietro moto in salita seguiti a tratti ad potenze elevatissime.
Ma non prendete quello che dico per giusto, non ricordo ora bene.
 

Braccio

Scalatore
27 Ottobre 2008
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Non quoto nessuno perchè non è rivolto a nessuno è solo una mia personale considerazione.


Sempre a dire che noi Italiani siamo indietro anni luce, che i nostri metodi sono antiquati e gli americani sono di un altra galassia.

Ma dove? Chi l'ha detto? Dove stà scritto?

Ma sbaglio o proprio noi italiani primeggiamo in diversi sport?
Ma sbaglio o fino a qualche anno fà, avevamo, nel ciclismo, gente che vinceva le volate, gente che vinceva i mondiali a mani basse, gente che vinceva i grandi giri.
Ma non dico 20 anni fà, dico l'anno scorso, vedi Nibali e Basso.

Poi sbaglio o il re del tour di quest'anno è si australiano, ma fino alla precoce scomparsa del grande Sassi, era da lui allenato e seguito?
O credete che abbia vinto il tour perchè in un anno ha stravolto il suo sistema di allenamento?

Non era forse anche il grandissimo Aldo un fautore delle sfr, anche se negli ultimi periodi aveva rivisto il metodo tradizionale?


Quindi per cortesia, non mitizziamo sempre gli altri, solo perchè hanno scritto qualche libro con nuove concezzioni di allenamento che ancora non sono applicate da tutti i grandi del ciclismo, forse perchè, come già detto, per ottenere risultati eccellenti, non esiste un metodo univovo e certo, altrimenti tutti si farebbero allenare dagli stessi coach.

Ok ci stà evolversi, prendere spunto, confrontarsi, ma sputarsi sempre in faccia da soli è tipico di un popolo che ha un potenziale enorme, sportivamente parlando e non solo!
 
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Roberto Massa

t.me/massarob
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non risp perchè non erano domande ma in grassetto, mio personale punto di vista
Sempre a dire che noi Italiani siamo indietro anni luce, che i nostri metodi sono antiquati e gli americani sono di un altra galassia.
non è sempre così per fortuna

Ma dove? Chi l'ha detto? Dove stà scritto?
per esempio, ma non solo e non è l'unico indice valutativo, nelle classifiche delle gare pro

Ma sbaglio o proprio noi italiani primeggiamo in diversi sport?
il trend è sempre in peggioramento, tranne alcuni specifici sport (es. scherma) chiediti il perchè? Chiediti perchè negli sport aerobici c'è stato un boom negli anni 90 e ora non c'è più? Questa è storia e, spesso, cronaca
Ma sbaglio o fino a qualche anno fà, avevamo, nel ciclismo, gente che vinceva le volate, gente che vinceva i mondiali a mani basse, gente che vinceva i grandi giri.
Ma non dico 20 anni fà, dico l'anno scorso, vedi Nibali e Basso.
questo è talento e potenziale, il potenzile in sè però senza applicazione non diventa vincente in un mondo dove lo 0,000x%, spesso, fa la differenza

Poi sbaglio o il re del tour di quest'anno è si australiano, ma fino alla precoce scomparsa del grande Sassi, era da lui allenato e seguito?
O credete che abbia vinto il tour perchè in un anno ha stravolto il suo sistema di allenamento?
Bisognerebbe chiederlo all'interessato se c'è stato o no un cambiamento, tu lo sai con certezza? Hai accesso ad ogni suo allenamento e dato?

Sarebbe alquanto restrittivo e limitante pensare che le SFR -o qualsiasi singolo altro esercizio specifico- svolgano un ruolo determinante in positivo o negativo sulla prestazione del singolo atleta. E' sempre il complesso di ciò che uno svolge (metodologia) che va preso in considerazione. Affermare "ma pinco pallino vince il Giro di xxx, perchè fa le SFR" è un esempio solo superficiale. Magari l'atleta X mangia solo mele e non pere, la conclusione logica sarebbe che per vincere il Giro di xxx dobbiamo tutti, indistintamente, mangiare mele?

