Approvata la nuova normativa amatoriale: rivoluzione etica e tutela della salute

Stato
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MTS

Pignone
1 Ottobre 2014
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PARLIAMO DI NORMATIVA AMATORIALE
...
La competenza per normare gli aspetti tecnici/agonistici e di giustizia sportiva é affidata alla competenza esclusiva di ogni singola Federazione e di ogni singola Disciplina sportiva. Gli Enti non hanno questa prerogativa!
Questo é stabilito dalla Legge dello Stato che istituisce il CONI.
Avevo altresì scritto, sempre in merito all'argomento qua trattato, che la Consulta non ha il potere di emanare nessuna normativa tecnica appunto perché gli Enti debbono prendere la normativa di riferimento da ogni singola Federazione per ogni singolo sport.
La prova di questo é contenuta negli Statuti dei vari Enti, approvati dal Coni, che sono tutti identici.

Si riporta ad esempio, non esaustivo, quanto stabilito nello Statuto dell'ACSI:
Art. 1 - comma 2
A tal fine l’ACSI si propone di:
a) promuovere e l’organizzare attività fisico-sportive, ancorché esercitate con modalità competitive e con finalità ricreative e formative nel rispetto dei principi, delle regole e delle competenze del CONI, delle Federazioni Sportive e delle Discipline Sportive Associate;


E vi é una profonda ragione in questa distinzione statutaria imposta dal CONI a tutti gli Enti:
1) le FSN sono quelle il cui sport é incluso fra quelli olimpici estivi od invernali
2) le DSA sono quelle il cui sport non é incluso fra quelli olimpici estivi od invernali, ma che comunque possono anche arrivare ad organizzare campionati mondiali
3) gli EPS sono figure che non rientrano, e quindi non hanno le competenze, che la Legge affida alle prime due tipologie, ossia FSA e DSA!

Ritengo quindi sia dimostrato che gli Enti debbano solamente applicare le normative tecniche emanate da ogni singola Federazione: e questo per ogni singolo sport che praticano.
Quindi la Consulta può solo, quando si costituirà come associazione riconosciuta con sua propria figura giuridica (figura che oggi non possiede, per sua stessa ammissione), semmai gestire la pratica cicloamatoriale dello sport del ciclismo che deve svolgersi SECONDO LE REGOLE E LE NORME STABILITE dalla sola FCI.

La stessa regolamentazione amatoriale 2015 approvata dalla FCI con delibera presidenziale del 20.10.2014, per diventare definitiva deve essere ratificata dal Consiglio federale nella sua prossima riunione (la cui data non é ancora stata stabilita).


Forse non sono stato chiaro, e me ne scuso. Ogni singola federazione può, nel rispetto delle norme cornice del CONI, disciplinare la normazione particolare. Non intendevo disquisire sulla competenza della Consulta a normare. Non mi interessa. Stavo dicendo che attraverso il principio della rappresentanza si può veicolare in seno alle singole federazioni l'iniziativa normativa che provenga dal mondo degli atleti. Non c'è una sola norma che lo vieti. Basta volerlo.


"Poche chiacchiere e menare" F. Gimondi
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
Forse non sono stato chiaro, e me ne scuso. Ogni singola federazione può, nel rispetto delle norme cornice del CONI, disciplinare la normazione particolare. Non intendevo disquisire sulla competenza della Consulta a normare. Non mi interessa. Stavo dicendo che attraverso il principio della rappresentanza si può veicolare in seno alle singole federazioni l'iniziativa normativa che provenga dal mondo degli atleti. Non c'è una sola norma che lo vieti. Basta volerlo.

