E venne il giorno....

camoscio d'oro

Apprendista Scalatore
4 Novembre 2010
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354
37
Pontedellolio (PC)
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Bici
Bianchi Specialissima Comp
E venne il giorno, anzi più correttamente, e venne la sera in cui si verificò un grande cambiamento nella mia vita.
Ma prima di tutto, voglio precisare perché mi sto mettendo a scrivere queste cose. Le scrivo per condividerle, perché le emozioni e i sentimenti sia positivi che negativi valgono la pena di essere raccontati. Perché finalmente ho il coraggio di metterle nero su bianco su un forum che mi ha fatto trascorrere tante ore piacevoli e che, per quel che vale, approfitto per ringraziare.
Scrivo inoltre perché penso, spero, che ad un appassionato di ciclismo queste parole possano interessare; perché una bici la si manda avanti con le gambe ma molto di più con il sentimento. E' possibile che alcuni abbiano vissuto un momento analogo al mio e che lo abbiano superato, altri invece, magari, si trovano ancora nel "tunnel"senza dubbi che gli possano rovinare la pedalata, altri magari mi considerano giá un immaturo frustrato. Non importa.
Dicevo, venne la sera, un venerdì sera, il 28 giugno, in cui in cui la mia testa protestò vibratamente. E se si dice che al cuor non si comanda, figurarsi alla testa.
Per la granfondo domenicana tutto era stato stabilito. Iscrizione, albergo, catena della bici cambiata; avrei lavorato al sabato mattina e nel primo pomeriggio sarei partito.
E invece no, come detto, la mia testa protestó e rifiutó quella decisione.
Venerdì sera tornai a casa dalla mia uscita in bici ed improvvisamente, come svegliandomi da un sogno, non sapevo piú rispondere alla domanda :-perché lo sto facendo?, perché tutte queste fatiche, sacrifici, tensioni, pericoli?
La decisione di smettere di pedalare fu improvvisa.
Ma probabilmente il mio cervello era giá un po' che ci pensava. Una settimana con un po' più di stanchezza addosso, fecero traboccare solamente il famoso vaso.
É come il terremoto, il suo verificarsi improvviso deriva da un lungo accumulo di energia nel sottosuolo. Come il vulcano che esplode con un boato, ha visto pian piano crescere la pressione nella sua camera di magma.
I cambiamenti nella mia vita, il passaggio da studente a lavoratore, con tutte le difficoltá del caso, la consapevolezza che mai più sarei riuscito a ritagliarmi gli spazi di tempo di prima, il fatto che mi sarebbe piaciuto poter fare ciclismo anche d'inverno e non rullare come un criceto; furono componenti decisivi nella mia decisione.
Avevo un sogno, un miraggio forse. Vincere una granfondo. Se é vero che non ci sono andato molto lontano, é tanto più vero che non ci sono mai andato vicino e il fatto che la mia nuova vita non mi avrebbe consentito nemmeno di provarci mi abbatteva.
Così misi da parte la bici in modo assoluto.
Quando si dice addio ad un grande amore é difficile che si possa mantenere una amicizia.
Così é accaduto per me. O tutto o niente. Il ciclismo era una passione che o potevo viverla in modo intenso o era meglio non viverla. La parte fa rimpiangere il tutto.
Non dico che questo sia un pensiero giusto o sano, ma era il mio pensiero, e gli stati d'animo che ne scaturivano erano veri.
Perció ho vissuto tre mesi non piacevoli, senza troppi ulteriori dettagli ve ne bastino 2. Uscivo di casa senza passare dal garage per non trovarmi di fronte la mia bici ormeggiata e il borsone è ancora li nel corridoio, mai più disfatto, pronto per una quantomai improbabile trasferta ciclistica.
Il periodo più brutto credo sia alle spalle, forse ora ho voltato pagina, non, forse, tanto grazie ad una maturazione mentale quanto grazie al trascorrere del tempo che cicatrizza le ferite.
Mi sono avvicinato ad un nuovo sport, che al momento rimane poco più di una attivitá per rimanere in forma.
Il ciclismo, anche ad un paracarro come me, ha dato ed ha tolto tanto, ma non é stato un gioco a somma zero. Poiché una forte emozione negativa non cancella una positiva, semplicemente si sommano.
 
