E venne il giorno....

dmarino970

Apprendista Velocista
15 Luglio 2012
1.432
260
Pontecagnano Faiano (SA)
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Bici
Specialized Tarmac S-Works sl6
Il ciclismo non e' solo competizione, anche xche' se cosi fosse io che ho cominciato ad andare in bici a 43 anni cosa dovrei fare.
Invece lavorando ed avendo famiglia, cerco di ritagliarmi dei momenti da dedicare alla bici e sono felice, esco da solo e mi godo il piacere di pedalare, e chi se ne frega se non sono competitivo, e' il piacere di macinare km e tornare a casa stanco ma soddisfatto.
o-o
 

camoscio d'oro

Apprendista Scalatore
4 Novembre 2010
2.056
354
37
Pontedellolio (PC)
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Bici
Bianchi Specialissima Comp
Ringrazio intanto chi ha speso un po' del suo tempo per intervenire in questo 3d.
Diciamo che mi avete capito bene. La mia non è arroganza o arrivismo, ma solo la conseguenza di una errata uguaglianza ME STESSO=BICI=VITA. Ed in ciò emergono tutti i miei limiti
Aggiungo che apprezzo ed ammiro chi ha un approccio più sano con lo sport.
Ma ci devo ancora lavorare.
Al momento vorrei provare a mantenere la bici come sport alternativo alla corsa, ma forse le acque si devono ancora un po' calmare perché ogni volta che siedo su un sellino non mi possono venire rimorsi vari.
E' vero c'è tanta tanta gente che per conciliare bici, lavoro, famiglia fa i salti mortali, ma al momento non sono pronto nemmeno per questo.
In questo momento il mondo del lavoro non è facile, bisogna essere disposti a concedergli più di quanto sarebbe necessario. Contratti a termine e quant'altro non permettono molte prese di posizione o pianificazioni.
Forse ero anche un po' stufo e stanco.
Ad agosto mi sono concesso la prima vera vacanza da 8 anni. Se avessi continuato con il solito rullino, 10 gg di vacanza sarebbero stati troppo preziosi per passarli spaparanzato in spiaggia, sarebbe stata una occasione per macinare km.
La corsa mi consente al momento di ritagliarmi uno spazio per me stesso che la bici non mi concedeva.
Cmq mai dire mai, non fui in grado di predire la rapidità con cui ho troncato nettamente con il ciclismo, non sono in grado di dire ora se tornerò mai a pedalare in modo costante.
Al momento ciò che più mi manca della bici sono le lunghe distanze percorse nei miei appennini e l'ambiente del ciclismo amatoriale.
D'altra parte l'esigenza interna che ho di trovare nuovi terreni in cui migliorare e progredire, mi obbliga a distaccarmi dalla bici per provare nuove esperienze.
 

gx2

via col vento
29 Ottobre 2008
11.681
932
Dove non ci sono troll, frustrati e rosiconi
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Bici
Gigiant
Ringrazio intanto chi ha speso un po' del suo tempo per intervenire in questo 3d.
Diciamo che mi avete capito bene. La mia non è arroganza o arrivismo, ma solo la conseguenza di una errata uguaglianza ME STESSO=BICI=VITA. Ed in ciò emergono tutti i miei limiti
Aggiungo che apprezzo ed ammiro chi ha un approccio più sano con lo sport.
Ma ci devo ancora lavorare.
Al momento vorrei provare a mantenere la bici come sport alternativo alla corsa, ma forse le acque si devono ancora un po' calmare perché ogni volta che siedo su un sellino non mi possono venire rimorsi vari.
E' vero c'è tanta tanta gente che per conciliare bici, lavoro, famiglia fa i salti mortali, ma al momento non sono pronto nemmeno per questo.
In questo momento il mondo del lavoro non è facile, bisogna essere disposti a concedergli più di quanto sarebbe necessario. Contratti a termine e quant'altro non permettono molte prese di posizione o pianificazioni.
Forse ero anche un po' stufo e stanco.
Ad agosto mi sono concesso la prima vera vacanza da 8 anni. Se avessi continuato con il solito rullino, 10 gg di vacanza sarebbero stati troppo preziosi per passarli spaparanzato in spiaggia, sarebbe stata una occasione per macinare km.
La corsa mi consente al momento di ritagliarmi uno spazio per me stesso che la bici non mi concedeva.
Cmq mai dire mai, non fui in grado di predire la rapidità con cui ho troncato nettamente con il ciclismo, non sono in grado di dire ora se tornerò mai a pedalare in modo costante.
Al momento ciò che più mi manca della bici sono le lunghe distanze percorse nei miei appennini e l'ambiente del ciclismo amatoriale.
D'altra parte l'esigenza interna che ho di trovare nuovi terreni in cui migliorare e progredire, mi obbliga a distaccarmi dalla bici per provare nuove esperienze.

