http://www.ciclismoaltomilanese.com/2012/5maggio/forse non è chiaro/forse non è chiaro.htm
Prendo spunto da questi articoli segnalati da tesserati UDACE, presi dal sito web ufficiale della libera associazione; è evidente che chi scrive non ha probabilmente ancora ben capito cosa è successo in casa loro senza che, forse, nessuno si sia premurato di informarli.
LA SITUAZIONE OGGI
Oramai tutti dovrebbero aver capito, di sicuro lo hanno capito i dirigenti ACSI e alcuni dirigenti nazionali Udace,* Udace continuerebbe (uso il condizionale per ovvie ragioni)* ad esistere solo ed unicamente come libera associazione e come tale ha diritto di fare ciò che crede meno che attività sportiva riconosciuta dal CONI, I suoi affiliati che vogliono svolgere attività ciclistica CONDIVISA devono essere prima riconosciuti dal CONI tramite l'affiliazione della loro ASD e poi dalla Consulta Ciclistica Nazionale. ACSI, ente riconosciuto dal CONI, si è fatta carico di integrare tutte le ASD e tutti i tesserati che lo desiderano per poter svolgere attività condivisa e che quindi necessitano del riconoscimento del CONI.
Acsi, però, prima di farsene carico concretamente, ha avuto bisogno di "CHIARIMENTI" forzati che la consulta ha fornito e che anche il CONI ha precisato( curiosa situazione visto che il massimo esponete di ACSI è anche vicepresidente dell'UFF. COORDINAMENTO ENTI DI PROMOZIONE del CONI).
Per cercare di fare tutto ciò sono già passati almeno 4 mesi ed ancora le cose non sono state regolarizzate nei termini previsti dall'ordinamento sportivo italiano; L'ordinamento sportivo italiano è un insieme di leggi e regole che ogni buon dirigente nazionale e periferico dovrebbe conoscere, se non lo conosce significa che di fatto è semplicemente un passacarte che si muove su indicazioni di un superiore nella speranza che almeno questi sia un DIRIGENTE degno di tale appellativo.
Molto probabilmente, ma questo è solo un parere, alcuni presidenti provinciali UDACE non hanno la benché minima idea di cosa stanno rischiando e facendo rischiare alle loro ASD in virtù di questa situazione;* non sarà certo il sottoscritto* a fare il saccente, noi ci preoccupiamo innanzitutto dei praticanti e degli organizzatori, i dirigenti di ENTE se la vedranno con i loro tesserati.
I FATTI CITATI NELL'ARTICOLO
Per entrare nel merito, la documentazione che segue è ben chiara se la si sa leggere, in sostanza, una volta che la consulta ha dichiarato non conforme la posizione di UDACE e ACSI , automaticamente le ha poste fuori dalla consulta invitandoli a normalizzare la loro posizione, la conseguenza é che è venuta a cessare* " l'ATTIVITA' CONDIVISA" utilizzata nelle polizze assicurative e nella normativa fiscale , pur essendo valide le coperture assicurative dei tesserati ACSI (ante unione) e quella dei tesserati Udace, bisognava fare in modo di rendere univoche le coperture per i tesserati ACSI e quelle dei nuovi tesserati ACSI ex UDACE;* solo a tali condizioni un ex UDACE con tessera ACSI potrà fare attività condivisa. Per legge, le polizze obbligatorie, devono essere stipulate dall'EPS riconosciuto,* La stessa cosa vale per le ASD ex UDACE che sono diventate ACSI (ammesso che il CONI riconosca la procedura); quest'ultimo aspetto non è però di pertinenza ed interesse della consulta, il* rischio eventuale è solo per i presidenti di ASD. A questi ultimi consigliamo di verificare direttamente presso ACSI la rispondenza della procedura usata, ricordate che la legge non ammette ignoranza, quindi meglio approfondire in anticipo. Questo, ribadiamo, non è un problema della consulta ma solo ed esclusivamente del rapporto tra ACSI e le singole ASD e il CONI.
Come più volte citato dal nostro amico ed esperto dott. MARIO GRILLI, Udace si è comportata negli anni come se fosse un EPS ed ha finito per autoconvincersi di esserlo, la colpa è che hanno finito per crederlo anche gli altri, istituzioni comprese.
Di fatto voi tutti continuate a trattare con i dirigenti locali UDACE e vi fidate di loro, qualcuno* non si è fidato e fiutato il pericolo ha cambiato aria già a gennaio, altri lo hanno fatto in un secondo tempo con doppia* affiliazione e tesseramento(lo vieta solo* UDACE), certo, si è trattato di spendere altri quattrini ma se vuoi stare tranquillo non c'era altra via, in alternativa potevate e dovevate trattare direttamente con ACSI che EPS lo è per davvero,senza intermediari.
