Giovanissimi: altezza sella, arretramento e distanza sella-manubrio

SistOne

Apprendista Velocista
19 Giugno 2008
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Palse drioalNiuBar
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[FONT=&quot]Stimatissimi, approfitto ulteriormente delle vostre competenze:

Come da titolo mi chiedevo quale fosse il metodo meno empirico fra gli empirici per posizionare un "giovanissimo", con tutte le sue particolarità morfologiche compreso l'uso di pedivelle molto corte, in sella senza creare inutili malanni e fastidi fisici con un metodo "casalingo" (considerata anche la velocità di crescita e i consecutivi frequenti adattamenti).

Ritenete valide queste strategie:

1. altezza sella: cavallo*0.885
2. arretramento sella: filo a piombo margine rotula interna- metatarso
3. distanza sella-manubrio: "nebbia fitta"

Grazie. o-o
[/FONT]
 

salvopenna

Pignone
26 Giugno 2011
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Cassano Magnago
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Cannondale SuperSix
Per iniziare a diradare la nebbia fitta, un metodo puramente empirico che una volta posizionati in sella, con le mani sui comandi dei freni, gurdando in basso, il manubrio deve oscurare la visione del mozzo anteriore. Se questo allineamento è verificato, secondo tale metodo sei ok.
Se il mozzo anteriore appare prima del manubrio, sei lungo, se invece appare dopo, sei corto.
Spero di essermi spiegato bene.

Tieni conto però che si tratta di una regola iper-empirica.

Ciao,
Salvo
 
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salvopenna

Pignone
26 Giugno 2011
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Ah, mentre che ci siamo, se vuoi valuare l'altezza selle in un modo un pò più preciso, vedi l'angolo femore-tibia con il pedale al PMI. Su questo metodo di valutazione dovresti trovare diverse risorse su questo forum.

E' ovvio però che sarebbe opportuno avere la bici sui rulli per fare una cosa del genere.

Ciao,
Salvo
 

matroma92

Passista
19 Giugno 2011
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Canyon Ultimate CF SL; Specialized tarmac comp
Per iniziare a diradare la nebbia fitta, un metodo puramente empirico che una volta posizionati in sella, con le mani sui comandi dei freni, gurdando in basso, il manubrio deve oscurare la visione del mozzo anteriore. Se questo allineamento è verificato, secondo tale metodo sei ok.
Se il mozzo anteriore appare prima del manubrio, sei lungo, se invece appare dopo, sei corto.
Spero di essermi spiegato bene.

Tieni conto però che si tratta di una regola iper-empirica.

Ciao,
Salvo

Un'altra alternativa è quella di farli mettere in presa bassa e vedere se il mento cade all'incirca a metà della pipa (il che forse è un po' più facile).

Per tutto il resto: sempre il presa bassa pedalando piano piano bisogna andare a vedere se il ginocchio sfiora il gomito, oppure con il tallone sul pedale pedalando all'indietro, se il bacino bascula molto allora la sella è troppo alta.

o-o
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Per iniziare a diradare la nebbia fitta, un metodo puramente empirico che una volta posizionati in sella, con le mani sui comandi dei freni, gurdando in basso, il manubrio deve oscurare la visione del mozzo anteriore. Se questo allineamento è verificato, secondo tale metodo sei ok.
Se il mozzo anteriore appare prima del manubrio, sei lungo, se invece appare dopo, sei corto.
Spero di essermi spiegato bene.

Tieni conto però che si tratta di una regola iper-empirica.

Ciao,
Salvo

Quindi essendo iper-empirico, non capisco perché la proponi :wacko:

La visione del mozzo dipende da altri fattori, ma quando mai la puoi usare per colmare la quota di dislivello sella/manubrio?!?

Il dislivello si valuta, una volta trovato il telaio con la giusta misura di orizzontale, in base alle carattersitiche morfologiche del soggetto e alla sua maggiore/minore capacità di flessione della schiena.

Converrai che in base a questa capacità, il mozzo può essere avanti-indietro-in linea con il manubrio. E a quel punto che fai? Per far quadrare tutto accorci/allunghi l'attacco?

No!!! Perché questa operazione va fatta semmai per sistemare il soggetto al meglio sia in presa alta che bassa, appurato che si parta da un telaio con l'orizzontale adeguato alle misure dell'atleta. Il mozzo resta dov'è, la sua posizione dipende dal passo del telaio, dal rake della forcella e dall'avancorsa.
 

salvopenna

Pignone
26 Giugno 2011
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Quindi essendo iper-empirico, non capisco perché la proponi :wacko:

La visione del mozzo dipende da altri fattori, ma quando mai la puoi usare per colmare la quota di dislivello sella/manubrio?!?

