Bici da rando

hulk

Maglia Gialla
4 Gennaio 2010
11.217
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Bici
anziznottza quasi come me
Se non sbaglio Contador fece una gran pubblicità al neonato sistema Apex (cambio e pignoni) montandolo in concomitanza di una tappa particolarmente ostica al Giro d'Italia... non ricordo però se era l'anno scorso o quello prima ancora... ;nonzo%
Sì, esatto, il bisteccaroplastificato dopo essersi tolto il pannolone per aver evitato la discesa Crostis, montò un 34/32 Apex per salire allo Zoncolan.
 

brucorando

Apprendista Passista
6 Maggio 2012
961
9
Alto Adige
www.voglioessererandonneur.wordpress.com
Bici
Stevens Xenon Velvet Black in randonneuse! - Atala Olympic (1984?) in fissa - Agordina acciaio eroic
Io, che sono una schiappetta ho il 34-28 e un telaio in acciaio a doppio spessore e una serie di accessori che portano la bici senza borracce e borse a ca. 12 kg (se ricordo bene, ma non credo di sbagliare)........:rosik:, vabbene che i pro tengono ben altri ritmi, ma col 32 dove voleva andare, sú per i prati? ;nonzo% Ok, se ti arriva una cotta da chilo.....
 

labrador

Gregario
13 Settembre 2009
571
12
Cogollo del Cengio (Vicenza)
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Bici
De Rosa Corum acciaio-Trek oclv 110- Crisp titanio
confermo ottime ruote ,non tanto per la scorrevolezza che è indiscussa per la durata quasi eterna dei cuscinetti con un minimo di manutenzione , sopratutto una buona tenuta all'acqua dei cuscinetti, da rando io le scarterei primo per difficoltà di riparazioni on the road ,ma non sono il top per confort .



Direi che in assoluto è l'opzione migliore è spesso anche la più economica ,a patto di trovare chi sa assemblare le ruote come si deve ! non è facile !
Nelle rando le cose da prediligere sono confort e solidità/affidabilità , l'affidabilità si trova abbastanza facilmente in commercio se non si vuole stare su pesi ultra leggeri ,mentre il confort ,è quasi introvabile , il mercato richiede ruote leggere e reattive ,quindi anti-rando ,quindi ruote assemblate custom sono la scelta migliore .
@ miha :non è vero che un telaio ful carbon non sia confortevole dipende sempre com'è costruito ( tipo di fibre , orientamento delle stesse ,geometrie ,resina,tipo di forcella ) è lo stesso discorso delle ruote , paradossalmente , il carbonio è il migliore materiale per fare un telaio confortevole ,ma nessuno interessa progettare un full carbon in questo senso , è come un tappeto :se lo tiri da una parte scopro quell'altra ,per ora il mercato è tutto sul race rigido è reattivo = confort quasi zero.
Si trovano telai full carbon confortevoli sono i primi prodotti di quel tipo quando ancora non sapevano bene come irrigidire un telaio , per darti un'idea quando non erano ancora tutti slooping ma con geometria tradizionale .
Giusto qualche giorno fa ho sostituito la mia sella fizik con un'altra identica ma con telaietto in carbonio montata in modo identico :nel giro di prova mi sino fermato due vote per controllare se avevo bucato , la sensazione era come di viaggiare con le ruote sgonfie , se me lo diceva qualcun'altro che c'era questa enorme differenza ,lo avrei preso per il solito grammomaniaco fissato , ma mi sono dovuto arrendere piacevole evidenza .
confort che avevo già scoperto sulla piega in ful carbon , per cui full carbon si sposa bene anche con le rando , escluso i telai odierni.:mrgreen:
P.S. ci sono delle eccezioni ,e io me ne sono accaparrato uno dopo averlo testato per bene ,nonostante non lo uso in rando ci tengo troppo , ma uso un mix delle cose descritte sopra con telaio full carbon dei primi albori , per ora sempre comportato da dio .

