Nibali fa molto parlare di sè a causa della scarsa concorrenza. Fosse nato 10 anni prima (1974) avrebbe dovuto dividersi la fetta di popolarità con i vari Basso, Bettini, Cunego, Di Luca, Petacchi etc. Essendo lui, ad oggi, l'unico ciclista di valore internazionale del ciclismo italiano (quest'anno si è aggiunto Aru ma tant'è), è normale che si parli moltissimo di lui e divida le folle: quando sei molto conosciuto, è normale non piacere a tutti.
"Cmq nibali è un ottimo corridore, il suo problema è che se non è al 100%, ha sempre quelle giornate dove crolla forte, perdendo minuti e mollando"
Più che altro questa è una prerogativa del Nibali dell'ultimo anno. Fino al 2013 (e forse anche 2014), Nibali si caratterizzava proprio per la sua continuità e raramente aveva giornate di crisi nera, al massimo tante giornate di "crisette" che però sapeva gestire con relativa scioltezza. Ma quest'anno fa poco testo, è sempre stato sin dall'inizio molto poco sereno, per vari motivi: di sicuro ha sofferto molto il dibattito internazionale circa le cadute di Froome e Contador al Tour, poi ha sofferto i litigi con gli amici del cuore Agnoli e Vanotti, la mancanza di unità in casa Astana, i casini col doping sempre di casa Astana, gli eccessivi impegni extra-sportivi che si è preso durante l'inverno, e finanche (si vocifera da più parti) i casini famigliari (moglie che avrebbe parlato di una crisi coniugale poco prima del Tour dell'anno scorso, la pressione di avere un neonato in casa e di poterlo vedere 1 o 2 volte al mese) etc.. Se riuscirà a fare un inverno sereno, senza farsi condizionare da pressioni esterne, forse (e lo speriamo tutti) rivedremo il Nibali del 2013: quello che andava forte da Marzo a Ottobre e che (tolte ovviamente cose come il mitico Giro di Pologna

) sarà sempre competitivo in tutte le corse anche quando non al 100% della forma ( e senza avere crisi imbarazzanti come Sanremo o La Pierre Saint Martin)