Il dislivello si valuta, una volta trovato il telaio con la giusta misura di orizzontale, in base alle carattersitiche morfologiche del soggetto e alla sua maggiore/minore capacità di flessione della schiena.

Converrai che in base a questa capacità, il mozzo può essere avanti-indietro-in linea con il manubrio. E a quel punto che fai? Per far quadrare tutto accorci/allunghi l'attacco?

No!!! Perché questa operazione va fatta semmai per sistemare il soggetto al meglio sia in presa alta che bassa, appurato che si parta da un telaio con l'orizzontale adeguato alle misure dell'atleta. Il mozzo resta dov'è, la sua posizione dipende dal passo del telaio, dal rake della forcella e dall'avancorsa.

Non ci siamo capiti:
io non intendevo valutare il dislivello sella-manubrio. Ma solo la distanza ottimale tra la sella e il manubrio, intesa sull'asse orizzontale, non verticale.
Va da se che il emtodo proposto è molto empirico, ma cercando banalmente su google, molti lo propongono.
Sarai d'accordo con me che sicuramente non è la soluzione migliore al problema, ma quanto meno, sempre meglio della "nebbia fitta" di cui si è parlato all'apertura del thread.
Ecco perchè l'ho proposto.

Ciao,
Salvo
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Sì, scusa volevo parlare anche di distanza, e ho scritto dislivello. Intendevo quella, la distanza sella manubrio. Ma anche il dislivello conta, come ho spiegato in base a quello il mozzo lo vedi e non lo vedi. E ti sembra un criterio attendibile?!?

Ma google non ha tutte le risposte, da quando?!?

Non si tratta della soluzione migliore o la meno peggio: si tratta proprio di una soluzione sbagliata.

Per sapere la misura dell'orizzontale ed impostare la distanza sella manubrio bisogna misurare il busto e poi le braccia, e fare due calcoli. Poi, come ha scritto qualcuno "meglio su un rullo", si valuta l'attendibilità della misura di orizzontale presa, si badi bene: dopo aver posizionato la sella (altezza e arretramento) corretti in base alla resa in pedalata del soggetto.

Ho spiegato il perché il mozzo guardandolo si può trovare in un certo punto, e ciò può capitare a prescindere che la distanza impostata sia corretta o meno. Quindi il criterio non ha valore...
 

salvopenna

Pignone
26 Giugno 2011
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Cassano Magnago
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D'accordo con te con il fatto di musrare busto, braccia, ecc. ecc.
Ma se il nostro amico cerca un metodo casalingo, secondo me per iniziare questo può andare bene.
Poi, se si vogliono fare le cose per bene, si prendono le misure dell'atleta, si va da un biomeccanico PRIMA DI ACQUISTARE LA BICI, e si compra un telaio della taglia giusta e ci si fa mettere in sella per bene.
Ma se non si riescono a fare queste cose, penso che il metodo proposto possa essere una base di partenza "casalinga".
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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D'accordo con te con il fatto di musrare busto, braccia, ecc. ecc.
Ma se il nostro amico cerca un metodo casalingo, secondo me per iniziare questo può andare bene.
Poi, se si vogliono fare le cose per bene, si prendono le misure dell'atleta, si va da un biomeccanico PRIMA DI ACQUISTARE LA BICI, e si compra un telaio della taglia giusta e ci si fa mettere in sella per bene.
Ma se non si riescono a fare queste cose, penso che il metodo proposto possa essere una base di partenza "casalinga".

No, l'unico metodo casalingo è stato enunciato da matroma92 e a grandi linee può essere applicato:

Per tutto il resto: sempre il presa bassa pedalando piano piano bisogna andare a vedere se il ginocchio sfiora il gomito

La visione o meno del mozzo è sbagliato: è come voler misurare un km utilizzando passi di ca. 1 metro: il margine di errore è rilevante.
 

SistOne

Apprendista Velocista
19 Giugno 2008
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Grazie a tutti per gli interventi!

2 considerazioni di base:

- parliamo di "atleti" dai 7 ai 12 anni
- i telai non sono ovviamente su misura ma la disponibilità di diverse misure e la loro adattabilità è buona.
- possibilità di rilevare le misure antropometriche
- disponibilità di una dima bike size
- tanta buona volontà ma pochi soldi

Per iniziare dalle cose semplici, ritenete adatto per "atleti" cosi piccoli (pedivelle corte) determinare l'altezza sella con la regola del cavallo*0,885?
E per l'arretramento il filo a piombo?

Grazie.
 

matroma92

Passista
19 Giugno 2011
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Grazie a tutti per gli interventi!

