Ciclisti Milanesi ....

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ibondio

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un cannibale ed un ferro
Il campione vince perché campione; è dopato perché altrimenti non reggerebbe il ritmo...nessuno lo reggerebbe...
Si ok! Ma con il doping libero non vince più il campione, ma quello che ha trovato il "cocktail" migliore, questo è il rischio reale e di sicuro il messaggio che passerebbe.
Il punto è che il doping, per fortuna, non verrà mai liberalizzato. Secondo me, se una Giant/BMC/Pinarello/Specialized .... investe soldi per avere il fuoriclasse, vuole che il ritorno sia che vince grazie alla sua bici e di conseguenza fa pressione affinché la competizione appaia pulita. Se poi la squadra gioca sporco è per ottenere i risultati ed accaparrarsi lo sponsor giusto.

Quando vedo le imprese di Merckx, Hinault, Moser .... la prima cosa che penso è che probabilmente hanno avuto accesso alle sostanze giuste qualche anno prima degli altri, altro che campioni!
 

marcomilano

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tutte Nere ed una azzurra
Ma l'ora del tuo post è corretta?
04:01:17
Se è giusta e non un dato sballato del sito allora..................subito antidoping per marcomilano :mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen:

Credo di sì, non vado mai a dormire presto la sera.
Comunque non lo passerei il test, sono influenzato e pieno di antibiotici (ma ho perso anche peso ;-) )
Non esco in bici da 10 giorni...

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marmoreancat

Cronoman
13 Settembre 2012
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d'acciaio
Scusate, ma nelle discussioni sul doping mi pare che vada considerato un aspetto non trascurabile, e cioè l'effetto plafond.
Oltre certi limiti non si può andare: fare una crono a 100 km/h, o scalare il Mortirolo in 20 minuti (come quello che ha il record in Garmin Connect... :mrgreen:) non si potrà mai fare.
Però esiste chi, rispetto a dei limiti indefiniti, parte da una posizione più alta (talento), e chi da una posizione più bassa. Quest'ultimo ha una possibilità di incremento maggiore, che però potrà essere realizzato solo fino ad un certo punto con metodi naturali. Il primo invece avrà dei margini di miglioramento più ristretti.
Quindi, si può creare una condizione limite, per cui il "dotato" può addirittura andare a finire in una condizione di svantaggio rispetto al "dopato".
Se è vero che, come si dice, un asino non può diventare improvvisamente cavallo, è però altrettanto vero che esiste un rischio di un innaturale livellamento di prestazioni, o di exploit assoluti, che di solito non durano nel tempo. Forse ne abbiamo già avuto qualche dimostrazione, in tempi di doping semi-libero (non faccio nomi ed esempi, ma ci sarebbe un decennio-ventennio particolarmente adatto a farli).
Anche tralasciando aspetti moralistici o salutistici, un'eventuale liberalizzazione porterebbe con sé una confusione ancora maggiore dei valori in campo, solo che "ad occhio" questa confusione si vedrebbe meno.
In altre parole, aprirebbe contraddizioni ancora più grandi di quelle generate dall'attuale sistema antidoping, che di schifezze comunque ne combina, eh.
Sarà una posizione ingenua, ma in linea di principio lo sport dovrebbe mirare al premio del talento, sorretto da altre caratteristiche personologiche. O no? ;nonzo%
Mi spieghi perché? Sai che non riesco a capire...se un "brocco" si dopa si avvicina al "campione" solo se quest'ultimo non si dopa...altrimenti la distanza rimane inalterata e aumentano le prestazioni di entrambi...o c'è qualcosa che mi sfugge?
 

CHIAPPA

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Uhe ragazzuoli ... mi porto avanti ... buon weekend lungo a tutti quanti ;-)
Io stasera vado di volata nel Triangolo e molto probabilmente mi ci fermo anche per tutta la prossima settimana ...
Meteo ballerino per il weekend ma qualche km penso di riuscire a farlo ... male che vada piglio qualche goccia ;-)

Se qualcuno avesse in mente una capatina dalle mie parti si faccia sentire che vediamo se si riesce ad organizzare ...