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bicilook

Ammiraglia
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Direi che alla tua eta' devi pensare a divertirti...se la bici non ti diverte piu' è giusto che tu non ci vada piu'...Poi vedrai che riprenderai ad andare in bici verso i 35-40 anni...e diventera' di nuovo il tuo hobby preferito...
o-o
 

poloni paolo

Apprendista Scalatore
4 Aprile 2010
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breda di piave
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a 2 ruote(per il momento)
La decisione di smettere di pedalare fu improvvisa.
Così misi da parte la bici in modo assoluto.
Quando si dice addio ad un grande amore é difficile che si possa mantenere una amicizia.
Così é accaduto per me. O tutto o niente. Il ciclismo era una passione che o potevo viverla in modo intenso o era meglio non viverla. La parte fa rimpiangere il tutto.
La scelta è da rispettare,è quella di un uomo che prevale sul ciclista,vivere il ciclismo in modo meno intenso non ce la fai proprio?;nonzo%
Mi sono avvicinato ad un nuovo sport, che al momento rimane poco più di una attivitá per rimanere in forma.
La curiosità nel sapere che sport sarà è forte,non sarà mica quel palloso jogging?;nonzo% Personalmente se mollassi il ciclismo mi dedicherei esclusivamente alla mtb,sono sempre 2 pedali ma è tutta un'altra storia,senza gare ovviamente!
 

frejus82

Maglia Gialla
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Specialized sworks sl6
E venne il giorno, anzi più correttamente, e venne la sera in cui si verificò un grande cambiamento nella mia vita.
Ma prima di tutto, voglio precisare perché mi sto mettendo a scrivere queste cose. Le scrivo per condividerle, perché le emozioni e i sentimenti sia positivi che negativi valgono la pena di essere raccontati. Perché finalmente ho il coraggio di metterle nero su bianco su un forum che mi ha fatto trascorrere tante ore piacevoli e che, per quel che vale, approfitto per ringraziare.
Scrivo inoltre perché penso, spero, che ad un appassionato di ciclismo queste parole possano interessare; perché una bici la si manda avanti con le gambe ma molto di più con il sentimento. E' possibile che alcuni abbiano vissuto un momento analogo al mio e che lo abbiano superato, altri invece, magari, si trovano ancora nel "tunnel"senza dubbi che gli possano rovinare la pedalata, altri magari mi considerano giá un immaturo frustrato. Non importa.
Dicevo, venne la sera, un venerdì sera, il 28 giugno, in cui in cui la mia testa protestò vibratamente. E se si dice che al cuor non si comanda, figurarsi alla testa.
Per la granfondo domenicana tutto era stato stabilito. Iscrizione, albergo, catena della bici cambiata; avre lavorato al sabato mattina e nel primo pomeriggio sarei partito.
E invece no, come detto, la mia testa protestó e rifiutó quella decisione.
Venerdì sera tornai a casa dalla mia uscita in bici ed improvvisamente, come svegliandomi da un sogno, non sapevo piú rispondere alla domanda :-perché lo sto facendo?, perché tutte queste fatiche, sacrifici, tensioni, pericoli?
La decisione di smettere di pedalare fu improvvisa.
Ma probabilmente il mio cervello era giá un po' che ci pensava. Una settimana con un po' più di stanchezza addosso, fecero traboccare solamente il famoso vaso.
É come il terremoto, il suo verificarsi improvviso deriva da un lungo accumulo di energia nel sottosuolo. Come il vulcano che esplode con un boato, ha visto pian piano crescere la pressione nella sua camera di magma.
I cambiamenti nella mia vita, il passaggio da studente a lavoratore, con tutte le difficoltá del caso, la consapevolezza che mai più sarei riuscito a ritagliarmi gli spazi di tempo di prima, il fatto che mi sarebbe piaciuto poter fare ciclismo anche d'inverno e non rullare come un criceto; furono componenti decisivi nella mia decisione.
Avevo un sogno, un miraggio forse. Vincere una granfondo. Se é vero che non ci sono andato molto lontano, é tanto più vero che non ci sono mai andato vicino e il fatto che la mia nuova vita non mi avrebbe consentito nemmeno di provarci mi abbatteva.
Così misi da parte la bici in modo assoluto.
Quando si dice addio ad un grande amore é difficile che si possa mantenere una amicizia.
Così é accaduto per me. O tutto o niente. Il ciclismo era una passione che o potevo viverla in modo intenso o era meglio non viverla. La parte fa rimpiangere il tutto.
Non dico che questo sia un pensiero giusto o sano, ma era il mio pensiero, e gli stati d'animo che ne scaturivano erano veri.
Perció ho vissuto tre mesi non piacevoli, senza troppi ulteriori dettagli ve ne bastino 2. Uscivo di casa senza passare dal garage per non trovarmi di fronte la mia bici ormeggiata e il borsone è ancora li nel corridoio, mai più disfatto, pronto per una quantomai improbabile trasferta ciclistica.
Il periodo più brutto credo sia alle spalle, forse ora ho voltato pagina, non, forse, tanto grazie ad una maturazione mentale quanto grazie al trascorrere del tempo che cicatrizza le ferite.
Mi sono avvicinato ad un nuovo sport, che al momento rimane poco più di una attivitá per rimanere in forma.
Il ciclismo, anche ad un paracarro come me, ha dato ed ha tolto tanto, ma non é stato un gioco a somma zero. Poiché una forte emozione negativa non cancella una positiva, semplicemente si sommano.

