L'UCI boccia i dischi per il 2014

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faberfortunae

Scalatore
30 Settembre 2011
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sempre una in meno...
Secondo me fai molta confusione tra Uci e aziende che producono bici e componenti,l'Uci e il mondo professionistico e' solo una vetrina per i loro prodotti ma non serve l'ok dell'Uci per produrre e vendere.L'Uci si occupa della parte agonistica del mondo della bici e ha dei regolamenti che riguardano telai e componenti che si posso usare nelle loro corse,se ritiene che per problemi di sicurezza i dischi non si possono usare non si usano.Tra l'altro l'Uci impone un limite minimo per le bici di 6,8kg ma moltissimi amatori hanno bici sotto questo limite e il mercato di questo non risente.C'e' una grossa fetta di gente che delle regole dell'Uci se ne frega e compra quello che ritiene piu' idoneo per loro.

Hai parlato tu di sponsor, ora dici che ci sono giochi politici, ti ricordo che in Italia paese di Campagnolo, una delle ditte più attive sul fronte dischi è Colnago, non certo una ditta di secondo piano.
Io posso credere o non credere quello che voglio, ma seguendo il tuo e non il mio ragionamento, la cosa non fila.
Quindi ora l'UCI non decide più in base a chi la sostiene ma a giochi politici.
Evitiamo di fare riferimenti politici, grazie.
Alhoa

sarà perché a me piace la logica e non il pressapochismo tipico di certe dietrologie ma pur sforzandomi non riesco a non condividere.o-o L'UCI non ha ancora approvato i freni a disco non tanto per fare un favore alla povera Campagnolo e dar modo a Sram di sistemare un paio di dettagli, in effetti non avrebbe avuto alcun senso. Nemmeno perché deve terminare improbabili istruttorie sulla loro pericolosità. Quanto perché se li avesse licenziati senza alcun precedente battage pubblicitario, non avrebbe probabilmente colto gli effetti commerciali auspicati e nessuno ci avrebbe investito nulla (se non qualche cinese). Ciò non significa che gli investimenti sin qui fatti che hanno accompagnato, gradientemente, il lancio dei dischi sulla bdc avranno in futuro una qualche utilità economica per chi li ha sostenuti. Resto ancora molto perplesso al riguardo, convinto che anche l'eventuale omologazione UCI (con annesso utilizzo di qualche team pro in alcune gare piovose) non sortirà l'effetto massificazione che qualcuno qui ritiene ormai certo. Se fosse così pedaleremmo tutti su top di gamma in carbonio, con ruote in carbonio per tubolari e saremmo tutti assistiti dal cambio elettromeccanico, mentre la realtà delle cose racconta ben altro o-o
 

Dogmafpx

Maglia Rosa
9 Ottobre 2006
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sarà perché a me piace la logica e non il pressapochismo tipico di certe dietrologie ma pur sforzandomi non riesco a non condividere.o-o L'UCI non ha ancora approvato i freni a disco non tanto per fare un favore alla povera Campagnolo e dar modo a Sram di sistemare un paio di dettagli, in effetti non avrebbe avuto alcun senso. Nemmeno perché deve terminare improbabili istruttorie sulla loro pericolosità. Quanto perché se li avesse licenziati senza alcun precedente battage pubblicitario, non avrebbe probabilmente colto gli effetti commerciali auspicati e nessuno ci avrebbe investito nulla (se non qualche cinese). Ciò non significa che gli investimenti sin qui fatti che hanno accompagnato, gradientemente, il lancio dei dischi sulla bdc avranno in futuro una qualche utilità economica per chi li ha sostenuti. Resto ancora molto perplesso al riguardo, convinto che anche l'eventuale omologazione UCI (con annesso utilizzo di qualche team pro in alcune gare piovose) non sortirà l'effetto massificazione che qualcuno qui ritiene ormai certo. Se fosse così pedaleremmo tutti su top di gamma in carbonio, con ruote in carbonio per tubolari e saremmo tutti assistiti dal cambio elettromeccanico, mentre la realtà delle cose racconta ben altro o-o

Ma cosa gli interessa all'Uci di questo,mica le vendono loro le bici.o-o
 

sembola

Scalatore
22 Aprile 2004
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verde
Io credo che la ricostruzione di faberfortunae sia piuttosto centrata e credibile. L'UCI non vende le biciclette o i componenti, ma le sue decisioni in campo tecnico hanno evidenti conseguenze commerciali per chi le bici o i componenti li costruisce e li vende. Rendere utilizzabile un componente che ad oggi pochi possono usare, sia per la mancanza di impianti sia per la mancanza di telai, non sarebbe funzionale agli interessi di chi direttamente o indirettamente finanzia il baraccone.
 