non darti addosso, perchè non esiste un modo corretto per concepire la bici. Ognuno in qualsiasi cosa che fa da quello che è in quel preciso momento. Poi si si cambia, intervengono tante cose in questo percorso che fan si che si vedano le cose sotto altri punti di vista. Se accade questo allora significa che si è cresciuti e le esperienze passate hanno solo meriti in questo percorso, nessun demerito.
 

Sergio Servadio

Apprendista Scalatore
23 Marzo 2006
2.341
44
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E venne il giorno, anzi più correttamente, e venne la sera in cui si verificò un grande cambiamento nella mia vita.

A tutti capita, prima o poi, di prendere decisioni che comportano una svolta nella vita.
Naturalmente, massimo rispetto anche per te.
Rimane lo stupore che si prova leggendo le tue parole e la tentazione di suggerirti una diversa visione e un diverso approccio all'andare in bicicletta.
Prenditi senz'altro il tuo tempo, ma non credere di aver imboccato una via senza ritorno.

Potrei aggiungere tanti aneddoti della mia 'vita da ciclista' da quando desideravo una qualche biciclettina con il cambio (sempre negata dai genitori) a quando ne acquistai e a quando me ne feci costruire una, con i controfiocchi, da corsa.
Non ho mai pensato di fare gare: l'ho usata per andare in giro con lo zainetto in spalla.

Anni piu' tardi mi resi conto che ottime biciclette come la mia, oramai fuori moda, venivano da molti accantonate ed era facile procurarsele a poco prezzo.
Ho imparato a smontarle, riassemblarle e manutenerle, tanto da collezionarne una decina.

A parte iqualche nterruzione per infortuni, non ho mai smesso di fare cicloturismo.
E' stato, per tanti anni, con enorme soddisfazione, il mio modo di fare vacanze estive.

Se posso, ti suggerirei di non pensare piu' alla bici, pur da corsa, per gareggiare. Considerala semplicemente mezzo per viaggiare libero e spensierato.

Ho detto 'semplicemente' ma la bici e' capace di offrire sensazioni difficili da ottenere altrimenti.
L'entroterra della tua provincia (Piacenza) offre terreno ideale per girovagare per valli e monti.

P.s.
Per la cronaca, sono quarantadue anni che vado in bicicletta da corsa.

Sergio
Pisa
 
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poloni paolo

Apprendista Scalatore
4 Aprile 2010
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breda di piave
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a 2 ruote(per il momento)
E' vero c'è tanta tanta gente che per conciliare bici, lavoro, famiglia fa i salti mortali, ma al momento non sono pronto nemmeno per questo.
In questo momento il mondo del lavoro non è facile, bisogna essere disposti a concedergli più di quanto sarebbe necessario. Contratti a termine e quant'altro non permettono molte prese di posizione o pianificazioni.
Forse ero anche un po' stufo e stanco.
Vero,il momento non è facile ed influisce per forza con il ciclismo,sport che ha bisogno di molto tempo a disposizione per aver dei risultati o semplici soddisfazioni,in effetti la corsa porta via meno tempo.
 