2 considerazioni di base:

- parliamo di "atleti" dai 7 ai 12 anni
- i telai non sono ovviamente su misura ma la disponibilità di diverse misure e la loro adattabilità è buona.
- possibilità di rilevare le misure antropometriche
- disponibilità di una dima bike size
- tanta buona volontà ma pochi soldi

Per iniziare dalle cose semplici, ritenete adatto per "atleti" cosi piccoli (pedivelle corte) determinare l'altezza sella con la regola del cavallo*0,885?
E per l'arretramento il filo a piombo?

Grazie.

Sono molto più semplici ed efficaci i metodi che ti ho menzionato prima. Le formule danno un risultato generale che ti può aiutare in prima approssimazione
 

SistOne

Apprendista Velocista
19 Giugno 2008
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Per sapere la misura dell'orizzontale ed impostare la distanza sella manubrio bisogna misurare il busto e poi le braccia, e fare due calcoli. Poi, come ha scritto qualcuno "meglio su un rullo", si valuta l'attendibilità della misura di orizzontale presa, si badi bene: dopo aver posizionato la sella (altezza e arretramento) corretti in base alla resa in pedalata del soggetto.
...

ecco, questo mi sembra un gran bel punto di partenza o-o
 

salvopenna

Pignone
26 Giugno 2011
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I metodi enunciati, sebbene sempre empirici, vanno bene. Questo non lo discuto, ci mancherebbe. Ma per applicarli con un minimo di criterio e coerenza devi mettere la bici sul rullo e farti vedere da qualcuno, o farti un filmato.
Ma se il rullo non lo possiedi ?
Se non puoi andare dal biomeccanico ?
Che fai, ti fai controllare mentre pedali in strada ? Mi pare un pò difficile da fare.....

Anche l'applicazione della regola del filo a piombo la vedo un pò difficile da attuare senza una bici messa sul rullo.

Il metodo che ho enunciato io, mi sembra quello che si possa applicare più facilmente, senza bisogno di mettere la bici sul rullo e senza nessuno che ti osservi.
E' ovvio che poi, il risultato che ne viene fuori, potrebbe non essere dei migliori. Ma la cosa ci può stare, visto che stai adottando un metodo di valutazione abbastanza approssimativo.

Però lo ripeto, non è un metodo che mi sono inventato io. Diverse fonti, sia normali meccanici, sia articoli e video reperiti sul web, lo indicano come un possibile metodo, per capire, ad occhio e croce, se sei lungo o corto sulla tua bici.

E' altresì vero, che se vuoi fare le cose per benino, devi adottare delle metodologie più scientifiche o, meglio ancora, rivolgerti a qualcuno che il posizionamento in sella lo esercita come professione.
 

SistOne

Apprendista Velocista
19 Giugno 2008
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Anche l'applicazione della regola del filo a piombo la vedo un pò difficile da attuare senza una bici messa sul rullo.

Per il rullo no problem.

ecco, volevo solo andare un po meno empirico specie su arretramento e altezza sella.

le pedivelle a seconda della categoria sono:

125,145 o 155

i pedali sono tutti Miche con tacchetta gialla, scarpe DMT
 

matroma92

Passista
19 Giugno 2011
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I metodi enunciati, sebbene sempre empirici, vanno bene. Questo non lo discuto, ci mancherebbe. Ma per applicarli con un minimo di criterio e coerenza devi mettere la bici sul rullo e farti vedere da qualcuno, o farti un filmato.
Ma se il rullo non lo possiedi ?
Se non puoi andare dal biomeccanico ?
Che fai, ti fai controllare mentre pedali in strada ? Mi pare un pò difficile da fare.....

Anche l'applicazione della regola del filo a piombo la vedo un pò difficile da attuare senza una bici messa sul rullo.

Il metodo che ho enunciato io, mi sembra quello che si possa applicare più facilmente, senza bisogno di mettere la bici sul rullo e senza nessuno che ti osservi.
E' ovvio che poi, il risultato che ne viene fuori, potrebbe non essere dei migliori. Ma la cosa ci può stare, visto che stai adottando un metodo di valutazione abbastanza approssimativo.

Però lo ripeto, non è un metodo che mi sono inventato io. Diverse fonti, sia normali meccanici, sia articoli e video reperiti sul web, lo indicano come un possibile metodo, per capire, ad occhio e croce, se sei lungo o corto sulla tua bici.

E' altresì vero, che se vuoi fare le cose per benino, devi adottare delle metodologie più scientifiche o, meglio ancora, rivolgerti a qualcuno che il posizionamento in sella lo esercita come professione.

