La stanchezza : Thibaut Pinot

Ser pecora

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La stanchezza : Thibaut Pinot
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Cube, Specialized
Un altro professionista che come il più sprovveduto degli amatori incappa nel sovrallenamento.
Mi lasciano perplesso questo commenti, o ci sono problemi di testa o di preparatore.
Inutile spremersi se poi le prestazioni calano.
 

Ser pecora

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Un altro professionista che come il più sprovveduto degli amatori incappa nel sovrallenamento.
Mi lasciano perplesso questo commenti, o ci sono problemi di testa o di preparatore.
Inutile spremersi se poi le prestazioni calano.

O forse era più facile non incappare in stanchezza quando bastavano un po’ di pere per evitarla....
 
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O forse era più facile non incappare in stanchezza quando bastavano un po’ di pere per evitarla....
Non era assolutamente quello che intendevo.
Per lui c’è da considerare anche l’infortunio che ha sicuramente influito.
Ma considerando Bardet (il primo che mi viene in mente) le ultime stagioni ha caricato, caricato e caricato ottenendo quasi nulla come risultato.
Alla lunga non paga, visto che è costretto a fermarsi, molto probabilmente avrebbe ottenuto risultati migliori caricando meno o riposandosi di più.
 

Ser pecora

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Non era assolutamente quello che intendevo.

Lo intendo io infatti :-)
Potrebbe essere una possibilità che con controlli più stringenti ci siano meno possibilità di “ricaricare” che in passato. Considerando anche lo stress a cui sottopongono i fisici oggi con le diete estreme (figlie anche quelle di controlli maggiori).

Se si va a guardare i giorni di gara Pinot è nella media dei suoi concorrenti. E credo anche Bardet.
 

bochic

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Io invece penso che il mondo professionistico del ciclismo sia arrivato in un momento storico molto critico dove c'è stata un esasperazione a 360gradi della preparazione e nella vita da atleta dove i cosiddetti "guadagni marginali " hanno influito in maniera preponderante sulla vita dell atleta costringendo tutti ad vivere una vita da atleti al limite dello stress psico fisico per 365 gg l anno, gli atleti che mi sembrano rendere meglio sono proprio quelli che prendono la vita in maniera più leggera concedendosi qualche divagazione fuori dalle gare e sulle gare cambiando anche disciplina
 

Ser pecora

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Io invece penso che il mondo professionistico del ciclismo sia arrivato in un momento storico molto critico dove c'è stata un esasperazione a 360gradi della preparazione e nella vita da atleta dove i cosiddetti "guadagni marginali " hanno influito in maniera preponderante sulla vita dell atleta costringendo tutti ad vivere una vita da atleti al limite dello stress psico fisico per 365 gg l anno, gli atleti che mi sembrano rendere meglio sono proprio quelli che prendono la vita in maniera più leggera concedendosi qualche divagazione fuori dalle gare e sulle gare cambiando anche disciplina

Anche.
Se ne parlava giusto in un altro topic e credo che oggi la componente mentale sia ancora più importante che nel passato, visto che il tipo di preparazione considerata ottimale oggi non è una cosa che si può conciliare facilmente con chiunque. Sono pro, ma non macchinette a gettoni.
Ultimamente, a parte i grossi nomi tipo Kittel, ci sono anche vari altri pro che si sono presi delle pause o hanno cambiato lavoro. Le doti fisiche da sole non bastano più.
 
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RedCaad

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Anche.
Se ne parlava giusto in un altro topic e credo che oggi la componente mentale sia ancora più importante che nel passato, visto che il tipo di preparazione considerata ottimale oggi non è una cosa che si può conciliare facilmente con chiunque. Sono pro, ma non macchinette a gettoni.
Ultimamente, a parte i grossi nomi tipo Kittel, ci sono anche vari altri pro che si sono presi delle pause o hanno cambiato lavoro. Le doti fisiche da sole non bastano più.

la paura di finire dalle stella alle stalle... aggiungici la gogna dei Social, se sbagli o scrivi qualcosa di non politicamente corrette sei ito.

ormai un pò in tutti gli sport, vedi F1 e Motogp, ormai sembrano tutti chierichetti... non dico di arrivare al tamponamento in stile Nannini al DTM ma un pò di rivalità ci vuole.
 
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Ser pecora

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la paura di finire dalle stella alle stalle... aggiungici la gogna dei Social, se sbagli o scrivi qualcosa di non politicamente corrette sei ito.

ormai un pò in tutti gli sport, vedi F1 e Motogp, ormai sembrano tutti chierichetti... non dico di arrivare al tamponamento in stile Nannini al DTM ma un pò di rivalità ci vuole.

