3d, secondo me, di piacevole lettura e di positivo scambio di opinioni...
in queste frasi hinault (che condivido in toto) ha pienamente centrato e sintetizzato il fulcro della questione: cultura-kilometraggio-esasperazione
questi tre elementi li trovo perfettamente calati per i miei gusti di pedalatore in poche manifestazioni:
- l'eroica
- nove colli
- maratona delle dolomiti
- giro a tappe delle dolomiti
CULTURA
e dire che l'italia è piena di bellezze naturalistiche e paesaggistiche; quale migliore mezzo potrebbe essere se non la bicicletta per conoscerle, gustarle e valorizzarle? (da questo punto di vista, un ottimo organizzatore che stimo molto, l'amico giancarlo brocci, ha inventato l'eroica che con gli anni è diventato un evento letteralmente mondiale sia per partecipanti che per articoli su riviste sportive a livello internazionale. inoltre sempre lui, in una regione molto corsaiola come la toscana, creò per primo il chianti classic come cicloturistico e non più agonistico... sembrava fosse un lottare contro i mulini a vento ma il seme gettato ha dato i suoi frutti perchè ora la toscana ha altre bellissine granfondo sempre cicloturistiche, fra tutte il giro di toscana di bicisport ed il giro del mugello)
KILOMETRAGGIO
in effetti se devo (personalmente) fare pernotti, spostamenti, affrontare spese non indifferenti per partecipare ad una manifestazione lontano da casa di 90-100 km ...percorrendola per di più in solitaria o quasi dopo 10 km dalla partenza... bhè, piuttosto, mi organizzo una weekend con amici e si và a fare un anno il nivolet, un anno il blockhaus, un anno il montegrappa... (ed è ciò che mi sta succedendo: ho esculso dal "mio" calendario le granfondo e mi dedico a queste vacanzine in compagnia)
ESASPERAZIONE
l'agonismo è bello. non sono ipocrita, se avessi le qualità "menerei" pure io! anche tra i pedalatori con cui solitamente esco ogni tanto ci tiriamo nel collo. trovo negativa la sua esasperazione, ovvero che ci si abbandoni per strada nel caso di uscita tra amici se uno si stacca... traslato questo concetto nel mondo granfondistico è esaperazione che si vedano atteggiamenti e comportamenti arroganti o maleducati (quando poi non si travalica nelle irregolarità che tutti sappiamo)... trovo "esasperazione" pure le tante troppe scorte al seguito... trovo esasperazione pure il dialogo tra me ed il compagno di squadra tornato da una granfondo (domanda: com'è andata? risposta: ho perso 3 minuti perchè ho forato ...ma caxxo... non poteva rispondermi anche con: posti bellissimi, il prossimo anno andiamo assieme... il sabato ho mangiato divinamente in una trattoria locale... ho pedalato assieme ad un tizio che neppure sò il nome ma ci siamo dati appuntamento alla gf del prossimo mese)
la bici è innanzi tutto per me piacere di praticare un bellissimo sport ed amicizia. grazie alla bici ho conosciuto persone che sono poi divenuti carissimi amici. grazie alle granfondo (vecchio "stile") ho visto posti che forse non avrei mai visitato. ora però le granfondo da un paio d'anni non le frequento più (escluse quelle menzionate all'inizio del mio post). per indole mia, che cerco cose accattivanti e nuove, ho trovato bellissimo (ma non sarebbe stato una sorpresa) il fascino del giro delle fiandre... lassù sì che è la vera essenza della Cultura del ciclismo e della pratica della bici... tutti sulla ciclabile e guai a chi sgarra!!! sul grammont la folla che incita che ti sembra di essere tommeke!!! il prossimo anno, finanze permettendo, vado alla scoperta "l'ardechoise" in francia... manifestazione da 10 percorsi, dagli 80 ai 600 km... 15000 partecipanti e oltre... ogni paese che si attraversa ti fanno festa...
cultura-kilometraggio-esasperazione ... la ruota gira ma torna sempre lì !