Il mio ciclismo: quanti ricordi...

(Ale74)

Maglia Amarillo
17 Agosto 2010
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sì -il carbonio è tornato ed è pure andato... ora rimetto in pista l'alluminio....
Ero al primo anno da dilettante.
Avevo preso la patente da 6 o 7 mesi.
Era mercoledì sera, il giorno dopo (giovedì) c'era l'allenamento lungo (150 km) in preparazione per la gara della domenica.
I miei mi dicono che non c'è macchina disponibile :cry: per andare a Povegliano (provincia di Verona) a trovarmi coi compagni.
Mi dico "e che vuoi che sia.....ci vado in bici, faccio un 50-60 chilometri in compagni a poi torno indietro...che vuoi che sia....."
Appuntamento il giovedì alle 8 di mattina a casa del DS.
"che vuoi che sia, parto alle 6, 6 e un quarto massimo in un paio d'ore massimo son là...."
Mi alzo alle 5, o 5 e un quarto :wacko: giusto il tempo di capire chi sono e dove devo andare, mi preparo e parto.
Esco, ma alle 6 di mattina era freschetto, anche per essere agosto.
Torno indietro e mi infilo la canotta e i manicotti.
riparto e dopo un'oretta mi viene da pensare che forse sono in ritardo (siamo inizio anni 90, non c'era il cellulare) e inizio a menare di brutto, una cronometro.
Arrivo poco prima delle 8 e il DS mi dice "Cosa fai qua?" e io gli dico "bhe avevamo appuntamento qua per le 8 per il lungo":shock: e lui "ah no, siccome corriamo sabato e domenica, oggi facciamo solo un centinaio di chilometri e gli altri arrivano verso le 9".:angrymod:
Lo guardo e gli dico "torno indietro...sono già oltre i 100.....":tie:
Alla fine sono restato e ho aspettato gli altri (anche loro venuti in bici).
Iniziamo ad allenarci e io mi sono sciroppato i 50 - 60 chilometri in compagnia.
Finito l'allenamento di gruppo, saluto, prendo le consegne per sabato e riparto per tornare a casa.:cry
Mi dico "per venire qua ho fatto la 434 ma non mi va di farla anche al ritorno, vado per Isola della Scala, tanto ormai......:cassius:" e mi metto in viaggio.
Sono sulla via del ritorno e vedo in lontanaza un ciclista che mi viene incontro, mi par di conoscerlo.....Lo incrocio e vedo che è un mio vecchio amico con il quale non ci si vedeva da un paio d'anni. Volto la bici pensando "ci faccio 4 chiacchiere giusto per salutarlo, una decina di chilometri e poi mi giro e torno indietro....tanto ormai...20 chiloetri in più cosa vuoi che siano.....:wacko:".
Parlando mi dice "da dove vieni?" e io " da Custozza" e lui "ach...è una vita che non ci vado, dai accompagnami" e io "e che vuoi che sia....però prima mi tolgo la canotta che inizio ad avere caldo"
In pratica sono tornato indietro di una ventina di chilometri e oltre, arrivato poco sotto lo strappetto ho iniziato a sentire che le gambe si ribellavano e gli ho detto "se vuoi possiamo anche tornare assieme ma io lo strappo (600 metri) non lo faccio manco col motorino. Ti apsetto sotto.:scassat:"
Lui si fa lo strappo e io mi sono seduto lungo strada.
Poi ci siamo messi in viaggio per il ritorno.
Ma ormai ero un cadavere ed avevo esaurito ogni possibile fonte di energia, lo guardo e gli dico "basta, io chiamo casa e mi faccio venire a prendere" e lui "ma no dai, ti tiro io".
E, in effetti, mi ha trainato per 5 o 6 chilometri ma io sembravo un pistard che fa il surplace, gli dico "siamo realisti, se andiamo avanti così arrivo a casa sabato mattina, alla prima cabina chiamo casa e mi faccio venire a prendere, mi metto in 434 e vado avanti piano piano".
Ci siamo salutati e così è stato.
Ho chiamato casa e mi sono venuti a prendere.
Sicocme, però, ero un bel testa di caxxo, ho continuato a pedalare fino a quando non ho incrociato mio fratello (in verità fino a quando non mi è arrivato dietro) in 434 a 20 chilometri da casa ormai.
Alla fine da 100 chilometri ne ho fatti 243 circa.
Il tutto va contestualizzato.....Una sola borraccia di acqua (non avevo ancora il doppio portaborracce) e cibo per sopravvivere fino al rientro a casa previsto per le 13 max (sono rientrato alle 5 di sera su per giù)
La borraccia l'ho riempita 2 o 3 volte, ma poi son pure finite le fontane.
In saccoccia la carta d'identità e la sche telefonica da 5.000 lire e, ovviamente, neanche un centesimo bucato.
Arrivato a casa mi sono pure preso le parole perchè mia mamma era preoccupata.....ho mangiato a fatica un panino e sono andato a dormire, mi sono svegliato il giorno dopo alle sette pronto (si fa per dire) per andare a fare la sgambata di rifinitura.....
Che avventura.....
 