Nello specifico del ciclismo, ormai ogni squadra ha un social media manager, che ad inizio stagione soprattutto, istruisce i corridori su come utilizzare i propri social, e poi ovviamente controllano come li usano durante l’anno.

Ovvio che questo porti ad una certa omologazione.
Anche se poi qualcuno che esce dalle righe c’è. A dire il vero in modi non molto furbi come retweet di personaggi politici.
Altri invece si sono creati del seguito proprio grazie alla loro capacità di comunicare più che non per i risultati in se.
I tweet di Chad Haga con cui riassume le tappe sono molto belli ad es.
 
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samuelgol

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.... gli atleti che mi sembrano rendere meglio sono proprio quelli che prendono la vita in maniera più leggera concedendosi qualche divagazione fuori dalle gare e sulle gare cambiando anche disciplina
A me non sembra proprio. Mi pare che sempre più serva essere professionisti e professionali e ci sia sempre meno spazio x le divagazioni....solo che c'è chi regge certi ritmi e chi no. Chi li regge vince chi non li regge scoppia. È selezione anche questa.
Il discorso vale in misura diversa x un pò tutti gli sport. Un Maradona oggi con la vita che faceva non farebbe la differenza di allora. Vivrebbe probabilmente fra alti e bassi. Non a caso i vari Messi e Ronaldo che sono da molto i migliori, sono iperprofessionisti.
 
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RedCaad

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A me non sembra proprio. Mi pare che sempre più serva essere professionisti e professionali e ci sia sempre meno spazio x le divagazioni....solo che c'è chi regge certi ritmi e chi no. Chi li regge vince chi non li regge scoppia. È selezione anche questa.
Il discorso vale in misura diversa x un pò tutti gli sport. Un Maradona oggi con la vita che faceva non farebbe la differenza di allora. Vivrebbe probabilmente fra alti e bassi. Non a caso i vari Messi e Ronaldo che sono da molto i migliori, sono iperprofessionisti.

probabilmente Messi e Ronaldo sarebbero così anche se non fossero personaggi pubblici ma il nostro vicino di casa, il problema forse è in quelli che vorrebbero fare ma il loro stato sociale non gli permette più.
 

Zugnajima#11

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Io credo che le stagioni agonistiche si siano allungate troppo, probabilmente riceverò delle critiche ma lo vedo anche nel calcio. In inverno non c'erano gare, in estate non c'erano partite, ora si gareggia/gioca tutto l'anno, spesso con scarsa "qualità", tipo Giro del paese qualunque o Baffi contro Senza baffi. Tutto, credo, in nome della Televisione...
Sarò nostalgico, ma si stava meglio tempo fa, e credo lo pensino pure molti atleti, avevano più tempo per staccare, per prepararsi ecc.
Ma, ovviamente, potrei sbagliarmi...
 
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Gregario
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.... gli atleti che mi sembrano rendere meglio sono proprio quelli che prendono la vita in maniera più leggera concedendosi qualche divagazione fuori dalle gare e sulle gare cambiando anche disciplina
A me non sembra proprio. Mi pare che sempre più serva essere professionisti e professionali e ci sia sempre meno spazio x le divagazioni....solo che c'è chi regge certi ritmi e chi no. Chi li regge vince chi non li regge scoppia. È selezione anche questa.
Il discorso vale in misura diversa x un pò tutti gli sport. Un Maradona oggi con la vita che faceva non farebbe la differenza di allora. Vivrebbe probabilmente fra alti e bassi. Non a caso i vari Messi e Ronaldo che sono da molto i migliori, sono iperprofessionisti.
si' serve essere piu' professionali, qualcuno ce la fa, qualcuno no. e qualcuno rende meglio se non esaspera l'aspetto professionale.
Non c'e' una ricetta che funziona per tutti.
Riguardo Maradona... non ne sono sicuro. Forse inciderebbe piu' di prima. Credo che abbia ragione Bergami nel dire che con le regole di adesso farebbe 200 gol (esagerando)
 
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XSandro

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COLNAGO
Come dice Samuelgol...c'è chi regge questi ritmi...e chi no...è normale che alla lunga cercando di strafare per non farsi staccare si arriva al punto che il fisico dica basta!
Pinot lo conferma con tutte le sue passate stagioni...è sempre e cmq andato in crisi...forse farebbe meglio a dedicarsi alle corse di un giorno dove riesce ad essere più esplosivo e a ricarsi meglio tra un appuntamento e l'altro della stagione!
Partecipare ai grandtour e per giunta cercare di fare classifica per vincerli o per il podio...non è cosa da tutti...forse semplicemente non è alla sua portata.
 