Statemi bene e fate i bravi ;-)
 

Madbee

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Si ok! Ma con il doping libero non vince più il campione, ma quello che ha trovato il "cocktail" migliore, questo è il rischio reale e di sicuro il messaggio che passerebbe.
Il punto è che il doping, per fortuna, non verrà mai liberalizzato. Secondo me, se una Giant/BMC/Pinarello/Specialized .... investe soldi per avere il fuoriclasse, vuole che il ritorno sia che vince grazie alla sua bici e di conseguenza fa pressione affinché la competizione appaia pulita. Se poi la squadra gioca sporco è per ottenere i risultati ed accaparrarsi lo sponsor giusto.

Quando vedo le imprese di Merckx, Hinault, Moser .... la prima cosa che penso è che probabilmente hanno avuto accesso alle sostanze giuste qualche anno prima degli altri, altro che campioni!
Ho qualche dubbio in merito.
Provo a spiegarmi.
Secondo me i costruttori di bici se ne fregano abbastanza del doping e di chi vince, o comunque non credo lo ritengano determinante, se non per il fatto che il loro marchio magari diventa più visibile a livello televisivo e mediatico se è utilizzato da chi, per maggior numero di vittorie, è più visibile.
L'amatore o il cicloturista non dubiterà della bontà del mezzo se anche si scopre che in sella c'è un dopato, perché il ragionamento sarà che comunque il corridore è messo nelle condizioni più utili per vincere, dal mezzo meccanico super al doping.....non è pensabile che uno venga dopato e poi gli diano un mezzo scarso.
Non credo che qualcuno compri una bici perché con essa vengono vinte delle gare, o quantomeno penso che le vittorie abbiano una influenza minore. Più probabilmente si comprano certe bici perché vengono usate dai pro, che poi i pro che le usano siano o meno vincenti secondo me cambia poco a livello di immagine.
Cioè, credo che il ragionamento sia: se la usa un pro vuol dire che è un'ottima bici, e se va bene per loro che stanno in sella per ore in gara e in allenamento andrà sicuramente ottimamente anche per me.
Non credo che nessun amatore pensi: se quel campione vince con quella bici, allora è merito della bici e quindi la prendo anch'io così divento un vincente.
Lo stesso vale per tutto il materiale tecnico: divise, caschi, occhiali, scarpe, ecc....
 

ibondio

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Mi spieghi perché? Sai che non riesco a capire...se un "brocco" si dopa si avvicina al "campione" solo se quest'ultimo non si dopa...altrimenti la distanza rimane inalterata e aumentano le prestazioni di entrambi...o c'è qualcosa che mi sfugge?
Suona strano ma il concetto ha una sua logica.
Il corpo umano ha dei limiti fisiologici. Anche se ti droghi come un cavallo non potrai mai correre i 100mt in 8", ormai la cosa si gioca al centesimo e tende ad un livellamento verso la prestazione massima ottenibile dalla macchina uomo.
Ho visto un servizio abbastanza interessante dove si spiegava come il doping influenzi maggiormente la tenuta della prestazione ed il recupero più che la prestazione pura. Ovvero il mantenimento dei tuoi W/kg anche alla terza settimana di un Giro.
 

Madbee

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Mi spieghi perché? Sai che non riesco a capire...se un "brocco" si dopa si avvicina al "campione" solo se quest'ultimo non si dopa...altrimenti la distanza rimane inalterata e aumentano le prestazioni di entrambi...o c'è qualcosa che mi sfugge?

Se ho capito bene [MENTION=9303]Bitossi[/MENTION] dice che il brocco parte da un livello più basso, il campione da un livello più alto. Senza doping questi due livelli sono distanziati, ben distinti, e il brocco arriva sempre o quasi sempre dietro al campione.
In presenza di doping diffuso, i benefici che trae il brocco da sostanze dopanti è molto maggiore dei benefici tratti dal campione, perché entrambi arriveranno molto vicini al limite fisiologico sostenibile dall'organismo umano in termini di prestazioni, ma il campione parte avanti e quindi il suo miglioramento è inferiore, il brocco parte dietro e trae maggior vantaggio, quindi questo divario si riduce considerevolmente.
Magari il campione resterà con delle prestazioni superiori, ma con un divario meno netto e quindi farà molta più fatica a prevalere.
 