"Poche chiacchiere e menare" F. Gimondi

Nel ciclismo chi norma é l'UCI, nel Calcio é la FIFA, nell'atletica é la IAAF.
Gli atleti sono rappresentati nei Consigli federali delle Federazioni italiane.
Quindi é chiaro che le norme discendono dall'alto e quando anche salissero dalla base sotto forma di proposte dovrebbero, per trovare applicazione, essere prima approvate dall'alto!
Come prevede la Legge Melandri del 1999 (poi modificata) sia nel Coni, sia nelle FSN che nelle Discipline associate vi é una rappresentanza degli atleti nei Consigli Federali.
Negli Enti questo non é previsto nei loro Statuti poiché gli Enti non hanno la possibilità di decidere regole sul piano tecnico, dovendo applicare quelle che sono decise dalle Federazioni e dalle Discipline.
E le Federazioni e le Discipline nascono come entità sportive che hanno lo scopo primario di gestire lo sport olimpico o di alto livello (per le discipline non olimpiche).
Se qualcuno capisse queste piccole differenze, molte discussioni non vi sarebbero nemmeno state: un elefante in una cristalleria fa solo danni.
Come infatti puntualmente é successo!
 

MTS

Pignone
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Nel ciclismo chi norma é l'UCI, nel Calcio é la FIFA, nell'atletica é la IAAF.
Gli atleti sono rappresentati nei Consigli federali delle Federazioni italiane.
Quindi é chiaro che le norme discendono dall'alto e quando anche salissero dalla base sotto forma di proposte dovrebbero, per trovare applicazione, essere prima approvate dall'alto!
Come prevede la Legge Melandri del 1999 (poi modificata) sia nel Coni, sia nelle FSN che nelle Discipline associate vi é una rappresentanza degli atleti nei Consigli Federali.
Negli Enti questo non é previsto nei loro Statuti poiché gli Enti non hanno la possibilità di decidere regole sul piano tecnico, dovendo applicare quelle che sono decise dalle Federazioni e dalle Discipline.
E le Federazioni e le Discipline nascono come entità sportive che hanno lo scopo primario di gestire lo sport olimpico o di alto livello (per le discipline non olimpiche).
Se qualcuno capisse queste piccole differenze, molte discussioni non vi sarebbero nemmeno state: un elefante in una cristalleria fa solo danni.
Come infatti puntualmente é successo!


Le norme in materia di giustizia sportiva le scrive il CONI e non l'UCI. Al nuovo codice CONI le federazioni si devono conformare. Una federazione può dettare le proprie regole di giudizio, nel rispetto di quelle disegnate dal CONI, come meglio crede. Dunque anche facendo partecipare i singoli enti al momento normativo.
Più in generale stavo tentando di fare un ragionamento de iure condendo, il che fa danno solo alle orecchie di chi s'impegna a fare il maestro invece di tentare un dialogo costruttivo. Si stava ragionando di doping, di norme che ne regolano la verifica e ne comminano la sanzione, non di etologia dei grandi pachidermi.
E siccome i contraddittori sono abituato a scegliermeli, non me ne vorrai se il discorso finisce qui.
Buone cose.


"Poche chiacchiere e menare" F. Gimondi
 

samuelgol

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24 Settembre 2007
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Rimane il fatto che la normativa etica (che nella sua applicazione al passato non ho condiviso), rimane non una sanzione, ma un requisito. Un requisito come può esserlo l'idoneità sportivo/agonistica certificata dal medico sulla base di alcuni esami prestabiliti (spirometria, urine, esame sotto sforzo ecc.), come può esserlo una età minima (non credo anche massima) ecc.ecc..
Senza mille giri di parole e discorsoni che tanto sanno di politichese e poco ci si capisce, le domande sono:

quale entità ha introdotto questo requisito? (Consulta? FCI? Coni? UCI? Wada? ecc.);

questa entità aveva il potere di farlo? e se no in base a quale norma?

Fine. Se non si poteva introdurlo, un ricorso ha vita facile e allora tanto vale farlo da chi ne ha facoltà a chi ha il potere di decidere. Se si poteva introdurlo, sarebbe ora che fosse fatto rispettare da tutti nei confronti di tutti.
 
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micky

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Da regolamento Coni sono le Federazioni a decidere anche per gli amatori (nel nostro caso FCI) ma la Consulta è stata creata per far partecipare tutti gli Enti alle varie decisioni; vedi la normativa che è stata firmata da tutti gli Enti assieme alla FCI.