Scusami ma, secondo te, uno che deve posizionare in sella 10-20 ragazzini dai 7 ai 12 anni non lo fa sul rullo?
Con i bambini non si può sbagliare, o rischi di fargli del male, perciò le cose vanno fatte per bene e non con approssimazione.
 

salvopenna

Pignone
26 Giugno 2011
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matroma92, sono d'accordo con te.
I ragazzini, proprio perchè tali, devono essere posizionati bene in sella sin dall'inizio. E soprattutto, il loro posizionamento, deve essere seguito e controllato nel corso degli anni, se non altro perchè col tempo crescono.

Se chi ha aperto il thread posiziona i ragazzini sul rullo oppure no io non ne ho idea.
Secondo me per la domanda che ha posto, e per quel "nebbia fitta" relativo alla voce distanza sella-manubrio, no. Però è una mia opinione, e sono certo che in ogni caso presterà la massima cura nel seguire (e anche mettere in bici) i suoi ragazzi, altrimenti non avrebbe aperto neanche il thread.

Ad ogni modo, io gli ho suggerito un metodo banale di cui ho letto sul web, e di cui ho sentito parlare alcuni meccanici e rivenditori, indicandogli cmq che è molto empirico, in modo da fargli capire che è molto probabile il non ottenere risultati ottimali.

Poi, lo ribadisco, se si usano strumenti più adeguati per un posizionamento in sella, come potrebbero essere un rullo, una telecamera, e un software di rilevazione degli angoli, allora è ovvio che si possono applicare con maggiore precisione delle teorie più scientifiche. Ad esempio valutare gli angoli al ginocchio, in statica e dinamica, valutare la posizione del ginocchio rispetto al gomito come ha suggerito qualcuno in un precedente commento, ecc ecc-
E se poi si vogliono fare le cose per bene, allora si va dal biomeccanico.
Anzi, secondo me sarebbe proprio d'obbligo andarci con un ragazzino che inizia l'attività ciclistica, proprio per evitargli problemi fisici.

Pensa che una volta ho incontrato un padre, insieme a suo figlio in bicicletta.
Mi ha detto che il ragazzino andava in bici da poco, ma se lo vedevi pedalare da dietro, teneva un piede così storto, da fare veramente paura.
Gli ho chiesto: ma tuo figlio qualcuno lo ha mai controllato come pedala ? Chi gli ha posizionato le tacchette delle scarpe ? Risposta : non lo hai controllato nessuno, le tacchette le ha messe sotto le scarpe il presidente della squadra dove corre.
Al che gli ho fatto notare come pedalava storto, e gli ho suggerito di rivolgersi a qualcuno che fa posizionamento in sella. Gli ho anche consigliato da chi andare.
Risposta : " ma vaaaaa, mio figlio ha solo 11 anni. Non serve mica andare dal biomeccanico. Appena torno a casa porto la scarpetta al presidente della squadra e gli dico di controllargli la tacchetta."

Cmq, per non andare troppo OT, già in questo thread sono stati fornito al nostro amico diversi suggerimenti, alcuni molto emprici, altri più precisi.
 

salvopenna

Pignone
26 Giugno 2011
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Mi Q8 da solo :wacko:, moltiplicare il cavallo per un qualsiasi coefficente che gira sul web perlomeno su ciclisti molto piccoli con pedivelle corte (e forse non solo) è la cosa più lontana dalla realtà che si possa fare....

Sono in pieno accordo con te.
O cmq, il risultato che si ottine, non deve essere considerato come assoulto, ma semplicemente come un punto di partenza su cui iniziare a lavorare.
Senza considerare il fatto che si presume che il cavallo sia misurato bene.
 

salvopenna

Pignone
26 Giugno 2011
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Cassano Magnago
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[FONT=&quot]Stimatissimi, approfitto ulteriormente delle vostre competenze:

Come da titolo mi chiedevo quale fosse il metodo meno empirico fra gli empirici per posizionare un "giovanissimo", con tutte le sue particolarità morfologiche compreso l'uso di pedivelle molto corte, in sella senza creare inutili malanni e fastidi fisici con un metodo "casalingo" (considerata anche la velocità di crescita e i consecutivi frequenti adattamenti).

Ritenete valide queste strategie:

1. altezza sella: cavallo*0.885
2. arretramento sella: filo a piombo margine rotula interna- metatarso
3. distanza sella-manubrio: "nebbia fitta"

Grazie. o-o
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Scusami Sistone, ma solo ora ho letto che cercavi il metodo "meno empirico..........".
Io ti ho dato quello più empirico di tutti, al contrario di quanto chiedevi. Ho letto male il tuo topic.
A questo punto, giusto per darti una idea, ti giro questo link che ho tovato sul web:
http://www.w29h.com/lineupbikes/taylor.html
Vedi se ti può essere d'aiuto.
Però al tempo stesso ti dico : se puoi vai dal biomeccanico con i tuoi ragazzi.

Ciao,
Salvo