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Scapin Dyapason
Sempre metà anni '90, sempre gara in MTB. Questa volta si trattava della Lessinia Bike (credo si chiamasse così), un giro unico tra i Monti Lessini, con partenza e arrivo poco sotto il Passo Fittanze. A causa dei numerosi partecipanti avevano scaglionato le partenze in varie categorie, distanziate di 10 minuti.
Prima i big, poi le donne e gli juniores, poi i master 1-2, poi i M 3-4.
Io mi trovavo in prima fila di quest'ultimo gruppone. La partenza era su un enorme prato in leggera salita, reso piuttosto viscido dall'umidità mattutina.
Non so cosa mi fosse preso quella mattina: contrariamente al mio spirito di agonista-remissivo, al via sono partito a tutta, probabilmente stimolato dal fatto di essere in prima fila. Ora, il caso ha voluto che la mia traiettoria per uscire dal prato fosse su un tratto asciutto, a differenza delle fila a fianco a me, che hanno avuto non poche difficoltà di grip. Sono uscito dal prato per primo :azz e mi sono immesso sulla strada asfaltata fra il tifo degli spettatori. Galvanizzato, ho proseguito a tutta. Fino al passo era ca 1 km di strada asfaltata, che prima di scollinare faceva un'ampia curva a destra e voltando la testa dava ampia visione di cosa succedeva alle proprie spalle.
Io ero il primo, davanti a me nessuno e dietro una mandria di ciclisti.
Fu fantastico. Provavo quello che i forti provano in ogni gara, anche se in realtà c'erano tre grupponi davanti a me. Allo scollinamento ho colto gli applausi degli spettatori per primo. Beh, devo dire che mi sono emozionato. Sará forse per questa emozione, che subito dopo alla mia sinistra si è aperta un vera e propria "corsia di sorpasso"?? Boh, ma fa lo stesso. Alla fine, mi sono piazzato a metá classifica -come al solito-
Ma stavolta ero più che soddisfatto
 
