Questione di gusti. Personalmente simili occasioni di "caccia alla volpe" me le vado apposta a cercare, anche quando è alto il rischio che alla fine vinca la Volpe.
Cerco di spiegarne il perchè.
Sono convinto che attraverso la sfida - vissuta come "gioco" - in cui riesci a disinnescare la necessità incombente, culturalmente indotta (da una cultura ipercompetitiva), di vincere a tutti i costi, si possa riuscire a "costringersi" ad una performance (ragionevolmente!) spinta ai limiti, e allo stesso tempo trasformare "magicamente" la sofferenza in piacere/divertimento.
La chiave di volta sta nella riconfigurazione flessibile (e dinamica!) della "proposizione implicita di sfida".
Riuscire a vincere anche quando si "perde la sfida" (in tutto o in parte). "Tutto fa allenamento utile" (per la prossima volta).
Ovviamente la cosa non è nè facile, nè sempre realizzabile.
Oltretutto ho il forte sospetto che, per me e dtmajesty, visto il carico del giorno prima, il rientro dalla Campuomu, benchè decisamente migliore da un punto di vista di rischio-traffico, sarebbe stato più pesante (più ore), meno divertente (pianure troppo lunghe e monotone), meno piacevole, e soprattutto meno allenante in termini di performance (= preparazione per le prossime Cacce alla Volpe).
L'occasione di vedere bene da vicino la coda della Volpe, sarebbe stato un peccato lasciarcela sfuggire...
Ciao. La coda della volpe a me è bastata vederla allandata è stato più che sufficiente per me. Poi una volta acchiappata in onore della squadra era giusto lasciarla, lo scopo di cui parli era stato raggiunto, seppure con un grosso dispendio fisico da parte di tutti

, me compreso che son fatto di carne e ossa come voi. Tuttavia per me non era solo una questione di traffico, non mi andava di tornarmene impachettato mezzo soffocato

:impic:, abituato come sono a grandi spazi, in mezzo a degli estranei

con cui penso di aver ben poche cose in comune a parte linteresse per la bici. Sai quali erano i miei soliti itinerari [non certo roba da passistoni], ai quali ero abituato, ed ho dovuto mio malgrado rinunciare, sia perché grazie a te e Vecchietto Terribile

ho trovato delle valide alternative sia in Bdc che in Mtb, ma anche per via del traffico al rientro sulla SS 387, che a mio avviso non è certamente peggio della Littoranea e della SS125 Campuomu, anzi ritengo sia migliore perché ha sede stradale più larga , per cui gli automobilisti corretti ti possono superare con adeguato margine di sicurezza, e dato che il tracciato è rettilineo riescono a vederti meglio o almeno dovrebbero. So che sicuramente mi dirai che sulla 387 sono più indisciplinati,


ma d'altronde questa categoria è abbondantemente e omogeneamente diffusa su tutte le strade,

è un problema culturale per non dire altro. Però mi sembra che pur di seguire a tutti i costi una volpe ormai stanca quanto noi, si passi sopra ad un bel po di cose. Un conto è trovarseli per strada e doverci gioco forza aver a che fare

, un altro è andarseli a cercare di proposito e finire nei casini. Ti faccio presente, che queste orde di ciclisti, mal volentieri accettano degli infiltrati allinterno del loro gruppo, e allora iniziano a stringerti di proposito e tu allora devi difendere il tuo spazio sgomitando.

Allora se quello si ravvede la pianta, altrimenti si rischia di cadere e la si finisce in rissa.

Diversi anni fa uscivo assieme ad un gruppetto di ciclisti, che guarda caso prediligevano spesso la litoranea, capitava spesso di agganciare qualche altro gruppo e a doversi destreggiare per salvare la pelle.

Un giorno capitò che uno dei nostri venne spinto fuori strada di proposito e finì in cunetta. Nessuno di questi si fermò a soccorrerlo, ma nemmeno noi ce ne accorgemmo sul momento che era rimasto solo tra i nemici. Pensavamo avesse avuto qualche guasto, ma solo dopo lo vedemmo rientrare tutto malconcio

e ci raccontò laccaduto. Sinceramente fosse stata una squadra di cicliste, sarei stato daccordo con voi, ma per una sola e oltretutto inavvicinabile, non ne valeva decisamente la pena. Preferirei di gran lunga setacciare palmo a palmo le montagne

in cerca delle belle befane

e del loro carbone. Dal punto di vista dellallenamento, è solo questione di gusti. Al continuo saliscendi della litoranea che da limpressione di stare su una giostra, ho preferito visto e considerato che esco solo ogni Santa

domenica, allungare un pochino e alternare alla pianura i tratti in salita al rientro per la 125. Daltronde se alloccasione come dici tu bisogna essere competitivi e sapersi confrontare con altri, a volte allapparenza ben più armati di noi, occorre allenarsi visto che sappiamo tutti che la bici non ti regala nulla. Poi capisco benissimo il fatto, che dopo tutto quellinseguimento eravamo tutti stanchi,:-> e che per di più voi eravate reduci dalluscita di sabato con la comitiva dei veri passistoni del gruppo X

X. Quindi non volevo certo coinvolgervi in un percorso forse un pò più impegnativo dal punto di vista del dispendio energetico, ma ti posso garantire che ne saremo usciti tutti come ne sono uscito io. Per me il rientro in solitaria non è stato un problema, dato che ero abituato a uscire da solo, e credo che ogni tanto male non fa, anzi ti permette di riflettere e concentrarti su tutto. E una sensazione particolare che in fondo un po mi mancava, ma che di certo sarà capitata anche a voi: sei solo tu la tua bici, la strada e nientaltro.