Attualmente nelle rando uso il mio De Rosa Corum in acciaio che è una sintesi tra la modernità e il tradizionale. E' abbastanza leggero e allo stesso tempo robusto, forcella in carbonio, serie sterzo integrata e collarino regisella, và che è una meraviglia, scattante e alla stesso tempo molto morbido e riposante. Ho applicato il portapacchi posteriore fissandolo con delle apposite fascette e ancora una volta ho constatato la sua grande affidabilità anche a pieno carico.
Per il carbonio è vero, ci sono ottimi telai in composito anche per le rando.
Nel 2008, ho fatto la 1001 miglia con un telaio Trek oclv 110, geometria tradizionale e grande comfort, ottima posizione in sella e affidabilità estrema, non un mal di schiena e vibrazioni assorbite al massimo.
Poi, causa scollamento scatola movimento centrale, mi è stato sostituito con un Madone 6.9 ultima generazione. Ottimo telaio anche questo, ma di una rigidità esagerata. Se ti distrai un attimo, diventa quasi inguidabile e nelle lunghe distanze come comodità, devi pagare un bel dazio.
Quando dopo una rando, passo dalla De Rosa alla Trek, sento tutta la differenza e la prima uscita è abbastanza traumatica.
Sarà che comincio ad invecchiare ma non riesco a rispecchiarmi nel mercato moderno che riguarda il nostro mezzo; troppa attenzione al consumismo e alle tendenze dell'ultima ora; si pensa solo al vendere senza alcuna remissione. Biciclette brutte come le attuali, nella mia lunga vita ciclistica non ne ho mai viste. Fortunatamente il prossimo anno, oltre al De Rosa, pedalerò anche un titanio Crisp e finalmente potrò tornare alle origini, quando le bici, erano giustamente considerate opere d'arte.
Per le rando, io uso esclusivamente le ruote da 32 raggi, anteriore con mozzo Son con dinamo e posteriore mozzo Dura Ace, cerchi Ambrosio Excellight, molto comodi e robusti, migliaia di km, mai un problema.
Le ruote leggere hanno un gran scorrimento ma sono troppo rigide e in caso di rottura di un raggio sei a piedi, molto meglio il tradizionale che raramente tradisce. Bisogna capire che le rando non sono corse ma vita ed esperienza da vivere con tranquillità.o-o
 

miha

Pignone
28 Settembre 2010
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3
Carpi (MO)
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Bici
Gigante
Ecco, bravo. o-o

Per le ruote da rando valuta anche l'opzione "artigianali": se conosci uno bravo a montarle fatti fare una coppia con cerchi Ambrosio Excellight o Mavic Open Pro, mozzi Dura Ace (o Ultegra, se vuoi risparmiare: pesano un po' di più ma sono dei muli) e 32 raggi inox. o-o
quando si dice che la fretta è una cattiva consigliera...nella smania di riprendere a pedalare dopo la disavventura :cry:capitata a Lugo, e che potete leggere nel mio blog, ho preso dunque queste Fulcrum Racing 5...ho fatto solo due giretti da 50km qui in pianura ma mi sembrano poco scorrevoli. così ho cercato di capire la diffrenza tra mozzi con cuscinetti sigillati e coni/sfere: mi sembra di capire che i secondi siano migliori. Cosa ne dite in prospettiva rando, ovvero considerando affidabilità, comodità ecc?
 

hulk

Maglia Gialla
4 Gennaio 2010
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anziznottza quasi come me
Io, che sono una schiappetta ho il 34-28 e un telaio in acciaio a doppio spessore e una serie di accessori che portano la bici senza borracce e borse a ca. 12 kg (se ricordo bene, ma non credo di sbagliare)........:rosik:, vabbene che i pro tengono ben altri ritmi, ma col 32 dove voleva andare, sú per i prati? ;nonzo% Ok, se ti arriva una cotta da chilo.....
Dove volesse andare non lo so, forse c'era una grigliata apposta per lui con carne di sua scelta. Comunque quel rapporto aveva e uno dei due fratellini, Andy, mi sembra, la prima volta che fecero il Kaiser montava un 34/30.
 