Dogmafpx

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Io credo che la ricostruzione di faberfortunae sia piuttosto centrata e credibile. L'UCI non vende le biciclette o i componenti, ma le sue decisioni in campo tecnico hanno evidenti conseguenze commerciali per chi le bici o i componenti li costruisce e li vende. Rendere utilizzabile un componente che ad oggi pochi possono usare, sia per la mancanza di impianti sia per la mancanza di telai, non sarebbe funzionale agli interessi di chi direttamente o indirettamente finanzia il baraccone.

A me sembra un cane che si morde la coda,le aziende aspettano l'Uci,l'Uci aspetta le aziende che siano pronte,che poi non e' cosi visto che solo Campagnolo non ha i dischi ma la maggior parte di produttori di telai ha un top di gamma predisposto.o-o
 

francesco72

Apprendista Velocista
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.....
sarà perché a me piace la logica e non il pressapochismo tipico di certe dietrologie ma pur sforzandomi non riesco a non condividere.o-o L'UCI non ha ancora approvato i freni a disco non tanto per fare un favore alla povera Campagnolo e dar modo a Sram di sistemare un paio di dettagli, in effetti non avrebbe avuto alcun senso. Nemmeno perché deve terminare improbabili istruttorie sulla loro pericolosità. Quanto perché se li avesse licenziati senza alcun precedente battage pubblicitario, non avrebbe probabilmente colto gli effetti commerciali auspicati e nessuno ci avrebbe investito nulla (se non qualche cinese). Ciò non significa che gli investimenti sin qui fatti che hanno accompagnato, gradientemente, il lancio dei dischi sulla bdc avranno in futuro una qualche utilità economica per chi li ha sostenuti. Resto ancora molto perplesso al riguardo, convinto che anche l'eventuale omologazione UCI (con annesso utilizzo di qualche team pro in alcune gare piovose) non sortirà l'effetto massificazione che qualcuno qui ritiene ormai certo. Se fosse così pedaleremmo tutti su top di gamma in carbonio, con ruote in carbonio per tubolari e saremmo tutti assistiti dal cambio elettromeccanico, mentre la realtà delle cose racconta ben altro o-o


ma solo per una questione di costi
 

Fuoco

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Ibrida home made
No, però "vendono" il prodotto ciclismo. Che è abbastanza prossimo al vendere bicilette. o-o

Io credo che la ricostruzione di faberfortunae sia piuttosto centrata e credibile. L'UCI non vende le biciclette o i componenti, ma le sue decisioni in campo tecnico hanno evidenti conseguenze commerciali per chi le bici o i componenti li costruisce e li vende. Rendere utilizzabile un componente che ad oggi pochi possono usare, sia per la mancanza di impianti sia per la mancanza di telai, non sarebbe funzionale agli interessi di chi direttamente o indirettamente finanzia il baraccone.

Il discorso fila :mrgreen:
 

faberfortunae

Scalatore
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sempre una in meno...
ma solo per una questione di costi

No. Lo dici tu. C'è gente che spende migliaia di euro per su misura in titanio, altra che non si ritiene all'altezza di pedalare su bici da 10 mila euro e quindi ripiega serenamente per altri modelli più modesti a catalogo. Altri ancora sono attratti da modelli che non entrano nemmeno nel circuito pro uci, indipendentemente dal costo (caad 10 allez o pegoretti legend). Altri, infine, si rivolgono al negoziante più comodo che se e' concessionario di Denti o Masciarelli (tanto per fare due nomi a caso di marchi non uso ai protour) magari acquisteranno proprio quelle bici forse addirittura pagandole quanto se non più del top di gamma blasonato. Ragazzi nessuno ne abbia a male, ma mi sembra che stiamo diventando un po' troppo autoreferenziali: il fatto che a noi piacciano le bici "a la page" e consociamo a menadito tutte le dotazioni dei protour teams, non significa che altri ciclisti, che magari pedalano più e meglio di noi, anche a livelli agonistici, si facciano condizionare così pesantemente da indirizzarsi solo su prodotti UCI certified o-o e, quando non avvenga, ciò sia dovuto solo al prezzo.o-o
 

sembola

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[MENTION=4239]Dogmafpx[/MENTION]: la mia sensazione è che invece i produttori non siano così pronti, nè a livello tecnico che aziendale/organizzativo, e che il rimandare di due anni vada bene sostanzialmente a tutti. A chi i dischi o i telai già li ha pronti, perchè ha più tempo per verificarne il comportamento sul campo specialmente in funzione dell'interazione tra impianti, mozzi e telai; ma anche a chi i dischi o i telai non ce li ha ancora, perchè può decidere se progettarli/realizzarli oppure no, e nel caso sfruttare l'esperienza e gli errori dei precursori; ed a tutti e due perchè nel frattempo si ammortizzano le spese per lo sviluppo di quello che viene venduto attualmente...
 