Non era forse anche il grandissimo Aldo un fautore delle sfr, anche se negli ultimi periodo aveva rivisto il metodo tradizionale?
non di sole SFR vive e si allena l'uomo, vedi esempio mele vs pere

Quindi per cortesia, non mitizziamo sempre gli altri, solo perchè hanno scritto qualche libro con nuove concezzioni di allenamento che ancora non sono applicate da tutti i grandi del ciclismo, forse perchè, come già detto, per ottenere risultati eccellenti, non esiste un metodo univovo e certo, altrimenti tutti si farebbero allenare dagli stessi coach.
non basta sicuramente scrivere i libri o applicarsi in ricerche/studi (cosa che noi non facciamo, quindi qui si parte da ZERO), bisogna poi applicarsi sul campo, anche provando e sbagliando. Entrambe i passaggi sono vincolati. PS in tal senso consiglio il libro "Sky is the limit" anche se lo hanno scritto "gli altri" (ma cos'è una puntata di Lost? :D )

Ok ci stà evolversi, prendere spunto, confrontarsi,
perchè si fa? o c'è chi si impunta, per pigrizia o "ignoranza" sulle proprie radicate idee? C'è di positivo che confrontarsi o trovare spunto forse è più facile ora che 10 anni fa, sta tutto nell'applicarsi a farlo e non vedere barriere ("altri") dove non ci sono. La contrapposizione "noi-altri", personalmente la vedo molto come da Tifoseria (altra caratteristica tipicamente italiana).‎"Tifoso" = Persona che si esalta per cose di cui non ha merito e si avvilisce per cose di cui non ha colpa
ma sputarsi sempre in faccia da soli è tipico di un popolo che ha un potenziale enorme, sportivamente parlando e non solo!

Cioè Contador che sale e la moto che cerca di stargli dietro ? :mrgreen:

Scherzi, ma nell'intervista dice PROPRIO questo ;)
 
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MaFabio

Pignone
7 Febbraio 2011
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Argon18 - Gallium pro
Diventa difficile parlare di altri sport, a meno che non siamo tuttologi, io mi limiterei a parlar di ciclismo.
Secondo me la crisi del nostro ciclismo (se così si può dire) è data da vari fattori, credo sia difficile accusare un allenamento o un allenatore quando già dalla categorie giovanili abbiamo un metodo di lavoro ben differente dal resto del mondo.
La prima cosa che s'insegna è la crescita del ragazzo, corridore poi atleta.
Un'altra cosa che ho notato venir meno sono gli studi concreti.
Moser insegna.........
Al giorno d'oggi molti corrono da un GURU del ciclismo, spendono centinaia di € per ottenere chissà cosa ed alla fine arrivano dove possono, spesso dietro ad atri colleghi che si sono allenati in totale Libertà.
Sicuramente un buon allenamento è fondamentale per il risultato finale, ma sicuramente non è una personaggio che legge qualche libro, inserisce 2 dati al pc e ti da tabelle d'allenamento che risolvono i problemi di questo sport.
Anzi.... Diciamo che ultimamente (da veri italiani) abbiamo capito che raccontando 2 cavolate sul ciclismo si fanno soldi facili per cui abbiamo questo BOOM di Biomeccanici e Maghi del Ciclismo.
Ridimensioniamoci un po', rimbocchiamoci le maniche e smettiamola di vender del fumo, e forse come il buon vecchio Conconi, potremmo ottenere dei risultati.
Resta comunque il fatto che i Nostri campioni son sempre fra i primi, quindi non so se la nostra è una vera e propria Crisi.
 

Braccio

Scalatore
27 Ottobre 2008
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non risp perchè non erano domande ma in grassetto, mio personale punto di vista
:mrgreen:

Bisognerebbe chiederlo all'interessato se c'è stato o no un cambiamento, tu lo sai con certezza? Hai accesso ad ogni suo allenamento e dato?