Tempo fa c'erano interviste dei rappresentanti degli Enti, qualcuno aveva storto un pò il naso ma in linea di massima erano tutti d'accordo; star qui a cercare chi ha avuto l'idea (se vogliamo chiamarla così) non credo cambi le cose.
 

angelo francini

Gregario
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Rimane il fatto che la normativa etica (che nella sua applicazione al passato non ho condiviso), rimane non una sanzione, ma un requisito. Un requisito come può esserlo l'idoneità sportivo/agonistica certificata dal meteo sulla base di alcuni esami prestabiliti (spirometria, urine, esame sotto sforzo ecc.), come può esserlo una età minima (non credo anche massima) ecc.ecc..
Senza mille giri di parole e discorsoni che tanto sanno di politichese e poco ci si capisce, le domande sono:

quale entità ha introdotto questo requisito? (Consulta? FCI? Coni? UCI? Wada? ecc.);

questa entità aveva il potere di farlo? e se no in base a quale norma?

Fine. Se non si poteva introdurlo, un ricorso ha vita facile e allora tanto vale farlo da chi ne ha facoltà a chi ha il potere di decidere. Se si poteva introdurlo, sarebbe ora che fosse fatto rispettare da tutti nei confronti di tutti.

Appunto un requisito illegittimo.
Primo la REGOLA ETICA non è prevista dal Codice etico del CONI (che é l'unico valido): non é prevista perché é in contrasto con i Principi fondamentali per gli Statuti FSN, con i Principi di Giustizia emanati dal CONI, con il Codice WADA.
Ciò detto la storia dalla nascita della "regola etica" e di quella sugli "ex-agonisti" é la seguente:
la FCI mette Pavoni (vicesegretario FCI) nel Consiglio della Consulta, Santilli (quando era PF della FCI) partecipa ad una riunione (inizio 2013) della Consulta e fa passare quelle due idee (che sono sue). Esce il comunicato CNC ed interviene la Segretaria FCI con un comunicato dicendo che quella normativa deve prima passare dal CF della FCI ed il tutto si ferma.
Ad ottobre la CNC delibera le due Regole (affermando che le stesse erano state approvate dal Cf della FCI di luglio): ma invece il CF-FCI le delibera solo due mesi dopo a dicembre 2013: ossia uno approva le regole ritenendo che lo abbia già fatto l'altro, quando invece non é vero!!!!!!!!
La Consulta, senza approvazione della FCI, nella stessa riunione istituisce la casella email ETICA su proposta di Santilli.

La paternità di queste due illegittime regole é di Santilli, anche se va detto che il riconoscimento formale é stato fatto dal Consiglio federale della FCI.

Ora é evidente che si debba fare un ricorso per chiederne la dichiarazione di illegittimità che ne impedisca l'applicazione nel 2015!
Ma il ricorso oggi andrebbe fatto contro la delibera fatta dal Presidente della FCI il 20.10.14: che non é definitiva, poiché essendo stata assunta con i poteri del Consiglio, deve essere ratificata o meno da tale organo primario della FCI.
Solo dopo la ratifica dal CF-FCI si potrà, se resta invariata, partire con il ricorso: prima vai contro un atto che non é definitivo..... e quindi dovresti fare il ricorso contro l'ultimo atto FCI valido che é la normativa applicata nel 2014!
Poiché il CF nella sua ultima riunione del 6 agosto aveva rinviato l'approvazione di questa normativa alla successiva riunione (ancora da fare) potrebbe capitare che il CF non approvi la delibera, fatta da Di Rocco, facendola decadere oppure potrà modificare la stessa.
In ogni caso si deve attendere questo passaggio per fare qualsiasi azione.
 

gymartino

Apprendista Velocista
8 Luglio 2010
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Luicciana (Prato)
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Pinarello FP 4:13
Rimane il fatto che la normativa etica (che nella sua applicazione al passato non ho condiviso), rimane non una sanzione, ma un requisito. Un requisito come può esserlo l'idoneità sportivo/agonistica certificata dal meteo sulla base di alcuni esami prestabiliti (spirometria, urine, esame sotto sforzo ecc.), come può esserlo una età minima (non credo anche massima) ecc.ecc..
Senza mille giri di parole e discorsoni che tanto sanno di politichese e poco ci si capisce, le domande sono:

quale entità ha introdotto questo requisito? (Consulta? FCI? Coni? UCI? Wada? ecc.);

questa entità aveva il potere di farlo? e se no in base a quale norma?