matroma92

Passista
19 Giugno 2011
3.819
40
Zagarolo - Roma
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Bici
Canyon Ultimate CF SL; Specialized tarmac comp
Non posso che capirti... Anche io non riesco a praticare sport senza obbiettivi precisi e senza una certa programmazione, è l'unico modo per trovare i giusti stimoli.
È capitato anche a me da Giugno a Settembre di perdere gran parte della voglia che avevo di pedalare; per via dello studio ogni volta che uscivo in bici avevo i rimorsi perché sapevo che quello era tempo prezioso che "perdevo". Ora invece sto cercando di godermi questo periodo tranquillo per pedalare con gli amici senza tirarmi troppo il collo e dedicandomi ad un po' di palestra per bilanciare un po' la muscolatura e devo dire che la mia testa sta reagendo positivamente.
Vedrai che con il tempo le cose si sistemeranno e arriveranno momenti migliori!
In bocca al lupo. o-o
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
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varese
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E venne il giorno, anzi più correttamente, e venne la sera in cui si verificò un grande cambiamento nella mia vita.
Ma prima di tutto, voglio precisare perché mi sto mettendo a scrivere queste cose. Le scrivo per condividerle, perché le emozioni e i sentimenti sia positivi che negativi valgono la pena di essere raccontati. Perché finalmente ho il coraggio di metterle nero su bianco su un forum che mi ha fatto trascorrere tante ore piacevoli e che, per quel che vale, approfitto per ringraziare.
Scrivo inoltre perché penso, spero, che ad un appassionato di ciclismo queste parole possano interessare; perché una bici la si manda avanti con le gambe ma molto di più con il sentimento. E' possibile che alcuni abbiano vissuto un momento analogo al mio e che lo abbiano superato, altri invece, magari, si trovano ancora nel "tunnel"senza dubbi che gli possano rovinare la pedalata, altri magari mi considerano giá un immaturo frustrato. Non importa.
Dicevo, venne la sera, un venerdì sera, il 28 giugno, in cui in cui la mia testa protestò vibratamente. E se si dice che al cuor non si comanda, figurarsi alla testa.
Per la granfondo domenicana tutto era stato stabilito. Iscrizione, albergo, catena della bici cambiata; avre lavorato al sabato mattina e nel primo pomeriggio sarei partito.
E invece no, come detto, la mia testa protestó e rifiutó quella decisione.
Venerdì sera tornai a casa dalla mia uscita in bici ed improvvisamente, come svegliandomi da un sogno, non sapevo piú rispondere alla domanda :-perché lo sto facendo?, perché tutte queste fatiche, sacrifici, tensioni, pericoli?
La decisione di smettere di pedalare fu improvvisa.
Ma probabilmente il mio cervello era giá un po' che ci pensava. Una settimana con un po' più di stanchezza addosso, fecero traboccare solamente il famoso vaso.
É come il terremoto, il suo verificarsi improvviso deriva da un lungo accumulo di energia nel sottosuolo. Come il vulcano che esplode con un boato, ha visto pian piano crescere la pressione nella sua camera di magma.
I cambiamenti nella mia vita, il passaggio da studente a lavoratore, con tutte le difficoltá del caso, la consapevolezza che mai più sarei riuscito a ritagliarmi gli spazi di tempo di prima, il fatto che mi sarebbe piaciuto poter fare ciclismo anche d'inverno e non rullare come un criceto; furono componenti decisivi nella mia decisione.
Avevo un sogno, un miraggio forse. Vincere una granfondo. Se é vero che non ci sono andato molto lontano, é tanto più vero che non ci sono mai andato vicino e il fatto che la mia nuova vita non mi avrebbe consentito nemmeno di provarci mi abbatteva.
Così misi da parte la bici in modo assoluto.
Quando si dice addio ad un grande amore é difficile che si possa mantenere una amicizia.
Così é accaduto per me. O tutto o niente. Il ciclismo era una passione che o potevo viverla in modo intenso o era meglio non viverla. La parte fa rimpiangere il tutto.
Non dico che questo sia un pensiero giusto o sano, ma era il mio pensiero, e gli stati d'animo che ne scaturivano erano veri.
Perció ho vissuto tre mesi non piacevoli, senza troppi ulteriori dettagli ve ne bastino 2. Uscivo di casa senza passare dal garage per non trovarmi di fronte la mia bici ormeggiata e il borsone è ancora li nel corridoio, mai più disfatto, pronto per una quantomai improbabile trasferta ciclistica.
Il periodo più brutto credo sia alle spalle, forse ora ho voltato pagina, non, forse, tanto grazie ad una maturazione mentale quanto grazie al trascorrere del tempo che cicatrizza le ferite.
Mi sono avvicinato ad un nuovo sport, che al momento rimane poco più di una attivitá per rimanere in forma.
Il ciclismo, anche ad un paracarro come me, ha dato ed ha tolto tanto, ma non é stato un gioco a somma zero. Poiché una forte emozione negativa non cancella una positiva, semplicemente si sommano.
beh,devo dire che anch'io dopo piu' di 20 anni di agonismo,ho avuto più di una volta questi pensieri...una caduta che l'anno scorso mi ha letteralmente tolto 8 mesi di vita ha accellerato il tutto.ora pedalo ancora,ma solo in fuoristrada,perchè ho scoperto che mi diverte tantissimo!la bdc al momento non mi attira più e sopratutto mi sono liberato dalla sua schiavitù,provocata dall'agonismo.hai fatto la scelta giusta,non dobbiamo sentirci obbligati a fare qualcosa solo perchè lo facciamo da una vita!ti auguro di divertirti con quello che scoprirai di nuovo o-o
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
3.145
302
varese
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Il ciclismo non e' solo competizione, anche xche' se cosi fosse io che ho cominciato ad andare in bici a 43 anni cosa dovrei fare.
Invece lavorando ed avendo famiglia, cerco di ritagliarmi dei momenti da dedicare alla bici e sono felice, esco da solo e mi godo il piacere di pedalare, e chi se ne frega se non sono competitivo, e' il piacere di macinare km e tornare a casa stanco ma soddisfatto.
o-o
parole sante!o-o
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
3.145
302
varese
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La scelta è da rispettare,è quella di un uomo che prevale sul ciclista,vivere il ciclismo in modo meno intenso non ce la fai proprio?;nonzo%