Non possiamo che apprezzare questa tua decisione e la voglia che condividerla con noi.

Buona fortuna per la tua "nuova vita" da pedone.
 

camoscio d'oro

Apprendista Scalatore
4 Novembre 2010
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La scelta è da rispettare,è quella di un uomo che prevale sul ciclista,vivere il ciclismo in modo meno intenso non ce la fai proprio?;nonzo%

La curiosità nel sapere che sport sarà è forte,non sarà mica quel palloso jogging?;nonzo% Personalmente se mollassi il ciclismo mi dedicherei esclusivamente alla mtb,sono sempre 2 pedali ma è tutta un'altra storia,senza gare ovviamente!

Per quanto riguarda la prima domanda, temo di no.
Non voglio lamentarmi, perché nella mia situazione si trova il 95% dei ciclisti amatori. Ma da metà settembre a fine aprile, le uscite potrebbero essere solo quelle del fine settimana. Il che va benissimo per apprezzare la bici nella sua semplicità e per godere dell'aria aperta, ma non penso per chi ha la mania di attaccarsi un numero dietro la schiena.
Non è per smania di protagonismo, semplicemente la consapevolezza di non riuscire più a migliorarmi.
il mio grafico potrebbe essere solo in calo.
Pertanto, al momento preferisco iniziare un qualcosa di nuovo, poiché anche se parto da sottozero ho l a speranza di vedere miglioramenti.............eh sì...... è la corsa a piedi, lo sport più primordiale che possa esserci:oops:
 

kar38

Recordman
23 Ottobre 2010
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si grazie
secondo ma nella tua fase attuale ci passano tutti quelli che vivono la bici o qualsiasi altro sport più intensamente del dovuto
 