ibondio

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Ho qualche dubbio in merito.
Provo a spiegarmi.
Secondo me i costruttori di bici se ne fregano abbastanza del doping e di chi vince, o comunque non credo lo ritengano determinante, se non per il fatto che il loro marchio magari diventa più visibile a livello televisivo e mediatico se è utilizzato da chi, per maggior numero di vittorie, è più visibile.
L'amatore o il cicloturista non dubiterà della bontà del mezzo se anche si scopre che in sella c'è un dopato, perché il ragionamento sarà che comunque il corridore è messo nelle condizioni più utili per vincere, dal mezzo meccanico super al doping.....non è pensabile che uno venga dopato e poi gli diano un mezzo scarso.
Non credo che qualcuno compri una bici perché con essa vengono vinte delle gare, o quantomeno penso che le vittorie abbiano una influenza minore. Più probabilmente si comprano certe bici perché vengono usate dai pro, che poi i pro che le usano siano o meno vincenti secondo me cambia poco a livello di immagine.
Cioè, credo che il ragionamento sia: se la usa un pro vuol dire che è un'ottima bici, e se va bene per loro che stanno in sella per ore in gara e in allenamento andrà sicuramente ottimamente anche per me.
Non credo che nessun amatore pensi: se quel campione vince con quella bici, allora è merito della bici e quindi la prendo anch'io così divento un vincente.
Lo stesso vale per tutto il materiale tecnico: divise, caschi, occhiali, scarpe, ecc....
Io fossi il direttore marketing della BMC/Specialized vorrei vedere le mie bici sul gradino più alto del podio. Giusto esserci magari va bene per la Orbea.
Hai però ragione che chi compra la bici non si preoccupa se poi il suo beniamino è stato squalificato per doping. Ma distinguerei tra i team dove il main sponsor non è direttamente legato al mercato bici (Movistar, Saxo T, ) con chi invece vende bici come BMC, Cannondale, Giant S ...
 

marcomilano

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Leggere il libro di Hamilton fa capire come la differenza tra il dopato ed il non dopato sia nell'ordine di pochi punti percentuali (si parla del 2-3%).
Ed in una corsa a tappe l'ematocrito si consuma passando da valori intorno al 45 anche a valori sotto il 40.
Per la forza usavano l'ormone della crescita ma ormai con il passaporto biologico ti beccano anche la trasfusione da 100 cc del proprio sangue prelevato in altura....
Ed infatti (Astana docet) chi si dopa viene regolarmente preso.

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CHIAPPA

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Io fossi il direttore marketing della BMC/Specialized vorrei vedere le mie bici sul gradino più alto del podio. Giusto esserci magari va bene per la Orbea.
Hai però ragione che chi compra la bici non si preoccupa se poi il suo beniamino è stato squalificato per doping. Ma distinguerei tra i team dove il main sponsor non è direttamente legato al mercato bici (Movistar, Saxo T, ) con chi invece vende bici come BMC, Cannondale, Giant S ...

Se la mia bici non avesse vinto la Sanremo e la Parigi-Roubaix l'avrei cambiata :-)
 

Madbee

Apprendista Velocista
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Se la mia bici non avesse vinto la Sanremo e la Parigi-Roubaix l'avrei cambiata :-)
:)))::))):

Io fossi il direttore marketing della BMC/Specialized vorrei vedere le mie bici sul gradino più alto del podio. Giusto esserci magari va bene per la Orbea.
Hai però ragione che chi compra la bici non si preoccupa se poi il suo beniamino è stato squalificato per doping. Ma distinguerei tra i team dove il main sponsor non è direttamente legato al mercato bici (Movistar, Saxo T, ) con chi invece vende bici come BMC, Cannondale, Giant S ...

;nonzo%;nonzo%;nonzo%;nonzo%
Se io fossi il direttore marketing della BMC, o della Trek, o della Cannondale, o della Giant, e volessi vedere le mie bici sul gradino più alto del podio proverei a spendere qualche soldino in più e mettere insieme squadre più competitive.

L'anno scorso i grandi giri sono stati vinti da uomini Movistar, Astana e Tinkoff-Saxo, squadre sponsorizzate dai produttori di bici a bocca asciutta.
Le classiche, prendendo le 8 più famose (Sanremo, Roubaix, Amstel, Gand-Wevelgem, Freccia Vallone, Liegi, Fiandre, Lombardia) solo tre sono finite in mano ai suddetti team (Amstel a BMC, Gand-Wevelgem a Giant e Fiandre a Trek).

