Quelli del team Sky bevono la "scialappa"...?

giorgibe

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28 Settembre 2005
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Con i km di un Professionista farei il Mortirolo con una gamba legata dietro la schiena, e se anche dovessi tirare tutta una tappa per il mio capitano sarei in grado di salire senza attaccarmi a nessuno.

[/LIST]


è proprio questo il cane che si morde la coda secondo me : i km di un professionista, a quel ritmo e con quelle gare, tante e di che livello poi, trasferte, recuperi pressochè nulli ecc ecc non li fai senza usare un' integrazione super spinta, e questo nessuno me lo potrà mai togliere dalla testa, e se vuoi perfino vincere oltre alle tue doti che però ragionando per livello di categoria tutti hanno, chi più chi meno, altro che damigiana di aranciata che ti devi bere.
 
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cicloandrea

Gregario
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bdc China - TT Specialized Transition - MTB GranCanyon 29
[*]ma se non sali nemmeno a spinta, difficilmente con sistemi naturali riesci a diventare uno che in salita fa il caxxo che vuole in testa al gruppo, al Tour de France.
[/LIST]

Senza voler essere assolutamente offensivo nei tui confronti (cito il tuo messaggio solo perch' e' l'ultimo che ho letto), io credo che siano proprio queste affermazioni, che peraltro lasciano intendere cose non vere, la miglior pubblicita' per le "aziende" del doping.

Soprattutto nel mondo amatoriale c'e' sempre qualcuno pronto a credere che sia sufficiente assumere sostanze di ogni tipo per poter primeggiare in una gf o in una corsa in circuito quando invece non e' affatto vero. Certamente si puo' migliorare ma, a parte i rischi per la salute che cio' implica, non esiste una pozione magica capace di trasformare asini in puledri da corsa.

o-o
 

giorgibe

Apprendista Scalatore
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Soprattutto nel mondo amatoriale c'e' sempre qualcuno pronto a credere che sia sufficiente assumere sostanze di ogni tipo per poter primeggiare in una gf o in una corsa in circuito quando invece non e' affatto vero. Certamente si puo' migliorare ma, a parte i rischi per la salute che cio' implica, non esiste una pozione magica capace di trasformare asini in puledri da corsa.

o-o

delle cose sporche e sbagliate però in genere più se ne parla e meglio è - e non il contrario; chissà mai che si faccia piazza pulita una volta per tutte ( cosa di cui ahimè dubito alquanto ).
detto questo un asino non diventa certo un purosangue, ma le pere ti fanno sicuramente fare il salto di qualità nella tua categoria di appartenenza, sia che siano asini, muli, cavalli da tiro o da corsa, nella misura circa dagli ultimi di categoria ai primi della stessa, chi è già in testa alla sua categoria passa alla prossima e se sei già al top diventi un fuoriclasse, questi sono i termini di misura.
 
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Mardot

Velocista
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è proprio questo il cane che si morde la coda secondo me : i km di un professionista, a quel ritmo e con quelle gare, tante e di che livello poi, trasferte, recuperi pressochè nulli ecc ecc non li fai senza usare un' integrazione super spinta, e questo nessuno me lo potrà mai togliere dalla testa, e se vuoi perfino vincere oltre alle tue doti che però ragionando per livello di categoria tutti hanno, chi più chi meno, altro che damigiana di aranciata che ti devi bere.
Concordo al 100%, infatti il doping serve soprattutto per il recupero, oltre che ovviamente per la prestazione, ma soprattutto per il recupero veloce.
 

Mardot

Velocista
25 Febbraio 2008
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Senza voler essere assolutamente offensivo nei tui confronti (cito il tuo messaggio solo perch' e' l'ultimo che ho letto), io credo che siano proprio queste affermazioni, che peraltro lasciano intendere cose non vere, la miglior pubblicita' per le "aziende" del doping.
Carissimo, che lascino intendere cose non vere lo sostieni solo tu, perche' la storia del ciclismo è piena, letteralmente piena, di corridori che hanno fatto il diavolo a quattro in salita, e poi sono stati puntualmente pizzicati, puntualmente.
E il problema di chi è forte in salita non si pone per chi lo è sin da quando gareggia nelle giovanili, diverso e' chi non lo e' mai stato e poi lo diventa di botto, magari dopo i 25-30 anni.

Soprattutto nel mondo amatoriale c'e' sempre qualcuno pronto a credere che sia sufficiente assumere sostanze di ogni tipo per poter primeggiare in una gf o in una corsa in circuito quando invece non e' affatto vero. Certamente si puo' migliorare ma, a parte i rischi per la salute che cio' implica, non esiste una pozione magica capace di trasformare asini in puledri da corsa.