Certo che no, come neanche tu del resto, ma non credo sia necessario, visto che non penso basti un anno di cambio di training per riuscire a vincere un tour, evidentemente alla base, oltra ad un enorme potenziale/talento, c'è anche un lavoro continuativo che ha funzionato, non mi sembra che Cadel ci sia andato così lontano anche in passato, no?

Sarebbe alquanto restrittivo e limitante pensare che le SFR -o qualsiasi singolo altro esercizio specifico- svolgano un ruolo determinante in positivo o negativo sulla prestazione del singolo atleta. E' sempre il complesso di ciò che uno svolge (metodologia) che va preso in considerazione. Affermare "ma pinco pallino vince il Giro di xxx, perchè fa le SFR" è un esempio solo superficiale. Magari l'atleta X mangia solo mele e non pere, la conclusione logica sarebbe che per vincere il Giro di xxx dobbiamo tutti, indistintamente, mangiare mele?

Per quel che mi riguarada, mai detto questo e mai fatto sfr, la mia personale considerazione :mrgreen:, era rivolta più al aspetto metodologia appunto, del "metodo italiano" in genere, che sembra ormai opsoleto e baipassato da sistemi innovativi e certi.

non di sole SFR vive e si allena l'uomo, vedi esempio mele vs pere

Infatti, da qui il mio precedente intervento sul perchè di due applicazioni di metodi diversi da due preparatori diversi, entrambi molto apprezzati su questo forum.

Sul resto sono assolutamente d'accordo, rimango comunque convinto che nello sport in genere ci siano dei cicli, ed è assolutamente naturale che ad essi corrispondano anni di allori e anni bui, ma questo non debba essere ricercato per forza in un metodo, magari in parte, ma quello che fà la differenza è sempre, ahimè il talento e il potenziale (tu sei il primo a dirlo), quindi magari fra qualche hanno, saremmo qui a blasonare un nuovo campionissimo Italiano, magari seguito da un preparatore 60enne italiano :asd: che fà le sfr a manetta.

Resta comunque il fatto che i Nostri campioni son sempre fra i primi, quindi non so se la nostra è una vera e propria Crisi.
Infatti io tutta sta crisi non la vedo
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Siamo forse OT quindi prego spostare (e non rimuovere) le parti di discussione se necessario ma vorrei rispondere alla valida controripsosta di Braccio
:mrgreen:

Certo che no, come neanche tu del resto, ma non credo sia necessario, visto che non penso basti un anno di cambio di training per riuscire a vincere un tour, evidentemente alla base, oltra ad un enorme potenziale/talento, c'è anche un lavoro continuativo che ha funzionato, non mi sembra che Cadel ci sia andato così lontano anche in passato, no?
Mai affermato il contrario, ho seguito con molto interesse la parabola di Evans (ho parlato personalmente con lui 2 volte, MTB Val Sarentino ed esordio su strada al Brixia Tour). C'è da rimarcare che è un atleta con "numeri" notevoli http://cozybeehive.blogspot.com/2010/02/science-of-cadel-evans-from-dr-david.html
Il suo inizio carriera è stato influenzato, positivamente, dall'AIS (Australian Institute of Sport), chiediamoci se un atleta con pari talento e potenziale sarebbe potuto sbocciare da "noi". Probabilmente sì, ma personalmente non ne sono così ciecamente convinto.


Per quel che mi riguarada, mai detto questo e mai fatto sfr, la mia personale considerazione:mrgreen:, era rivolta più al aspetto metodologia appunto, del "metodo italiano" in genere, che sembra ormai opsoleto e baipassato da sistemi innovativi e certi.

