ACSI ciclismo, situazione risolta?

8888

Apprendista Velocista
24 Aprile 2009
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Secondo me una via di fuga per l' U.D.A.C.E. c' é. Se essa stessa si costituisse come E.P.S. Regionale potrebbe mantenere i suoi tesserati e allinearsi agli altri enti e di conseguenza al C.O.N.I.

Due sono le cose sulle quali dovrebbe lavorare: la multidisciplina e la territorialità. Gli E.P.S. Regionali godono degli stessi diritti di quelli Nazionali ma necessitano di poche a.s.d. affiliate e pochi tesserati. Unica condizione é quella di avere una sede in ogni provincia della regione (U.D.A.C.E. potrebbe formare solo quelle di maggiore interesse) e avere tra esse una pluralità di discipline (forse potrebbe essere sufficente discipline analoghe, mtb, ciclocross, duathlon, triathlon, ecc.).

Magari é cosí. Forse é troppo semplice. Cosí semplice che nessuno ci ha mai pensato. Tutti troppo presi a discutere e poco intenzionati a risolvere. Chissà?
 

littleboy

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5 Maggio 2005
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Stessi diritti = stessi obblighi di legge
E' per questo che "non ci hanno pensato". Quando si vuole la moglie ubriaca, la botte piena e l uva sulle "viti", e' troppo facile...


Secondo me una via di fuga per l' U.D.A.C.E. c' é. Se essa stessa si costituisse come E.P.S. Regionale potrebbe mantenere i suoi tesserati e allinearsi agli altri enti e di conseguenza al C.O.N.I.

Due sono le cose sulle quali dovrebbe lavorare: la multidisciplina e la territorialità. Gli E.P.S. Regionali godono degli stessi diritti di quelli Nazionali ma necessitano di poche a.s.d. affiliate e pochi tesserati. Unica condizione é quella di avere una sede in ogni provincia della regione (U.D.A.C.E. potrebbe formare solo quelle di maggiore interesse) e avere tra esse una pluralità di discipline (forse potrebbe essere sufficente discipline analoghe, mtb, ciclocross, duathlon, triathlon, ecc.).

Magari é cosí. Forse é troppo semplice. Cosí semplice che nessuno ci ha mai pensato. Tutti troppo presi a discutere e poco intenzionati a risolvere. Chissà?
 

Bicllo

Pignone
24 Marzo 2012
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Secondo me una via di fuga per l' U.D.A.C.E. c' é. Se essa stessa si costituisse come E.P.S. Regionale potrebbe mantenere i suoi tesserati e allinearsi agli altri enti e di conseguenza al C.O.N.I.

Due sono le cose sulle quali dovrebbe lavorare: la multidisciplina e la territorialità. Gli E.P.S. Regionali godono degli stessi diritti di quelli Nazionali ma necessitano di poche a.s.d. affiliate e pochi tesserati. Unica condizione é quella di avere una sede in ogni provincia della regione (U.D.A.C.E. potrebbe formare solo quelle di maggiore interesse) e avere tra esse una pluralità di discipline (forse potrebbe essere sufficente discipline analoghe, mtb, ciclocross, duathlon, triathlon, ecc.).

Magari é cosí. Forse é troppo semplice. Cosí semplice che nessuno ci ha mai pensato. Tutti troppo presi a discutere e poco intenzionati a risolvere. Chissà?

L'idea è giusta. Ma come dice little boy, anche questa soluzione comporta degli obblighi che evidentemente "danno noia".
Come ho già scritto, penso che se la dirigenza UDACE avesse veramente voluto conformarsi alle regole vigenti in materia di EPS(ma davvero, non per finta, come sta cercando di fare), poteva costituire il settore ciclismo ACSI dando luogo ad una realtà funzionale e molto preziosa per tutto il movimento.
 

8888

Apprendista Velocista
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L'idea è giusta. Ma come dice little boy, anche questa soluzione comporta degli obblighi che evidentemente "danno noia".
Come ho già scritto, penso che se la dirigenza UDACE avesse veramente voluto conformarsi alle regole vigenti in materia di EPS(ma davvero, non per finta, come sta cercando di fare), poteva costituire il settore ciclismo ACSI dando luogo ad una realtà funzionale e molto preziosa per tutto il movimento.
Ma con E.P.S. regionale U.D.A.C.E. manterrebbe cariche, leadership e soldoni (un pò ridotte alle regioni in cui sono radicati) che per quel che si capisce da vari mesi di trattative e discussioni dovrebbero essere il vero cardine della disputa. Infine, siamo così sicuri che ci abbiano pensato? Io l' ho letto per caso sul sito del C.O.N.I.
Potrei anche pensare che nel tanto discutere su affiliazioni, fusioni e corporazioni possa essere sfuggito.
 