micronauta

Scalatore
31 Dicembre 2008
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164
Torino
micronauta.wordpress.com
Bici
Randonneuse in titanio; Bianchi Infinito; Olmo "eroica" in costruzione
così ho cercato di capire la diffrenza tra mozzi con cuscinetti sigillati e coni/sfere: mi sembra di capire che i secondi siano migliori. Cosa ne dite in prospettiva rando, ovvero considerando affidabilità, comodità ecc?

Mah, in termini assoluti non saprei. ;nonzo% La mia simpatia va maggiormente per i mozzi tradizionali a coni e sfere non per altro, ma perchè è il sistema ancora disponibile sui più diffusi mozzi che si possono pensare di utilizzare per costruire una classica ruota artigianale, ad esempio gli Ultegra, i Chorus... Questi che cito sono mozzi celeberrimi per essere delle istituzioni nel loro campo, degli autentici "muli" di affidabilità, oltre che di scorrevolezza. Di solito con questi non si sbaglia MAI. o-o

Peraltro vi sono in commercio mozzi su cuscinetti di alta qualità scorrevolissimi e ben apprezzati dagli amatori, tipo i DTSwiss tanto per citare una marca. Infatti non è sempre detto che cuscinetto = cinesata da quattro soldi. Hanno anche il vantaggio di essere leggeri, e secondo alcune scuole di pensiero i cuscinetti dovrebbero essere più impermeabili ad acqua e sporco. :cassius:

Magari si potrebbe obiettare su altri dettagli... Ad esempio, ho una coppia di ruote DTSwiss con mozzi 240 su cui il rocchetto portapignoni, fatto in lega leggera, si è dolorosamente "inciso" con gli incastri dei pignoni dopo soli pochi km di utilizzo. Forse è stata colpa mia che non ho serrato bene i pignoni, la cosa fortunatamente non ne sta impedendo l'utilizzo (ora queste ruote le sta usando con profitto il mio compagno, che tra l'altro non è nemmeno una piuma...), fattostà che su mozzi Shimano o Campagnolo classici, dove si paga un po' di peso in più, non ho mai visto niente del genere. :bua:

Una nota: le mie prime ruote da rando avevano i mozzi Chorus. Dopo un 50.000 km di onorato servizio (e tanta, tanta pioggia presa per strada) il mozzo posteriore aveva preso gioco. Il mio meccanico potè ripararlo sostituendo il cono usurato con un ricambio originale Campagnolo, anche se l'operazione non fu esattamente a buon mercato... :wacko:
 
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brucorando

Apprendista Passista
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Stevens Xenon Velvet Black in randonneuse! - Atala Olympic (1984?) in fissa - Agordina acciaio eroic
Dove volesse andare non lo so, forse c'era una grigliata apposta per lui con carne di sua scelta. Comunque quel rapporto aveva e uno dei due fratellini, Andy, mi sembra, la prima volta che fecero il Kaiser montava un 34/30.

:)))::ueh:
 

miha

Pignone
28 Settembre 2010
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Gigante
Mah, in termini assoluti non saprei. ;nonzo% La mia simpatia va maggiormente per i mozzi tradizionali a coni e sfere non per altro, ma perchè è il sistema ancora disponibile sui più diffusi mozzi che si possono pensare di utilizzare per costruire una classica ruota artigianale, ad esempio gli Ultegra, i Chorus... Questi che cito sono mozzi celeberrimi per essere delle istituzioni nel loro campo, degli autentici "muli" di affidabilità, oltre che di scorrevolezza. Di solito con questi non si sbaglia MAI. o-o