Definiamo "metodo italiano". Se andiamo per stereotipi stagni ci sono varie metodologie (più che metodologie sono tradizioni), quella francese, quella belga, spagnola, ecc. Nessuna scuola o fondamento fisiologico scientifico concreto (come, esempio ma non unico, AIS). Ciò però sta cambiando in molti paesi (vedi Francia) ma da "noi"?
Da "noi", radicalizzando, essenzialmente:
- manca un vero vivaio formativo giovanile di ampia veduta: si spremono U23 e addirittura Juniores con la logica del.. "dopo chissenefrega" tanto cambiano categoria e squadra! Manca una visione globale e non settoriale/individualista del soggetto-atleta, forse poche società fanno eccezione.
Ricordo che, come disse a suo tempo il mio docente di Metodologia dell'allenamento: i migliori allenatori e professionisti del settore andrebbero impegnati nei vivai ed età formative (sempre se ci sono...) dove i miglioramenti sono più concreti e possibili proprio perchè l'atleta sta maturando. Da noi, forse, avviene il contrario, l'operato di un preparatore e di un tecnico in un atleta maturo e con basi concrete giovanili (es Evans) è, paradossalmente, meno importante ed incidente e quindi altrettanto meno elogiabile (ma qui diventa marketing).
- fino a POCHI anni fa, una delle (sottolineo) UNICHE 2 società PRO TOUR (= TOP del ciclismo planetario) italiane si affidava a test e valutazioni in uno scantinato di una farmacia. Questa è cronaca e dovrebbe dare un riassunto immediato del fatto che qualcosa non va: a seguire gli atleti spesso ci sono amici degli amici, anche questo è tipicamente "nostro", no?
- esiste forse un unica realtà (privata e con sovvenzioni private, altrimenti probabilmente non esisterebbe) che lavora in eccellenza ma che GIUSTAMENTE si appoggia biounivocamente anche ad altre esperienze e pensieri.


Se posso aggiungo parte di questa interessante intervista a Shayne Bannan (link scannerizzazione pagina ultimo numero Cycling PRO). I concetti espressi però sono gli stessi espressi da "altri" operatori.

Sul resto sono assolutamente d'accordo, rimango comunque convinto che nello sport in genere ci siano dei cicli, ed è assolutamente naturale che ad essi corrispondano anni di allori e anni bui, ma questo non debba essere ricercato per forza in un metodo, magari in parte, ma quello che fà la differenza è sempre, ahimè il talento e il potenziale (tu sei il primo a dirlo), quindi magari fra qualche hanno, saremmo qui a blasonare un nuovo campionissimo Italiano, magari seguito da un preparatore 60enne italiano :asd: che fà le sfr a manetta.

vero ma i cicli da noi sono un pò datati
Conconi diceva...Ferrari applicava...Moser faceva...intanto gli altri vanno avanti, specie se si rimane nel proprio anacronistico guscio, che è causa e conseguenza stessa delle mancanze di cui sopra.
Aggiungo che il sapere deve essere mediato da fisiologi e ricercatori (chi c'è in Italia... batta un colpo), coach e preparatori possono -e devono- attingere da loro ma spesso non possono avere i mezzi per valutare e applicare con oggettività (anzi..."faccio questo perchè l'ho ideato IO") il proprio intervento. Anche qui "noi" latitiamo...

Infatti io tutta sta crisi non la vedo

Un pò come i ristoranti e gli aerei pieni :mrgreen: scherzi (dal retrogusto drammaticamente amaro) a parte, non abbiamo per fortuna crisi di talenti (ma andate a vedere quanti ragazzini passano da esordienti a Juniores in certe regioni...volenti o nolenti meno numeri e "basi ristrette"= meno possibilità di attingere a questi talenti).
Abbiamo crisi di formazione al passo con ciò che si può fare. Questo non lo dico solo io.
Guardare la punta dell'iceberg è, ripeto, solo superfluo, se la base si sta sciogliendo...

azz... proprio l'esempio giusto... :asd2:
Mi hai letto nel pensiero.
Consiglio di leggere il purtroppo introvabile "Campioni senza valore" di Sandro Donati.
 