Mr.25000

Apprendista Velocista
1 Febbraio 2013
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Roma Est - Tiburtina
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Giant TCR Advanced SL2
E venne il giorno, anzi più correttamente, e venne la sera in cui si verificò un grande cambiamento nella mia vita.
Ma prima di tutto, voglio precisare perché mi sto mettendo a scrivere queste cose. Le scrivo per condividerle, perché le emozioni e i sentimenti sia positivi che negativi valgono la pena di essere raccontati. Perché finalmente ho il coraggio di metterle nero su bianco su un forum che mi ha fatto trascorrere tante ore piacevoli e che, per quel che vale, approfitto per ringraziare.
Scrivo inoltre perché penso, spero, che ad un appassionato di ciclismo queste parole possano interessare; perché una bici la si manda avanti con le gambe ma molto di più con il sentimento. E' possibile che alcuni abbiano vissuto un momento analogo al mio e che lo abbiano superato, altri invece, magari, si trovano ancora nel "tunnel"senza dubbi che gli possano rovinare la pedalata, altri magari mi considerano giá un immaturo frustrato. Non importa.
Dicevo, venne la sera, un venerdì sera, il 28 giugno, in cui in cui la mia testa protestò vibratamente. E se si dice che al cuor non si comanda, figurarsi alla testa.
Per la granfondo domenicana tutto era stato stabilito. Iscrizione, albergo, catena della bici cambiata; avre lavorato al sabato mattina e nel primo pomeriggio sarei partito.
E invece no, come detto, la mia testa protestó e rifiutó quella decisione.
Venerdì sera tornai a casa dalla mia uscita in bici ed improvvisamente, come svegliandomi da un sogno, non sapevo piú rispondere alla domanda :-perché lo sto facendo?, perché tutte queste fatiche, sacrifici, tensioni, pericoli?
La decisione di smettere di pedalare fu improvvisa.
Ma probabilmente il mio cervello era giá un po' che ci pensava. Una settimana con un po' più di stanchezza addosso, fecero traboccare solamente il famoso vaso.
É come il terremoto, il suo verificarsi improvviso deriva da un lungo accumulo di energia nel sottosuolo. Come il vulcano che esplode con un boato, ha visto pian piano crescere la pressione nella sua camera di magma.
I cambiamenti nella mia vita, il passaggio da studente a lavoratore, con tutte le difficoltá del caso, la consapevolezza che mai più sarei riuscito a ritagliarmi gli spazi di tempo di prima, il fatto che mi sarebbe piaciuto poter fare ciclismo anche d'inverno e non rullare come un criceto; furono componenti decisivi nella mia decisione.
Avevo un sogno, un miraggio forse. Vincere una granfondo. Se é vero che non ci sono andato molto lontano, é tanto più vero che non ci sono mai andato vicino e il fatto che la mia nuova vita non mi avrebbe consentito nemmeno di provarci mi abbatteva.
Così misi da parte la bici in modo assoluto.
Quando si dice addio ad un grande amore é difficile che si possa mantenere una amicizia.
Così é accaduto per me. O tutto o niente. Il ciclismo era una passione che o potevo viverla in modo intenso o era meglio non viverla. La parte fa rimpiangere il tutto.
Non dico che questo sia un pensiero giusto o sano, ma era il mio pensiero, e gli stati d'animo che ne scaturivano erano veri.
Perció ho vissuto tre mesi non piacevoli, senza troppi ulteriori dettagli ve ne bastino 2. Uscivo di casa senza passare dal garage per non trovarmi di fronte la mia bici ormeggiata e il borsone è ancora li nel corridoio, mai più disfatto, pronto per una quantomai improbabile trasferta ciclistica.
Il periodo più brutto credo sia alle spalle, forse ora ho voltato pagina, non, forse, tanto grazie ad una maturazione mentale quanto grazie al trascorrere del tempo che cicatrizza le ferite.
Mi sono avvicinato ad un nuovo sport, che al momento rimane poco più di una attivitá per rimanere in forma.
Il ciclismo, anche ad un paracarro come me, ha dato ed ha tolto tanto, ma non é stato un gioco a somma zero. Poiché una forte emozione negativa non cancella una positiva, semplicemente si sommano.

5 anni senza ciclismo, per motivi familiari e non, poi nel 2005 dopo una nottata ad occhi aperti di nuovo in bici........... e con lei la voglia di far fatica.
 

sunboy

Maglia Gialla
15 Ottobre 2007
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secondo me le vere passioni non possono finire mentre gli amori si ;nonzo% :rosik:

dopo un lungo periodo di bici mi stancai e mi misi a correre per tre anni ... dovetti rallentare per un problema tendineo muscolare però ero già abbastanza "stanco" visto che la corsa ti lega di più al territorio ed ormai avevo percorso ogni centimetro della mia zona. ripresi la bici.
ora ho di nuovo ripercorso il 99% del territorio... però a parte il traffico la senzazione di libertà e contatto con la natura che dà la bicicletta la trovi raramente in altri sport.
 