Fine. Se non si poteva introdurlo, un ricorso ha vita facile e allora tanto vale farlo da chi ne ha facoltà a chi ha il potere di decidere. Se si poteva introdurlo, sarebbe ora che fosse fatto rispettare da tutti nei confronti di tutti.

Direi che tutte le federazioni, gli enti e le associazioni hanno nei loro statuti un punto che più o meno recita così:

"possono essere soci dell'associazione tutti coloro che condividono le finalità ed i principi ispiratori e ne accettino lo statuto"

A mio personale giudizio questo è già, da sempre, la cosiddetta norma etica, perchè direi che non si può dire che chi ha fatto uso di doping condivida finalità e principi ispiratori di enti, federazioni, discipline, associazioni. La norma 2014 secondo me non fa altro che ribadire e sottolineare questo aspetto e lo ha fatto rispettare a molti più soggetti.
Il diritto di tesserare solo chi risponde a determinati requisiti non credo si possa negare.
Senza tessera non si corre.
Discorso tutto sommato semplice.
Allo stesso modo mi appare semplice il discorso sulla iscrizione ad invito alle competizioni. Laddove (praicamente ovunque adesso) questa formula è inserita nel regolamento, è sempre seguita anche dalla formula in cui chi si iscrive accetta il regolamento. Questo assume valore di contratto fra chi organizza e chi chiede di iscriversi.

La nuova formulazione, che non avevo ancora visto (sono più lento pure di Michele e non solo in bici..), mi piace effettivamente di più. Quantomeno dimostra di aver ascoltato pareri e osservato situazioni.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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Da regolamento Coni sono le Federazioni a decidere anche per gli amatori (nel nostro caso FCI) ma la Consulta è stata creata per far partecipare tutti gli Enti alle varie decisioni; vedi la normativa che è stata firmata da tutti gli Enti assieme alla FCI.

Tempo fa c'erano interviste dei rappresentanti degli Enti, qualcuno aveva storto un pò il naso ma in linea di massima erano tutti d'accordo; star qui a cercare chi ha avuto l'idea (se vogliamo chiamarla così) non credo cambi le cose.

Eccome cambia le cose: gli Enti, attraverso la Consulta (che non ha alcun potere normativo) fanno una delibera che impone delle regole tecniche alla FCI quando INVECE spetta alla sola FCI stabilire quelle stesse regole, che devono essere rispettose della normativa statale, del CONI e dell'UCI.

Sai sarebbe come dire che il mio Sindaco può decretare l'applicazione della pena di morte nel nostro Comune!

E le due regole prevedono che i soggetti interessati debbano obbligatoriamente fare la tessera di cicloturista, ma sono autorizzati a fare le gare agonistiche! Un'eresia.
Ci ricordiamo cosa dicono i regolamenti tecnici della FCI é degli Enti relativamente all'ATTIVITA' CICLOTURISTICA:
RT AMATORIALE -
art 97 Attività Cicloturistica
L'attività cicloturistica si svolge a velocità controllata e può esplicarsi:
ecc. ecc.
 

giorgibe

Apprendista Scalatore
28 Settembre 2005
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[MENTION=75330]angelo francini[/MENTION] , una domanda diretta: ma se ci sono tutti questi problemi, perché non si seguono le vie della giustizia ordinaria, che sta comunque sopra nella scala ?
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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[MENTION=75330]angelo francini[/MENTION] , una domanda diretta: ma se ci sono tutti questi problemi, perché non si seguono le vie della giustizia ordinaria, che sta comunque sopra nella scala ?