Peraltro vi sono in commercio mozzi su cuscinetti di alta qualità scorrevolissimi e ben apprezzati dagli amatori, tipo i DTSwiss tanto per citare una marca. Infatti non è sempre detto che cuscinetto = cinesata da quattro soldi. Hanno anche il vantaggio di essere leggeri, e secondo alcune scuole di pensiero i cuscinetti dovrebbero essere più impermeabili ad acqua e sporco. :cassius:

Magari si potrebbe obiettare su altri dettagli... Ad esempio, ho una coppia di ruote DTSwiss con mozzi 240 su cui il rocchetto portapignoni, fatto in lega leggera, si è dolorosamente "inciso" con gli incastri dei pignoni dopo soli pochi km di utilizzo. Forse è stata colpa mia che non ho serrato bene i pignoni, la cosa fortunatamente non ne sta impedendo l'utilizzo (ora queste ruote le sta usando con profitto il mio compagno, che tra l'altro non è nemmeno una piuma...), fattostà che su mozzi Shimano o Campagnolo classici, dove si paga un po' di peso in più, non ho mai visto niente del genere. :bua:

Una nota: le mie prime ruote da rando avevano i mozzi Chorus. Dopo un 50.000 km di onorato servizio (e tanta, tanta pioggia presa per strada) il mozzo posteriore aveva preso gioco. Il mio meccanico potè ripararlo sostituendo il cono usurato con un ricambio originale Campagnolo, anche se l'operazione non fu esattamente a buon mercato... :wacko:

Se il mio meccanico avesse metà della competenza di Micronauta e Parakito gli porterei la bici con la carta di credito nel portaborracce e farei fare a lui...purtroppo non è così ma l'alternativa qui a Carpi è un negozio tenuto da un ex-professionista che si prende 50€ solo per guardare la bici e i suoi operai sembra siano tagliatori di diamanti di Anversa...cmq dice lui che i cuscinetti sono nuovi e si devono un po' usare perchè diventino scorrevoli...anche a me a naso l'idea delle sfere piace di più ma adesso provo a girare un po' così e a fare la 600 di Castelfranco poi se i mozzi mi restano frenati proverò qualche altra soluzione...nzomma gli ho appena lasciato 215€:cry: per le due Fulcrum 5, che in sostanza sono Campagnolo quindi non proprio scarse, e vorrei evitare di rimettere mano al salvadanaio
 

Zonzolo

Apprendista Passista
19 Ottobre 2010
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Trek Madone /randomobile Specialized Roubaix
Io, che sono una schiappetta ho il 34-28 e un telaio in acciaio a doppio spessore e una serie di accessori che portano la bici senza borracce e borse a ca. 12 kg (se ricordo bene, ma non credo di sbagliare)........:rosik:, vabbene che i pro tengono ben altri ritmi, ma col 32 dove voleva andare, sú per i prati? ;nonzo% Ok, se ti arriva una cotta da chilo.....

Sullo Zoncolan Contador utilizzò una guarnitura 52-36 con un pignone 11-32. I professionisti usano molto raramente la compatta con il 50 perché in una discesa pedalabile, loro, il 53x11 lo fanno girare davvero, e quindi con un 50 avrebbero dei problemi a tenere le ruote.
Qualcuno ha montato, non ufficialmente, una guarnitura 52-34 con la quale parrebbe si riesca, con un poco di attenzione, a far salire la catena dal 34 al 52.
La scelta del 52-36 accoppiata al pignone massimo da 32 non è comunque così stramba come potrebbe sembrare.

I migliori scalatori esprimono in salita una VAM fra i 1650 e i 1850 metri /ora.
Con una VAM di 1800 metri/ora, su un tratto al 15% si sale a 12,1 km/ora (nei tratti più ripidi dello Zoncolan i primi salivano a meno di 10 km/ora...); con un 36x32 vuol dire pedalare ad una frequenza di 87 rpm (nei tratti più ripidi 72 rpm).
Mi sembrano frequenze di pedalata usuali per un professionista

Poi naturalmente ciascuno di noi è libero di utilizzare gli sviluppi metrici che ritiene, ma su una salita come lo Zoncolan noi "umani" rischiamo di fare delle SFR anche senza volerlo...
 