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Sdrex

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17 Ottobre 2012
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Vetta Focosa!
E venne il giorno, anzi più correttamente, e venne la sera in cui si verificò un grande cambiamento nella mia vita.
Ma prima di tutto, voglio precisare perché mi sto mettendo a scrivere queste cose. Le scrivo per condividerle, perché le emozioni e i sentimenti sia positivi che negativi valgono la pena di essere raccontati. Perché finalmente ho il coraggio di metterle nero su bianco su un forum che mi ha fatto trascorrere tante ore piacevoli e che, per quel che vale, approfitto per ringraziare.
Scrivo inoltre perché penso, spero, che ad un appassionato di ciclismo queste parole possano interessare; perché una bici la si manda avanti con le gambe ma molto di più con il sentimento. E' possibile che alcuni abbiano vissuto un momento analogo al mio e che lo abbiano superato, altri invece, magari, si trovano ancora nel "tunnel"senza dubbi che gli possano rovinare la pedalata, altri magari mi considerano giá un immaturo frustrato. Non importa.
Dicevo, venne la sera, un venerdì sera, il 28 giugno, in cui in cui la mia testa protestò vibratamente. E se si dice che al cuor non si comanda, figurarsi alla testa.
Per la granfondo domenicana tutto era stato stabilito. Iscrizione, albergo, catena della bici cambiata; avre lavorato al sabato mattina e nel primo pomeriggio sarei partito.
E invece no, come detto, la mia testa protestó e rifiutó quella decisione.
Venerdì sera tornai a casa dalla mia uscita in bici ed improvvisamente, come svegliandomi da un sogno, non sapevo piú rispondere alla domanda :-perché lo sto facendo?, perché tutte queste fatiche, sacrifici, tensioni, pericoli?
La decisione di smettere di pedalare fu improvvisa.
Ma probabilmente il mio cervello era giá un po' che ci pensava. Una settimana con un po' più di stanchezza addosso, fecero traboccare solamente il famoso vaso.
É come il terremoto, il suo verificarsi improvviso deriva da un lungo accumulo di energia nel sottosuolo. Come il vulcano che esplode con un boato, ha visto pian piano crescere la pressione nella sua camera di magma.
I cambiamenti nella mia vita, il passaggio da studente a lavoratore, con tutte le difficoltá del caso, la consapevolezza che mai più sarei riuscito a ritagliarmi gli spazi di tempo di prima, il fatto che mi sarebbe piaciuto poter fare ciclismo anche d'inverno e non rullare come un criceto; furono componenti decisivi nella mia decisione.
Avevo un sogno, un miraggio forse. Vincere una granfondo. Se é vero che non ci sono andato molto lontano, é tanto più vero che non ci sono mai andato vicino e il fatto che la mia nuova vita non mi avrebbe consentito nemmeno di provarci mi abbatteva.
Così misi da parte la bici in modo assoluto.
Quando si dice addio ad un grande amore é difficile che si possa mantenere una amicizia.
Così é accaduto per me. O tutto o niente. Il ciclismo era una passione che o potevo viverla in modo intenso o era meglio non viverla. La parte fa rimpiangere il tutto.
Non dico che questo sia un pensiero giusto o sano, ma era il mio pensiero, e gli stati d'animo che ne scaturivano erano veri.
Perció ho vissuto tre mesi non piacevoli, senza troppi ulteriori dettagli ve ne bastino 2. Uscivo di casa senza passare dal garage per non trovarmi di fronte la mia bici ormeggiata e il borsone è ancora li nel corridoio, mai più disfatto, pronto per una quantomai improbabile trasferta ciclistica.
Il periodo più brutto credo sia alle spalle, forse ora ho voltato pagina, non, forse, tanto grazie ad una maturazione mentale quanto grazie al trascorrere del tempo che cicatrizza le ferite.
Mi sono avvicinato ad un nuovo sport, che al momento rimane poco più di una attivitá per rimanere in forma.
Il ciclismo, anche ad un paracarro come me, ha dato ed ha tolto tanto, ma non é stato un gioco a somma zero. Poiché una forte emozione negativa non cancella una positiva, semplicemente si sommano.
dicci la verità ti sei trovato una bella gnoccona!! :mrgreen: ed hai appeso la bici al chiodo... e ora con il chiodo ci fai altro :asd:
;)

o-o
 
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Hawk83

Ammiraglia
19 Aprile 2009
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Bellano (LC)
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Wilier Zero7 2014 con DurAce Di2
L'importante è divertirsi e non farselo sentire come un obbligo, quindi se non hai più gli stimoli è giusto smettere...
Però mai dire mai, un domani, chissà...o-oo-o
 