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cinelli

Apprendista Scalatore
5 Luglio 2009
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indovina
L'idea è giusta. Ma come dice little boy, anche questa soluzione comporta degli obblighi che evidentemente "danno noia".
Come ho già scritto, penso che se la dirigenza UDACE avesse veramente voluto conformarsi alle regole vigenti in materia di EPS(ma davvero, non per finta, come sta cercando di fare), poteva costituire il settore ciclismo ACSI dando luogo ad una realtà funzionale e molto preziosa per tutto il movimento.

come poteva costituire il settore ciclismo CSAIn quando ha avuto le prime intimazioni da CONI... la dirigenza non ha mollato allora, figuriamoci se accetterebbe adesso di gestire un EPS Regionale, che CONI limiterebbe inevitabilmente ad una solo regione.
 

Fermick69

Apprendista Passista
24 Aprile 2011
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Ma con E.P.S. regionale U.D.A.C.E. manterrebbe cariche, leadership e soldoni (un pò ridotte alle regioni in cui sono radicati) che per quel che si capisce da vari mesi di trattative e discussioni dovrebbero essere il vero cardine della disputa. Infine, siamo così sicuri che ci abbiano pensato? Io l' ho letto per caso sul sito del C.O.N.I.
Potrei anche pensare che nel tanto discutere su affiliazioni, fusioni e corporazioni possa essere sfuggito.

Questa è stata una strada che avrebbero potuto sempre prendere ma...avrebbero perso lo status di associazione....a cui tengono molto!
Nell'attesa,indipendentemente come vada la vicenda,le manifestazioni organizzate come Acsi ciclismo saranno aperte a tutti gli Enti,con assicurazione a carico della società che organizza...e senza aggiunta di costi per i relativi tesserati!
Questo già da Giovedì scorso,nella "incasinatissima" gara di Felino..,con 300 partenti di tutti gli enti.
 

Bicllo

Pignone
24 Marzo 2012
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Questa è stata una strada che avrebbero potuto sempre prendere ma...avrebbero perso lo status di associazione....a cui tengono molto!
Nell'attesa,indipendentemente come vada la vicenda,le manifestazioni organizzate come Acsi ciclismo saranno aperte a tutti gli Enti,con assicurazione a carico della società che organizza...e senza aggiunta di costi per i relativi tesserati!
Questo già da Giovedì scorso,nella "incasinatissima" gara di Felino..,con 300 partenti di tutti gli enti.

Io temo che si arriverà li.
Se ieri non hanno estratto dal cilindro un coniglio da un quintale, temo che chi c'è in mezzo dovrà decidere se essere solo ACSI o solo UDACE, perdurando questa situazione non vedo i motivi per cui il Sig. Viti debba farsi a fondo a causa della "caparbia determinazione" di alcune realtà locali.
 

Fermick69

Apprendista Passista
24 Aprile 2011
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Io temo che si arriverà li.
Se ieri non hanno estratto dal cilindro un coniglio da un quintale, temo che chi c'è in mezzo dovrà decidere se essere solo ACSI o solo UDACE, perdurando questa situazione non vedo i motivi per cui il Sig. Viti debba farsi a fondo a causa della "caparbia determinazione" di alcune realtà locali.

Esatto,quello che ha scritto Cavallini è un pò la stessa cosa e la situazione è questa,chi vorrà restare Udace sarà abbandonato al suo destino da Acsi.
Se è passata questa tesi non so,altrimenti ce ne faremo una ragione,perchè la lotta si sposterà da un'altra parte...e chi organizza e chi partecipa dovrà adeguarsi a questa realtà.
 

gepp1

Apprendista Cronoman
2 Gennaio 2009
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www.mtbisera.it
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multitasking
in sostanza non cambia nulla finchè il sig.Viti non apre bocca???

bene...anzi male malissimo perchè domenica alcuni dei miei non hanno potuto correre in quanto ora si arriva a quelle manifestazioni in cui il CO non si vuole (giustamente) accollare spese di assicurazione aggiuntive e gli atleti giustamente non si sentono "protetti".