Molto semplice, questa é l'ultima delibera in ordine temporale fatta dal CONI, che porta poi alle modifiche che sotto indico:
Deliberazione n. 1519 - Consiglio Nazionale CONI del 15 luglio 2014
Principi di giustizia sportiva
1. Scopi della giustizia sportiva
1. Gli Statuti e i regolamenti federali devono assicurare il rispetto dei principi dell’ordinamento giuridico sportivo, cui lo Stato riconosce autonomia, quale articolazione dell’ordinamento sportivo internazionale facente capo al Comitato Olimpico Internazionale e salvi i casi di effettiva rilevanza per l’ordinamento giuridico della Repubblica di situazioni giuridiche soggettive connesse con l’ordinamento sportivo.


La Giustizia ordinaria darebbe una risposta fra 4/5 anni. che per lo sport sono tempi impossibili.
Lo Stato, attraverso le Leggi che normano il CONI, ha demandato allo stesso di normare ed applicare per suo conto la giustizia sportiva.
Il Coni ha stabilito che:
a) debbono esservi almeno due gradi di giudizio a livello federale
b) dopo questi due gradi si può ricorrere al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI che é suddiviso in più sezioni secondo le competenze (come la Cassazione ordinaria).

Contro la decisione del Collegio di garanzia si può ricorrere, a secondo della materia giudicata a:
a) Corte d'Appello del Tribunale di Roma
b) Tribunale Amministrativo del Lazio - III Sezione.

Oggi é previsto dalla normativa andata in vigore dal 1° ottobre che un tesserato può fare denuncia , anziché alla Procura federale della sua federazione, anche alla Procura Generale dello Sport presso il CONI.

Lo scorso 11 giugno il Consiglio del Coni ha deliberato le seguenti modifiche del suo Statuto (che é sottoposto alla ratifica del Presidente del Consiglio dei Ministri)
Art. 12 - Sistema di giustizia sportiva
1. Sono istituiti presso il CONI, in piena autonomia e indipendenza, il Collegio di Garanzia dello Sport e la Procura Generale dello Sport.
2. La disciplina prevista nel presente articolo e nei seguenti articoli 12 bis e 12 ter in riferimento alle Federazioni sportive nazionali si applica integralmente anche alle Discipline sportive associate e, ove previsto dai rispettivi Statuti, agli Enti di promozione sportiva.


In conclusione, cosi rispondo anche ad altri commenti, ribadisco che il nostro desiderio non sempre é legittimo (anche se fondato): le regole dell'ordinamento sportivo discendenti dallo Leggi dello Stato, dal CIO, dalla WADA e dalle Federazioni internazionali non sono modificabili dalla base: compete solo alle predette istituzioni approvarle. E molte regole della Giustizia sportiva discendono dai regolamenti internazionali delle varie Federazioni, come dimostra il caso Tavecchio: assolto in Italia dalla FIGC e sospeso dall'UEFA e dalla FIFA.
In questo aspetto la Consulta (e gli Enti) sono solo spettatori senza diritto di decidere alcunché: eventualmente può coordinare, per ogni singolo sport praticato, lo svolgimento delle attività degli Enti con l'attività federale senza però poter dettare regole tecniche che influiscano sull'attività delle Federazioni o delle Discipline, che sono riservate alla competenza esclusiva delle FSN e DSA.
 
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giorgibe

Apprendista Scalatore
28 Settembre 2005
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Molto semplice, questa é l'ultima delibera in ordine temporale fatta dal CONI, che porta poi alle modifiche che sotto indico:
Deliberazione n. 1519 - Consiglio Nazionale CONI del 15 luglio 2014
Principi di giustizia sportiva
1. Scopi della giustizia sportiva
1. Gli Statuti e i regolamenti federali devono assicurare il rispetto dei principi dell’ordinamento giuridico sportivo, cui lo Stato riconosce autonomia, quale articolazione dell’ordinamento sportivo internazionale facente capo al Comitato Olimpico Internazionale e salvi i casi di effettiva rilevanza per l’ordinamento giuridico della Repubblica di situazioni giuridiche soggettive connesse con l’ordinamento sportivo.