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Scapin Dyapason
Ve lo ricordate Vomitino, uno dei primi personaggi di Aldo,Giovanni e Giacomo?
Beh, quel soprannome me lo hanno appioppato anche a me, in un certo periodo. E devo dire che avevano pure ragione.
È capitato più di una volta che per lo sforzo eccessivo, mi dovessi fermare a vomitare. In particolare ricordo la tappa del Giro delle Dolomiti con la cronoscalata dello Stelvio. Partito insieme a tre compagni di squadra a circa metá salita, decido che potevo andare di più. Cambio ritmo e stacco inesorabilmente i miei due amici (con i quali, lo avrete capito, c'era la sfida). Ma l'arrivo era ancora lontano. Ad un tornante mi volto e mi pare di vedere in lontananza Edo, piccolo piccolo...ma era lui. Non potevo mollare proprio ora. Avrei dovuto salvaguardarmi e ridurre il ritmo, e invece l'ho mantenuto e forse aumentato. Altro tornante, e Edo si era avvicinato. Sono sempre più "fuori-giri",. Altro tornante è Edo è ancora più vicino, tanto che ho la conferma che è proprio lui! Al prossimo tornante lo vedo pedalare sicuramente meglio di me, ma non molla il "vecchio leone" (io) ...che fa rima con cogl... (sempre io). Ultimo tornante dello Stelvio e Edo è a poche decine di metri da me.
NON ESISTE CHE MI SUPERI. Butto giù due rapporti e faccio uno sprintone. Edo è battuto di 2". Appena passato il traguardo faccio appena in tempo a cercare un angolino un po' appartato per "tirar su dallo stomaco cosa che voi umani non potete neppure immaginare".
Da allora, e per un po' di tempo fui "Vomitino"
 

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mabon12

Apprendista Cronoman
7 Aprile 2008
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Non sono mai abbastanza!
NON ESISTE CHE MI SUPERI. Butto giù due rapporti e faccio uno sprintone. Edo è battuto di 2". Appena passato il traguardo faccio appena in tempo a cercare un angolino un po' appartato per "tirar su dallo stomaco cosa che voi umani non potete neppure immaginare".

E tu saresti un "agonista remissivo"??? :rosik:
Valà, valà... ;-)
 

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Scapin Dyapason
Nel 1994 Roby ed io avevamo conosciuto dei Mtbikers di Vittorio Veneto, che ci avevano proposto di partecipare ad una gara di MTB, che si sarebbe tenuta proprio a Vittorio Veneto, qualche mese dopo. Stufi di prendere sonore batoste dai forti bikers locali, avevamo deciso di partecipare, confidando sullo spirito meno esasperato di molti partecipanti veneti.
Così, la domenica della gara partimmo alle 4,30 di mattina, alla volta della bella località veneta.
ll tragitto più corto prevedeva il passo Costalunga, il Passo San Pellegrino e e poi giù, Falcade, Agordo Belluno e finalmente Vittorio Veneto.