gx2

via col vento
29 Ottobre 2008
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Dove non ci sono troll, frustrati e rosiconi
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Gigiant
E' assolutamente comprensibile il tuo distacco. Io ho iniziato prima a lavorare e poi ad andare in bici. All'inizio non capivo come fosse possibile allenarsi 10-15h alla settimana...poi pian piano lima qua, lima la, con un po' di organizzazione il tempo sono riuscito a ricavarmelo, anche grazie ad una situazione lavorativa abbastanza consolidata (questo fa tanto, forse tutto). Anche io sono dell'opinione che una cosa quando va fatta, va fatta bene col massimo dell'impegno, per cui capisco benissimo cosa può significare la consapevolezza di non poter più allenarsi ed andare come prima. Però a meno che non lavori 16h al giorno, un po' di tempo lo si può ricavare. Ci vuole impegno, organizzazione, equilibrio (perchè avere i minuti sempre contati genera stress, che va gestito con equilibrio) e tanta forza, ma chi è abituato ad allenarsi seriamente queste caratteristiche CE LE HA GIA' o-o
Se hai bisogno di qualche consiglio su come organizzare al meglio il tuo tempo chiedi pure. Comunque si può fare, si può essere competitivi pur avendo un lavoro ed una famiglia, di esempi anche sul forum ce ne sono. o-o
 

Luka

Apprendista Scalatore
15 Giugno 2004
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Milano Est
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Scott Alu sub40
In questo anno pieno di vento (contrario nella maggior parte dei casi) e con un'estate relativamente breve, anche a me ogni tanto balena il... "chi te lo fa fare?" ma poi mi guardo allo specchio, guardo alcuni miei coetanei già pigri e obesi, guardo chi fuma chiuso all'interno dell'abitacolo della propria auto stile camera a gas, guardo la bici e.. un po' di raffreddore, pioviggina, fa freddo (11°c stamattina), che faccio all'intervallo? Esco in bici, no? o-o
 

istria

Novellino
28 Ottobre 2012
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secondo me le vere passioni non possono finire mentre gli amori si ;nonzo% :rosik:

dopo un lungo periodo di bici mi stancai e mi misi a correre per tre anni ... dovetti rallentare per un problema tendineo muscolare però ero già abbastanza "stanco" visto che la corsa ti lega di più al territorio ed ormai avevo percorso ogni centimetro della mia zona. ripresi la bici.
ora ho di nuovo ripercorso il 99% del territorio... però a parte il traffico la senzazione di libertà e contatto con la natura che dà la bicicletta la trovi raramente in altri sport.

in MTB???
 

Luka

Apprendista Scalatore
15 Giugno 2004
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Scott Alu sub40
La passione per la mtb è ancora migliore SEMPRE che si abbiano a disposizione sentieri discreti e soprattutto più tempo anche per la manutenzione della bici (lavaggio, ingrassaggio, ecc..).. cosa che io non ho :cry
 

lucas.

Scalatore
17 Aprile 2008
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Isola bergamasca (BG)
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Coppi mythical
Ho capito.
E' il problema di chi vede lo sport solo sotto il profilo agonistico. Se non può ottenere risultati , termina l'attività. Ti capisco, è come passare dalle stelle alle stalle.
Ti sei scontrato con la dura realtà del lavoro che ti lascia chiaramente poco spazio temporale per gli allenamenti. Il ciclismo richiede molte ore di allenamento.
Per cui necessiti di uno sport che richieda meno ore come la corsa.
Il tuo problema è che ti senti in colpa.
Io ti consiglio: non ti preoccupare, continua per la tua strada e continua con il running che va benissmo.
Secondo me puoi praticare ancora ciclismo ma solo a livello amatoriale che evidentemente sarà basso. Sta a te capire se riuscirai a ritagliarti le ore giuste per praticare il ciclismo che, credo , si possano trovare. Se lavori 8 ore ce la puoi fare.
Poi, non fossilizzarti solo sul ciclismo, gustati la vita a 360° e soprattutto bisogna tenere a mente che la nostra vita è il lavoro che facciamo mentre il ciclismo non ci da il pane, per cui bisogna saper fare delle scelte drastiche, ahinoi.
Qui nel forum scriveva un certo Fortunato Ferrara che vinceva le GF...poi dovette emigrare in USA per lavoro e smise di correre. Anche se cercando su google ho visto che sta gareggiando ancora in gare amatoriali USA. Probabilmente trova il tempo di allenarsi un po'.
Coraggio. ;-)
 