Ser pecora

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Io credo che le stagioni agonistiche si siano allungate troppo, probabilmente riceverò delle critiche ma lo vedo anche nel calcio. In inverno non c'erano gare, in estate non c'erano partite, ora si gareggia/gioca tutto l'anno, spesso con scarsa "qualità", tipo Giro del paese qualunque o Baffi contro Senza baffi. Tutto, credo, in nome della Televisione...
Sarò nostalgico, ma si stava meglio tempo fa, e credo lo pensino pure molti atleti, avevano più tempo per staccare, per prepararsi ecc.
Ma, ovviamente, potrei sbagliarmi...

Una volta non si correva meno, ma si correva in modo diverso. Nel senso che c’era una parte “spettacolare” più marcata, ma proprio nel senso di “intrattenimento”.
Ai tempi di Coppi e Bartali e compagnia tanto per fare un esempio, correvano in pista in continuazione, anche due gare al giorno, per non parlare di criterium, 6 giorni, etc..leggendaria è la doppia vittoria di Anquetil alla Bordeaux-Paris (600km) e Dauphiné in 24h.
Ma erano gare spesso combinate, correvano in coppie di squadre diverse, etc...il tutto perché c’era un pubblico pagante che amava questo genere di corse.
Oggi questo è rimasto in Belgio/Olanda principalmente, ma se no il ciclismo è su strada e se ne sono impossessati i vari (pochi) organizzatori che detengono il vero “capitale”, ovvero i percorsi.
Gli eventi che contano sono pochi (relativamente al livello di ognuno) e bisogna portare a casa risultati in quelli. E per farlo serve un puntiglio esasperato. Adesso se uno prende 2’ di distacco si parla già di “finito” o “fuori forma”. I primi a pretendere delle specie di robot sono gli appassionati.
I corridori sono solo granelli dell’ingranaggio e non riescono ad avere spazi per se (anche economicamente). Ci stanno provando con le Hammer Séries, ma francamente mi sembrano un po’ una palla...

Secondo me una via la sta tracciando MDVP, che in barba a tutti quelli che lo vorrebbero “specializzato”, si districa alla grande un po’ dappertutto. Monetizzando alla grande oltretutto.
 

pedalone della bassa

Otztaler inside
9 Ottobre 2013
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modena, ma col cuore, ed originario, di Reggio Emi
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(advanced pro nox, argon 18 gallium), ora Cervèlo S3
Io invece penso che il mondo professionistico del ciclismo sia arrivato in un momento storico molto critico dove c'è stata un esasperazione a 360gradi della preparazione e nella vita da atleta dove i cosiddetti "guadagni marginali " hanno influito in maniera preponderante sulla vita dell atleta costringendo tutti ad vivere una vita da atleti al limite dello stress psico fisico per 365 gg l anno, gli atleti che mi sembrano rendere meglio sono proprio quelli che prendono la vita in maniera più leggera concedendosi qualche divagazione fuori dalle gare e sulle gare cambiando anche disciplina


non sono d'accordo. il primo caso che mi viene in mente è Froome. con una forza mentale non comune

ma credo sia la logica conseguenza dell'evoluzione nel mondo dello sport.
come il ciclismo, uguale nel calcio o nel basket (che seguo di più) ed in tutti gli altri sport, non basta avere doti atletiche di elitè, ci vuole anche la famosa "testa da atleta" e "vita da atleta" per 350 giorni all'anno

altro esempio: Tom Brady (per chi segue un po' l'NFL), non ha il braccio "più forte" di altri, non ha la mobilità o la corsa di altri, ma a 42 anni è ancora il migliore. anche durante le vacanze curava l'alimentazione, si teneva "in forma".....
 
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CHIAPPA

Apprendista Cronoman
17 Giugno 2008
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non sono d'accordo. il primo caso che mi viene in mente è Froome. con una forza mentale non comune

ma credo sia la logica conseguenza dell'evoluzione nel mondo dello sport.
come il ciclismo, uguale nel calcio o nel basket (che seguo di più) ed in tutti gli altri sport, non basta avere doti atletiche di elitè, ci vuole anche la famosa "testa da atleta" e "vita da atleta" per 350 giorni all'anno

altro esempio: Tom Brady (per chi segue un po' l'NFL), non ha il braccio "più forte" di altri, non ha la mobilità o la corsa di altri, ma a 42 anni è ancora il migliore. anche durante le vacanze curava l'alimentazione, si teneva "in forma".....