La Giustizia ordinaria darebbe una risposta fra 4/5 anni. che per lo sport sono tempi impossibili.
Lo Stato, attraverso le Leggi che normano il CONI, ha demandato allo stesso di normare ed applicare per suo conto la giustizia sportiva.
Il Coni ha stabilito che:
a) debbono esservi almeno due gradi di giudizio a livello federale
b) dopo questi due gradi si può ricorrere al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI che é suddiviso in più sezioni secondo le competenze (come la Cassazione ordinaria).

Contro la decisione del Collegio di garanzia si può ricorrere, a secondo della materia giudicata a:
a) Corte d'Appello del Tribunale di Roma
b) Tribunale Amministrativo del Lazio - III Sezione.

Oggi é previsto dalla normativa andata in vigore dal 1° ottobre che un tesserato può fare denuncia , anziché alla Procura federale della sua federazione, anche alla Procura Generale dello Sport presso il CONI.

Lo scorso 11 giugno il Consiglio del Coni ha deliberato le seguenti modifiche del suo Statuto (che é sottoposto alla ratifica del Presidente del Consiglio dei Ministri)
Art. 12 - Sistema di giustizia sportiva
1. Sono istituiti presso il CONI, in piena autonomia e indipendenza, il Collegio di Garanzia dello Sport e la Procura Generale dello Sport.
2. La disciplina prevista nel presente articolo e nei seguenti articoli 12 bis e 12 ter in riferimento alle Federazioni sportive nazionali si applica integralmente anche alle Discipline sportive associate e, ove previsto dai rispettivi Statuti, agli Enti di promozione sportiva.

guarda, non discuto sui procedimenti di cui sopra, ma io in quasi 30 anni nell' ambiente di lotte intestine/diatribe/casini vari nelle varie federazioni/società/organizzazioni di vari sport ne ho sempre viste in abbondanza mista di tutti i tipi. le varie federazioni possono statutare anche quello che gli pare, ma ci deve essere sempre qualcuno di esterno che interpreta ed applica tali leggi ( la magistratura ) che comunque discendono da altre leggi statuali superiori. sui tempi concordo, ma secondo me il punto semplicemente è che non si vuole fare troppa pulizia, vedi bosman, dove appunto ci sono voluti sui 5 anni, ma se uno è convinto di avere ragione, va e procede, costi quello che costi.
 

cacciatorino

Scalatore
12 Agosto 2012
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Porto Recanati, ma con l'appennino nel cuore
www.stimarchetti.it
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Molto semplice, questa é l'ultima delibera in ordine temporale fatta dal CONI, che porta poi alle modifiche che sotto indico:
etc
etc
etc


Tantissimo legalese, che a me sembra servire solo a preparare il terreno a ricorsi per affossare la "normativa" etica e il blocco TEMPORANEO agli ex-prof ed ex dilettanti. Tu personalmente sei a favore o contro questi due principi?

Purtroppo chi fa parte delle varie federazioni ha occhi solo per l'agonismo esasperato, e non riesce minimamente a comprendere le necessita' dello sport amatoriale dopo-lavoristico che si fa a scopo ricreativo, e non per tirare su lo stipendio o vincere una medaglia nello sport che conta davvero.
Una GF e' una cosa che sta poco piu' su della partita di calcetto scapoli-ammogliati, e invece a leggere qui' si tirano fuori concetti totalmente impropri come la gerarchia delle leggi o la costituzionalita' dei diritti inviolabili.

Io continuo a pensarla cosi': quelli a cui non piace la normativa etica si facciano il loro EPS e le loro corse, fuori dalla consulta, senza pretendere di dettare legge a casa d'altri. Non sono un esperto di diritto, ma penso che la consulta sia un ente privato e non pubblico, per cui fa come gli pare.
 
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giorgibe

Apprendista Scalatore
28 Settembre 2005
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Una GF e' una cosa che sta poco piu' su della partita di calcetto scapoli-ammogliati, e invece a leggere qui' si tirano fuori concetti totalmente impropri come la gerarchia delle leggi o la costituzionalita' dei diritti inviolabili.