Se è vero che consulta è un organo consultivo che, al momento, ha solo poteri di coordinamento, regolamentazione e armonizzazione, è anche vero che dopo le riunioni e le decisioni collegiali, ciascun* ente e federazione ha diramato comunicati propri specifici destinati ai loro dirigenti sul territorio, in consulta di prendono le decisioni ma poi ciascuno provvede a diramare le direttive; a loro non restava altro da fare che rispettare le istruzioni avute, sopratutto in FCI , certe cose funzionano da sempre.
Le tessere giornaliere, per chi ha potuto e voluto proporle, sono appunto un mezzo per non penalizzare i praticanti; su questo argomento è molto più grave l'atteggiamento di alcuni comitati e/o, organizzatori ed anche corridori,* dati alla mano parecchi atleti della consulta, ammessi a farlo, hanno partecipato a gare UDACE/ ACSI rischiando in proprio, di tutto questo ,però, ci si accorge solo quando ci scappa il ferito grave se non addirittura il morto. Per loro non scatteranno squalifiche o punizioni, gli enti hanno solo avvisato che tutto ciò lo avrebbero fatto a loro rischio e pericolo, sia chi organizza che chi gareggia.
Ora, una volta che il presidente di ACSI, dott. VITI, avrà dimostrato, in modo documentale, che chi possiede una tessera ACSI è un suo tesserato e ne risponde, il problema della libera circolazione dei tesserati sarà risolto. Purtroppo è proprio questo che riteniamo di difficile attuazione pratica, infatti, ad esempio, con vari comunicati il dott. VITI ha dichiarato che le regole sull'attività condivisa si attuavano da subito, andate* invece a leggere le "prossime gare" in calendario, ancora oggi,* in alcune zone d'Italia troviamo* fantasiose "aperture"; se non si riesce ad attuare questo figuriamoci il resto. Certo è che i dettami di ACSI parrebbero essere sistematicamente mal interpretati o più semplicemente elusi. Stiamo a vedere.
LE COLPE ?
Tutta questa situazione ha un'origine certa e inconfutabile, la decisione di Udace di staccarsi da CSAIN, il presidente Udace doveva e poteva pianificare meglio questa dipartita in modo che il passaggio fosse indolore per i propri associati e per il ciclismo amatoriale in generale; gli eventi di questi ultimi tre mesi stanno ad indicare la non preparazione specifica con cui ACSI e UDACE hanno deciso di collaborare , è più che evidente che se accordi c'erano, da parte ACSI non erano stati ben recepiti nella loro complicata gestione interna, questo traspare da ogni comunicato. Si è cercato di colpevolizzare la consulta, ma non dimentichiamoci che la consulta è formata da rappresentanti di ENTI e FCI che non possono contraddire le regole che loro stessi si sono dati, quindi!
Il vero problema, a mio avviso, è che alla consulta oggi manca il potere sanzionatorio diretto, altrimenti il "cinema" sarebbe già finito.
CONCLUSIONE
In una cosa concordo con Eugenio Giordan, ben venga la magistratura, anzi, io ci aggiungerei anche la Guardia di Finanza, sarebbe ora che si procedesse a campione per le opportune verifiche, in modo tale che anche i dirigenti che danno informazioni inesatte(magari in buona fede) venissero smascherati definitivamente; il trend è cambiato, sono in aumento i dirigenti di ASD** in grado in informarsi in proprio, stanno finalmente realizzando* che chi è più allo scoperto sono proprio loro che da anni accettano e sottoscrivono statuti molto espliciti a riguardo. Constatiamo che la disinformazione e le "abitudini" stanno ritardando il processo di normalizzazione ma oramai la marcia è innestata e l'ordinamento sportivo metterà le cose a posto anche e sopratutto grazie* agli auspicati aiuti esterni. Resta da capire ai più, come mai, soprattutto i colonnelli Udace premano per ritardare o annullare* il cambiamento, anche senza UDACE (come istituzione e non come persone) si farà comunque ciclismo, anzi, costerà meno e sarà condiviso, le persone oggi Udace, potranno scegliere dove confluire(se ACSI non li soddisfa) porteranno con loro la preziosa esperienza acquisita in tanti anni, conserveranno pari dignità agli occhi dei loro fedelissimi e daranno sfogo alla loro passione con le stesse regole di altri appassionati. Spero vivamente che in questi giorni il responsabile massimo di ACSI , trovi l'aiuto necessario da parte delle persone più "aperte" e dotate di buona volontà in seno all' UDACE, per portare a termine questa penosa vicenda che lascerà di sicuro degli strascichi che serviranno ad evitare, con opportune normative,* l'insorgere di nuove analoghe situazioni.
Su questa pagina potranno trovare asilo tutte le eventuali osservazioni e critiche(non anonime), non ho la pretesa di essere infallibile, ho solo cercato di ripercorrere brevemente i fatti che tutti, senza preconcetti, avete sotto gli occhi.