Avrebbero anche dovuto firmare una liberatoria di scarico responsabilità, se volevano correre, senza essere assicurati

dove andremo a finire????
 

littleboy

Apprendista Velocista
5 Maggio 2005
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http://www.ciclismoaltomilanese.com/2012/5maggio/forse non è chiaro/forse non è chiaro.htm

Prendo spunto da questi articoli segnalati da tesserati UDACE, presi dal sito web ufficiale della libera associazione; è evidente che chi scrive non ha probabilmente ancora ben capito cosa è successo in casa loro senza che, forse, nessuno si sia premurato di informarli.
LA SITUAZIONE OGGI

Oramai tutti dovrebbero aver capito, di sicuro lo hanno capito i dirigenti ACSI e alcuni dirigenti nazionali Udace,* Udace continuerebbe (uso il condizionale per ovvie ragioni)* ad esistere solo ed unicamente come libera associazione e come tale ha diritto di fare ciò che crede meno che attività sportiva riconosciuta dal CONI, I suoi affiliati che vogliono svolgere attività ciclistica CONDIVISA devono essere prima riconosciuti dal CONI tramite l'affiliazione della loro ASD e poi dalla Consulta Ciclistica Nazionale. ACSI, ente riconosciuto dal CONI, si è fatta carico di integrare tutte le ASD e tutti i tesserati che lo desiderano per poter svolgere attività condivisa e che quindi necessitano del riconoscimento del CONI.

Acsi, però, prima di farsene carico concretamente, ha avuto bisogno di "CHIARIMENTI" forzati che la consulta ha fornito e che anche il CONI ha precisato( curiosa situazione visto che il massimo esponete di ACSI è anche vicepresidente dell'UFF. COORDINAMENTO ENTI DI PROMOZIONE del CONI).

Per cercare di fare tutto ciò sono già passati almeno 4 mesi ed ancora le cose non sono state regolarizzate nei termini previsti dall'ordinamento sportivo italiano; L'ordinamento sportivo italiano è un insieme di leggi e regole che ogni buon dirigente nazionale e periferico dovrebbe conoscere, se non lo conosce significa che di fatto è semplicemente un passacarte che si muove su indicazioni di un superiore nella speranza che almeno questi sia un DIRIGENTE degno di tale appellativo.

Molto probabilmente, ma questo è solo un parere, alcuni presidenti provinciali UDACE non hanno la benché minima idea di cosa stanno rischiando e facendo rischiare alle loro ASD in virtù di questa situazione;* non sarà certo il sottoscritto* a fare il saccente, noi ci preoccupiamo innanzitutto dei praticanti e degli organizzatori, i dirigenti di ENTE se la vedranno con i loro tesserati.

I FATTI CITATI NELL'ARTICOLO

Per entrare nel merito, la documentazione che segue è ben chiara se la si sa leggere, in sostanza, una volta che la consulta ha dichiarato non conforme la posizione di UDACE e ACSI , automaticamente le ha poste fuori dalla consulta invitandoli a normalizzare la loro posizione, la conseguenza é che è venuta a cessare* " l'ATTIVITA' CONDIVISA" utilizzata nelle polizze assicurative e nella normativa fiscale , pur essendo valide le coperture assicurative dei tesserati ACSI (ante unione) e quella dei tesserati Udace, bisognava fare in modo di rendere univoche le coperture per i tesserati ACSI e quelle dei nuovi tesserati ACSI ex UDACE;* solo a tali condizioni un ex UDACE con tessera ACSI potrà fare attività condivisa. Per legge, le polizze obbligatorie, devono essere stipulate dall'EPS riconosciuto,* La stessa cosa vale per le ASD ex UDACE che sono diventate ACSI (ammesso che il CONI riconosca la procedura); quest'ultimo aspetto non è però di pertinenza ed interesse della consulta, il* rischio eventuale è solo per i presidenti di ASD. A questi ultimi consigliamo di verificare direttamente presso ACSI la rispondenza della procedura usata, ricordate che la legge non ammette ignoranza, quindi meglio approfondire in anticipo. Questo, ribadiamo, non è un problema della consulta ma solo ed esclusivamente del rapporto tra ACSI e le singole ASD e il CONI.

Come più volte citato dal nostro amico ed esperto dott. MARIO GRILLI, Udace si è comportata negli anni come se fosse un EPS ed ha finito per autoconvincersi di esserlo, la colpa è che hanno finito per crederlo anche gli altri, istituzioni comprese.

Di fatto voi tutti continuate a trattare con i dirigenti locali UDACE e vi fidate di loro, qualcuno* non si è fidato e fiutato il pericolo ha cambiato aria già a gennaio, altri lo hanno fatto in un secondo tempo con doppia* affiliazione e tesseramento(lo vieta solo* UDACE), certo, si è trattato di spendere altri quattrini ma se vuoi stare tranquillo non c'era altra via, in alternativa potevate e dovevate trattare direttamente con ACSI che EPS lo è per davvero,senza intermediari.