... eh ... certo ... Tom Brady ... facile mantenersi in forma con quella moglie lì ... bonci bonci bobobommmm o-oo-oo-o
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
8.895
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Pampas Lacustre.
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A me non sembra proprio. Mi pare che sempre più serva essere professionisti e professionali e ci sia sempre meno spazio x le divagazioni....solo che c'è chi regge certi ritmi e chi no. Chi li regge vince chi non li regge scoppia. È selezione anche questa.
Il discorso vale in misura diversa x un pò tutti gli sport. Un Maradona oggi con la vita che faceva non farebbe la differenza di allora. Vivrebbe probabilmente fra alti e bassi. Non a caso i vari Messi e Ronaldo che sono da molto i migliori, sono iperprofessionisti.

In parte condivido il tuo ragionamento.
Lo sport professionistico stà sempre piu' andando in direzione IPER, che estremizzando concetto si arriva alla Patologia..
Nel ciclismo professionistico questo forse viene ancor piu' amplificato per il motivo che allenamento e tecnica hanno rapporti di forza diversi da altri sport piu' tecnici..

Cè anche da osservare che professionisti attuali, sembrano mentalmente meno solidi di generazioni precedenti..
Vero che hanno a che fare con fattori che i loro colleghi piu' anziani dovevano affrontare in modi meno estremi..

Vedi cadute.., ci sono sempre state per carità e spesso hanno riguardato anche corridori di vertice. Ma incidenza delle cadute negli ultimi 5? anni sta diventando drammatica e dall'esterno non mi sembra che stiano affrontando il problema in modo adeguato..
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
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Riguardo Maradona... non ne sono sicuro. Forse inciderebbe piu' di prima. Credo che abbia ragione Bergami nel dire che con le regole di adesso farebbe 200 gol (esagerando)
Le regole che tutelano i giocatori talentuosi contro i falli sistematici, lo aiuterebbero. La Var però gli avrebbe tolto qualche gol :mrgreen:. Io credo che nelle condizioni fisiche in cui si presentava in campo, con i ritmi di oggi, sarebbe costantemente anticipato. Se la palla non ti arriva, è difficile che riesci a fare dribbling, tiri, gol ecc. Al giorno d'oggi anche i migliori in assoluto, sono ottimamente preparati fisicamente. I Cassano con la panza fanno una partita buona e 4 assenti (fatte le debite proporzioni tra Cassano e Maradona). E una squadra non può permettersi, palla agli altri, di avere un giocatore che non corre. Una volta giocavano in 60 metri, c'erano più spazi, attaccavano gli attaccanti e qualche centrocampista, difendevano i difensori e qualche centrocampista. Ora giocano in 30 metri, ti sono subito addosso in 3 tagliando le linee di passaggio quindi devi muoverti per ricevere palla, attaccano in 11, perchè anche il portiere deve saper giocare con i piedi (Alisson ti mette la palla sul piede con rinvii di 60 metri) e difendono in 11. L'attaccante è il primo a pressare sul difensore che imposta. Anche l'attaccante più talentuoso deve farlo e lo fa. Non cammina più nessuno.
..........
Cè anche da osservare che professionisti attuali, sembrano mentalmente meno solidi di generazioni precedenti..
Vero che hanno a che fare con fattori che i loro colleghi piu' anziani dovevano affrontare in modi meno estremi....
La grossa differenza la fa internet, i social, gli smartphone e la conseguente morbosa a volte oppressiva attenzione mediatica. Ora devi stare sempre sul pezzo, non puoi sgarrare mai e se lo fai tempo zero lo sa tutto il mondo. Tutto ciò si tramuta in costante pressione mentale. Una volta, magari ti facevi la sbronza, la serata in discoteca, l'amante o similia e si sapeva solo se ti diceva sfiga che in quel momento lì c'era un paparazzo. Se ora un professionista qualsiasi si tira una piomba, o fa qualsiasi sgarro, tempo zero qualche smartphone ti riprende e in un'ora da Tokio a New York lo sanno tutti. Sempre che non sei tu stesso, che ubriaco, ti autoriprendi mentre fumi, bevi e bestemmi e poi posti il tutto su internet. C'è Strava. Magari il DS pignolo ti dice di mandargli i file, non puoi mica più dirgli che hai fatto 4 ore se non è vero perchè magari reduce dalla disco ti sei alzato a mezzogiorno con un chiodo piantato in testa. Reperibilità e passaporto biologico: non solo non puoi più ""aiutarti"" liberamente specie lontano dalle gare (il che è anche un bene), ma stare sempre attento a mail, dire dove sei, quello che bevi, che mangi ecc.ecc.ecc.
Ovviamente la diffusione mediatica ha anche accresciuto i guadagni. Il risvolto positivo (per chi guadagna) della medaglia.
 
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