Forse sono io che non mi son spiegato e/o non son stato completo. L'abuso di tutto fa male. L'uso di medicinali condivido che faccia male. Ma faccio un distinguo: fa più male o più bene? Spiego. Se ho una patologia, qualsiasi medicinale prenda per essa, dall'aspirina alla chemio, avrò delle controindicazioni. Però l'effetto curativo sarà maggiore delle controindicazioni, altrimenti il medico non me lo prescriverebbe (tralasciamo in questa sede il caso di medici collusi con le lobby farmaceutiche, facciam finta che siano tutti onesti e responsabili). Personalmente e non solo io (non sono medico), ritengo che una attività sportiva troppo intensa faccia male. E non serve arrivare agli estremi dei prò. Anche tra noi amatori, oltre un certo impegno fisico, tanto più se abbinato a lavoro e altri impegni vari, lo sport come viene fatto fa più male che bene. Tendiniti, mal di schiena, carenze alimentari, insonnia da overtraining ecc.ecc.ecc. non son cose che me le sono inventate io. Anzi, noi amatori, forse siamo ancor più sollecitati, perchè fra lavoro, famiglia e bici, c'è chi pedala (in senso proprio e in senso metaforico) da quando esce al mattino, magari prima delle 7 a quando finisce magari i rulli dopo cena e così tutti i giorni (ce ne è ce ne è, fidati). Quindi? Che si fa? Beh c'è chi sostiene che un aiuto farmacologico, possa aiutare a sostenere meglio certi carichi (oltre ad incrementare le prestazioni ovviamente). Questa è ad esempio la tesi di Ferrari e Conconi. Ora, io non so se questa tesi sia giusta. Mi limito a dubitare che sia certamente sbagliata, ovvero, attendo dimostrazioni in tal senso se ve ne sono state o mi auguro che ve ne siano presto, onde far chiarezza una volta per tutte. Mi astengo dall'essere perentorio in un senso o nell'altro. Spero di aver spiegato meglio le mie perplessità.