Se è vero che consulta è un organo consultivo che, al momento, ha solo poteri di coordinamento, regolamentazione e armonizzazione, è anche vero che dopo le riunioni e le decisioni collegiali, ciascun* ente e federazione ha diramato comunicati propri specifici destinati ai loro dirigenti sul territorio, in consulta di prendono le decisioni ma poi ciascuno provvede a diramare le direttive; a loro non restava altro da fare che rispettare le istruzioni avute, sopratutto in FCI , certe cose funzionano da sempre.

Le tessere giornaliere, per chi ha potuto e voluto proporle, sono appunto un mezzo per non penalizzare i praticanti; su questo argomento è molto più grave l'atteggiamento di alcuni comitati e/o, organizzatori ed anche corridori,* dati alla mano parecchi atleti della consulta, ammessi a farlo, hanno partecipato a gare UDACE/ ACSI rischiando in proprio, di tutto questo ,però, ci si accorge solo quando ci scappa il ferito grave se non addirittura il morto. Per loro non scatteranno squalifiche o punizioni, gli enti hanno solo avvisato che tutto ciò lo avrebbero fatto a loro rischio e pericolo, sia chi organizza che chi gareggia.

Ora, una volta che il presidente di ACSI, dott. VITI, avrà dimostrato, in modo documentale, che chi possiede una tessera ACSI è un suo tesserato e ne risponde, il problema della libera circolazione dei tesserati sarà risolto. Purtroppo è proprio questo che riteniamo di difficile attuazione pratica, infatti, ad esempio, con vari comunicati il dott. VITI ha dichiarato che le regole sull'attività condivisa si attuavano da subito, andate* invece a leggere le "prossime gare" in calendario, ancora oggi,* in alcune zone d'Italia troviamo* fantasiose "aperture"; se non si riesce ad attuare questo figuriamoci il resto. Certo è che i dettami di ACSI parrebbero essere sistematicamente mal interpretati o più semplicemente elusi. Stiamo a vedere.

LE COLPE ?

Tutta questa situazione ha un'origine certa e inconfutabile, la decisione di Udace di staccarsi da CSAIN, il presidente Udace doveva e poteva pianificare meglio questa dipartita in modo che il passaggio fosse indolore per i propri associati e per il ciclismo amatoriale in generale; gli eventi di questi ultimi tre mesi stanno ad indicare la non preparazione specifica con cui ACSI e UDACE hanno deciso di collaborare , è più che evidente che se accordi c'erano, da parte ACSI non erano stati ben recepiti nella loro complicata gestione interna, questo traspare da ogni comunicato. Si è cercato di colpevolizzare la consulta, ma non dimentichiamoci che la consulta è formata da rappresentanti di ENTI e FCI che non possono contraddire le regole che loro stessi si sono dati, quindi!

Il vero problema, a mio avviso, è che alla consulta oggi manca il potere sanzionatorio diretto, altrimenti il "cinema" sarebbe già finito.

CONCLUSIONE

In una cosa concordo con Eugenio Giordan, ben venga la magistratura, anzi, io ci aggiungerei anche la Guardia di Finanza, sarebbe ora che si procedesse a campione per le opportune verifiche, in modo tale che anche i dirigenti che danno informazioni inesatte(magari in buona fede) venissero smascherati definitivamente; il trend è cambiato, sono in aumento i dirigenti di ASD** in grado in informarsi in proprio, stanno finalmente realizzando* che chi è più allo scoperto sono proprio loro che da anni accettano e sottoscrivono statuti molto espliciti a riguardo. Constatiamo che la disinformazione e le "abitudini" stanno ritardando il processo di normalizzazione ma oramai la marcia è innestata e l'ordinamento sportivo metterà le cose a posto anche e sopratutto grazie* agli auspicati aiuti esterni. Resta da capire ai più, come mai, soprattutto i colonnelli Udace premano per ritardare o annullare* il cambiamento, anche senza UDACE (come istituzione e non come persone) si farà comunque ciclismo, anzi, costerà meno e sarà condiviso, le persone oggi Udace, potranno scegliere dove confluire(se ACSI non li soddisfa) porteranno con loro la preziosa esperienza acquisita in tanti anni, conserveranno pari dignità agli occhi dei loro fedelissimi e daranno sfogo alla loro passione con le stesse regole di altri appassionati. Spero vivamente che in questi giorni il responsabile massimo di ACSI , trovi l'aiuto necessario da parte delle persone più "aperte" e dotate di buona volontà in seno all' UDACE, per portare a termine questa penosa vicenda che lascerà di sicuro degli strascichi che serviranno ad evitare, con opportune normative,* l'insorgere di nuove analoghe situazioni.

Su questa pagina potranno trovare asilo tutte le eventuali osservazioni e critiche(non anonime), non ho la pretesa di essere infallibile, ho solo cercato di ripercorrere brevemente i fatti che tutti, senza preconcetti, avete sotto gli occhi.