Freni a disco: pregi e difetti (Parte 4)

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Avevo dubbi sulle velocità di @Ipercool ,ed ho guardato le mie , effettivamente le velocità sono quelle .
Sapevo di andare forte in discesa (calcolando che giro con una doppia da 32-22 e 11 dietro) , ma non avrei mai detto che i picchi di velocità in certi tornanti erano quelli.
Il tempo è il 7:36 , Ragionier Filini :))):
 
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bonny92

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16 Luglio 2017
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Avevo dubbi sulle velocità di @Ipercool ,ed ho guardato le mie , effettivamente le velocità sono quelle .
Sapevo di andare forte in discesa (calcolando che giro con una doppia da 32-22 e 11 dietro) , ma non avrei mai detto che i picchi di velocità in certi tornanti erano quelli.
Il tempo è il 7:36 , Ragionier Filini :))):
Ho guardato anch'io ora su strava su una discesa che conosco (discesa di Zone per i bresciani)
38,2 km/h sulla curva sotto, diciamo che non è proprio il massimo dell'affidabilità eccobella cumpaed uso un sensore di velocità, quel tratto lo faccio a meno di 15km/h dato che passa, o una macchina, o io in bici, insieme non sa da fare.
Poi oh magari altri sono giusti eh, solo che erano velocità che mi sembravano strane tutto qui.
Nel dubbio buttateci un occhio sul computerino quando fate un tornante o una curva voi che ci vedete, se lo faccio io mi amazzo di sicuro che nel garmin 520 non vedo una fava neanche in pianura a passeggio!
Detto questo scusate per :offtopic: che non ha niente a che vedere con i dischi, vabbè che qui è pieno uno più uno meno!

Annotazione 2020-08-18 180626.png

Annotazione 2020-08-18 181506.png Annotazione 2020-08-18 181356.png Annotazione 2020-08-18 181300.png
 

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Ho guardato anch'io ora su strava su una discesa che conosco (discesa di Zone per i bresciani)
38,2 km/h sulla curva sotto, diciamo che non è proprio il massimo dell'affidabilità eccobella cumpaed uso un sensore di velocità, quel tratto lo faccio a meno di 15km/h dato che passa, o una macchina, o io in bici, insieme non sa da fare.
Poi oh magari altri sono giusti eh, solo che erano velocità che mi sembravano strane tutto qui.
Nel dubbio buttateci un occhio sul computerino quando fate un tornante o una curva voi che ci vedete, se lo faccio io mi amazzo di sicuro che nel garmin 520 non vedo una fava neanche in pianura a passeggio!
Detto questo scusate per :offtopic: che non ha niente a che vedere con i dischi, vabbè che qui è pieno uno più uno meno!

Prova a fare lo zoom su quel tratto di percorso e analizza solo la curva e vedi il picco minimo di velocità , cosi in grande facile che sballa, anche per mè 38 km\h li vai dritto per siepi :))): poi comunque ci sarà un margine di errore pure su strava ,.
 

buras

Pignone
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Premetto che ho avuto solo bici disco per il momento, una gravel come prima e la bdc attuale, quindi non ho mai provato i Rim.
Su discese con tratti lunghi molto ripidi secondo voi quale sistema è migliore?
Io sono abbastanza fermo in discesa, pure in salita eh, recententemente mi è capitato di fare una discesa con tratto di circa 5 km molto ripido, 11% medio strada stretta con dirupo da un lato, e sarà che non la conoscevo per niente e mi sembrava di prendere troppa velocità ma l' ho fatta per larga parte frenato.
Alla fine del tratto in oggetto mi sono fermato per fare raffreddare l' impianto, non che abbia avuto problemi particolari ( un po' di fischi e forse un leggero calo di potenza) ma ho avuto l' impressione di averlo stressato più del dovuto.
Non credo sia tanto un problema dell' impianto ma piuttosto delle mie scarse capacità di discesista comunque volevo chiedervi se i Rim in una situazione del genere sarebbero andati in crisi prima o avrebbero tenuto meglio botta.
 

