ovviamente chi si preoccupava della privacy non era e non è un coglione visto anche il possibile conflitto di interessi di chi ha il compito di realizzare quest'app
tuttavia quello davvero preoccupante, a pochi giorni dal via è
1 - il cambio di rotta architetturale: chi non è del mestiere magari immagina solo vagamente qual è il ciclo di vita di un software, banalizzo e semplifico: analisi, progettazione, sviluppo, test a ciclo continuo, messa in esercizio (ci sono anche altri pattern, ma escludo siano stati utilizzati). Cambiare un'architettura equivale a cominciare quasi da zero. Ripeto questo a pochi giorni dal via. Non ci sono i tempi per una cosa che parta col piede giusto, in un contesto in cui già l'analisi per forza di cose non è definitiva con gli scenari e le esigenze che mutano giornalmente, e il cambio architetturale ne è la dimostrazione.
2 - L'app è solo la parte client, si fa sempre riferimento al salvataggio su fantomatici server o meno. Ok. MAAAAA POOOOI? Il vero sistema, il cuore è quello che viene fatto delle interazioni tracciate dai dispositivi, indipendentemente da dove, come,quando e se vengano memorizzate. Nel sito del ministero a fronte di fiumi di parole riguardo all'app, il sistema di backend, ripeto la parte più importante, viene liquidata cosi: Inoltre sarà necessaria l’integrazione delle indicazioni e dei protocolli sanitari stabiliti dal Ministero della Salute e dalle autorità sanitarie. STOP
Questo è, ad esempio, uno scenario di possibile processo:
Capite quanto conta l'app in tutto ciò? 0,0000000001
conta quanto è ben definito e applicabile il processo che sta alla base
quanto e come è digitalizzato, che impatta anche sui tempi di esecuzione.
nel caso di esigenza di tamponi o test rapidi, conta la tempestività altrimenti si rischia di trovarsi con un numero di falsi positivi esagerato e difficile da testare tempestivamente. Un cane che si morde la coda. E questi sono concetti che vanno definiti in fase di analisi, ossia all'inizio del processo di sviluppo. Una volta definiti, visto l'impatto sulle libertà personali, mi sarei aspettato che fossero stati condivisi.
Non essendo stati condivisi, non mi meraviglierebbe se, appunto, non siano ancora stati definiti, figuriamoci implementati...mancano pochi giorni.
Tornando alle preoccupazioni, mi preoccupa, dunque, che il dibattito si sia incentrato solo sulla privacy. Grandi levate di scudi, video, petizioni, lettere di professoroni...mah
Imho non c'è il tempo per questa integrazione con i sistemi della pubblica amministrazione (mi scappa la risata mettendo sistemi e pa nella stessa frase). La soluzione più sensata sarebbe quella meno impattante per gli utenti, ovvero nessun obbligo, nessuna integrazione con la pa, solo confidare nel senso di responsabilità delle persone che, se notificate, magari evitano di andare in metro o al concerto. Già se il 50% del 60% che dovrebbe scaricare l'app attuasse un adeguato distanziamento in caso di notifica si otterrebbe un discreto risultato. In questo modo installare l'app sarebbe nell'interesse di ognuno.
Ma così non sarà e mi aspetto l'ennesima pagliacciata di un gruppo di ignoranti che tratta da ignoranti un popolo di ignoranti che in quanto tale si sentirà trattata da ignorante e tale rimarrà.