Cambiando argomento, tanto qui siamo al bar e si può (quasi) parlare di tutto.
ieri pomeriggio stavo guardando un film famoso degli anni 70, con Tognazzi e Ornella Muti: "Romanzo popolare".
Accidenti, ho visto tanti pezzi di una Milano industriale quasi scomparsa.
La ferrovia a Greco, che ora come quartiere si è anche un po' riqualificato, e poi le immagini della fabbrica metalmeccanica in cui lavora Tognazzi sono state girate a Lambrate, vicino a dove abito, all'ingresso dell'Innocenti, ora chiusa e parzialmente smantellata. Quando esco in bici e vado a nord ci passo sempre davanti e soprattutto in questi periodi freddi e grigi, guardando quegli edifici e capannoni rimasti in piedi e tutti diroccati mi viene una tristezza infinita, non so perché, mi immagino le sirene dell'apertura/chiusura delle fabbriche, con le tute blu che entrano ed escono, tristi e infreddolite, mi viene in mente quante vite si sono consumate lì e ora che tutto tace è come se fosse morta un pezzo della città, certo non il pezzo più bello, ma certamente un pezzo di città che ha sfamato per anni i suoi abitanti.
Insomma, archeologia industriale......come nella zona Sesto S. Giovanni, con le acciaierie Breda e Falck...
La Milano dell'industria meccanica pesante è morta, non so se sia un bene o un male per la città, probabilmente un bene, però come ogni mondo che muore ha un suo fascino e porta con sè una certa malinconia....e ieri guardando quel film un po' di malinconia mi ha preso il cuore, perfino per Milano, una città che mediamente non amo ma che spesso comprendo.
Amen