Io continuo a pensarla cosi': quelli a cui non piace la normativa etica si facciano il loro EPS e le loro corse, fuori dalla consulta, senza pretendere di dettare legge a casa d'altri. Non sono un esperto di diritto, ma penso che la consulta sia un ente privato e non pubblico, per cui fa come gli pare.

le gf qualcuno le vive così ( la maggioranza ) ma altri ci vivono, quindi vorrei ben vedere che non vengano fatte le cose per bene.

anche se sei un ente privato alle leggi ci devi comunque sottostare, il doping è reato, se tu ti fai un ente che non lo scoraggia apertamente ( ovvero: venite tutti qui che si fa baldoria ), in pratica lo favorisci, magari è reato anche questo.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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Tantissimo legalese, che a me sembre servire solo a preparare il terreno a ricorsi per affossare la "normativa" etica e il blocco TEMPORANEO agli ex-prof ed ex dilettanti. Tu personalmente sei a favore o contro questi due principi?

Purtroppo chi fa parte delle varie federazioni ha occhi solo per l'agonismo esasperato, e non riesce minimamente a comprendere le necessita' dello sport amatoriale dopo-lavoristico che si fa a scopo ricreativo, e non per tirare su lo stipendio o vincere una medaglia nello sport che conta davvero.

Una GF e' una cosa che sta poco piu' su della partita di calcetto scapoli-ammogliati, e invece a leggere qui' si tirano fuori concetti totalmente impropri come la gerarchia delle leggi o la costituzionalita' dei diritti inviolabili.

Io continuo a pensarla cosi': quelli a cui non piace la normativa etica si facciano il loro EPS e le loro corse, fuori dalla consulta, senza pretendere di dettare legge a casa d'altri. Non sono un esperto di diritto, ma penso che la consulta sia un ente privato e non pubblico, per cui fa come gli pare.

Mi pare di aver chiaramente detto che io sono contro, non per il contenuto, ma perché tali regole sono illegittime e contrarie delle norme vigenti e quindi debbono essere cancellate finché non vengono modificati all'origine i regolamenti di riferimento.

Qui siamo arrivati che ogni organizzatore fa quello che vuole nelle sue gare.
Invito: ma quali gare ad invito?
La Granfondo di Roma non é una gara ad invito e nessuna altra GF é ad invito.
Le iscrizioni sono libere e quindi solo la Giuria (o il Giudice Sportivo che omologa la gara) può disporre l'ammissione o l'esclusione di corridori e quali sanzioni applicare.

Non é politichese : é solo conoscenza delle regole.

Poi sul piano personale penso che:
1° nel mondo cicloamatoriale si debba radiare alla prima positività, perché la base dovrebbe essere che fai ciclismo per divertimento
2° dividerei i Master (lasciandoli solo alla FCI, con relative partecipazioni agli Europei e Mondiali UCI) dai cicloamatori e dai cicloturisti.

Questo porterebbe alla fine di tante discussioni nel rispetto delle regole esistenti che danno tanti diritti ai "non etici" ed agli "ex-agonisti).

Ti pare giusto che uno non possa fare l'amatore o il Master perché ha in corso un processo ordinario non per uso di doping, ma per altri casi legati al doping: senza che sia mai stato convocato nemmeno dal Coni sebbene siano passati 9 anni?
Voi che fate l'amatoriale oggi sui campi di gara mettete alla berlina vostri colleghi che hanno subito una sanzione 12 anni fa e che hanno pagato il loro errore.
Oggi quei "non etici" sono padri di famiglia, dirigenti di aziende che operano nel mondo del ciclismo ad alto livello messi in difficoltà da una norma che non é ETICA, ma esattamente il contrario.
 

cacciatorino

Scalatore
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Oggi quei "non etici" sono padri di famiglia, dirigenti di aziende che operano nel mondo del ciclismo ad alto livello messi in difficoltà da una norma che non é ETICA, ma esattamente il contrario.

"Ciclismo ad alto livello" fa a pugni con la definizione di ciclismo amatoriale, mi riferivo a questo quando dicevo che chi opera nelle federazioni capisce ben poco dello scopo ricreativo dello sport amatoriale.

