Sei anni fa esatti a oggi (avevo 62 anni), uscivo dall'ospedale in ambulanza e sedia a rotelle, dopo essere stato investito sulle strisce pedonali. Sfondamento del piatto tibiale di 2 cm, inserto osseo e piastra in titanio, più scomposta di ulna e radio. Un mese di sedia a rotelle, fisioterapia quotidiana e un mese di doppia stampella e un mese di stampella singola. Appena tolta la stampella, subito in mtb con gli spd (della bdc non fidavo ancora perché la avevo scoperta un paio di mesi prima dell'incidente). Quindici giorni dopo risalito anche in bdc con gli attacchi . La bici da corsa con gli attacchi mi è stata preziosa per riabilitare il ginocchio e i muscoli rimasti inattivi per tre mesi, perché gli attacchi mi garantivano una posizione corretta della gamba e del ginocchio. E' stata fondamentale la risposta psicologica immediata, superare subito ogni remora mentale.
Alla seconda uscita avevo già familiarizzato con gli attacchi.
P.S: circostanza singolare. La mattina dell'incidente, ero uscito presto in bici prima di andare al lavoro (all'ora di pranzo sarei stato investito). Tornando a casa mi dimenticai degli attacchi (ero alle primissime armi) e fermandomi trasversalmente a una salita ripida franai di lato. Mi sembrava, per quel giorno, di aver avuto già la mia parte di sfiga, non immaginando cosa mi attendeva cinque ore dopo...
Anch'io senza bici non mi sarei rimesso, camminare dopo due anni è ancora una pena. Il rinforzo relativo attuale arriva dalla bici, unico esercizio possibile con frammenti sparsi per mezza coscia.
Da 68 a 69 anni, ho perso un anno senza callo osseo e con due mesi di allettamento (vertebre), poi con stampelle più di un anno e mezzo, un pezzo della testa del femore è in giro e non guarirà più, infine dieci cm di femore polverizzati si stanno lentamente ricostruendo.
Tutto per dire che i tempi di non "allenamento" (allenamento è tuttora una parola grossa) sono stati di 16 mesi e da ciò gamba debole (molti cm di muscolo persi) e ginocchio che in certi momenti non mi sorregge. E fa male tuttora, dopo tre tagli durante il '19... legamenti, menisco?
È logico che per adesso non osi pensare ai lock, anche perché per tutte le pedalate della mia vita non mi sono mai attrezzato da ciclista, quindi esperienza zero.
Ci stavo arrivando, stavo per acquistare scarpe e pedali a sgancio rapido...poi il crash.
Per pochi mesi, nel 1985, ricordo che usai le gabbie con cinturino... mai più. Però facevo anche 10 uscite in bici all'anno, mai pensato di fare del ciclismo appena serio. Tuttavia mi accorsi della pericolosità dei cinturini...
Solo gradualmente, dal 2010 ca in avanti, ho cominciato a voler girare di più, traendone vantaggi... ma niente bici evoluta, niente accessori, niente esperienza.
Adesso per concludere non è per me il momento di bloccare il piede sul pedale.
È una posizione mentale? Direi di no, sono caduto tre volte anche solo per perdita di equilibrio da fermo... aspettiamo il rinforzo, ci sto lavorando, poi...