quello che racconti è molto frequente, specialmente nei distretti più avanzati sotto il profilo industriale.
qui c' è gente che purtroppo non ha ancora capito che nei prossimi mesi quando cesseranno i divieti di licenziamento scoppierà il caos se non parte un piano di rilancio serio (che vuol dire
restare aperti condizionando ogni attività all'agibilità sociale derivante o da vaccinazione o da negatività real
time da tampone rapido).
il cane però si morde la coda: procediamo a ritmi caraibici con le punture ed il responsabile che doveva pensarci ( e che ha dovuto nel frattempo occuparsi di mascherine, tamponi, presidi di sicurezza, test tamponi rapidi , vaccini, aghi, siringhe, allestimento spazi vaccinazioni, e forse anche della importazione delle Trek NEW Emonda che non arrivano più) pare essere inamovibile ed insuscettibile di essere chiamato a rispondere delle inefficienze di questi giorni.
e la cosa che dispiace di più è che a farti passare per uno che antepone l'economia alla salute (abbastanza umiliante già di per sé) sia, mediamente, sempre chi ha il proprio cu.o al calduccio potendo contare sull'accredito sicuro dello stipendio a fine mese e della sicura conservazione del posto di lavoro.
andrà tutto bene, scrivevano.
edit. leggo ora dall'Huffpost Domenico Arcuri "Presto per bilanci, non siamo in ritardo per i vaccini".
Ok, ora sono più tranquillo.