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gnegno70

Apprendista Passista
20 Giugno 2009
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rimini
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la migliore x me
Non quoto nessuno perchè non è rivolto a nessuno è solo una mia personale considerazione.


Sempre a dire che noi Italiani siamo indietro anni luce, che i nostri metodi sono antiquati e gli americani sono di un altra galassia.

Ma dove? Chi l'ha detto? Dove stà scritto?

Ma sbaglio o proprio noi italiani primeggiamo in diversi sport?
Ma sbaglio o fino a qualche anno fà, avevamo, nel ciclismo, gente che vinceva le volate, gente che vinceva i mondiali a mani basse, gente che vinceva i grandi giri.
Ma non dico 20 anni fà, dico l'anno scorso, vedi Nibali e Basso.

Poi sbaglio o il re del tour di quest'anno è si australiano, ma fino alla precoce scomparsa del grande Sassi, era da lui allenato e seguito?
O credete che abbia vinto il tour perchè in un anno ha stravolto il suo sistema di allenamento?

Non era forse anche il grandissimo Aldo un fautore delle sfr, anche se negli ultimi periodi aveva rivisto il metodo tradizionale?


Quindi per cortesia, non mitizziamo sempre gli altri, solo perchè hanno scritto qualche libro con nuove concezzioni di allenamento che ancora non sono applicate da tutti i grandi del ciclismo, forse perchè, come già detto, per ottenere risultati eccellenti, non esiste un metodo univovo e certo, altrimenti tutti si farebbero allenare dagli stessi coach.

Ok ci stà evolversi, prendere spunto, confrontarsi, ma sputarsi sempre in faccia da soli è tipico di un popolo che ha un potenziale enorme, sportivamente parlando e non solo!
Non sono capace di citare le tue frasi e scriverci la risposta sotto,ma cercherò di spiegarmi.Qualche anno fa eravamo al top in tutte le discipline ciclistiche perchè seguivamo quello che facevano tutti.Il doping.Negli ultimi anni non è sicuro che non si usa più,ma ci si è dato un bel taglio.A questo punto chi è progredito,lo ha fatto perchè ha usato nuovi metodi.Noi siamo molto in ritardo e siamo rimasti al palo.Sarà un caso che non vinciamo classiche dal 2008? Sarà un caso che vinciamo corse a tappe solo di secondo livello.Evans era allenato da Sassi,ma se sei informato, è una dei sostenitori del sistema di allenamento con il powermeter e di quella scuola.Ringrazia sempre Sassi,intanto però si è evoluto e usa metodi totalmente differenti.
Epilogo:
Secondo me in tutte le cose ed anche nella preparazione fisica l'evoluzione è basilare x preogredire.Dopo averci studiato su ed aver fatto esperimeti.
La coerenza è un difetto enorme x l'evoluzione,x il semplice fatto che ci porta a non seguire nuovi orizzonti.E usarli se questi sono efficaci.
 

warsaw

Passista
11 Giugno 2008
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Tannhäuser
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Ben8
Guardare la punta dell'iceberg è, ripeto, solo superfluo, se la base si sta sciogliendo...

Sono stato al velodromo di montichiari e avrei voluto avere 13 anni per allenarmi lì tutte le settimane...

Purtroppo le ottime iniziative in italia sono a macchia di leopardo (smacchiato :mrgreen: ) mentre per lo sport in generale ci vorrebbe un programma nazionale come hanno fatto in Gran Bretagna, ma da noi è impossibile, non siamo mai usciti dalla visione feudale.
chiuso OT


Riesumo la mia domanda: esistono motivazioni fisiologiche degli allenamenti tipo F/O e Sfr-Sp-Rint? - cioè quelle ripetute che passano da lavori a media intensità con rpm basse, a lavori di alta intesità a rpm elevate.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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Copio/incollo qui: i fondi per la pista in GB li hanno avuti dal Lotto...da noi Lotto Enalotto, smacchia e vinci e chi ne ha più ne metta sono gli unici effettivi interventi per.... tappare falle economiche...

