Interesssante anche questa diatriba:
[url]http://www.renonews.it/sasso-marconi/2013/04/14/la-storia-giuliano-anderlini-il-re-degli-scalatori/[/URL]
A 60 anni il dentista da corsa è sempre sulla breccia. E rilancia.
di Romano Stagni
Per
Giuliano Anderlini, cicloamatore affiliato allUdace, il periodo dellimmobilità è praticamente terminato. Con larrivo della primavera ha ripreso fuori la bici iniziando a pedalare per prepararsi scrupolosamente in vista dei prossimi impegni importanti sulle salite più dure. Sì, perché il sessantenne scalatore di casa nostra (è nato il 20 aprile del 1953 a Crespellano, pertanto fra una settimana farà i sessanta) che abita a Monte San Pietro, e di mestiere fa il medico dentista, ha intenzione di iscrivere ancora il proprio nome al primo posto nelle gare più impervie e quotate.
Da quando ha iniziato a correre ad oggi, nel 1988 (prima praticava il podismo) Ande ha vinto qualcosa come quattrocento corse, fra le quali undici Mondiali Udace sul Monte Bondone, dieci Europei, undici Tricolori, otto Giri delle Dolomiti a tappe tutti di seguito, sei Dieci Colli Bolognesi, tre Maratone delle Dolomiti, tre Nove Colli di Cesenatico ed inoltre detiene il record della cronoscalata di Canossa (km. 3,500, in 721), poiché nessuno lha migliorato, a cominciare dal grande
Gilberto Simoni, vincitore di due Giri dItalia. Ma il vero capolavoro, Anderlini lha compiuto tre anni fa negli Stati Uniti dAmerica, in Colorado, quando vinse la gara di 46 chilometri sul Monte Evans, rifilando 15 minuti di distacco al secondo classificato, lo statunitense
Wayne Watson, fra laltro, molto più giovane di lui.
E stata unimpresa che non scorderò mai - dice latleta bolognese con in pizzico dorgoglio -, una cosa magnifica in un paesaggio da sogno.
Ci ritornerà questanno?
Mi piacerebbe moltissimo, ma non credo sia possibile a causa degli impegni di lavoro. Coi tempi che corrono, di tenere chiuso lo studio per un mese non me lo sento proprio.
Allora, a quali gare parteciperà?
Senza dubbio al Mondiale sul Bondone, al campionato italiano e, spero, anche al Giro delle Dolomiti che si svolgerà a fine luglio e che durerà una settimana.
E magari proverà a rivincerlo.
Già, non sarebbe male.
In quella Grand Boucle lei ha fatto meglio di Lance Armstrong al Tour de France, visto che ne ha vinti sette. Oltretutto a lui è andata male: lestate scorsa gli sono stati tutti revocati a causa del doping.
Una notizia sconvolgente, una storia che al ciclismo non ha certo fatto bene. Peccato.
Eugenio ottolina
3 settembre 2013
22:33
Buonasera, in riferimento allarticolo del 14/04/13, in cui veniva quasi santificato il Dottor Anderlini per le numerose performance sportive nazionali ed internazionali vorrei chiedere al signore Stagni un commento su quanto letto oggi i sul Corriere della sera sulla non negatività al controllo antidoping effettuato al Dottore al giro delle Dolomiti dello scorso Luglio, gara per la quale diceva di prepararsi al tempo dellarticolo.
Peccato
.mesi e mesi di dura preparazione, dieta ferrea, sbornie di succo di mirtillo, collezioni di mal di pancia x le scorpacciate di yogurt, pericolose turbolenze per i volumi di gas prodotti dal catabolismo delle proteine provenienti da legumi, tutto vanificato da uno scambio di provette
..
Le scuse come minimo sarebbero gradite a gente che, come me crede ancora nei piccoli grandi sacrifici dellallenamento, nei ritagli di tempo rubati al riposo, alla famiglia, che resistono alla debolezza dellozio di una normalissima mattinata di una Domenica invernale sotto le coperte.
Ad una persona che lo ha ammirato diverse volte sui tornanti dello Stelvio, invidiando la sua tenacia applaudendo i suoi risultati sportivi.
Di Lui Lei scriveva
ancora sulla breccia
mi sembra che ormai sia sullorlo del baratro.
Diceva di Armstrong:
Una notizia sconvolgente,una storia che non ha fatto bene al ciclismo
Pagliaccio!!!!
Marco Tarozzi
3 settembre 2013
23:36
Caro lettore,
quello che ci sentiamo di dire su questa vicenda è che
Romano Stagni ha raccontato la storia di
Giuliano Anderlini in assoluta buona fede, e che a questo punto spetta ad altre realtà fare chiarezza. Vero è che le prestazioni di un ciclista sessantenne dovrebbero aver perso lo smalto dei ventanni, così come è vero che Anderlini, ben conoscendo da medico le sue possibilità, si era da tempo specializzato nelle cronoscalate. Latleta in questione è stato uno di quelli che in Italia, anni fa, hanno cambiato il concetto di granfondo: un format che, se la non negatività dovesse essere confermata, probabilmente richiederà un ripensamento.
Per capire e dare uno spunto di riflessione, sottoponiamo a lei e a chiunque volesse approfondire largomento questo articolo di
Cycling Pro.it, uscito dopo la notizia della non negatività. Magari ne è già al corrente. Ci sembra una riflessione completa e onesta.
ivan
4 settembre 2013
00:31
Ma quale buona fede ????? ma cribbio , a sessantanni puoi battere il ventenne non allenato , non il professionasta
io atleta amatore , e non quindi spremuto come un professionista per anni , a 36 rispetto a dieci anni fà ho perso dieci battiti cardiaci quando sono a tutta , e la differenza cè ecccome !!!!
In ogni sport ad alto livello un quarantenne è vecchio !!!! basta ipocrisia , sennò mio nonno a 85 in bicicletta poteva vincere il Tour ????
Poi che in fatto di performance sportiva ci sia un dato soggettivo và bene , per cui non siamo tutti uguali
Intanto attendiamo le controanalisi , se anche queste fossero positivi , costui è un dopato e basta !
Marco Tarozzi
4 settembre 2013
11:15
Ma infatti parlavo della buona fede di Stagni.
Sul resto, possiamo solo attendere e sperare di non dover registrare lennesima delusione
mt