Zonzolo

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Trek Madone /randomobile Specialized Roubaix
Nel 2008, ho fatto la 1001 miglia con un telaio Trek oclv 110, geometria tradizionale e grande comfort, ottima posizione in sella e affidabilità estrema, non un mal di schiena e vibrazioni assorbite al massimo.
Poi, causa scollamento scatola movimento centrale, mi è stato sostituito con un Madone 6.9 ultima generazione. Ottimo telaio anche questo, ma di una rigidità esagerata. Se ti distrai un attimo, diventa quasi inguidabile e nelle lunghe distanze come comodità, devi pagare un bel dazio.
Quando dopo una rando, passo dalla De Rosa alla Trek, sento tutta la differenza e la prima uscita è abbastanza traumatica.

A me è capitata una disavventura simile alla tua, mi hanno sostituito in garanzia un telaio Madone serie 5 con uno della serie 6.
Niente da dire, alla TREK sono stati dei veri signori visto che mi hanno sostituito un telaio di gamma media con quello top, ma purtroppo il Madone serie 6 è molto rigido ed in discesa, ad esempio, occorre attenzione per portarlo al limite.
Intendiamoci bene, è un gran telaio, ma adatto per fare dell'agonismo, non delle randonnée; solo usando gomme da 25 mm gonfiate a 6-6,5 bar riesco a renderlo un poco più confortevole.
Prima o poi tornerò ad un telaio della serie 5, leggermente più pesante, ma molto più comodo.
 

labrador

Gregario
13 Settembre 2009
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Cogollo del Cengio (Vicenza)
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A me è capitata una disavventura simile alla tua, mi hanno sostituito in garanzia un telaio Madone serie 5 con uno della serie 6.
Niente da dire, alla TREK sono stati dei veri signori visto che mi hanno sostituito un telaio di gamma media con quello top, ma purtroppo il Madone serie 6 è molto rigido ed in discesa, ad esempio, occorre attenzione per portarlo al limite.
Intendiamoci bene, è un gran telaio, ma adatto per fare dell'agonismo, non delle randonnée; solo usando gomme da 25 mm gonfiate a 6-6,5 bar riesco a renderlo un poco più confortevole.
Prima o poi tornerò ad un telaio della serie 5, leggermente più pesante, ma molto più comodo.

Se il telaio lo usi per le rando, ti conviene un acciaio o un titanio. L'acciaio costa molto meno del titanio e se fatto bene è anche molto performante.
La serie 5 della Trek, purtroppo è ancora più rigida della serie 6, perchè viene usato un'altro tipo di carbonio e poi adesso le fanno esageratamente sloping. Secondo me alla Trek, ma questo in generale, hanno fatto non uno, ma tre passi indietro sulla qualità delle bici.:cry::cry::cry:
 
2 Settembre 2007
114
2
Modena
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Pegoretti, Cervèlo S1, Tommasini, Bianchi
Secondo la mia modesta opinione è MOLTO interessante... :love[1]:

si, bella.
Mi lasciano un po perplesso i freni e i pneumatici da corsa. Poco adatti al carico insomma.
Ma per Randonneurs dove, come dici tu, il peso è fondamentale, forse la Gazzetta è azzeccata
E pare costi solo 850 euro (tutto è relativo)
 

micronauta

Scalatore
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Randonneuse in titanio; Bianchi Infinito; Olmo "eroica" in costruzione
si, bella.
Mi lasciano un po perplesso i freni e i pneumatici da corsa. Poco adatti al carico insomma.
Ma per Randonneurs dove, come dici tu, il peso è fondamentale, forse la Gazzetta è azzeccata
E pare costi solo 850 euro (tutto è relativo)