La curiosità nel sapere che sport sarà è forte,non sarà mica quel palloso jogging?;nonzo% Personalmente se mollassi il ciclismo mi dedicherei esclusivamente alla mtb,sono sempre 2 pedali ma è tutta un'altra storia,senza gare ovviamente![/QUOTE]quotone! o-o
 

Redoute

Maglia Amarillo
31 Maggio 2007
8.529
302
Lazio
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Bici
2
Il "tutto o niente" di cui ci parli nel tuo post forse ti impedisce al momento di concepire la bici in modo diverso dall'agonismo e di riprenderla per andare, come ti suggerivano altri, per colline e per monti senza nessun altro obiettivo che quello di scoprire luoghi nuovi.
Io non facevo Gf ma nelle mie uscite in bicicletta tanti anni fa ricercavo sempre il miglior tempo, in particolare nelle salite che percorrevo.
Poi "il troppo" mi provocò una crisi prima di tutto fisica e poi di testa che mi fece mettere da parte la bici per alcuni mesi per poi, dopo un periodo interlocutorio di un paio d'anni senza "carne ne pesce", riprenderla con finalità più escursionistiche.
Da quel momento sono passati 16 anni circa e la bici è ancora lì ad appassionarmi e a farmi desiderare di rimontarci in sella appena il lavoro mi lascia del tempo.
Capisco però il tuo momento attuale (anch'io sono stato vicino a lasciarla per sempre in cantina...) e se in questo momento pensi che ti dia più soddisfazione e appagamento la corsa a piedi è una cosa pienamente giustificabile.
Un abbraccio.
 

Shinkansen

Xeneize
20 Giugno 2006
14.547
4.571
Genova
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Bici
Colnago 50 Anniversary
D'altra parte l'esigenza interna che ho di trovare nuovi terreni in cui migliorare e progredire, mi obbliga a distaccarmi dalla bici per provare nuove esperienze.

