Caro diario,
da sempre ho la passione per le due
ruote, ma fino a qualche anno fa erano solo le moto a catalizzare la mia attenzione. La moto è sempre stata la mia malattia e da quando vado in bicicletta ne ho sentite parecchie da parte dei miei amici centauri, sfottò di ogni genere nel vano tentativo di ridicolizzare le mie epiche sudate in sella alla bici sulle stradine che faccio anche in moto e che, devo ammetterlo, prima di pedalarci su mi sembravano molto più corte! Nonostante ciò, non me n'è mai fregato niente: non mi sono mai piaciute queste strane convenzioni "cameratesche", il fatto che se hai una moto odi gli scooteroni e viceversa, se hai una Ducati odi le moto giapponesi e se hai una Bmw odi qualunque altra cosa su due ruote... Più di tutte, non ho mai condiviso la stramba avversione di certi motociclisti verso i ciclisti e viceversa. Che senso ha? A parte il numero di ruote, sono universi poco compatibili a mio avviso.
Ieri sera esco a godermi un pò il sabato con gli amici, e trovo un mio amico motociclista che mi ricorda dell'uscita in gruppo di domenica pomeriggio. Era davanti al bar con i suoi amici, uno dei quali stava raccontando loro un aneddoto su come si sia divertito a scapito di 4 polli (esatto, POLLI: già lì mi sono un attimo alterato) di ciclisti trovati sulla strada - premetto che con questo soggetto non siamo amici, lui non è del mio paese e nemmeno sa che vado in bici, mi conosce solo per via del motoclub. Uscendo da una curva in terza, a circa 130-140km/h (moto supersportiva in mano a esibizionista = pericolo!), ha visto sul lungo rettilineo in falso piano che gli si apriva davanti i suddetti polli e ha pensato bene di buttar giù le marce e aprire fino a passarli a oltre 200km/h, "facendogli il pelo" - in gergo da smanettoni passare a una velocità assurda a pochi cm dall'altro. Risultato: 3 dei 4 ciclisti che procedevano in fila indiana sono caduti perchè il primo si è girato per guardare l'idiota arrivare: con lo spostamento d'aria, complice il fatto che procedeva guardando indietro, è andato con la ruota anteriore sulla banchina e ha perso il controllo della bici facendo cadere i due che seguivano a ruota. Il quarto era staccato e ha fatto in tempo a frenare.
L'imbecille in moto crede che siano caduti tutti e 4, da quello che ha visto sullo specchietto (perchè ovviamente ha visto ma non si è fermato): come faccio a sapere che sono caduti solo in 3? Beh, avrete già capito che il quarto sono io.
Per fortuna niente danni alle bici ma soprattutto niente di rotto tra noi, solo qualche graffietto oltre alle divise sporche.
Sul momento ho preferito lasciar perdere, era un pò troppo alticcio per discutere seriamente, ma non ho la minima intenzione di stare a sentire i miei amici che mi dicevano di non dir niente, di fare il superiore. Sono incazzato nero, prima di tutto perchè ho rischiato di farmi male (dopo 3 mesi di stop per infortunio...) e anche perchè tra motociclisti parliamo sempre di evitare pirlate del genere, di andare a fare i matti in pista e non su strada ma poi, puntualmente, c'è chi se ne frega, mette a rischio se stesso e gli altri e se ne vanta come se avesse fatto chissà quale prodezza.
Stavolta noi siamo stati fortunati a non farci male, magari la prossima volta che l'idiota ci riprova qualcuno potrebbe essere meno fortunato (compreso il motociclista!!).
Lo dico spesso e lo ripeto sempre più convinto: prima di vendere una moto (specie una supersportiva attuale, roba da quasi 200CV per 160-170kg d peso, non so se mi spiego...) ci vorrebbe una perizia psichiatrica, altrimenti si mette in mano ad un pazzo una vera arma!