MP_nella_BG

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Premetto che ho avuto solo bici disco per il momento, una gravel come prima e la bdc attuale, quindi non ho mai provato i Rim.
Su discese con tratti lunghi molto ripidi secondo voi quale sistema è migliore?
Io sono abbastanza fermo in discesa, pure in salita eh, recententemente mi è capitato di fare una discesa con tratto di circa 5 km molto ripido, 11% medio strada stretta con dirupo da un lato, e sarà che non la conoscevo per niente e mi sembrava di prendere troppa velocità ma l' ho fatta per larga parte frenato.
Alla fine del tratto in oggetto mi sono fermato per fare raffreddare l' impianto, non che abbia avuto problemi particolari ( un po' di fischi e forse un leggero calo di potenza) ma ho avuto l' impressione di averlo stressato più del dovuto.
Non credo sia tanto un problema dell' impianto ma piuttosto delle mie scarse capacità di discesista comunque volevo chiedervi se i Rim in una situazione del genere sarebbero andati in crisi prima o avrebbero tenuto meglio botta.

Io ho avuto i rim (sia con ruote in alu che carbonio), adesso ho disc...ma la differenza la senti nettamente quando riprendi una bici rim, come mi capita quando, a volte, qualche amico mi chiede di provare la mia bici con i dischi, ecco li ti rendi conto della diversità di frenata.

In una discesa come quella che dici te, con i rim e le ruote in carbonio, secondo e come, avresti anche potuto rischiare di bruciare le piste frenanti e di sicuro ti saresti affaticato di più a scendere, perchè frenare con i rim è più faticoso. Con cerchi in alluminio non avresti rischiato di rovinare il cerchio, ma avresti fatto comunque pià fatica a scendere e frenare.

I dischi vanno a temperature più alte rispetto a quanto vanno i cerchi con freni rim, ma non è questo il punto, il punto è:
a fare la stessa discesa quanto mi avvicino al punto di riscaldamento critico entro il quale il sistema frenate (rim o disc che sia) smette di funzionare bene?
Nel senso, e dico cifre a caso eh..., se i dischi mi vanno a 250 gradi ma fino a 300 funzionano bene, ok nessun problema,
se i rim mi vanno a 50 gradi ma a 55 iniziano a dare problemi, beh qualche problema c'è...quindi non è la temperatura in se il problema, ma quanto ci si avvicina alla temperatura critica. Inoltre, se surriscaldi un disco, nel peggiore dei casi lo ovalizzi e vetrifichi le pastiglie: 70 euro disco dura ace e pastiglie e hai risotlo; se bruci la pista frenante di una ruota in carbonio butti la ruota.
 
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faberfortunae

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sempre una in meno...
Io ho avuto i rim (sia con ruote in alu che carbonio), adesso ho disc...ma la differenza la senti nettamente quando riprendi una bici rim, come mi capita quando, a volte, qualche amico mi chiede di provare la mia bici con i dischi, ecco li ti rendi conto della diversità di frenata.

In una discesa come quella che dici te, con i rim e le ruote in carbonio, secondo e come, avresti anche potuto rischiare di bruciare le piste frenanti e di sicuro ti saresti affaticato di più a scendere, perchè frenare con i rim è più faticoso. Con cerchi in alluminio non avresti rischiato di rovinare il cerchio, ma avresti fatto comunque pià fatica a scendere e frenare.

I dischi vanno a temperature più alte rispetto a quanto vanno i cerchi con freni rim, ma non è questo il punto, il punto è:
a fare la stessa discesa quanto mi avvicino al punto di riscaldamento critico entro il quale il sistema frenate (rim o disc che sia) smette di funzionare bene?
Nel senso, e dico cifre a caso eh..., se i dischi mi vanno a 250 gradi ma fino a 300 funzionano bene, ok nessun problema,
se i rim mi vanno a 50 gradi ma a 55 iniziano a dare problemi, beh qualche problema c'è...quindi non è la temperatura in se il problema, ma quanto ci si avvicina alla temperatura critica. Inoltre, se surriscaldi un disco, nel peggiore dei casi lo ovalizzi e vetrifichi le pastiglie: 70 euro disco dura ace e pastiglie e hai risotlo; se bruci la pista frenante di una ruota in carbonio butti la ruota.

il surriscaldamento di un impianto a disco è molto più repentino e pericoloso rispetto ad un impianto a rim.
lo dico per esperienza personale.
non è vero che surriscaldando le piste di ruote a pattini tu le debba per forza "bruciare" o "bozzare"..
Al contrario la biscottatura (e sua perdita di funzionalità) di un disco è pressoché inevitabile se lo usi in modo prolungato o smodato e dopo effettivamente la perdita di forza frenante è netta ed immediatamente avvertibile.
 

sembola

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22 Aprile 2004
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verde
il surriscaldamento di un impianto a disco è molto più repentino e pericoloso rispetto ad un impianto a rim.
La mia esperienza è completamente diversa, il fading è progressivo, al di là del fatto che non è così comune (in quasi vent'anni di discese offroad appenniniche da freni in mano l'ho percepito un paio di volte o tre).