Non applico la tipologia di esercizi da te elencata (è volendo, indirettamente una risposta alla domanda) ma l'utilità di lavori a differenti cadenze/intensità è/può essere sicuramente utile ed è una tipologia che faccio applicare MA non solo e non necessariamente con queste sequenze. Non sono pienamente convinto della sequenza/e così proposta/e perchè basata spesso su concetti di allenamento legati alla sola valutazione di FC e non alle possibilità offerte di valutazione (pre e post) con mis di potenza.
 

Braccio

Scalatore
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Non sono capace di citare le tue frasi e scriverci la risposta sotto,ma cercherò di spiegarmi.Qualche anno fa eravamo al top in tutte le discipline ciclistiche perchè seguivamo quello che facevano tutti.Il doping.Negli ultimi anni non è sicuro che non si usa più,ma ci si è dato un bel taglio.A questo punto chi è progredito,lo ha fatto perchè ha usato nuovi metodi.Noi siamo molto in ritardo e siamo rimasti al palo.Sarà un caso che non vinciamo classiche dal 2008? Sarà un caso che vinciamo corse a tappe solo di secondo livello.Evans era allenato da Sassi,ma se sei informato, è una dei sostenitori del sistema di allenamento con il powermeter e di quella scuola.Ringrazia sempre Sassi,intanto però si è evoluto e usa metodi totalmente differenti.
Epilogo:
Secondo me in tutte le cose ed anche nella preparazione fisica l'evoluzione è basilare x preogredire.Dopo averci studiato su ed aver fatto esperimeti.
La coerenza è un difetto enorme x l'evoluzione,x il semplice fatto che ci porta a non seguire nuovi orizzonti.E usarli se questi sono efficaci.

Se per te vincere un giro d'Italia e una vuelta, significa vincere corse a tappe di secondo livello, allora siamo d'accordo, altrimenti no :mrgreen:
Che io sappia i grandi giri sono 3 e non 1, poi che il tour abbia maggior prestigio ci stà, ma non bisfratterei gli altri due e non generalizzerei semplificando, dicendo che abbiamo vinto corse a tappe di secondo livello, spero che ti renda conto di ciò che dici.

Ci sono professionisti che venderebbero l'anima al diavolo per vincerne uno, una sola volta nella cariera, magari qualcuno lo ha anche fatto :-x.

Parli del 2008 come se stessi parlando di 30 anni fà, vediamo un pò cosa succede nella prossima stagione e se viene fuori che un italiano ti vince qualche classica, cosa facciamo, rivalutiamo tutto e ricominciamo da capo?

Non si può generalizzare così, non porta da nessuna parte, si può disquisire se il "metodo italiano" o meglio il modo di concepire lo sport in Italia, sia da rivedere e da migliorare, questo si, ma arrivare a dire che vincevamo solo perchè dopati, mi sembra ingiusto e scorretto nei confronti di tutti quelli che hanno vinto senza che siano mai state trovate prove certe o siano mai stati accusati di pratiche inlecite.

Qualche anno fa eravamo al top in tutte le discipline ciclistiche perchè seguivamo quello che facevano tutti.Il doping.Negli ultimi anni non è sicuro che non si usa più,ma ci si è dato un bel taglio.


Non si può accusare nessuno senza prove, se hai affermato una cosa di questo tipo, fai i nomi e porta le prove a cui ti riferisci, perchè altrimenti ti consiglio di rivedere la tua posizione, io ci andrei coi piedi di piombo.
Non mi riferisco hai nomi di coloro che sono stati presi con le mani nel sacco, ma a tutti coloro che hanno vinto senza essre accusati di niente e sono tanti.
Anche qui non generalizzerei.