Occhio a non cadere nel medesimo errore: cambia lo sport, ma le motivazioni rimangono le stesse ;-).

È normale avere ambizioni. Tu le avevi molto alte, ma tutti noi le abbiamo e spesso ci facciamo intrappolare dal meccanismo perverso che ci spinge a migliorare fino al nostro limite. Non essendo dei pro' rischiamo di scontrarci con la frustrazione. Benissimo, arrivare al proprio massimo. Io la ritengo una cosa salutare, l'importante è essere consapevoli di quello che stiamo facendo. Lo sport non è la nostra vita, a meno di non essere dei professionisti. E questo vale per tutte le nostre passioni.
 

marko

Maglia Iridata
22 Novembre 2005
12.213
897
,mhfujcf
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Bici
La mia
se non ti divertiva piu hai fatto bene a smettere......pero' la bici puo' essere anche 1000 modi diversi.prova a scoprirne almeno uno di questi visto che hai provato solo uno di questi 1000 modi
 

warsaw

Passista
11 Giugno 2008
4.244
223
Tannhäuser
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Bici
Ben8
un'uscita da 200 chilometri in gruppo, tranquilli, chiacchierando e, perché no, dedicandosi al panorama, non ha nulla da invidiare alla più rinomata delle granfondo.


parole sante, come sempre o-o :mrgreen:


Al momento ciò che più mi manca della bici sono le lunghe distanze percorse nei miei appennini e l'ambiente del ciclismo amatoriale.
D'altra parte l'esigenza interna che ho di trovare nuovi terreni in cui migliorare e progredire, mi obbliga a distaccarmi dalla bici per provare nuove esperienze.

come diceva Pinotti, "pedalo per stare in salute", certo lo sport agonistico non è così tanto salutare, e la testa a volte te lo dice chiaro e tondo...

il mix tra agonismo e scampagnate con gli amici forse è la chiave vincente... almeno nel mio caso
 

posse

Maglia Iridata
14 Ottobre 2008
12.602
382
tra bologna e la montagna
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Bici
Cervelo R3
Ringrazio intanto chi ha speso un po' del suo tempo per intervenire in questo 3d.
Diciamo che mi avete capito bene. La mia non è arroganza o arrivismo, ma solo la conseguenza di una errata uguaglianza ME STESSO=BICI=VITA. Ed in ciò emergono tutti i miei limiti
Aggiungo che apprezzo ed ammiro chi ha un approccio più sano con lo sport.
Ma ci devo ancora lavorare.
Al momento vorrei provare a mantenere la bici come sport alternativo alla corsa, ma forse le acque si devono ancora un po' calmare perché ogni volta che siedo su un sellino non mi possono venire rimorsi vari.
E' vero c'è tanta tanta gente che per conciliare bici, lavoro, famiglia fa i salti mortali, ma al momento non sono pronto nemmeno per questo.
In questo momento il mondo del lavoro non è facile, bisogna essere disposti a concedergli più di quanto sarebbe necessario. Contratti a termine e quant'altro non permettono molte prese di posizione o pianificazioni.
Forse ero anche un po' stufo e stanco.
Ad agosto mi sono concesso la prima vera vacanza da 8 anni. Se avessi continuato con il solito rullino, 10 gg di vacanza sarebbero stati troppo preziosi per passarli spaparanzato in spiaggia, sarebbe stata una occasione per macinare km.
La corsa mi consente al momento di ritagliarmi uno spazio per me stesso che la bici non mi concedeva.
Cmq mai dire mai, non fui in grado di predire la rapidità con cui ho troncato nettamente con il ciclismo, non sono in grado di dire ora se tornerò mai a pedalare in modo costante.
Al momento ciò che più mi manca della bici sono le lunghe distanze percorse nei miei appennini e l'ambiente del ciclismo amatoriale.
D'altra parte l'esigenza interna che ho di trovare nuovi terreni in cui migliorare e progredire, mi obbliga a distaccarmi dalla bici per provare nuove esperienze.
seppur con altri livelli prestazionali la mia storia ti assomiglia molto..
io ho tenuto botta il primo anno di lavoro con allenamenti dalle 6 alle 8 di mattina, e gare tiratissime fatte senza fondo
poi sono esploso di testa e di fisico
oramai sono 12 anni che pedalo solo il we, corro a piedi per il resto (esattamente per i motivi che hai detto tu, poca spesa molta resa)
ma la passione dice: bici
e una vocina che mi dice di tornare a correre c'e' sempre, come sempre c'e' la nostalgia per le sensazioni provate nelle GF "quando andavo forte"
pero' oramai non ce la farei proprio piu', adesso ho anche un figlio, è tutto troppo complicato
quindi allenamenti a piedi mar e gio e bici sab e dom, per totale 5 ore la settimana contro le 18-20 di quando correvo
è dura ma ci si convive o-o