Fuoco

Velocista
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Bici
Ibrida home made
Mah, secondo me si fa l'errore di vedere tutto bianco o nero ed è sempre sbagliato.

E' chiaro che quello che dice Faber è vero, se no in giro ci sarebbero solo quelle 2-3 bici che hanno vinto le principali competizioni l'anno prima...

Però non si può negare che a livello macro, che vuol dire centinaia di migliaia di appassionati in tutto il mondo, ce ne sia una fetta importante che da peso a queste cose e che quindi certe scelte fanno spostare in una direzione o nell'altra un bel po' di quattrini...

Poi è un cambiamento importante che coinvolge tutti, avranno trovato i loro accordi
 

sembola

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No. Lo dici tu. C'è gente che spende migliaia di euro per su misura in titanio, altra che non si ritiene all'altezza di pedalare su bici da 10 mila euro e quindi ripiega serenamente per altri modelli più modesti a catalogo. Altri ancora sono attratti da modelli che non entrano nemmeno nel circuito pro uci, indipendentemente dal costo (caad 10 allez o pegoretti legend). Altri, infine, si rivolgono al negoziante più comodo che se e' concessionario di Denti o Masciarelli (tanto per fare due nomi a caso di marchi non uso ai protour) magari acquisteranno proprio quelle bici forse addirittura pagandole quanto se non più del top di gamma blasonato. Ragazzi nessuno ne abbia a male, ma mi sembra che stiamo diventando un po' troppo autoreferenziali: il fatto che a noi piacciano le bici "a la page" e consociamo a menadito tutte le dotazioni dei protour teams, non significa che altri ciclisti, che magari pedalano più e meglio di noi, anche a livelli agonistici, si facciano condizionare così pesantemente da indirizzarsi solo su prodotti UCI certified o-o e, quando non avvenga, ciò sia dovuto solo al prezzo.o-o

Senza dubbio ci sono "altri ciclisti" che usano materiale di "nicchia" e con soluzioni non utilizzabili in corsa: ma se prendiamo in esame i listini delle major non c'è una sola bici "non UCI certified". Evidentemente la diffidenza della massa per ciò che è "diverso" da quello correntemente utilizzato anche nelle corse non è una mia invenzione ;-)
 

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Senza dubbio ci sono "altri ciclisti" che usano materiale di "nicchia" e con soluzioni non utilizzabili in corsa: ma se prendiamo in esame i listini delle major non c'è una sola bici "non UCI certified". Evidentemente la diffidenza della massa per ciò che è "diverso" da quello correntemente utilizzato anche nelle corse non è una mia invenzione ;-)

Il mercato non e' fatto solo di quelle e basta farsi un giro alle gf e gare a circuito per rendersene conto.Anche su tutti documentari che passano su Bike Channel c'e' gente che gira con stupendi telai in acciaio con gruppi Super Record e pochissimi hanno bici top.Il mercato non e' quello che vediamo qui sul forum fuori e' un mondo diverso.
 

paris

Cronoman
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FOCUS IZALCO MAX
sarà perché a me piace la logica e non il pressapochismo tipico di certe dietrologie ma pur sforzandomi non riesco a non condividere.o-o L'UCI non ha ancora approvato i freni a disco non tanto per fare un favore alla povera Campagnolo e dar modo a Sram di sistemare un paio di dettagli, in effetti non avrebbe avuto alcun senso. Nemmeno perché deve terminare improbabili istruttorie sulla loro pericolosità. Quanto perché se li avesse licenziati senza alcun precedente battage pubblicitario, non avrebbe probabilmente colto gli effetti commerciali auspicati e nessuno ci avrebbe investito nulla (se non qualche cinese). Ciò non significa che gli investimenti sin qui fatti che hanno accompagnato, gradientemente, il lancio dei dischi sulla bdc avranno in futuro una qualche utilità economica per chi li ha sostenuti. Resto ancora molto perplesso al riguardo, convinto che anche l'eventuale omologazione UCI (con annesso utilizzo di qualche team pro in alcune gare piovose) non sortirà l'effetto massificazione che qualcuno qui ritiene ormai certo. Se fosse così pedaleremmo tutti su top di gamma in carbonio, con ruote in carbonio per tubolari e saremmo tutti assistiti dal cambio elettromeccanico, mentre la realtà delle cose racconta ben altro o-o
Al riguardo dei freni a disco fonti UCI affermavano che sono in corso i test e le prove di sicurezza dalle quali poi nascerà una norma ISO a cui i costruttori dovranno adeguarsi se vogliono avere un prodotto approvato UCI.
Altro problema se li avessero approvati senza uno standard, riguarda la spesa che un organizzatore dovrebbe affrontare per avere un cambio ruote in grado di far ripartire chiunque così come richiesto nelle corse UCI.
 