Vedere albeggiare dietro le Dolomiti, lungo strade senza traffico ...Non ha prezzo!!
Arrivammo a Vittorio Veneto in buon anticipo. Il tempo di un caffettino e due chiacchiere con i nostri amici veneti, che era già tempo di prepararci alla partenza. La piazza era piena di partecipanti, dieci....venti volte quelli delle nostre garette altoatesine. Ma la differenza la faceva il pubblico. Saranno anche stati amici, parenti, nonni, zii e fidanzate, ma erano veramente tanti.
PRONTI.........VIA! Il percorso era tutto un su e giù per colline vitivinicole, e in breve tempo la fatica si fece sentire. Non avevo dubbi!
Terminai la gara come al solito, a metà classifica, e andava bene così (avevo fregato Roby...hi hi hi). L'ottima organizzazione aveva previsto le doccie in una palestra vicina. Una doccia caldina dopo la faticata era veramente un toccasana. Freschi e profumati...anzi, solo profumati, perché di freschezza non si poteva parlare, ci recammo in piazza per la kermesse della premiazione. C'era un palco enorme, tipo quello dove suonano le bande musicali. La piazza era stracolma di gente, un migliaio di persone, direi, tra atleti, spettatori, gente di passaggio, anziani con il cane.... Iniziarono, ovviamente con il vincitore assoluto, che era un "nome famoso" a livello italiano (Purtroppo non mi ricordo più chi fosse...forse Paccagnella); poi le donne, poi via via le varie categorie.
Ad un certo punto lo speaker, che era uno del mestiere con una ottima dialettica, disse:"Ora vorrei invitare sul palco il Gruppo di Bolzano!" Roby ed io allungammo il collo per vedere chi fossero questi bolzanini, cavoli, pensavamo di essere gli unici!
-"Il Gruppo di Bolzano, prego sul palco!"
I nostri amici di Vittorio Veneto sghignazzando ci dissero:
-"Beh, che aspettate, vi stanno chiamando!"
-"Veramente stanno chiamando un gruppo. Noi siamo solo in due!" e lui
-"Dai dai, andate, che siete voi quelli che stanno chiamando!"
E in effetti non si vedeva nessun'altro muoversi. Così, un po' impacciati e facendoci largo fra la folla, ci avvicinammo al palco e salimmo.
Lo speaker ci accolse con:"Eccoli! fate un caloroso applauso a questi due appassionati che sono partiti all'alba da Bolzano per essere qui con noiiiii"!! Ovviamente il pubblico eseguì. Il brivido che mi corse giù per schiena, tamponò la timidezza. Ci regalarono un cesto enorme a testa, con vino, dolciumi, formaggi e una coppa....ma non una coppa di quelle destinate a prendere polvere su uno scaffale, ma un coppa di suino!
Avremmo saputo dopo che i nostri due amici facevano parte della societá organizzatrice e avevano proposto loro questa premiazione ad hoc. Furono un paio di minuti di notorietà, che in genere preferisco evitare, ma in quell'occasione mi fecero veramente tanto piacere.
Grazie amici Veneti!