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Il mondo amatoriale è marcio fino all'osso, molto più del professionismo. E questo te lo dico per esperienza, non per sentito dire, ci mancherebbe.
o-o
 

Mardot

Velocista
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un asino non diventa certo un purosangue, ma le pere ti fanno sicuramente fare il salto di qualità nella tua categoria di appartenenza, sia che siano asini, muli, cavalli da tiro o da corsa, nella misura circa dagli ultimi di categoria ai primi della stessa, chi è già in testa alla sua categoria passa alla prossima e sei già al top diventi un fuoriclasse, questi sono i termini di misura.
In buona sostanza è ciò che ho sempre sostenuto anche io.
Il Doping raramente ha scombussolato la scala dei valori.

Molto più spesso ha ravvicinato i pioli di questa scala, ha fatto in modo che tutto il gruppo raggiungesse livelli tali che ora è molto più difficile scappare, è molto più difficile fare l'impresa.

Qualche volta però ci sono stati casi davvero eclatanti, perche' vedere "Buffali" salire il Mortirolo come se fossero Pantani, benché Marco ormai sia diventato il simbolo del ciclismo dopato, qualche dubbio che il doping possa davvero rendere cavalli i ronzini è venuto a tanti.

Io penso che senza doping (intendo senza doping per tutti) certi campioni, Pantani in primis, avrebbero vinto ancora di più.

Ovviamente, però, quando inizi a fare dei calendari dove prevedi di correre 11 mesi l'anno, dove devi vincere sempre, e dove devi combattere anche contro corridori che, in assenza di aiuti, nemmeno li vedresti nel tuo gruppo, allora tocca a tutti prendere l'aiutino.
 

gx2

via col vento
29 Ottobre 2008
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Gigiant
Vado in bici soltanto dal 2009. Mi sono appassionato a questo mondo fatto di impegno, tenacia, fatica, dolore e gioia quando percepisci nel tuo fisico piccoli miglioramenti.

Leggendovi, con tanta tristezza, capisco che la cultura del DOPING è radicata ed inestirpabile.

La gente comune, ahimé, ci tratterà sempre da dopati, perché noi siamo i primi a farlo !

in che senso? ;nonzo%
 

Shinkansen

Xeneize
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Colnago 50 Anniversary
ma se non sali nemmeno a spinta, difficilmente con sistemi naturali riesci a diventare uno che in salita fa il caxxo che vuole in testa al gruppo, al Tour de France.

Tu stesso sarai cresciuto nella tua carriera ciclistica, no? Magari non hai battagliato con gli amici, magari gli stavi solo in coda in salita in giri tranquilli, ma dopo un certo allenamento sarai migliorato e forse sarei stato in prima fila a tirare il gruppo. Ti sei dopato anche tu?, potrei chiederti.
La stessa cosa vale per i pro'. Il salto per passare dall'under 23 alla categoria maggiore è lunghissimo e molti rimbalzano, perché un conto è fare 150 chilometri a 40 orari un conto è farne 200 o 250. Ci sono stati fior di U23 che nella categoria maggiore non vincevano più e han dovuto smettere perché il fisico non reggeva allo sforzo.

Qui si dimentica che Froome l'anno scorso poteva vincere la Vuelta ed è arrivato secondo. Non è comparso da un giorno all'altro.
 

Mardot

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Tu stesso sarai cresciuto nella tua carriera ciclistica, no? Magari non hai battagliato con gli amici, magari gli stavi solo in coda in salita in giri tranquilli, ma dopo un certo allenamento sarai migliorato e forse sarei stato in prima fila a tirare il gruppo. Ti sei dopato anche tu?, potrei chiederti.
La stessa cosa vale per i pro'. Il salto per passare dall'under 23 alla categoria maggiore è lunghissimo e molti rimbalzano, perché un conto è fare 150 chilometri a 40 orari un conto è farne 200 o 250. Ci sono stati fior di U23 che nella categoria maggiore non vincevano più e han dovuto smettere perché il fisico non reggeva allo sforzo.

Qui si dimentica che Froome l'anno scorso poteva vincere la Vuelta ed è arrivato secondo. Non è comparso da un giorno all'altro.

Chi corre su strada si allena, sin dal primo giorno, facendosi un mazzo tanto. Ed è capitato anche a me, perché ho gareggiato per più di dieci anni.

Se a 14-16 anni inizi ad allenarti, facendoti un qlo così, dopo un po' di anni sei perfettamente in grado di capire quali possano essere i benefici di un allenamento serio. Sei perfettamente in grado di capire quali sono i tuoi terreni prediletti, e sei altrettanto perfettamente in grado di capire dove hai margini di miglioramento e dove non ne hai. Specialmente se ti segue una squadra buona, come ormai lo sono tutte quelle professionistiche.