Quest'anno siamo in linea se non peggio
Sanremo a Giant
Roubaix a Giant
poi niente altro, i tre giri presumibilmente andranno ai soliti nomi che non sono in quelle squadre, resta il Lombardia......

A me sembra un po' pochino se è vero che salire sul gradino più alto del podio sia poi così importante per loro. Che poi sia meglio salirci che non farlo ok, ma non credo che sia quello il grosso della loro pubblicità....
 

Bitossi

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5 Maggio 2008
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Se ho capito bene @Bitossi dice che il brocco parte da un livello più basso, il campione da un livello più alto. Senza doping questi due livelli sono distanziati, ben distinti, e il brocco arriva sempre o quasi sempre dietro al campione.
In presenza di doping diffuso, i benefici che trae il brocco da sostanze dopanti è molto maggiore dei benefici tratti dal campione, perché entrambi arriveranno molto vicini al limite fisiologico sostenibile dall'organismo umano in termini di prestazioni, ma il campione parte avanti e quindi il suo miglioramento è inferiore, il brocco parte dietro e trae maggior vantaggio, quindi questo divario si riduce considerevolmente.
Magari il campione resterà con delle prestazioni superiori, ma con un divario meno netto e quindi farà molta più fatica a prevalere.

E' esattamente quello che intendevo. Magari si potrebbe precisare che, invece che coi "brocchi", la cosa si fa più evidente soprattutto con atleti di livello medio e medio/alto.
Facendo nomi o quasi, questa volta, non so se senza alcune pratiche diffuse il vincitore del Giro 1994 sarebbe stato lo stesso; se un "Bufalo" avrebbe potuto terminare al 2° posto un Giro col più alto dislivello degli ultimi decenni; se un vincitore di 87 maglie a pois avrebbe potuto tenere testa a Pantani su molte salite del Tour.
Persino l'unico oltre a Merckx capace di realizzare il triplete Giro/Tour/Mondiale, atleta di gran motore e sicuramente campione, forse non ce l'avrebbe fatta (e comunque pure lui con risultati un po' troppo "concentrati"... :mrgreen:).

PS: attenzione, non sono così ingenuo da pensare che l'effetto plafond non sia effettivo anche nel ciclismo odierno o di altre epoche; dico solo che la liberalizzazione rischierebbe di eleggerlo a sistema.
 
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♣️ V3Rs+Protos, ma la NIRONE è SEMPRE nel mio ❤️
In merito alla distinzione tra brocchi e campioni e sul beneficio che ne trarrebbero, vorrei capire innanzitutto quale possa essere la differenza brocco/campione.

Chi sta in gruppo oggi tra i professionisti certamente non è un brocco, nessuno, neppure il giovane stagista della (chiacchierata) SouthEast. La differenza è fatta dalla età/allenamento e dalle caratteristiche del fisico nonchè dal tipo di ciclista (velocista, passista, scalatore, e varianti, GT o classiche di un giorno, ...)
Per ognuno di questi, come esiste un allenamento specifico esiste un doping preciso.
Allora cosa facciamo? Confrontiamo i brocchi/campioni nella tipologia? Cavendish è più brocco di Greipel? O Bonifazio è peggio di Modolo?
Piuttosto la realtà è che il limite del doping serve solo a dare un limite su cui - nel medesimo tempo - corridori e squadre si devono confrontare.

Siamo arrivati da almeno vent'anni ad un punto in cui il doping è una disciplina professionistica e molto specializzata ed anche molto meno influente sulle differenze tra corridori, quindi imho le scialappe di Kristoff/Katusha sono le stesse di Degenkolb/AlpecinGiant e la differenza torna a farla il fisico e l'allenamento
 

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Auguri di buon compleanno 🎂 [MENTION=67889]fif.com[/MENTION]

augurissimi Francesco [MENTION=67889]fif.com[/MENTION]

Graaaaaazie!

Domani, tempo permettendo vorrei fare un anellino, partendo da Nesso alle 8:30.
Nesso, Bellagio, Onno, Valbrona, Lasnigo e (alternativamente) Colma o GhisEasy. Devo assolutamente essere a Nesso entro mezzodì.
Buzzatemi se volete unirvi al mio giro
 

xtrncpb

via col vento
8 Gennaio 2011
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la mia e basta
Beh... allora... [MENTION=67889]fif.com[/MENTION]

TANTISSIMI AUGURIIIII !!!!

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