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P.S. se penso che al giorno d'oggi alzarsi all'alba per partecipare ad una gara, è normale amministrazione.....
A quell'epoca NON era proprio così.
 
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Scapin Dyapason
Il mio ciclismo attuale consiste soprattutto nel percorrere stradine di montagna, che conducono a singoli masi. Grazie alla politica provinciale, che per evitare lo spopolamento e la "fuga" dalle montagne dei giovani , ha elargito contributi per l'asfaltatura di strade private, e ha dato la possibilità di gestire nel proprio maso un "Buschenschank", cioè un punto di ristoro con prodotti fatti in casa. Tra cui lo strudel, di cui sono ghiotto (...penso si sia capito).
Il mio "ispiratore" è il sito di Meranobike, che descrive molto bene questo tipo di salite nei dintorni di Merano. Per me sono L'ideale, perchè abitando una 30 di km da Merano, mi permettono un riscaldamento in pianura per poi affrontare queste salite, spesso veramente molto dure.
Qualche anno fa decisi di fare la più dura, la tremenda "Schnatz" (http://www.meranobike.it/htmlit/bdc_41.htm). Era da qualche anno che l'avevo nel "mirino", ma ho sempre rinviato per il timore di non farcela.#
Ma quella volta mi son detto:"se aspetti la forma giusta, non ci andrai mai".
Quindi, un sabato mattina ho preparato le mie cosette e son partito in direzione Naturno, località della Val Venosta, da cui parte la salita.
Tralascio la fatica che ho fatto (tanta, ma non ho mai messo il piede a terra:mrgreen:). Dalla cartina si intuiva che il Maso Schnatz era uno di quei "punti di ristoro" di cui accennavo prima. E tra sudore, santi, madonne, demoni...mi pregustavo il "mio" Strudel.
"Se dietro quella curva non appare finalmente il maso, giro la bici". Di curve così ce ne furono molte:cry:.
Poi il miraggio si concretizzò: ecco il maso Schnatz!...ma non c'é traccia di tavolini, ne di punto di ristoro. Anzi non c'é un cane. Per la veritá un cane c'era, ma legato alla catena (poverino) e piuttosto incaxxato con questo intruso ciclista. Mi avvicino e il cane smette di abbaiare e inizia a scodinzolare. Allora mi avvicino e gli faccio qualche carezza.
Una voce dietro di me dice:"Abbaia, ma è buono" una anziana contadina era uscita di casa e mi aveva visto. Ne approffitto per chiedere se il "Buschenschank" fosse aperto. Mi disse qualcosa, ma non avevo capito se era chiuso per sempre, o solo stagionalmente. Comunque una cosa era chiara: niente strudel! Decisi però di dire alla signora:"Che peccato, e pensare che sono salito fin qui per mangiare un buon Strudel"
Lei risponde:"Oschpele, (trad. accidenti) mi dispiace, lo strudel non ce l'ho. Ma venga dentro che qualcosa rimediamo." Mi fa accomodare nella loro stube privata (ero un po' imbarazzato) e mi chiede se gradisco un Kaiserschmarren (una specie di omelette con marmellata di mirtilli rossi fatta al momento - vedi foto). Come dire di no? Nell'attesa si accomoda vicino a me il nonno e due bambini di ca. 7/8 anni. Il genitori non ci sono, probabilmete sono a lavorare i campi. Il nonno è di poche parole, ma mi chiede se è dura venire su in bici. "Durissima" rispondo io e penso a questa famiglia, che vive in questo maso rinnovato, con una vista incantevole, ma molto isolato. Come faranno d'inverno con la neve? lo chiedo al nonno e mi risponde che attaccano la benna per la neve al trattore e si puliscono la strada da soli. La nonna mi porta il Kaiserschmorren e una birra grande (che non avevo osato chiedere, ma mi avranno letto nel pensiero).
Lo divoro, osservato dai pargoli. "eh, ragazzini, non avevate mai visto un squalo-tigre all'opera eh?" pensai.
Il nonno vuole a tutti costi farmi assaggiare le grappa di sua produzione.
Sono un ciclista, non è il caso. Peró ci mettono poco a convincermi.
La tracanno come fanno i cow-boy nei film. Miiiiiii, mi brucia tutto: esofago, gola tuttooo. Ma che è? nitroglicerina? Fingo che mi sia piaciuta e in men che non si dica il nonno mi riempie nuovamente il bicchiere.
Bon, grazie, ma due giri sono sufficienti. È ora di ripartire. Chiedo di pagare. "No, no, siamo chiusi come Buschenschank. Oggi era nostro ospite" Insisto, ma non c'è verso. Quasi commosso, saluto e scendo la ripida strada. Il birrone e le due grappette mi consentono di fare le curve in maniera perfetta. 'Azz se è ripida, appena mollo un attimo i freni la velocità diventa pericolosa.
A casa ripenserò a questa bella esperienza e decisi che quello era il "mio ciclismo"
 