PS: ma scoprirai che ci sono anche tanti vantaggi ad allenarsi meno e a fare altro ;-)
 

vulcan

Apprendista Scalatore
29 Ottobre 2011
2.299
421
61
Albino (BG)
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Bici
Colnago M10
Secondo me, camoscio, fai bene a fermarti completamente. Dopo anni di sacrifici, per quanto si abbia la possibilità di farli, si arriva ad un punto in cui nuove esigenze (lavoro, famiglia o, più semplicemente, il desiderio di una vita normale) ti portano a voler chiudere del tutto con l'attività almeno per un po'. Ci vuole un punto di rottura netto per tornare ad apprezzare la bicicletta con un altro spirito, magari dopo qualche anno. A me successe la stessa cosa con l'atletica quando iniziai l'università. Con gli anni le esigenze cambiano: o si ha la fortuna e il talento per fare dello sport la propria professione oppure ci si adegua; non c'è scampo.
Bisogna elaborare il lutto :mrgreen: per rigenerarsi. L'importante, come giustamente dice Shinkhansen qua sotto (post che condivido tutto), è non fare l'errore di cercare altrove ciò che dal ciclismo, per motivi di tempo, non hai potuto trovare.
Quello che deve rimanere dopo anni di sacrifici, è la resistenza alla fatica, più psicologica che fisica, necessaria ad affrontare le difficoltà che, inevitabilmente, la vita ti metterà di fronte.
Occhio a non cadere nel medesimo errore: cambia lo sport, ma le motivazioni rimangono le stesse ;-).

È normale avere ambizioni. Tu le avevi molto alte, ma tutti noi le abbiamo e spesso ci facciamo intrappolare dal meccanismo perverso che ci spinge a migliorare fino al nostro limite. Non essendo dei pro' rischiamo di scontrarci con la frustrazione. Benissimo, arrivare al proprio massimo. Io la ritengo una cosa salutare, l'importante è essere consapevoli di quello che stiamo facendo. Lo sport non è la nostra vita, a meno di non essere dei professionisti. E questo vale per tutte le nostre passioni.
 

passastapalla

Novellino
27 Giugno 2013
8
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Baviera, Germania
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Bici
Wilier GTR Team Endurance
Leggendo il tuo post non posso che ripensare a me da ragazzino.
Anni e anni a fare gare di sci per poi staccare completamente la spina, passare dallo sciare continuamente al farlo 2-3 volte l'anno. Non ne avevo più voglia, non mi interessava.

Fai benissimo a non voler più risalire in bici, ti sconsiglierei se posso di cercare a tutti i costi di trovare nuove motivazioni o stimoli per continuare a pedalare. La voglia o ce l'hai o non ce l'hai, non puoi fartela venire. Intanto sappi che ti sei andato a scegliere un meraviglioso sport sostitutivo!

PS: oggi conto le ore e i minuti che mancano per la prossima volta che potrò rimettere gli sci ai piedi. E' cambiato il modo di vivere la montagna - prima gare gare e solo gare, oggi telemark, scialpinismo, fuoripista, qualsiasi cosa - ma la voglia di neve è decisamente più forte adesso che quando ero piccolo...