Quello che invece può essere reale è il rischio della vetrificazione delle pastiglie, ma basta passare alle metalliche e passa la paura.
 

faberfortunae

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sempre una in meno...
Magari scollava il tubolare... Vuoi dire che il freno a disco potrebbe essere meno sicuro in quelle condizioni!?

ma che scollava il tubolare, per favore.

per uno che si attacca ai freni e non sa frenare in montagna, paradossalmente, sì...
il rischio di mandare fuori uso l'impianto frenando male si verifica proprio in quei casi.
Cuoci il disco e ne riduci lo spessore fino a non frenare più o frenare in modo molto debole o consumi velocemente le pastiglie (che magari non sono adatte per quell'utilizzo) e allora sono dolori per tornare giù a valle...
coi pattini i cerchi li puoi rovinare, vero, ma non ti lasciano a piedi. Scendi e poi magari li devi buttare perché hai rovinato la pista (ipotesi abbastanza rara, ma possibile)...: i pattini puoi consumarli velocemente solo se subentrano componenti abrasive particolari (pioggia, sabbia ecc.. ) altrimenti giù ci arrivi; puoi stringere l'archetto ed avvicinare quel che resta per frenare.
tutto questo per uno che frena male, ovvio.
normalmente il disco idraulico è molto più sicuro perché non ti fa mai andare lungo (a meno che tu non sia un kamikaze) e ti richiede minore sforzo nell'azionamento.
 
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faberfortunae

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sempre una in meno...
La mia esperienza è completamente diversa, il fading è progressivo, al di là del fatto che non è così comune (in quasi vent'anni di discese offroad appenniniche da freni in mano l'ho percepito un paio di volte o tre).

Quello che invece può essere reale è il rischio della vetrificazione delle pastiglie, ma basta passare alle metalliche e passa la paura.

off road appunto, la MTB non è un termine di paragone affidabile. Le discese sono diverse.
la vetrificazione, come anche il consumo anomalo sono robe che possono verificarsi soprattutto per quelli che frenano male/troppo...
 

faberfortunae

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sempre una in meno...
La mia esperienza è completamente diversa, il fading è progressivo, al di là del fatto che non è così comune (in quasi vent'anni di discese offroad appenniniche da freni in mano l'ho percepito un paio di volte o tre).

Quello che invece può essere reale è il rischio della vetrificazione delle pastiglie, ma basta passare alle metalliche e passa la paura.
30/40 minuti di discesa (alpina) su strada sono una situazione diversa... magari col freddo (che ti porta a diminuire la velocità e a non lasciar correre la bici) o con curve ripetute a doppia pendenza: a me è capitato. Ho benedetto di avere lo sram hydro ma al contempo mi sono reso conto che bisognava sollecitarlo correttamente (alternando pinzate decide ) per non portarlo al limite... frenare a cazzo, come magari avrei fatto sulle ruote rim mi avrebbe portato a cuocere i dischi (esperienza capitata) o a consumare (vetrificare) le pastiglie. E giù, a quel punto, se la fai grossa grossa, fatichi a tornare...
 

stambecco

Maglia Gialla
14 Giugno 2005
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cane sciolto
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si
mica vero.
se ad esempio avesse montato tubolari su ruote in carbonio, magari di ultima generazione, con pattini in sughero?

Con questa configurazione di cui parli, cerchi corima non di ultima generazione, non ho mai avuto problemi ne' di scollamento tubolare ne' di danni alla pista frenante che anzi dopo 10 anni è ancora pari al nuovo.
C'è da dire che discese alpine o simili ne' ho fatte poche durante la vita di queste ruote ma anche in tale occasione tutto ok.
 

sembola

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30/40 minuti di discesa (alpina) su strada sono una situazione diversa...
Mi resta difficile credere che una discesa 1200 metri di dislivello su pendenze sempre superiori al 15% in fuoristrada, praticamente sempre a freni pinzati, in cui non puoi quasi mai dare "pinzate decise" ma sei costretto a modulare in base al terreno, possa essere molto meno impegnativa per un impianto frenante.