Detto questo, rimane intatto il concetto di fondo che sostengo, e cioe' che se in salita a 20 anni sei peggio degli altri tuoi rivali di gara (non parlo degli amici con cui fai il giretto la domenica), è ben difficile che con semplice dedizione, allenamento, programmazione, ti ritrovi a 25-30 anni ad essere il n.1 in salita al Tour de France.

E la Vuelta ha rischiato di vincerla l'anno scorso, non dieci anni fa.
 

Shinkansen

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Sì, ma quante volte si è attaccato? Solo quella volta sul Mortirolo oppure ogni volta che c'era una salita? Potrebbe essere stata l'eccezione quella volta. Quello che intendo è che: non è che se uno ha avuto un momento di debolezza solo quella volta, ogni volta che va bene dobbiamo rivangare la storia del Mortirolo. Mortirolo, poi, mica il Pordoi da Arabba!
 

Mardot

Velocista
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Sì, ma quante volte si è attaccato? Solo quella volta sul Mortirolo oppure ogni volta che c'era una salita? Potrebbe essere stata l'eccezione quella volta. Quello che intendo è che: non è che se uno ha avuto un momento di debolezza solo quella volta, ogni volta che va bene dobbiamo rivangare la storia del Mortirolo. Mortirolo, poi, mica il Pordoi da Arabba!
Sì ma quello è solo un episodio emblematico, ovviamente non può fare solo testo quello.
In generale, è sempre andato forte in salita?
Tipo ad esempio Pantani, era una sega da giovane in salita?
 

cicloandrea

Gregario
13 Febbraio 2009
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Carissimo, che lascino intendere cose non vere lo sostieni solo tu, perche' la storia del ciclismo è piena, letteralmente piena, di corridori che hanno fatto il diavolo a quattro in salita, e poi sono stati puntualmente pizzicati, puntualmente.
E il problema di chi è forte in salita non si pone per chi lo è sin da quando gareggia nelle giovanili, diverso e' chi non lo e' mai stato e poi lo diventa di botto, magari dopo i 25-30 anni


Si, hai ragione, e' certamente cosi'...
 

drpiega

Apprendista Passista
5 Novembre 2009
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milano
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Quoto. o-oFrum ha 27 anni...e cosa ha vinto??? Chi lo conosceva prima del Tour di quest'anno, che potrebbe vincere tranquillamente, almeno fin ora??? Il secondo posto alla Vuelta e' stato 10 mesi fa...e prima ha vinto corse di terzo piano, se non erro, ed in piu' nel Far East.
Chi corre su strada si allena, sin dal primo giorno, facendosi un mazzo tanto. Ed è capitato anche a me, perché ho gareggiato per più di dieci anni.

Se a 14-16 anni inizi ad allenarti, facendoti un qlo così, dopo un po' di anni sei perfettamente in grado di capire quali possano essere i benefici di un allenamento serio. Sei perfettamente in grado di capire quali sono i tuoi terreni prediletti, e sei altrettanto perfettamente in grado di capire dove hai margini di miglioramento e dove non ne hai. Specialmente se ti segue una squadra buona, come ormai lo sono tutte quelle professionistiche.

Detto questo, rimane intatto il concetto di fondo che sostengo, e cioe' che se in salita a 20 anni sei peggio degli altri tuoi rivali di gara (non parlo degli amici con cui fai il giretto la domenica), è ben difficile che con semplice dedizione, allenamento, programmazione, ti ritrovi a 25-30 anni ad essere il n.1 in salita al Tour de France.

E la Vuelta ha rischiato di vincerla l'anno scorso, non dieci anni fa.
 

Mardot

Velocista
25 Febbraio 2008
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Mia
Si, hai ragione, e' certamente cosi'...

LOL!

Guarda qui...
Che fisico da cronoman!
Che gambe potenti!
Che muscoli!

wiggins.jpg
 

m-dis

Apprendista Scalatore
3 Aprile 2008
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Osimo
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tarmac
Sì, ma quante volte si è attaccato? Solo quella volta sul Mortirolo oppure ogni volta che c'era una salita? Potrebbe essere stata l'eccezione quella volta. Quello che intendo è che: non è che se uno ha avuto un momento di debolezza solo quella volta, ogni volta che va bene dobbiamo rivangare la storia del Mortirolo. Mortirolo, poi, mica il Pordoi da Arabba!


ha detto lui che si era già ritirato x altri problemi ed aveva accettato il passaggio di una moto solo x raggiungere il suo massaggiatore sulla vetta ...così la racconta
 

Mardot

Velocista
25 Febbraio 2008
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ha detto lui che si era già ritirato x altri problemi ed aveva accettato il passaggio di una moto solo x raggiungere il suo massaggiatore sulla vetta ...così la racconta
Se non ho capito male, proprio ora in diretta Cassani ha parlato di un passaggio offerto da una moto della Polizia. Direi che ognuno racconta la sua...