Evans era seguito da Aldo Sassi e seguiva il suo metodo, fino a quando a potuto per le vicende che tutti noi conosciamo.
Il buon Aldo, stava rivalutando i suoi allenamenti, da quello che si è potuto capire e leggere, anche in questo forum ho letto qualcosa, quindi questo significa evolvere e progredire e credo che non sia l'unico in Italia a farlo.
Magari ci sono scuole più avanti, ma non dimentichiamoci mai il grande spirito innovativo che muove gran parte degli ambienti scientifici in Italia, come non dimentichiamoci mai che proprio coloro che hanno questo spirito, spesso fanno le valige, perchè nel nostro paese mancano i finanziamenti, i mezzi per promuovere tali innovazioni, questo vale anche per lo sport, tutto.
 

oiziorbaf

Apprendista Scalatore
8 Aprile 2005
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www.myxperience.net
io penso che il declino italiano, nel ciclismo e nello sport in generale, sia dovuto a un mix di fattori...ma sicuramente quello che secondo me incide maggiormente è la gestione dei settori giovanili e la poca importanza che viene data all'attività fisica nelle scuole dalle elementari all'università!!
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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ahimè (o per meglio dire ahinoi) come non darti ragione!
Recentemente parlando con un collega commentavamo i recenti risultati dei mondiali di atletica leggera (medagliere), quella che viene da sempre considerata l'attività "regina" e comunque rappresenta l'attività sportiva più svolta specie in ambito scolastico e/o formativo.
Lo sport è sempre stato termometro sociale ed economico tant'è che i risultati che vi si raggiungono sono stati e sono tuttora usato come "bandiera" di una nazione.
Cosa si può dire valutando il medagliere sopra linkato?
Che è colpa della TV, di internet, della Playstation, ecc ? come se in altre nazioni questi "diversivi" spesso usati per dare la colpa, indistintamente, a tutto non esistessero.

O che ci sono mancanze strutturali e culturali?
Su Rai Sport qualche mese fa giravano 2 brevi documentario (uno sulla Di Martino link e l'altri sulla La Mantia ) a dimostrazione che talenti ed abnegazione sono presenti anche da "noi", ma molto spesso lasciati a dover superare difficoltà non di poco conto...
La domanda, lecita, sarebbe: se avessimo strutture e mentalità diverse come potrebbero concretizzarsi in meglio talenti e potenziali, probabilmente in numero superiore e con altri risultati?
 
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Fleappo

Passista
9 Maggio 2011
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Carrara, dove la montagna incontra il mare.
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Top Lite Roubaix a riparare-----Viner Bulldozer 63
Penso sia precoce parlare di crisi dello sport italiano. Ok, non vinciamo classiche dal 2008, ma quante ne abbiamo vinte tra il 1993 e il 2008?Una trentina?Insomma un bel pò!
Stesso discorso dicasi per i mondiali, quanti ne abbiamo vinti negli ultimi 10 anni?Addirittura ben 3 di fila, di cui 2 con lo stesso uomo e il terzo con doppietta sul podio. Capita sempre e in ogni ambito di passare periodi fecondi di risultati e periodi di magra, non solo nel ciclismo(vedi l'economia).
Io penso che la soluzione stia nella definizione stessa della parola crisi, che non significa negatività,recessione ecc. ma semplicemente rottura con il presente : ciò che si adotta ora non rende più e bisogna cambiarlo. Oggi giorno occorre essere in continuo sviluppo per ottenere risultati alti e di prestigio.
Tornando alla domanda originale, non vi è dubbio che la scienza e le nuove tecnologie permettono lo sviluppo di nuove metodologie di allenamento e quindi ci sia un'evoluzione in questo senso. Quello che secondo me è fondamentale è capire quale di queste metodologie permettono a un atleta di esprimere al massimo le proprie capacità.
Facendo esempi al limite, poniamoci una domanda del tipo "Se Armstrong non si fosse allenato con quel metodo, avrebbe vinto lo stesso 7 Tour de France?". Mi spiace contraddire Braccio ma Evans secondo me è riuscito a trovare il giusto metodo di allenamento PER LUI, senza nulla togliere a Sassi.o-o