Non ne ho idea. Che sia fortissimo è banale dirlo, ma non è che ogni volta che tocca la bici gli altri si scansano...e finora le sua carriera si è principalmente costruita su vittorie negli sprint. In gare con tanto dislivello e salite ripide, come il Lombardia ad es., ha collezionato solo ritiri...........
Insomma......mi par riduttivo dire che la sua carriera sono principalmente gli sprint. Il primo mondiale no. Il Fiandre no. Ne cito 2 grosse. Ma parecchie altre hanno detto che è ben più di uno sprinter (ricordo la tappa della Tirreno dello scorso anno, vinta in salita lui e tutta gente da GT come 2M, Quintana, Thomas, Uran ecc.). Che poi di qui a parlare seriamente di GT ci corra molto molto sono d'accordo. Quella della mtb è una boutade impossibile, ma sono convinto che inserendo una marathon in mtb, i minuti che prenderebbe a molti di loro non sarebbero facilmente recuperabili.
Dopodichè nel ciclismo attuale non si inventa nulla (eventi casuali o fortunati a parte) e per essere sul serio competitivo anche su un Lombardia dovrebbe cambiare registro, e potrebbe farlo, un GT è uno step ancora talmente superiore che rasenta l'utopia....utopia a lui possibile (forse anche a un Kwiat) a un Viviani, Kittel, Demare ecc. impossibile. Imho.
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L'episodio delle olimpiadi lascia il tempo che trova secondo me. Non ci può essere prova contraria visto che il suo è stato una caso unico. Mediamente i biker che ci provano su strada non fanno grandi figuroni. Anche li, a parte le solite eccezioni (Evans, Hesjedal, etc..), quindi, parere personale, le cilindrate dei pro su strada sono un filo diverse, a parte un manipolo di bikers. Ma tanto Schurter in bdc non credo lo vedremo mai.
Anche qui non si inventa nulla. Uno che nasce e cresce biker, aldilà della preparazione diversa, che può convertirla se il motore ce lo ha, ha anche una desuetudine a certe dinamiche non facili da recuperare, secondo me, rispetto a chi ha fatto tutte le categorie giovanili. Lo stesso Froome, c'è chi è convinto (incluso il sottoscritto) che sia stato in alcune cose un filino tardo, per aver avuto una storia giovanile in Africa che non è come correre in Belgio, Francia, Olanda ecc.
Un conto è un amatore che passa alla strada e magari è pure più completo, ma ai loro livelli ogni dettaglio regalato è perso e può far la differenza. E' ovvio che i casi di passaggio alla strada con buoni risultati siano ancora relativamente pochi.
Fra l'altro le gare in mtb ad alto livello è disciplina relativamente giovane, i campioni sono pochi e i praticanti molti meno degli stradisti.
Qui si spiegano secondo me certe difficoltà nel passaggio e fermo restando che Sagàn viene dalla mtb ma si è semplicemente convertito alla strada per tempo.