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samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
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Bozen
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
E venne il giorno, anzi più correttamente, e venne la sera in cui si verificò un grande cambiamento nella mia vita.................
Capisco e condivido. Ho un amico, anche lui qui del forum, che seppur ad un livello più basso, ha fatto la tua stessa parabola: studente, a casa di mamma e papà, buone possibilità economiche, tempo praticamente illimitato per allenarsi e rendere al meglio. Io gli dicevo:"vedrai che con lavoro e famiglia tutto cambierà". Così è stato....ha perso la disponibilità infinita di uscire, ha capito che certi risultati non li avrebbe potuti più raggiungere e perdendo lo stimolo di alzare l'asticella si è allontanato dalla bici. Uno sport, che se fatto agonisticamente, richiede immensi sacrifici che possono essere sopportati con uno stimolo che non può essere solo la passione. Serve anche sapere di poter alzare l'asticella e provare a passarla, pur non essendo detto che ci si riesca.
Però son convinto che tu come anche il mio amico, in bici ci tornerete presto o tardi.
p.s. io ho cominciato che avevo già lavoro e due figli (ora tre), quindi avere e accettare una mentalità amatoriale (seppur agononistica) mi è stato più facile.
 

bicipertutti

Pedivella
10 Aprile 2009
438
43
Pavia
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Scott Addict 20 2015
Sei ancora molto giovane, vedrai che tra qualche anno tornerai in sella
Io pratico ciclismo da 22 anni e a livello agonistico da circa 7, poche gare all'anno per la verità. ma non mai pensato di abbandonare questo sport che mi entusiasma sempre di più. Forse perchè per me è più divertimento che agonismo, mi piace uscire con gli amici, scoprire nuovi percorsi, scalare montagne.
Ho un lavoro, una famiglia ma riesco a ritagliarmi uno spazio per il ciclismo compatibilmente agli impegni familiari.
Dall'anno scorso ho aggiunto anche la corsa a piedi che pratico a livello agonistico, alternando così i due sport e allo stesso tempo riducendo i tempi di allenamento in totale perchè per la corsa è sufficiente anche 1 ora, al contrario della bici più impegnativa.
Della corsa mi piacciono le uscite invernali con temperature rigide o i percorsi collinari.
Domani mattina sarò presente alla mezza maratona di Pavia, sperando di abbassare il tempo dell'anno scorsoo-o
 

Shinkansen

Xeneize
20 Giugno 2006
14.547
4.571
Genova
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Colnago 50 Anniversary
E venne il giorno, anzi più correttamente, e venne la sera in cui si verificò un grande cambiamento nella mia vita...

La classica sindrome di chi vive uno sport al 100%, senza sfumature, senza vie di mezzo. Lo ammetti anche tu stesso di voler provare a vincere una granfondo, quindi vuol dire che ti allenavi e ti impegnavi parecchio (anche con risultati che per il 90% per raggiungerli firmerebbe in bianco). Da quello che scrivi sembra l'acquisizione della consapevolezza di non riuscire a dare di più, vuoi per il tempo da dedicare agli allenamenti o per semplici limiti fisici e/o agonistici.
C'è delusione e rammarico nelle tue parole e il rifiuto di risalire in sella perché hai vissuto il ciclismo solo come agonista.
Ma il ciclismo è bello anche a livelli meno adrenalinici, senza avere l'obbligo del piazzamento a tutti i costi. Naturalmente le tue qualità fisiche ti esalteranno e i tuoi giri dureranno sempre un bel po' di meno, rispetto ai comuni mortali, ma ti assicuro che un'uscita da 200 chilometri in gruppo, tranquilli, chiacchierando e, perché no, dedicandosi al panorama, non ha nulla da invidiare alla più rinomata delle granfondo.
Ottima la scelta della corsa, rilassante, i chilometri sono diversi, ma pesano come se si andasse in salita; per un ciclista sono gratificanti lo stesso.
 
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