Allora, gli unici penalizzati dalla norma etica e dal blocco temporaneo sono quelli che nel mondo della bici sono ciclisti. Mi sembra invece che se ti limiti ad organizzare una Gf, guidare una moto, fare il team manager etc, puoi essere anche non etico o ex-prof fresco fresco e nessuno viene a dirti niente.
Se la norma etica ti crea difficolta', e' perche' tu (tu generico) con il fare il cicloamatore ci vuoi guadagnare dei soldi, sinceramente non riesco a pensare ad altri tipi di difficolta' insiti nel non poter andare in classifica. Ebbene, queste due norme hanno come scopo principiale esattamente questo, ossia di frenare o rendere piu' difficile questo "professionismo di serie b".
Se tu sei a favore dei cicloamatori pagati fai tutte le battaglie che vuoi, ma basta dirlo, senza nascondersi dietro teoriche questioni di diritto.

Io personalmente sono favorevolissimo allo spirito di queste due norme, se poi la forma e' perfettibile paxzienza, se ne occupera' chi di mestiere scrive norme e regolamenti, pero' ha tutto il mio apprezzamento.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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"Ciclismo ad alto livello" fa a pugni con la definizione di ciclismo amatoriale, mi riferivo a questo quando dicevo che chi opera nelle federazioni capisce ben poco dello scopo ricreativo dello sport amatoriale.

Allora, gli unici penalizzati dalla norma etica e dal blocco temporaneo sono quelli che nel mondo della bici sono ciclisti. Mi sembra invece che se ti limiti ad organizzare una Gf, guidare una moto, fare il team manager etc, puoi essere anche non etico o ex-prof fresco fresco e nessuno viene a dirti niente.
Se la norma etica ti crea difficolta', e' perche' tu (tu generico) con il fare il cicloamatore ci vuoi guadagnare dei soldi, sinceramente non riesco a pensare ad altri tipi di difficolta' insiti nel non poter andare in classifica. Ebbene, queste due norme hanno come scopo principiale esattamente questo, ossia di frenare o rendere piu' difficile questo "professionismo di serie b".
Se tu sei a favore dei cicloamatori pagati fai tutte le battaglie che vuoi, ma basta dirlo, senza nascondersi dietro teoriche questioni di diritto.

Io personalmente sono favorevolissimo allo spirito di queste due norme, se poi la forma e' perfettibile paxzienza, se ne occupera' chi di mestiere scrive norme e regolamenti, pero' ha tutto il mio apprezzamento.

Scusa ma hai frainteso quanto ho scritto, che sotto riporto, ove il "il mondo del ciclismo ad alto livello" é riferito alle AZIENDE in cui lavorano:
Oggi quei "non etici" sono padri di famiglia, dirigenti di aziende che operano nel mondo del ciclismo ad alto livello messi in difficoltà da una norma che non é ETICA, ma esattamente il contrario.

Io sono favorevole solo al rispetto delle regole: e se le regole "Santilli" sono contrastanti e prevaricano i diritti sanciti dalla Legge e dagli Statuti vanno abolite. Lotti per fare approvare le modifiche al CIO, all'UCI, alla WADA, al CONI e poi può applicarle e da quel momento le rispetto pure io.
Ma le sue idee non può impormele facendo violenza sui regolamenti che anche lui deve rispettare. Questo contesto, non il "contenuto" che é relativo.
Lui ha il diritto di pensarla così e difendo il suo diritto, ma non ha alcun potere di impormi una regola che non può impormi! E' un sopruso.
La Consulta non la puoi abolire poiché non esiste!


E che queste due norme vadano abolite è dato da semplici considerazioni:
1) se un "non etico", che ha subito e scontato due squalifiche per doping di due anni ognuna, chiedesse la tessera, di elite o di prof, nessuno può negargliela.
2) perché gli ex-agonisti non possono fare i ciclomatori od i master, ma possono però partecipare alle gare delle categorie agonistiche di pari età?

ed evito di scrivere la mia opinione sul perché onde evitare l'oscuramento.
 
Stato
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