Il passaporto biologico dimostra il contrario
Ma l'ora del tuo post è corretta?
04:01:17
Se è giusta e non un dato sballato del sito allora..................subito antidoping per marcomilano
Il passaporto biologico dimostra il contrario
Si ok! Ma con il doping libero non vince più il campione, ma quello che ha trovato il "cocktail" migliore, questo è il rischio reale e di sicuro il messaggio che passerebbe.Il campione vince perché campione; è dopato perché altrimenti non reggerebbe il ritmo...nessuno lo reggerebbe...
Ma l'ora del tuo post è corretta?
04:01:17
Se è giusta e non un dato sballato del sito allora..................subito antidoping per marcomilano![]()
Credo di sì, non vado mai a dormire presto la sera.
Comunque non lo passerei il test, sono influenzato e pieno di antibiotici (ma ho perso anche peso)
Non esco in bici da 10 giorni...
Inviato dal mio Nexus 6 utilizzando Tapatalk

Credo di sì, non vado mai a dormire presto la sera.
Comunque non lo passerei il test, sono influenzato e pieno di antibiotici (ma ho perso anche peso)
Non esco in bici da 10 giorni...
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Mi spieghi perché? Sai che non riesco a capire...se un "brocco" si dopa si avvicina al "campione" solo se quest'ultimo non si dopa...altrimenti la distanza rimane inalterata e aumentano le prestazioni di entrambi...o c'è qualcosa che mi sfugge?Scusate, ma nelle discussioni sul doping mi pare che vada considerato un aspetto non trascurabile, e cioè l'effetto plafond.
Oltre certi limiti non si può andare: fare una crono a 100 km/h, o scalare il Mortirolo in 20 minuti (come quello che ha il record in Garmin Connect...) non si potrà mai fare.
Però esiste chi, rispetto a dei limiti indefiniti, parte da una posizione più alta (talento), e chi da una posizione più bassa. Quest'ultimo ha una possibilità di incremento maggiore, che però potrà essere realizzato solo fino ad un certo punto con metodi naturali. Il primo invece avrà dei margini di miglioramento più ristretti.
Quindi, si può creare una condizione limite, per cui il "dotato" può addirittura andare a finire in una condizione di svantaggio rispetto al "dopato".
Se è vero che, come si dice, un asino non può diventare improvvisamente cavallo, è però altrettanto vero che esiste un rischio di un innaturale livellamento di prestazioni, o di exploit assoluti, che di solito non durano nel tempo. Forse ne abbiamo già avuto qualche dimostrazione, in tempi di doping semi-libero (non faccio nomi ed esempi, ma ci sarebbe un decennio-ventennio particolarmente adatto a farli).
Anche tralasciando aspetti moralistici o salutistici, un'eventuale liberalizzazione porterebbe con sé una confusione ancora maggiore dei valori in campo, solo che "ad occhio" questa confusione si vedrebbe meno.
In altre parole, aprirebbe contraddizioni ancora più grandi di quelle generate dall'attuale sistema antidoping, che di schifezze comunque ne combina, eh.
Sarà una posizione ingenua, ma in linea di principio lo sport dovrebbe mirare al premio del talento, sorretto da altre caratteristiche personologiche. O no?![]()
Ho qualche dubbio in merito.Si ok! Ma con il doping libero non vince più il campione, ma quello che ha trovato il "cocktail" migliore, questo è il rischio reale e di sicuro il messaggio che passerebbe.
Il punto è che il doping, per fortuna, non verrà mai liberalizzato. Secondo me, se una Giant/BMC/Pinarello/Specialized .... investe soldi per avere il fuoriclasse, vuole che il ritorno sia che vince grazie alla sua bici e di conseguenza fa pressione affinché la competizione appaia pulita. Se poi la squadra gioca sporco è per ottenere i risultati ed accaparrarsi lo sponsor giusto.
Quando vedo le imprese di Merckx, Hinault, Moser .... la prima cosa che penso è che probabilmente hanno avuto accesso alle sostanze giuste qualche anno prima degli altri, altro che campioni!
Suona strano ma il concetto ha una sua logica.Mi spieghi perché? Sai che non riesco a capire...se un "brocco" si dopa si avvicina al "campione" solo se quest'ultimo non si dopa...altrimenti la distanza rimane inalterata e aumentano le prestazioni di entrambi...o c'è qualcosa che mi sfugge?
Mi spieghi perché? Sai che non riesco a capire...se un "brocco" si dopa si avvicina al "campione" solo se quest'ultimo non si dopa...altrimenti la distanza rimane inalterata e aumentano le prestazioni di entrambi...o c'è qualcosa che mi sfugge?
Io fossi il direttore marketing della BMC/Specialized vorrei vedere le mie bici sul gradino più alto del podio. Giusto esserci magari va bene per la Orbea.Ho qualche dubbio in merito.
Provo a spiegarmi.
Secondo me i costruttori di bici se ne fregano abbastanza del doping e di chi vince, o comunque non credo lo ritengano determinante, se non per il fatto che il loro marchio magari diventa più visibile a livello televisivo e mediatico se è utilizzato da chi, per maggior numero di vittorie, è più visibile.
L'amatore o il cicloturista non dubiterà della bontà del mezzo se anche si scopre che in sella c'è un dopato, perché il ragionamento sarà che comunque il corridore è messo nelle condizioni più utili per vincere, dal mezzo meccanico super al doping.....non è pensabile che uno venga dopato e poi gli diano un mezzo scarso.
Non credo che qualcuno compri una bici perché con essa vengono vinte delle gare, o quantomeno penso che le vittorie abbiano una influenza minore. Più probabilmente si comprano certe bici perché vengono usate dai pro, che poi i pro che le usano siano o meno vincenti secondo me cambia poco a livello di immagine.
Cioè, credo che il ragionamento sia: se la usa un pro vuol dire che è un'ottima bici, e se va bene per loro che stanno in sella per ore in gara e in allenamento andrà sicuramente ottimamente anche per me.
Non credo che nessun amatore pensi: se quel campione vince con quella bici, allora è merito della bici e quindi la prendo anch'io così divento un vincente.
Lo stesso vale per tutto il materiale tecnico: divise, caschi, occhiali, scarpe, ecc....
Io fossi il direttore marketing della BMC/Specialized vorrei vedere le mie bici sul gradino più alto del podio. Giusto esserci magari va bene per la Orbea.
Hai però ragione che chi compra la bici non si preoccupa se poi il suo beniamino è stato squalificato per doping. Ma distinguerei tra i team dove il main sponsor non è direttamente legato al mercato bici (Movistar, Saxo T, ) con chi invece vende bici come BMC, Cannondale, Giant S ...
Se la mia bici non avesse vinto la Sanremo e la Parigi-Roubaix l'avrei cambiata :-)


