cos'è che vorresti dirmi?!
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Mi vesto/svesto come mi pare!![]()
cos'è che vorresti dirmi?!
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Lo immagino! :rosik:

Spesso se ne rende conto, ma è incapace di reagire. Vuoi perché è convinta di non farcela, vuoi perché debole. E vuoi, anche, perché mangiare le schifezze gli piace un sacco e chissenefregra se sono largo come un'autocisterna.
In genere è un episodio traumatico la molla per la presa di coscienza. Nel caso della coppia inglese l'umiliazione per l'impossibilità di allacciarsi la cintura di sicurezza.
Per esperienza personale:
sai di mangiare male, perché nel 2013 l'ignoranza non è più giustificabile, ma non te ne frega niente, un pò per piacere, perche indubbiamente certi alimenti hanno un'appetibilità notevole, ma soprattutto per la mancanza di uno stimolo che ti imponga di stare entro certi limiti.
Poi ovviamente entrano in campo una miriade di variabili (famiglia lavoro salute) che possono stravolgere nel bene o nel male le cose, la forza di volontà è determinante, è l'ago della bilancia in questione, se non vuoi non ce la farai mai.
La bici o lo sport in generale sono fondamentali sia per le motivazioni (raggiungimento di certe prestazioni) che per la dieta dimagrante o semplicemente quotidiana (si brucia di più e ci permette di essere meno fiscali).
Nel mio caso nel volere cambiare uno stile di vita alimentarmente pessimo è stato fondamentale porsi un obiettivo familiare (salute per chi porta lo stipendio a casa) e sportivo (riuscire a praticare la bdc a livelli discreti).
Ora come ora certe rinuncie mi pesano molto meno perché cerco di anteporre i miei obiettivi al palato e molto spesso ci riesco, ma riconosco che non per tutti è così facile (ne conosco tanti che partono e fanno la famosa corsa dell'asino).

Magro con panza gonfia.Lo immagino! :rosik:
Lascialo stare che e' teso per via di Miss Italia ed e' affetto da gravidanza isterica.
:face4:
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ottimo intervento!Per esperienza personale:
sai di mangiare male, perché nel 2013 l'ignoranza non è più giustificabile, ma non te ne frega niente, un pò per piacere, perche indubbiamente certi alimenti hanno un'appetibilità notevole, ma soprattutto per la mancanza di uno stimolo che ti imponga di stare entro certi limiti.
Poi ovviamente entrano in campo una miriade di variabili (famiglia lavoro salute) che possono stravolgere nel bene o nel male le cose, la forza di volontà è determinante, è l'ago della bilancia in questione, se non vuoi non ce la farai mai.
La bici o lo sport in generale sono fondamentali sia per le motivazioni (raggiungimento di certe prestazioni) che per la dieta dimagrante o semplicemente quotidiana (si brucia di più e ci permette di essere meno fiscali).
Nel mio caso nel volere cambiare uno stile di vita alimentarmente pessimo è stato fondamentale porsi un obiettivo familiare (salute per chi porta lo stipendio a casa) e sportivo (riuscire a praticare la bdc a livelli discreti).
Ora come ora certe rinuncie mi pesano molto meno perché cerco di anteporre i miei obiettivi al palato e molto spesso ci riesco, ma riconosco che non per tutti è così facile (ne conosco tanti che partono e fanno la famosa corsa dell'asino).
La bici o lo sport in generale sono fondamentali sia per le motivazioni (raggiungimento di certe prestazioni) che per la dieta dimagrante o semplicemente quotidiana (si brucia di più e ci permette di essere meno fiscali).
Infatti. Spesso mi capita di ascoltare persone a dieta. Nella maggioranza dei casi sono perennemente a dieta. Nel senso che sono a fare sempre sacrifici alimentari. Salvo strafogarsi ad ogni occasione. Un'altalena che non porta da nessuna parte.
Ma sport ne fai, chiedo? No.
E allora, che te lo dico a fare? (citazione)
Iniziano a fare sport, magari vanno a correre, ma non lo vedono come un momento di svago, di divertimento (si fatica, ma alla fine della seduta si è contenti, soddisfatti di quel che si è fatto), ma un peso. Oh, oggi devo andare a correre (il tono però è quello del condannato, di quello che deve fare le cose per forza).