sembola

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Il mercato non e' fatto solo di quelle e basta farsi un giro alle gf e gare a circuito per rendersene conto.Anche su tutti documentari che passano su Bike Channel c'e' gente che gira con stupendi telai in acciaio con gruppi Super Record e pochissimi hanno bici top.Il mercato non e' quello che vediamo qui sul forum fuori e' un mondo diverso.

Temo che la dimensione globale del mercato non sia fatta da chi gira con stupendi telai in acciaio, tanto è vero che parliamo di decine di migliaia di pezzi contro qualche centinaio.

Così come oggi il mercato non lo fanno i fan dei freni a disco, sia chiaro.
 

faberfortunae

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Senza dubbio ci sono "altri ciclisti" che usano materiale di "nicchia" e con soluzioni non utilizzabili in corsa: ma se prendiamo in esame i listini delle major non c'è una sola bici "non UCI certified". Evidentemente la diffidenza della massa per ciò che è "diverso" da quello correntemente utilizzato anche nelle corse non è una mia invenzione ;-)

beh si si certo ... quando dicevo "racconta altro" io però mi riferivo all'UCI certified del protour (dogma 8, tarmac sl 4 ora 5, impec ecc..) che condizionerebbero le scelte del mercato.. il mio post e le mie riflessioni a quello si riferivano a quelloo-o
 

faberfortunae

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... comunque ci stiamo avviluppando sul niente. Le dinamiche e le logiche di mercato, la futura diffusione dei freni a disco e la seduttività dei materiali in uso ai pro sono temi troppo complessi che mal si prestano ad essere semplificati senza il supporto di dati, cifre e previsioni attendibili (professionali, intendo) sicchè forse stiamo un po' uscendo, inutilmente, dal recinto del thread.
:eek:o-o
 

Dogmafpx

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... comunque ci stiamo avviluppando sul niente. Le dinamiche e le logiche di mercato, la futura diffusione dei freni a disco e la seduttività dei materiali in uso ai pro sono temi troppo complessi che mal si prestano ad essere semplificati senza il supporto di dati, cifre e previsioni attendibili (professionali, intendo) sicchè forse stiamo un po' uscendo, inutilmente, dal recinto del thread.
:eek:o-o

Il titolo del tread e' "L'UCI boccia i dischi per il 2014" e noi stiamo discutendo del perche',non mi sembra tanto fuori Ot.Poi concordo che senza dati e' difficile.o-o
 

sembola

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Quello dei telai in acciaio era un esempio.
Ovviamente. Solo che occorre riconoscere che il grosso del mercato non lo fanno gli appassionati dell' acciaio o del titanio, magari sono segmenti interessanti e redditizi ma numericamente molto piccoli e globalmente poco significativi.


beh si si certo ... quando dicevo "racconta altro" io però mi riferivo all'UCI certified del protour (dogma 8, tarmac sl 4 ora 5, impec ecc..) che condizionerebbero le scelte del mercato.. il mio post e le mie riflessioni a quello si riferivano a quelloo-o
Anche i modelli di media e bassa gamma sono perfettamente aderenti al dettato regolamentare UCI.
Ma la questione, che ho sollevato con grande scandalo ;-) qualche giorno fa, è sensibilmente diversa. La mia tesi è che le "innovazioni" (vere o presunte, non è questo il punto) vengono più facilmente accettate se ottengono un "imprimatur" da parte del mondo agonistico, che rappresenta un po' il "faro" per moltissimi utenti, anche per quelli che fanno della bici un uso tutt'altro che agonistico. Naturalmente non è automatico che l'uso da parte dei pro comporti l'adozione da parte di tutti: ma è vero il contrario, una soluzione non adottata nel mondo pro (e quindi autorizzata dall' UCI, quando è richiesto) è difficile che si diffonda a livello di massa.
 
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