Mah, il telaio è Columbus e la qualità Cinelli non si discute. Il gruppo Sora è apparentemente modesto, ma per fare le randonnèe IMHO è più che dignitoso (ma perchè non ti piacciono i freni? ;nonzo%). Magari è un attimino ridondante quel portapacchi anteriore, ma quello si può sempre togliere. Ottimi invece la sella Brooks (un classico, usatissima dai randonneur stranieri) e i parafanghi, sempre utili per i più "radicali" che non si fanno fermare dalla pioggia e spesso e volentieri intraprendono rando anche nel Nord Europa. o-o
 
2 Settembre 2007
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Mah, il telaio è Columbus e la qualità Cinelli non si discute. Il gruppo Sora è apparentemente modesto, ma per fare le randonnèe IMHO è più che dignitoso (ma perchè non ti piacciono i freni? ;nonzo%). Magari è un attimino ridondante quel portapacchi anteriore, ma quello si può sempre togliere. Ottimi invece la sella Brooks (un classico, usatissima dai randonneur stranieri) e i parafanghi, sempre utili per i più "radicali" che non si fanno fermare dalla pioggia e spesso e volentieri intraprendono rando anche nel Nord Europa. o-o
approfitto per chiederti una cosa:
ma perchè non perlate mai della mitica koga miyata randonneur in acciaio?
Forse perchè, dato il peso, è più adatta ai trekking estremi che all randonneur?
 

Zonzolo

Apprendista Passista
19 Ottobre 2010
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Trek Madone /randomobile Specialized Roubaix
La serie 5 della Trek, purtroppo è ancora più rigida della serie 6, perchè viene usato un'altro tipo di carbonio e poi adesso le fanno esageratamente sloping. Secondo me alla Trek, ma questo in generale, hanno fatto non uno, ma tre passi indietro sulla qualità delle bici.:cry::cry::cry:

Quando nel 2008 sono uscite le nuove Madone, la serie 5 utilizzava carbonio ad alto modulo mentre la serie 6 usava carbonio ad altissimo modulo, quindi con un modulo di elasticità più elevato.
Purtroppo non si riescono mai a sapere i valori meccanici dei materiali impiegati, in modo da fare dei raffronti oggettivi, ma ricordo che quando mi arrivò il nuova telaio serie 6 notai che il confort era notevolmente inferiore rispetto alla serie 5.
Se ora hai verificato che le prestazioni si sono invertite, la cosa mi incuriosisce parecchio: differenti laminazioni? sezioni interne differenti? il carbonio della serie 6 è riuscito ad unire resistenze elevate con un modulo di elasticità non più così esasperato?
Peccato si riesca a sapere così poco sulle reali caratteristiche meccaniche dei telai che compriamo, soprattutto perché non li regalano mica!

Ora sto usando per le randonnée una Specialized Roubaix e devo dire che mi trovo decisamente bene, anche se invidio i possessori di un telaio in titanio.
 

Zonzolo

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Mah, il telaio è Columbus e la qualità Cinelli non si discute. Il gruppo Sora è apparentemente modesto, ma per fare le randonnèe IMHO è più che dignitoso (ma perchè non ti piacciono i freni? ;nonzo%). Magari è un attimino ridondante quel portapacchi anteriore, ma quello si può sempre togliere. Ottimi invece la sella Brooks (un classico, usatissima dai randonneur stranieri) e i parafanghi, sempre utili per i più "radicali" che non si fanno fermare dalla pioggia e spesso e volentieri intraprendono rando anche nel Nord Europa. o-o
Peccato solo che non monti un gruppo Campagnolo.
Lo so che Campagnolo è più caro rispetto a Shimano o SRAM, però pedalare è anche una questione di emozioni, e Campagnolo rappresenta una parte considerevole della storia del ciclismo oltre che una eccellenza italiana.