Io fossi il direttore marketing della BMC/Specialized vorrei vedere le mie bici sul gradino più alto del podio. Giusto esserci magari va bene per la Orbea.
Hai però ragione che chi compra la bici non si preoccupa se poi il suo beniamino è stato squalificato per doping. Ma distinguerei tra i team dove il main sponsor non è direttamente legato al mercato bici (Movistar, Saxo T, ) con chi invece vende bici come BMC, Cannondale, Giant S ...




Se ho capito bene @Bitossi dice che il brocco parte da un livello più basso, il campione da un livello più alto. Senza doping questi due livelli sono distanziati, ben distinti, e il brocco arriva sempre o quasi sempre dietro al campione.
In presenza di doping diffuso, i benefici che trae il brocco da sostanze dopanti è molto maggiore dei benefici tratti dal campione, perché entrambi arriveranno molto vicini al limite fisiologico sostenibile dall'organismo umano in termini di prestazioni, ma il campione parte avanti e quindi il suo miglioramento è inferiore, il brocco parte dietro e trae maggior vantaggio, quindi questo divario si riduce considerevolmente.
Magari il campione resterà con delle prestazioni superiori, ma con un divario meno netto e quindi farà molta più fatica a prevalere.
Auguri di buon compleanno 🎂 [MENTION=67889]fif.com[/MENTION]
augurissimi Francesco [MENTION=67889]fif.com[/MENTION]