merita veramente i complimenti anzi tutti voi meritate complimenti per i dislivelli e le distanze che fate !! Bravi davvero a me viene ansia solo a leggervi

Se penso che domenica mi portano a provare una G.F. che vogliono fare a Settembre già sono preoccupato . Invece di pensare alla gara che ho domani pomeriggio
Ma sai, tu gareggi sempre con ambizioni di classifica e una GF fatta con quelle ambizioni, anche un GF "normale", diventa cosa davvero tosta, [MENTION=5015]minaroby[/MENTION] ne sa qualcosa. Fatta con il mio spirito, cioè provare a fare del proprio meglio e poi vada come vada, è tutta un'altra storia.
Se parliamo delle GF "dislivellose"

, allora diventa dura anche con il mio spirito, nel senso che anche solo fare un tempo dignitoso diventa una sfida.
In GF del genere, quando ti avvicini ai 4000 di dislivello, o anche ai 5000 come nella
Sportful, allora tutte le prospettive cambiano e da un certo punto in poi subentrano cose a supporto della pura e semplice condizione atletica, la capacità di soffrire, la tenuta psicologica nel saper affrontare, quando sei già stanco, ancora tanti km e dislivello. Lì devi mettere in campo ogni risorsa, forse più di testa che non di gambe, perché se cede la testa è garantito che ti fermi.
Quest'anno alla Gaul dicevano che c'erano oltre 2000 corridori alla partenza, guardando la classifica e sommando i classificati nel medio e nel lungo ne trovo 1100 circa, e gli altri?
Anche considerando magari un po' esagerata la stima, meno di 1800 così ad occhio non si era.
Qualcuno colpito dalla sfiga di incidente meccanico, qualcuno caduto e ritirato, e gli altri? Tutti fuori il tempo massimo dei cancelli intermedi?

Tutti ritirati perché ad un certo punto hanno deciso che era troppo?
Può essere, io so che in gare del genere ci sono dei momenti in cui diresti "Basta! Perché andare avanti?" A questi momenti ognuno reagisce come può e come crede meglio, chi si ferma, chi non si fermerebbe nemmeno se gli sparassero, chi rallenta all'inverosimile e si trascina trasformando la gara in un'agonia.
Io di solito, quando sento che sono vicino ad un momento di crisi, tendo ad isolarmi e ad estraniarmi dalla realtà, punto lo sguardo su un punto fisso della strada davanti a me e inizio a concentrarmi solo e unicamente sulla pedalata, fondamentalmente inizio a percepire nella testa il susseguirsi delle pedalate e questo diventa una specie di "mantra".
Non voglio più sapere quanto manca alla fine della salita, quanto manca alla fine della gara, mi interessa solo mettere una pedalata dopo l'altra senza sosta. In questo modo sento meno la fatica, o meglio, riesco a sopportarla meglio, e pedalata dopo pedalata scorrono i km, si sale e si fa dislivello e si arriva in cima quasi senza accorgersene.........quasi