Infatti. Spesso mi capita di ascoltare persone a dieta. Nella maggioranza dei casi sono perennemente a dieta. Nel senso che sono a fare sempre sacrifici alimentari. Salvo strafogarsi ad ogni occasione. Un'altalena che non porta da nessuna parte.
Ma sport ne fai, chiedo? No.
E allora, che te lo dico a fare? (citazione)
Iniziano a fare sport, magari vanno a correre, ma non lo vedono come un momento di svago, di divertimento (si fatica, ma alla fine della seduta si è contenti, soddisfatti di quel che si è fatto), ma un peso. Oh, oggi devo andare a correre (il tono però è quello del condannato, di quello che deve fare le cose per forza).
Infatti. Spesso mi capita di ascoltare persone a dieta. Nella maggioranza dei casi sono perennemente a dieta. Nel senso che sono a fare sempre sacrifici alimentari. Salvo strafogarsi ad ogni occasione. Un'altalena che non porta da nessuna parte.
Ma sport ne fai, chiedo? No.
E allora, che te lo dico a fare? (citazione)
Iniziano a fare sport, magari vanno a correre, ma non lo vedono come un momento di svago, di divertimento (si fatica, ma alla fine della seduta si è contenti, soddisfatti di quel che si è fatto), ma un peso. Oh, oggi devo andare a correre (il tono però è quello del condannato, di quello che deve fare le cose per forza).

Stai diventando mostruosamente saggio: o ti stai Agentizzando o stai invecchiando :face4:
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.Io sono ad un livello tale che per me essere Agente è come essere al piano terra.
Pensa che sono pure influenzato, immagina quando sto bene.
Io sono ad un livello tale che per me essere Agente è come essere al piano terra.
Pensa che sono pure influenzato, immagina quando sto bene.



Susate l'OT e tornando IT la battaglia sul "fare movimento" e non diete mi trova assolutamente d'accordo, ma entrare in un certo ordine di idee (costanza e passione, non dovere) non è per tutti.
Alla fine la parola più adatta penso sia consapevolezza.Soft, direi che questa è un sfida :rosik: bella e buona...chi ce l'hA + grossa!.
Susate l'OT e tornando IT la battaglia sul "fare movimento" e non diete mi trova assolutamente d'accordo, ma entrare in un certo ordine di idee (costanza e passione, non dovere) non è per tutti.
Automobile scooter ascensore scuolabus che arriva quasi a capo del letto del bambino abbondanza di cibo e molto di questo di non pregevole fattura (qui ognuno decida per sé), cattive abitudini generali (fumo consumo eccessivo di bevande alcoliche e/o zuccherate) e poi pretendiamo forse di non mettere ciccia?Non tutti siamo sportivi, questo è vero, però io penso che quelli che si dicono negati se lo dicano più per pigrizia che per reale convinzione.
Forse ci saranno quelli che non si schioderanno mai dai 7 minuti a chilometro (a corsa) e se arriveranno a 5 sarà come aver vinto le Olimpiadi, però l'ottica del movimento dovrebbe essere uguale per tutti.
Alla fine la parola più adatta penso sia consapevolezza.
Automobile scooter ascensore scuolabus che arriva quasi a capo del letto del bambino abbondanza di cibo e molto di questo di non pregevole fattura (qui ognuno decida per sé), cattive abitudini generali (fumo consumo eccessivo di bevande alcoliche e/o zuccherate) e poi pretendiamo forse di non mettere ciccia?
Mia padre (classe 1943) mi racconta sempre che anche se con poca varietà il mangiare non gli è mai mancato, avevano maiali e mi parlava dei giorni di festa dove si arrostivano chili di carne e di lardo mangiavano piattate di patate e polenta bevevano litri di latte dalle loro capre si facevano il pane in casa nei forni a legna dove nei giorni di festa cuocevano dolci per tutti avevano galline e mangiavano uova e brodo di pollo facendo a gara per finire l'ultimo pezzo di pelle eppure erano tutti smilzi, perché a lavorare andavano nei campi o nei cantieri, a piedi facendo anche due ore di cammino sia all'andata che al ritorno dopo aver lavorato minimo 9 ore, il sabato a fare la legna nel bosco i bimbi ad aiutare i grandi dove potevano fare insomma bruciavano oltre che ad avere a disposizione alimenti sicuramente più genuini.

Non mangiavano tutti i giorni con tanta abbondanza e, inoltre, la tipologia, qualità e contenuto dei cibi era assai diversa oltre al fatto, come dici correttamente, che il dispendio energetico era maggiore.
Già solo l'adattamento termico richiedeva uno sforzo calorico superiore: quando ero bambino era norma avere in casa circa 18 gradi centigradi di temperatura.
Oggi se entri in casa di qualcuno o frequenti qualche ufficio pubblico ti rendi conto delle temperature caraibiche alle quali siamo abituati.
Ed e' solo una delle tante variabili che si sono modificate
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