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kar38

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si grazie
come sempre bello leggere i tuoi racconti però sembravo l'alieno di "avanti un altro" nel cercare di leggere le parole in tedesco

non è che mi scriveresti come si pronunciano? o-o
 

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Scapin Dyapason
come sempre bello leggere i tuoi racconti però sembravo l'alieno di "avanti un altro" nel cercare di leggere le parole in tedesco

non è che mi scriveresti come si pronunciano? o-o
Allora:
Buschenschank si pronuncia buscensc(h)ank
Kaiserschmarren=kaisersc(h)morn
Oschpele= come si legge ...la "sch" in tedesco si pronuncia come "sci"o-o
 

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Scapin Dyapason
Negli anni '80, inizi '90, avevo un negozio di moto, che poi è diventato anche di bici (più per interesse personale e per acquistare merce a prezzi di rivenditore).
Per il Natale del 1991 avevo pensato di fare delle cartoline di Auguri da mandare a clienti e fornitori, ma le volevo un po' originali. L'idea era quella di caricare la MTB in macchina, recarsi in montagna dove c'era tanta neve, indossare il vestito da Babbo Natale e scattare delle foto da utilizzare per le cartoline.
Il mio amico/cliente Renzo si offrì come modello. Partimmo in direzione Val d'Ega. La neve era poca. Solo in prossimità del Passo Lavazé trovammo un capitello votivo con tanta neve sopra e gli alberi intorno carichi di neve. Eravamo a quota 1.600 m, circa.
La "location" era ideale. erano le 4 del pomeriggio e c'era una luce perfetta, ma faceva un freddo "becco" (non avevo il termometro, ma era abbondantemente sotto lo zero.
Renzo indossò il giaccone rosso bordato di bianco, e una maschera in gomma, da perfetto Babbo Natale.
Scattai qualche foto. Poi mi venne un'idea: togliemmo la ruota anteriore e lui finse di gonfiarla con una pompa. Nella cartolina il risultato sarebbe stato un Babbo Natale alle prese con una foratura e una scritta:"Quest'anno arriveró un po' in ritardo....Auguri". Scattai anche questa foto.
Poi, mentre Renzo rimontava la ruota, improvvisai lo scherzo: salii in auto e partii, lasciandolo lì. Guardai nello specchietto retrovisore e lo vidi guardare un po' stupito, ma non troppo preoccupato; immaginava si trattava di uno scherzo. Percorsi qualche centinaio di metri e poi svoltai a destra per una strada forestale che sapevo essere aperta. Dopo un po' c'era una radura dalla quale si riusciva a vedere dall'alto il punto dove avevamo scattato le foto. Lasciai l'auto nascosta tra gli alberi e percorsi i pochi metri a piedi. E nascosto anch'io tra gli alberi guardai giù. Eccolo, Renzo, fermo. La distanza non mi permetteva di capire bene cosa facesse: ah, sta guardando l'orologio! L'orologiooooo??!! Cristo, mi aveva detto che alle 17.00 doveva essere assolutamente a Bolzano per un impegno. Me ne ero scordato! Rimontai in auto e tornai. Tra l'altro all'epoca non c'erano i cellulari per avvertire.
Arrivai al posto, ma dov'è finito Renzo? E la bici? Dalle tracce sulla neve intuii che era partito in discesa.
Cavolo, ma non era abbigliato in modo adeguato. Beh, decisi di inseguirlo. I pneumatici da neve mi garantivano una certa sicurezza, quindi scesi piuttosto velocemente. Ormai era il crepuscolo. Ma di Renzo nessuna traccia. E se invece di scendere verso Bolzano, fosse venuto a cercarmi e io non l'avessi visto? Raggiunsi la località di Novale e vidi un contadino che tagliava legna vicino alla strada. Mi fermai e gli chiesi se aveva visto uno scendere in bicicletta. Mi aspettai una risposta del tipo:"Sì, come no! a Dicembre, con un temperatura di -10°. Certe domande falle a tuo nonno"
Invece disse:"Chi? Uno in bici vestito da Babbo Natale? Sí è passato pochi minuti fa! Ce ne di gente strana, eh?"
Salutai e mi misi all'inseguimento. Finalmente lo vidi in fondo al rettilineo. Quando quasi lo avevo raggiunto, stava scendendo a circa 60 km/h, senza guanti, con dei pantaloni da tuta da ginnastica rossi (eh, per fare Babbo Natale) svolazzanti, la giaccona rossa con i bordi bianchi e la maschera in gomma in faccia. Stavo per superarlo, quando lui accosta a destra e si ferma presso un Albergo/bar (in località Stenk). Scendo dall'auto, pronto per essere preso a pompate in testa, e invece Renzo, si toglie la maschera e serafico mi fa:"Sapevo che stavi facendo uno scherzo, ma io avevo poco tempo. E visto che non tornavi sono partito. Mi sono messo la maschera così mi proteggeva dal freddo. Ma adesso non sento più le mani e i piedi dal freddo, e mi prendo un thè. Ne vuoi uno anche tu?"
Mi sono sentito un mona. ......Ovviamente il thé l'ha pagato Renzo:mrgreen:
 
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si grazie
ahahahhahahahhahahahhahahahahhahahahahahahhahahahahahhahahahahhahahahahahhahah


mi sto immaginando il contadino che vede uno vestito da babbonatale che scende in bici con -10° gradi e tu che vai a chiederglielo

semmai verrò a bolzano ti offro qualcosa di quello che nomini sempre nei tuoi racconti sempre che riesco ad ordinare!!!