Ad ogni modo, o la tecnica e la scelta del materiale contano sempre o non contano mai, non può essere un argomento da invocare a giorni alterni.
 
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il surriscaldamento di un impianto a disco è molto più repentino e pericoloso rispetto ad un impianto a rim.
lo dico per esperienza personale.
non è vero che surriscaldando le piste di ruote a pattini tu le debba per forza "bruciare" o "bozzare"..
Al contrario la biscottatura (e sua perdita di funzionalità) di un disco è pressoché inevitabile se lo usi in modo prolungato o smodato e dopo effettivamente la perdita di forza frenante è netta ed immediatamente avvertibile.

1)Il RISCALDAMENTO è repentino, il SURRISCALDAMENTO (ovvero quando va oltre la temperatura di normale funzionameno) anche no.
2)Non ho detto che le piste si debbano PER FORZA bozzare o bruciare, ma che può succedere e se succede butti la ruota
3)Allo stesso modo, non è detto che avvenga la "biscottatura" ma se avviene risolvi con poco
4)La probabilità che avvenga la biscottatura e la bruciatura di un disco è più o meno la stessa, a parità di (in)capacità di frenare
 

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mica vero.
se ad esempio avesse montato tubolari su ruote in carbonio, magari di ultima generazione, con pattini in sughero?
Non avrebbe frenato una mazza: lo dico per esperienza: quando avevo le Fulcrum Speed 40C provai i pattini in sughero perchè tutti dicevano "ah come questi non ce ne sono"...a me pareva che non frenassero una mazza, al più rallentavano. Con i pattini rossi originali Fulcrum, invece, la frenata era paragonabile a quella che avevo sulle R0 in alu (dopo averci preso un po' la mano e capito che frenano in modo diverso),
 

stambecco

Maglia Gialla
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Non avrebbe frenato una mazza: lo dico per esperienza: quando avevo le Fulcrum Speed 40C provai i pattini in sughero perchè tutti dicevano "ah come questi non ce ne sono"...a me pareva che non frenassero una mazza, al più rallentavano. Con i pattini rossi originali Fulcrum, invece, la frenata era paragonabile a quella che avevo sulle R0 in alu (dopo averci preso un po' la mano e capito che frenano in modo diverso),


Infatti ogni cerchio dovrebbe avere i suoi pattini dedicati
 

samuelgol

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30/40 minuti di discesa (alpina) su strada sono una situazione diversa... magari col freddo (che ti porta a diminuire la velocità e a non lasciar correre la bici) o con curve ripetute a doppia pendenza: a me è capitato. Ho benedetto di avere lo sram hydro ma al contempo mi sono reso conto che bisognava sollecitarlo correttamente (alternando pinzate decide ) per non portarlo al limite... frenare a cazzo, come magari avrei fatto sulle ruote rim mi avrebbe portato a cuocere i dischi (esperienza capitata) o a consumare (vetrificare) le pastiglie. E giù, a quel punto, se la fai grossa grossa, fatichi a tornare...
Sbagli. Una discesa in mtb di quelle vere è mille volte più impegnativa x i freni che su asfalto. In mtb, in vita mia la discesa più lunga che ho fatto è stata il Lavaredo Supertrail, dalle 3 Cime. 25 minuti. In mtb bene o male freni tanto....non puoi lasciare andare la bici a 40/50 perché è del tutto fuori controllo.
Su strada 30/40 minuti di discesa non esistono...non sulle Alpi almeno. Non so se possono esistere in qualche parte del mondo.
X darti un riferimento, Giau e Valparola lato San Cassiano ma fino a La Villa, quindi con pianura, ci metto entrambe 11 minuti. Il Pordoi lato Canazei fino al bivio Sella mi pare 7 o 8. Dal Gardena a Corvara, anche qui con pianura 13 minuti. La Mendola sopra casa mia, 14 minuti...sono 900 mt in 16 km. Che discesa fai tu in 30/40 minuti?
Non ho mai cotto un disco in vita mia....qui leggo (non da te) che lo consumi in una discesa...ma quando mai. Ste sciocchezze non si possono sentì.
 
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